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à tale incarico , Cubat cy,a,„i Chiaus, üato qui ancora poco dianzi, e’I Bailo gli accompagnò Veneti^ a i * • t • • ti • /* « /• ir dimandar nel viaggio, Luigi tfuonrizzo, fuo Segretario; tìngendo far- * u!igi lo » per dar più credito all’efpeditione ; Ma fù il vero ogget-to, perche potefse , oltre alla continenza del difpaccio , che *¿?¡*¡¡ gli conjignò , informar’ anche con la propria voce
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72¿ DE' FATTI VENETI i¿44- za, la ricupera del fuo dominio , & il ben’effere del Pren» cipato dal zelo, e dall’aifetto della República per le con-tinue aififtenze , e fauori ricceuuti . Fugli Caftro effettiua-mente reftituito con le forme , e nello (lato , che s*era_, per appunto nelle conuentioni pattuito , e fù praticato il mede fimo da tutti gli altri nei lelfanta giorni prefcritti
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1$ ■ DE FATTI VENETI V O L V M E TERZO LIBRO NONO. ARGOM£NTO. Il Duca di Feria auuerfo alla República . Impedifce nella Retta, il pafjfo alle fue genti non oflanti le diligenze d‘ Antonio Anteimi Recidente . /-Imperai or AJatthias muore. Conte Pallatino contrario alla fticce(Tione dell* Arciduca Ferdinando . Finalmente afjunto alla Corona . Lorenzj) Vemer Capitan generale , che prende più legni
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82 DE’ FATTI VENETI te abforto ; e incontroifì , che nello fletto tempo gli capitò 1-57 ordine , già mandatogli dal General Veniero» di douer’ egli, & il Canale trasferirli fenza ritardo à Meffìna con tutte le loro Galee. Era tenuto fubito à obbedire ; ad ogni modo fom-mamente anfiofo di porgere aiuto all’attediata Città, fi prefe per quella volta vna lecita licenza . Fece , che il Canale
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DE FATTI VENETI V O L V M E TERZO. LIBRO SETTIMO. ARGOMENTO. Dolore della Republica per la morte del Rè di Francia . Et Qfficij fuoi . Agofìin *Nam , ($r Andrea Gujjoni Ambajciaton . Pensieri del Duca di Sauoia contra Milano . Armamenti perciò del Gouernatore . Lamenta-tioni del Duca in ifcuja . Efferato Spagnuolo in "Nouarc in Venetia per afflitto , Rifpojie del Senato . Motiui
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533 DE’ F A T TI VENETI 1629. rendo per tutto , gli fi andarono humiliando d' vm * ccoim in vna tutte le Terre di quei vicini Contorni . jtm. Altamente ftordito , ed oppreifo il Duca , ben’ a quell’ hora fi auyide , quanto al più debole , e no-ciua la gara dell* ambitione col potente 5 e quanto cercando di addobbarli degli altrui vediti , refta Spogliato alla fine de’ propri
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6y8 DE* FATTI VENETI 164.2 haueuan0 già principiato à fuggire non più poteua fofferir * indugi fenza 1* vltima. rouina fua . Studiò Spada di rifoluere quelle oppofitioni ancora. Of-fJarVÌ?*' ferì a* Duca trà quel tempo della fofpeniìone per commo-f.ji 'spada^0 9 e per vbertofo quartiere vno tratto di Paefe fopra 1* ^Duca. £ccje(ja^jco ^ fteriie in modo, che in vece di follenimento
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A \ 478 Di’ FATTI VENETI 1627. ca . Ma il Senato difcernè pretto li contrarij , che v* concorreuano di grande elfenza . Carico il Duca di indi-fpoiitioni , che mentre per fomma grada Io manteneua-no in vita , ammoniuanlo à conferuariì lungi del cimento d’vna nuoua fpofa . Inuecchiato matrimonio il fuo non tanto facile a difcioglierft, per accafarfi in vna giouine , e nipote . Difpenfa
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468 DE’ FATTI VENETI so26.ua temere ogn’uno di affrontarti alle profperità s che allo-p,erpeti ra confluiuano agli Auftriaci in tutte le regioni , ed in tutti gli accidenti . Preualea più fempre l’imperatore in Germania contra i\ Protettami . L’armi Cattoliche neli-E^j^OIanda batteuano molto quelle degli Stati uniti . Con* *rZnjZ chi ufa 0 lega trà dette Prouincie , e’1 Rè Carlo d’Inghilterra
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r>rfí?' 1570 Affatto a' quattro Buio ardi. Altri rt' pinati. Cranjira-ge al Co-fiatilo. ^5 DE’ FATTI VENETI quattro Baloardi, Podacataro, Coftanzo, DauiJa , e Tripoli, fpinfc tutte le genti in vn tempo a un generaliifimo afTalto. Permife Dio, che i Chriftiani, per difender/], s’ingannaiTero da loro iìeiii. Crederono quello vn difperato sforzo de’nemi-ci per preuenire l’arriuo
