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BALDISSEROTTO. Il segretario generale L. Skismit Doda. 21 Giugno. LEGIONE ARTIGLIERI VOLONTARI VENETI BANDIERA E MORO. Artiglieri ! La destinazione a vostro capo, che mi dava la Commissione militare, mi lusinga ollremodo —. Testimone del vostro valore, nessuno più di me può conoscervi ed apprezzarvi. La bella fama che vi siete acquistata fra l’esercito ed i cittadini di questa terra carissima, ha il suo eco
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338 E mentre il prego, il gemito A quell’aitar s’ergea, La grazia non piovea Sul letto del dolor? 0 immacolata Vergine, Madre di grazia eterna, Conserva in cor de’Veneti Quella virtù superna, Che nel sentirsi libero S’è desta in ogni petto Con quel sublime alletto Che ispira il patrio amor. Quando il suo popol vide Fatto di se signor? Ma questa terra eroica, Che regge ad ogni prova
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equi Caroli Capelli legali "veneti. Non ingratus herus sonipes memorande sepulcrum hoc libi prò meritis haec monumenta dedit■ Obsessa urbe , i53o. 111. idus Martii. ,
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doveano aver parte principale nei gravi avvenimenti, ivi pure con raro acume pronosticati, che misero sossopra quel nobilissimo reame, ci ricorda il giusto giudizio che di tutti in generale i diplomatici veneti porta il Tommaseo nella prefazione alle Relazioni di Francia da lui pubblicate: « Ils apprécient Catherine de Médicis, les Guises, les Valois, les Bourbons avec une rare impartialité d’esprit
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a lui fatta consegnare, stava espresso , era stato dal Direttorio scritto al General Bonaparte, e che di più era stato ordinato l’arresto di due Ufficiali, che si erano meschiati nelle rivoluzioni , ultimamente nfe‘Stati Veneti accadute. Quello poi sta scritto in quella Carta, che non ha per vero dire altra autenticità, che la sola marca del Direttorio, me lo confermò poi a voce io stesso Direttore Bar-ras
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direttamente di prendere l’armi contro i medesimi, avevano ima,-ginato una rivoluzione per armarsi e piombargli contro ne’momenti , ne’ quali il nemico gli stava di presso : che lo provava Tesser egli stato costretto di aprirsi il passo della Lombardia sempre combattendo , e disarmando torme di Villici , sostenuti , e diretti da’ Veneti . Che era colpa Veneta , se il Buonaparte venne costretto a segnare
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¿8. avevano tutta l’apparenza di onestale che in segàito furono scoperte? sedutrici, e malefiche (jjv Non trascuravano i Veneti Ministri alle Corti di tener ragguagli a-to sì il Senato, che il Tribunale degl’Inquisitori di tutte quelle notizie, che influire potevano a regolare le pubbliche .direaiani. Da Torino era stato eletto alla Residenza di Londra il Segretario Cor Rocco Sanfermo
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Ss • Alle ore so. circa comparvero dinanzi la Carica il suddetto Lermite, gli Uffiziali Francesi , e due dalli suddetti Bergamaschi , cioè Locatelli , e Tomini senza l’intervento d’alcun Cremasco. La Carica accolse questa visita colla consueta imperturbabilità , e Lermite , che fu il solo , che parlò allà Carica stessa in presenza di tutti gli LJffiziali Veneti prigionieri , che colà si trovavano
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, ognuno conoscer doveva, che ,le disgra« „ zie della guerra avevano massimamente ad essere portate nell’Ita-„ lia, sebbene in allora le truppe Francesi non avessero oltrepassate „ le Alpi. Spogli com’erano li Veneti Stati di benché menoma di- ffc* ( 1 ) I Savj del Consiglio al tempo di queste Comunicate, erano i NN. HH. Antonio Zen, Filippo Calbo, Giacomo Grnnani, Niccolò Michiel, Zuanne Mo-liti, e Daniel Dolfin K. G 2
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dell’impossibilità d’un attacco improviso per parte de’Francesi, sprovveduti di tutti i mezzi analoghi in vista massime di 206. Legni armati , attesero a vedere le commissioni , che davansi al K. Condulmer- e perciò il Savio attuale Zan Antonio Ruzzini si pose a dettare una lunga serie di Articoli fra quali v’era la salvezza delle vite, sostanze, Religione, e che l’Arsenale fosse presidiato da soli Veneti
