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47o DE’ FATTI VENETI l62°‘ in tal guifa , che ridufe in vna fola fentenza le ìp en,t4 varie opinioni . Approuò il Seoato il già conchiufo e , •tfroua. prudentemente il fece , per non difguftar la Francia , per poter difenderò dalla Spagna , e perche bifognaua non , accoufentendoui , prepararli à rompere # & à combattere contra 1* vna , e contra 1* altra . Non contentoifi però la Francia
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, e della Storia della Musica presso i veneziani, raccolse i lavori «lei patire, e li depose alla Marciana, alla quale donò tutta la raccolta degli statuti veneti, che era stata
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CAPITOLO IV. PAKTE II. Sommario .• S/>ogH<izionl artistiche a Venezia — Vendite — S. Pietro Martire distrutto rial fuoco — altre jterdite — Scultori — Antonio Canova — Angelo Pizzi — Rinaldo Iil-naldi — Luigi, Pietro cd Andrea Zando-menegfu’ — altri scultori — Iiort'o Luigi — Luigi Ferrari — Augusto Benvenuti. Prima di cominciare a parlare degli scultori veneti, mi piace qui aprire
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6*4 DE' FATTI VENETI 1626 vo^ta ffi'1 e^r(Ì^ a Principi del fangue , per Jeuarfi di loro il fofpetto , non dimoftrando di hauerne , e richiamò in difefa del Regno della Germania tutti gli Francefi . Da i quelle iaggie direttionì pretto deriuaron’anche più propitij auuenimenti . Racquiftò più Terre il Duca di Orliens , e non più goderono gli Auftriaci delle dianzi godute prof-perità
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DE’ FATTI VENETI. *5*8 pofta in luogo confpicuo della publica Piazza , rallegrò l’occhio , e fodisfece al contento vniuerfale - in tal guifa^ finì la guerra , che chiamoifi , di Gradifca , alla quale, fi come fi trouò la República violentemente sforzata 3 così nel tempo , in cui fi compiacque di terminarla con la pace , ella diede pur’anco gran faggio della fua bontà. Era allora in mar
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¿5 4 DE* fatti veneti £ contra quelle hoftilità , che già ftauano iri procinto i ej ' che non più richiedeuano , produzione dì ragioni , per femplicemente giuftificarfi . Era Caltro il primo fegao tolto di mira dalle Barberine faette . Vi mandò qualche numero di gente in guardia con Delfino Aogelieri Gouernato-re , ed e (fendo il Luogo nudo affatto di riparo , e di for-Tonifica tezza
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238 DE* FATTI VENETI, ,^°l de* Tuoi Spagnuoli, hauea continuato à raccogliere dell’altra jléfcégx, gente Italiana , Alemanna , e Suizzera . Tino , che arde ia mut*. gUerra tra il Rè di Francia , e’1 Duca di Sauoia , s’era potuto credere , che indirizzare douefse quegli armamenti in foc-corfo del Duca d’ordine del Rè Filippo . Ma dopo conchiu-fafi la pace , e già cefsato colà qualunque bifogno
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620 DE FATTI VENETI 1627. uauafi » e auuicinatofì al Piemonte , non potè entrami per gl’impedimenti frapofti dalla Duchefsa , onde conuenneJ ritirarfi nel Genouefato. Lo ftefso desiderio di efcluderla dalla Regenza nodriua-no per la medesima cagione del Tuo troppo ftretto interef-fe con la Francia gli Spagnuoli ancora , e accrebbe poi notabilmente i fofpetti vn dife&no , che venne trà
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37° DE fATTI VENETI. *617 d’Oltre i monti ; c mentre non poteua hauere dai Cantoni Suizzcri , per le difficoltà della Rhetia , accordò , e ltipu-lò due leue di fei mila Fanti 5 la metà di Valloni col Conte., di Leueftein , e d’altrettanti Olandelì , col Conte Giouanni Emetto di Naflaù. Stabilì vn’altrà Condotta di mille Cofacchi con Giouanni ielippo Erbult , foggetto Polaccho autoreuole . Accettò
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250 DE FATTI VENETI. 1602 Trouofli quello Miniftro nel principio de’ fuoi negotiati , contefo da confiderabili difficoltà . Gli ne procurarono li agenti dello Hello Conte di Fuentes con aggiunte pruoue di fua non buona intentione ; & anco quei di trancia principiato haueuano à fario ; Ma quefd pretto fi rimuoueròno , poiché il Rè Henrico rifolutamente commife loro di rifpettare , come proprij
