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284 DF FATTI VENETI, 1607 Quando intefe il Rè di Spagna quefte feminate diffidenze * ed auanzate geloiìe de’ Prencipi per cagione de’ penfìeri torbidi del Conte , non iftimò , bene ; che s’inoltraiiero a_» maggiori intriccati impegni. Per andar cercando altroue nuoui trauagli , era troppo afflitto da quei della Fiandra , che , fe ben fofpefisi allora per li già introdotti negotiati
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494 de fatti veneti 1628. via di Caftel Delfino . Fù pretto Emanuele ad auanzarglilì nella Valle di San Pietro incontro , fpinte auanti il Prencipe Vittorio fuo figliuolo , e quelli vrtò con tanta ferocia nelle prime file delTefercito Francefe , che interamente Io sbaragliò ; e jo fconuo|fe # per taje auuenuto fconcerto li atterrirono, e lì trouarono in penuria d’ ogni cofa cotanto i Francefi
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LIBRO EVINTO. 229 di Noui s vicino à Segna . Era il Luogo d’ogni cofa perfetta- 15^9 mente munito , e gii Vicocchi , dentroui , fecero per difen-derfi ogni pruoua ; ma finalmente ceder conuennero à continui affalti , ed entrati nel Cartello impetuofamente i Veneti, vccifero , fenza differenza , tutti quelli , che vitrouarono vi-*7*™'' ui ancora . Parue, che di quello fatto l’imperatore
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706 D E- FATTI VENETI ì6&\, no Pre^a&i° infallibile dell'ofcurita , ftraniffimo emergente 5 occorfe , che deformò in vn punto i’afpetto alla guerra , e fconuolfe il tutto da’fondamenti. Non fi dirà, ch’ei fuc-cedefle improuifo , poiché fempre penfato , e temuto dal Senato , e dà fuoi Rapprefentanti . Più tofto il potrà fo-(tenere incorfo alla República per la fua troppo bontà
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ai DE* FATTI VENETI 1641. no occk* ammaramenti , e le Fortezze , e contrau* ueni'iano quelle à dirittura alle conuentiòni della Republica co’ Duchi di Ferrara antiche , e confirmate, e coroborat^ con la Santa Sede . Ad ogni modo , dopo hauerne il Senato confiderata l’importanza , in vece di deliberarli a mag. giori rifolutioni , fi com’eraui chiamato , e sforzato al vi-uo dà fuoi minacciati
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27S DE’ f A T T I VENETI. 1607 Conuocatifi quelli infierne ; ventilato l’affare , e meife in contrapofto le ragioni degli vni , e degli altri ; conuennero finalmente vnanimi, di riferire , e di attelìare al Pontefice con verità. ^ Che difponendofi la República a compiacere le preghiere del Re Chriflianiffi- rifioriti ai tno , donando a lui gli due condanati Re ligio fi potea , la Santità
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59*5 DE' FATTI VENETI l6& lofia , che penfare potettero gU Spagnuoli fopra Sabione-da . La Republica , benche più infittita , e più allcttata^ con abbondanti promette di ogn’altro Prencipe , continua-ua pur’ancora indifferentemente à reggerli . Soliecitauala^ molto la trancia , perche non ceffalle di fouuenir'il Duca di Mantoua 5 s’intereifaiTe contra le nouità , dubitateli
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459 DE' FATTI VENETI j62- cofiretti gli alleati Capitani , per aificurare vn pollo , à togliere Je genti dagli altri e ridurre tutti in vna debellezza elìrema . Si videro per tanto più che necefsario ali’ efercito Confederato celeri , ed abbondanti aiuti .Mille sw. fettecento Fanti capitaronui di Fancia . Altri due mila , con ducento Caualli , vi marchiarono della Republica . Ciò non ottante
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438 DE1 FATTI VENETI Vn1 altra gran rotta pure occorfe ad vn nuouo Efcrcito , ' perloche , difaminato di nuouo il Conte , fu colìretto Cernìanc» a ritornartene in Olanda . Quini Ja difperatione , che 2‘ìronf- facilmente conduce a credere , Io prefuafe Jufingheuo!-’¿Mri- mente a portarli in vn Congrefo nella Città di 13ruf-Z2inP' » doue torto fi trouò ridotto a douer riceuere da-gli
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234 DP FATTI VENETI. , sboccauano co’ Audi , e rifluffi del Mare li fiumi (correnti ; lòoo fpecjajmcnte il Pò più gonfio , e tumido , ed in confeguen-za più di ogn’altro oltraggiofo , e infetto . Efcogitolìì per conueniente rimedio di predargli in mare vningreffo, dal Porto diMalamoco in maggior didanza , affine che nei credenti corfi trattenendoli , e perdendoli Tacque trà più lungo tra-mite