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dell’Estuario medesimo, vivissimo essendo ne’sudditi il desiderio di perpetuare la gloria del Veneto .Nome. Quindi è, che la-debolezza, e la poca costanza j dimostrate in Verona dal Provveditor Generale Cav. Niccolò Foscarinì irritato avevano l’animo de’Veneti a segno, che nel giorno 18. Luglio dovendosi eleggere Capitani© a Bergamo in luogo del zelante Cittadino Alessandro Ottolini, fu con pienezza di voti
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ad essi il passaggio per mare sui ffumi facendo uso delie Calere; chiamò i Veneti stretti Amici degli Austriaci, e tanto più pericolosi nemici della Francia, quanto che simulata considerava la professata amica condotta di VV. EE. verso la Francia, che tale era il sentimento vero del suo Governo. Quindi trascorrendo 1’ articolo degli Emigrati formò argomento di massima accusa , oltre l’occupazione di Peschiera
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Francese in Italia, rimanessero i Pubblici Stati esposti al pericolo d’esse ingojati per conquista dalla preponderante forza della Augusta Casa d’Austria ; ed in fine il dover allearsi con una Nazione , il cui nome erasi reso odioso a’sudditi, e delle cui prave intenzioni parlavano tutti i Veneti Ministri alle Corti, e li Rappresentanti delle Provincie, non che il Cav. e Procurato!- Francesco Pesaro
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, comprovato quanto alla Francese dal-V uniformità de’sentimenti espressi nelle, tante Carte: del Direttorio, di lui Generale, e de’Comandanti, dal non aver cesso in passato il suo riguardo verso dei chiari diritti della Repubblica Veneta al sentimento delia sua forza, e meno potrà temersene in avvenire dopo tanti servigj riportati dalle sue Truppe nei Veneti Stati senza veruna compensazione
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una gran strage. Rilevai pure dallo stesso Direttore , che era. stato trovato- un Prolama segnato dall’ Eccellentissimo Battaja. Provveditor Estraordinario in Terraferma , col quale venivano eccitati li Sudditi: Veneti, ad uccidere quanti; Francesi avessero ritrovati . Io gli dissi , che non sapeva niente di questo nuovo avvenimento:, che mi sembrava per altro sommamente strano , ed inverisimile
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aveva a’Tirolesi di voler far una gita nel loro paese * cominciò dunque dal corromperli col mandar ad essi grossa somma di grani (tolti a’Veneti) a sollievo del* la cruda carestia3 da cui erano afflitti 5 e poscia ai 30. di Agosto con un seducente manifesto tentò di consumare la seduzione. Ma se egli intendeva di assalire i Tedeschi nel Tirolo non istavasi il vecchio Maresciallo ozioso. Aveva egli in Agosto
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d’Austria potesse dirigere contro l’incolumità , ed integrità delti Veneti Possessi : che una tal misura di sicurezza avvenire , di garantía dell’ attuale sua politica esistenza era troppo necessaria , che si fosse dall’Eccellentiss. Senato procurata: che egli era d’opinione, che non si dovesse far alcun mistero di siffatta negoziazione: che la Casa di Austria non poteva trovar strano, nè impedir
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*35 ’uèlle-stesse identifiche parole, alle pubbliche riflessioni, niente dovendo Testar occnlto alla ponderazion della Consulta . Segue il tenor della significazione. La comparsa celli Veneti Stati dell’Armata Francese ha prodotto il pii vivo mal umore ne’sudditi; taluni si supposero perfino abbandonati dalla pubblica protezione, e qualche ingrata apparenza ne accrebbe generalmente l’opinione
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prontezza nelle copiose somministrazioni di tutti li generi richiesti per il loro sostentamento . Ma queste vanno ogni giorno più aumentandosi , e divengono così eccedenti le ricerche, che nelle circostanze dello Stato si rende impossibile di verificarle; oltre di che le grandissime summe di Soldo per parte delli Veneti esborsate per le fatte somministrazioni , restano ancora intieramente-scoperte
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ulteriori con esattezza , e precisione, e qualora le miè sollecitudini siano con clemenza accolte, continuerò a ritrarre conquesto mezzo tutti i lumi , e cognizioni possibili . Posso intanto per voce uniforme accreditata di quei, che furtivamente fuggirono, assicurare V. Serenità , che furono rispettati, allorché si annun* ztarono per -sudditi Veneti, ma che ebbero, cornei Milanesi, la negativa assoluta
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