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\ 420 i DE FATTI VENETI. j&o O/Tuna reftituitefi . Giunto l’auuifo di quello accidente al Cardinal Borgia , Vice Rè di Napoli , fece pregare il Senato à donargli per gratia il Nauilio , incolpando Ofluna per autore d’ ogn' inconueniente , & aflìcurando , eh’ era o-mai vicino à render conto in Mandrid con la tetta de’ fuoi commetti misfatti ,• onde quefti Padri ,• Tempre gareggian-do
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508 de fatti veneti 162Q Corroborò il Rè , e corroborò il Duca con tutt^u prontezza 1* accordo 5 Ma le nouità , che Accedettero dapoi , dimoftrarono , che non fottero fimili all’appa-renze le difpofitioni degli animi . Amendue vi s’erano fiaiiìite da condotti per i loro penfieri già efpreflì , e per i quali amendue defiderarono di portar’ auanti per all’ hora il tempo , Fu sforzato à farlo
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ìì2 DE’ FATTI VENETI. 1614 di Spagna , e di Francia . Richiamò pec tanto la Rema dall’Italia Coure ; e benche pretto le fortiflfe di acquetai' Con-de con molte dategli fodisfattioni 9 fi compiacque in ogni modo di hauejrlo richiamato , anco per far cofa grata alla_, Spagna medefima , non ottante , che la fcoprifTe ambitiofij di fari! l’arbitra d’Italia , defiderando per le predette
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'Z fe lìeffo ; perloche mandò cinquecento fanti Veneti a Ro~ digo , luogo niente forte , accioche quiui , come in aguato fermandoli , le ttelTero attendendo di patTaggio , e facilmente fe ne impadronifsero - Bramofo inoltre di fpalleg- » giare , ed assicurare meglio ancora l* attentato con qualche numero di Soldati tratti in Valezzo Campo Veneto , ne ricercò Zaccaria Sagredo , Procuratore di fan Marco
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484 DE’ FATTI VENETI 1628. vedono bene fpeiTo i fegni , e gli annuncij in prodigio“ fe fembianze , e ftrauaganti afpetti . Se trouauafi an“ cora debole il Gouernatore di Milano , douendo in., r . ogni modo l’effufione del fangue torto principiare , egli trà Ctlti- tentò , e riufcigli di perfuadere i Genouefi à conchiude-25/re vna ttiegua di mefi cinque con Emanuele , e far marchiare vn corpo
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4^2 DE* FATTI VENETI Trouauafi Genoua confufa , ed attenta molto l non meno per le deboli fue fortezze , e le poche Tue militie, 1625, che per le fcarfe fperanze , che in tanto anfratto le reftaua-no di foraftieri- foccorfi , fpecialmente del Pontefice , e del Gouernatore di Milano , benche fino ai primi auuili delle hoftilita minacciatele , viuamente ricercati ve li ha-ueffe
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28 DE’ FATTI VENETI cea vn* infinita quantità di fali ,* L’erano inuifcerate dalla Natura pretiofe miniere , e baili per dirli delle fue fomrne deli-IS70 tic , che vagamente la fcelfero i Poeti Patria , e nido della Dea d'amore . Per reliftere, e per contraporfi all’Armata potentiiììma Ottomana , non haueua Cipri braccio , e forza di gran lunga fufficiente . Già inuiatiui li Capi, le genti
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46 DE' FATTI VENETI mente foccorfi, e confignaronoquefte lettere à Nicolò Donato * S Sopracomito , perche tofto vi fi trasferifee , Hauea egli pre-ancora pruoue egregie elei fuo gran coraggio . Dopola_, VSb perdita di Nicosìa era pafsato di notte, per mezzo de’nemi-vZS. ci, nel Porto di Famagofta con la fua fola Galea . Era altro-Vx(.!u pe sbarcato a terra nell’Ottomano paefe, e dilfipatoui
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546 DE’ FATTI VENETI i629' ie una volta quell’ horrido Cielo. Mentre fi difputaua, e il deliberò in Senato la rifolutio-ne di già efpreila , Michele Priuli Proueditore dell’armi Miiheìenel Veronefe , quali prefago deila volontà, e del decreto: vrua >.eintraprefe da fe medeiimo di aifalir’ i due polii di Ponte-cuupa "Colino , e di Hoiìia ; ei Tedefchi , che v’erano dentro, fentitone
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LIBRO T£R.Z0D£CÍM0: ¿25 tempera il Capello , continouandoui però 1’aíTedio . Scor- ¿ g fe qualche giorno , che vedutifi ridotti coloro à fìraniliimo partito , vollero efperimentar’vna mattina di vfcir’impro-uifi , e d’inuolarfì , e fuggir di furto , fperando , che i raggi del Sole poteiTero feruir loro d’armi , per ferire.» p¡trfuggt*e, negli occhi i Veneti , già che in altra guifa conofceuanfi