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I 2o D£’ PATTI VENETI * forme al Doria . Suppoftafi da’ Senatori giunta oramai la-j loro Armata à Corfù , non v'era più mezzo, per farla ritor-157° nar addietro > nè haurebbe conferito ilj farlo . Perder tempo in riprendere le altrui mancanze j fe ne hauea eonfumato tanto in Dalmatia, che non ne reftaua , per ancora confumarne. Rammaricarli, che non ii conchiudefle la lega in Roma
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294 D E’ t A T T J VENETI. j6q8 Ambafciata ; rinuncicela al SucceiTorc , Giouanni Moceftigo» Va<ì™L e ritornando alla Patria 9 lafciò indecifo per anco il negotio* bKom*à Ripjghonne il filo il nuouo Ambafciatore . Andò inueftigan-do anch’egli alcun mezzo termine ,* ed vno finalmente ne af-ch.conc, fotigliò , che propofto prima ai Senato , gli piacque; difcor-oaiim-io a[ Pontefice s parimente
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122 DE’ FATTI VENETI tenari, fi redimirono alla libertà . Le altre Galee diiììpa'e , l*7l abforte, & andate à male , fi calcolarono circa ottanta, dopo intefofi, che quelle fuggite trà Vluzzalì, & il foccorfo, furono quaranta in tutte . S* impiegò nel retto tutta quella notte à medicare i feriti , & in altre opere limili di gran pietà . La mattina , il Generai Veniero
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266 DE* FATTI VENETI. 1606 contanente in ordine il numero maggiore di quelle Galee , e le ipingeiie tofto alPArmata . In terra poi, mentre fi vdiuano molti altri ammaflamenti nel Ferra refe , Romagna , e Marca , fi mandò à Rouigo Coftantino Cauriolo Brefciano , di gran credito nell’arte militare , con gran numero di foldatefca . E fofpettandoil di mali humori : anche in Milano per le non buone
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298 DE' FATTI VENETI. j^iQ vna volta , non iì replichi , potè la Maeftà Sua nuouamen-te infittere ; non già potè mutare la Repubiica dal già deliberato . Qui perduta la fperanza cercò di guadagnarli partigiani &li altri Prencipi della Prouincia ^ efporfe (penalmente al Pa-pa , & al Ordinai Nipote , tutte le più ftrignenti , ed allet-pa- tatrici maniere . Ma fua Beatitudine non fù
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é?0 DE’ BA T T ! VENETI 1642 tent° accordar feto per quindeci giorni vna fofpenfione d’armi . Per più ancora muouerlo à rifolutiooe tale , oc-^¿TJ-eorfe allora vn molefto incontro à Roma tra i'Ambafciato« *■ re di Spagna , & vno , che vi comparfe per il nuouo Rè {su/rumi» ài Portogallo , in adempimento del termine d‘obbedienza TZlt confueto, Difcordi gli animi facili
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X ¿8o DE' FATTI VENETI i 642 c^e haueffcro potuto in tempo alcuno pretendere con Ia_» Sede Apoftolica , e lo ftato della Chiefa . Era quefto va_» voler troppo profittare prefso a tutti lopra ie difauuenture vn foJo . Altro è hauere vna ragione , e per ftima , e per rifpetto non efercitarla , ed altro affatto perpetuamente,* fpogliarfene . Ciò nulla che fare hauea con le controuerfie
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ì92 DE FATTI VENETI, 1617 Ìslei procinto di darli il fuoco à queiti nuoui incendij comparfe in Collegio l’Ambafciatore La-Queua . Dimoitrò mTI 8ran difplicenza delle riuolutioni à confini inforte . Prote-uaaÌZ. fiolle non procedute , nè acconfentite dal Rè , nè dalfcu, ¿trullo £ortc Cattolica - Promife à nome della Maeflà Sua la refti-tutione de’ legni , e delle merci, tolte in Golfo
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49o DE FATTI VENETI 1628. lora , quando conaeniua’ dubitare incerto 1’ efito 'dell* intraprefo , ma fi come il Tribunale varia la perfona , cofi acquiitate , c* hebbe le Città , ed entratoui al pof-feifo , potè più chiaramente difcernere , e più temere li preaccenati contrari] , non veduti , e non pauentati innanzi.Entrati per ciò amendue à ingelofirfi , & ad in-uidiarfl fcambieuolmente
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448 DE’ FATTI VENETI. »621 Trà quelle fluttuationi morì nel principio dell’ anno il pMh Pontefice , Paolo quinto , dopo regnatine fedeci , è morì rapi0 nel co^o , che procurauano gli Spagnuoli di fomentare, mwv fotto il manto delia religione, le riuolutioni della Valtellina, e dell’Italia , fpirando ad ogni modo incontaminato . Conuocatofi il Sacro Confiitoro , ed afsunto nella Santa Se-GZZo
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