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668 DE* FATTI VENETI s raggio , per vincere . Due coie efentialmente gli mancaro-4 ‘ no . Mancogli il numero , molto inferiore à quello de’nemici , non à più afcendendo , che à cinquemila Fanti , & à duemila ducento Caualii ; e mancogii infieme il denaio, per cui più ancora con le fughe, e con gli sbandi le forze gli diminuirono . £i tra tante anguille ricorfe ansiofamente alla Republica
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¿84 DI’ FATTI VENETI ✓ la vita, pareggia quaggiù ad ogni batta , ed infelice coti- * ditione qualunque altezza , atterrò in vn punto con effo rmìò i fuoi gran trionfi , e dimoftrò al Mondo , quanto l’huomo "ww- per grandezze vane , e traniitorie dì vn niente pafcendofi , riduce finalmente tutto il fumo della fua amoitione in vn mifero finghlozzo sù Peftremità d’vn labro . Morto il Richeliù
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Protofpatarius effeclus , magni pondens campanas Imperatori delegava . Grande al certo in que’Secoli ancora fu 1’ autorità de i Dogi Veneti, ed una fpezie di Autocrazia in erti, perchè formavano Patti co i Re d’Italia, e con gl’Imperadori di Occidente ; mantenevano Armata navale ; facevano guerre a loro arbitrio ; ebbero il nome di Palalo e di Camera : indizj di Sovranità. Ed eifendo poi calata la potenza
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appresso a complire a Genova, per la Repubblica, Filippo principe di Spagna che moveva alla volla delle Fiandre, e ad accompagnarlo nel suo passaggio per gli stali veneti. Lo troviamo nel 1849 ambasciatore al re de’Romani. nel 83 in Inghilterra, nel 84 a Carlo V , ambasceria quesla durata più anni , la cui copiosa relazione trovasi inserita in quesla raccolla, Serie 1, voi. III. Uopo il ritorno
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nel prossimo volume. 2. Relazione di Francia, presentata pur essa soltanto nel suddetto giorno 29 di agosto del 1578, cioè dieci anni dopo il suo ritorno da quella legazione (giacché il suo successore Luigi Contarmi fu eletto nel 1568 a’ 20 di novembre). 11 Tommaseo la stampò nel Volume li delle Relazioni degli ambascia-tori Veneti in Francia ; dove per errore si dice nel titolo francese il Corraro eletto
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CKWO KIOC.lt \FICO INTORNO A LORENZO PRIUL1. Lorenzo figliuolo di Giovanni di Zaccaria Priuli e di Laura di Alvise Donà nacque nel 1538 a’ 9 di agosto. Studiò a Padova ne’primi suoi anni; poscia per acquistar pratica nelle Corti si acconciò con alcuni Veneti ambasciatori ; e ritornato in patria fu approvato per l'ingresso nel Maggior Consiglio nel 1559. Del 1563 rimase Savio agli Ordini
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, e della quale per buone ragioni non avevamo accettato autore Emilio Manolesso, cui da taluni viene attribuita, è del celebre Bernardo Navagero , come abbiamo dai registri veneti delle ambascierie, venuti posteriormente a nostra cognizione.
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di lagnarsi della Repubblica di Venezia e per l’ asilo dato al Re di Verona:, e per 1’ occupazione fatta dagli Austriaci di Peschiera. Io ero di già commissionato, che arrivato al Pò, ed essendo ancora il Pretendente ne’Veneti Stati avessi ad abbrucciare Verona; e che qualora alcuno de’Principi d’Italia apparisse \ inclinante agli Austriaci avessi a vindicare F ingiuria , e dichiarargli la guerra
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. Questi principi di moderazione , di buona intelligenza y e di esatta imparzialità costantemente sostenuti a fronte di qualunque invito , e sollicitazione , appagarono in ogni tempo le Potenze medesime , ed imperturbati preservarono ai Veneti Stati i frutti preziosi defi'interna tranquillità, e della Pace. Avvalorato un tale sistema da una costante felice esperienza, Ella può' ben chiaramente
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, o pure far del tutto cessare la Rivoluzione ne’Veneti Stati, che già aveva cominciato ad effettuarsi in alcune Città della Terra ferma. Un giorno poi venne a dirgli, che in quel momento li Membri del Direttorio erano sopra tal articolo divisi tra loro d’ opinione, e che per far decider la maggiorità di essi alla cessazione della Rivoluzione, si rendeva necessario, eh’ esso Querini promettesse di dar le seicento mila lire
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