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302 DE FATTI VENETI j6io ogn’altro teneramente il compianfe . Qui atteftò con lagrime Pecceifiuo fuo cordoglio all’Ambafciatore . Ne fcriifein Fran-cia alla Reina Vedoua Maria , & al figliuolo , Luigi Decimo terzo , fucceduto in Trono . Mifchiò l’officio 4 come è confueto , di condoglienza per la morte 3 di allegrezza per l’afluntione ; e la prima , come troppo infaufta , forfe_» , c’haurebbe
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710 £ DE* FATTI VENETI £644. Confini * pafsò il Reno , ed accompagnatoli col Màrefciale di Turena , attaccò virilmente i Bauari , e prefe Filisbur-gh con altri Luoghi inferiori , fe bene gli Alemanni molti dapoi ne ricuperalTero . Gli Suedefi , Scagliatili dalla^ Morauia improuifi fopra gli Stati del Rè di Danimarca^ di qua dal Baltico, fcorfero l’Holfatia , e fugarono il Ga-lal
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io DE’ FATTI VENETI non erano iniftato le fue Galèe di cimentarli à viaggiare , non_* che à combattere. Non potè il Pontefice così tentar’ in Germania Maflìmiliano, come fece in Ifpagna Filippo , per qualche^, amarezza, irà loro in quel tempocorrente. Haueuala Santità fua conceduto àCoiìmo de’Medici, Duca di Firenze, il titolo thoìodiGranDucadi Tofcana, fenza darneàCefareneilìina contez^ Tàl
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448 DE’ f ATTI VENETI; 1624 coi* fortì&H con R-ePublica , ancorché molto Io Perjuadcn iperalTe , e per la Colleganza , che tenea con lui ; e Íp!1£Í perche non Tempre hauendo il balfamo del tempo la vir-tu dì fanare le acerbe rimembranze , potefse viuere ancora quella degli antichi difpareri tra Venetia » e Ge-noua . Fù per ciò Giouanni Bafadonna , Senatore di gran., ¿ vaglia , che ponderò
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28o DE’ FATTI VENETI. 1607 tentare gli Vngheri con Tinfolenze ; e Belgioiofa in Tranfil-uania , rendendoli anch* egli a que’ Popoli grandemente^ od 10(0 a vna finalmente ne fece , che molto coltogli . Prefe trà gli altri luoghi il Cartello di Giob , fpettante ad vn tale Bofcai 3 il primo Barone di quella Prouincia , il quale tolto vendicottene . Si folleuò con Tarme alla mano ; glie la ri* tolfe
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2 DE' FATTI VENETI deremai divpbenprefeate, che non la obligatte il dubbio dim* minenti maIiàtrauagH,àperturbationi, àdifpendij. GliPren-cipiCattolici,fempre fràloro contendendoli, fe nonla molcr itauano con Tarmi, l’agitauanocon offici], e con richiede, teneuanlacontinuamente in timore, che mantenendoti con dar feuno indifferente, potette vn giorno incorrere nell’inimicitia
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, e cosi dettava epigrammi per la presa di Sebastopoli, pella pace seguitane, e per molte altre occasioni. Per dare un saggio delle composizioni dello Zamagna, mi piace riprodurre il seguente epigramma da esso scritto nell’ agosto 1843, allorché la prima volta fu attivata a Venezia l'illuminazione a gaz. — Xox veneti veneranda fori monumenta premebat, Candida cum tenebrai lux nova ab urbe fugat, — Apparent
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274 DE FATTI VENETI. 1607 che per infìrumento di pace , doucndofi in tanto goder del bene di *vna fèj. penfione di armi. Si efìefe Gioiofa in tali , ed in altre più ampie, ed efficaci influenze ancora con l’oggetto d’impetrar* il contento al Rè , e acquifìare à fe ftelfo il merito. La fua comparfa a Venetia . La diuulgata cagione del fùo comparirui 5 11 tenore dell’efpofitione , ò che capitaffe
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DF FATTI VENETI, i£i6 Capitani , ch’ei vi ftabiliffe dentro , deliberarono di aiTalir' tielo con* tutto Io sforzo 9 e ne difpofero di notte la mar* ajjahrio. # pCr arriuarui improuifi , c per colpirlo fproueduto • II primo concerto forti anche facile , non però , così il fecondo . Arriuati nel più profondo del fonno in numero dì cinque mila à piedi , e di mille cinquecento à Cauallo, vici
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, & infeguirlo fino quafi à Cattel franco . Ar-riuatoui pofcia il Duca con la Fanteria , tra cui pur’ ancora v’ erano li duemila Soldati Veneti già confignati-gli dal Proueditor Corraro , trouò il Ponte libero , e di« ^occupato . Pattòllo fenza impedimento , & auiatoii ver- io l'attediata Nonantaia , trououui poco lontano il Conte , che anfiofame ve lo attendeua * Rifoluto il Duca di attaccar
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