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312 DB FATTI VENETI, 1612 anche la colpa di foilerenza , ò di obliuione in lui , fofleJ fiata compatibile , ò pure fi baueffe potuto imputarli tutto à trafcuragiae de* fuoi Miniilri , quello non era fufficiente_, balfamo, per fanàre ferite . Si efeusò , e fi lamentò il Senato infieme , e tanto diffe de’ fuoi fentimenti a e delle fue ragioni , che alla fine Ferdinando medefimo fi moftrò bramofo
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contro i Veneti. Oli altri personaggi secondarii e di contorno sono tutti favolosi. Il secondo poema hutbell/i Rarigrunia, puossi dire quasi continua/i one del primo : va diviso in otto canti e s’aggira intorno alle avventure di una fanciulla volontariamente annegatasi, per ¿sfuggire alle insidie di Osrnondo soldato massi inilianeo. Degna di nota è la descrizione del castello del Cattajo che era degli Obizzi
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254 de fatti veneti 1604 tanto Regallo frà l’altre cofe più ammirabili , e pretioío , K'ifefi deliberò , che ripofte foflero dentro alle Sale , chiamate ap- nell* Sale. j v r a punro dell’armi , le quali non s aprono , ne 11 mourano , che venerabilmente , e con permiiiione , e decreto del Con-feglio di dieci , alla cui tutela raccomandate fi trouano. Douea tra le vicende continue del Mondo
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4^4 DE’ FATTI VENETI £ tre militie i e tanto tempo vi fcorfe , e tanti confumi vi accaderono , che finalmente fù coilretto Io Spagnuolo à ritirarli con due grauiffime perdite , V vna dell’ attentata ù,lyÌJi e non riuicita Imprefa ; 1* altra di vna gran diminutione dell’ efercito , per la quale conuenne pattar con gran fatica à Ponteftura ; & il Santa Croce , toltoli parimente dalle coiìiere
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, fenzjt njna. prejlata cautione di tntta l’obbedienzjt . Facoltà a Comandanti Veneti reggerli , & ejlirparli , ritrouandoli a contrauueniriti , e finalmente che in ciò , ed in tutto il reflo douefsero efeguirfi i Capitolati , che già ‘viucuano di pace irà quell'imperatore , e la Republica. Cofi rimafe itabilito , e ratificato . Si apre di nnouo il commercio . Ritornò il Bailo in Contattinopoli
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168 DE’ f ATTI VENETI fufurri di pace, capitati all* orecchie di quei barbari, s’vdi-**73 rono immediate conuertite, con le forme folite , in rigori le già da loro praticate dolci infinuationi . Proiettarono al Bailo , che doueffe sfoderar l’intero dell’autorità, dal Tuo Pren-Zf!2% cip£ riceuuta . Lo minacciarono , che di più, tenuto nafeofto jmb? ne■ Petto ^uo » farebbe ftato aieritto
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7*8 DE* FATTI VENETI 1642 fiatato credito, incominciò il filo de’fuoi prudenti maneg-gi . Gittò , e riufcigli di fermare la prima pianta , fopra e top*** cui doueasi poi fondamentar* il negotio . Supero il Ponte-prtfatefM,^ nominar’il fuo Plenipotentiario , eleggendoui il Cardinal Donghi , Deítinouui la República Gio;Nani, Caua-pTnipZZÍ üere » e Procuratore di San Marco >• Il Gran Duca il Ca-
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¿o* DE’ F.ATTI VENETI 1624 aflec^° » e rit,rarfi Per niare dal!’Olanda. * Rottafi in tal guifa trà le due Corone di Francia , e_# di Spagna generalmente la guerra,fi fuifitaron’ anche Tarmi nella Rhetia , Valtellina , e Italia. tZià^bf Fermandoli per anco trà i Grifoni il Signore della Lan-de con le militìe di Francia , prefe Chiauena , Ricca, & altri Luoghi vicini al Lago ,• e’1 Duca
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6$ 2 D E’ FATTI VENETI 1647. ^ure a^a difpoftosi , commife alle Corazze, che oì*^' vi si aiìrontaisero , e nello fìefso tempo fpedì andante al Duca efficaciiìime iniìanze , perche vi si auanzafse celere-niente in foccorfo . Battutoli immediate configli© tra i Capi fopra ciò , che si doueua , e che si poteua rifoluere , concordaron’ vnanimi di non auiienturar nella confusione
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504 DE’ FATTI VENETI .¿2gtnè di efsere aggredito. y% Riceuette in tanto il Duca li fettantamila Ducati ; ma creditrici , ed in refto affai delle loro paghe le militie , affendenti le dipendiate à circa ottomila , pen-¡¡SS- sò di prouederle con le prede à fuflìcienza . Felle for-u.rf. t|rc improuifamente da Mantoua , ed auanzatefi dentro al Cremonefe , attaccaronui la Terra di Cafal Maggiore
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