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in quell’articolo, furono dati da Pio li al doge Moro. Vessillo turco preso da’ veneti sulla galea del comandante Alì pascià al coro batti mento di Lepanto. Lo stabilimento di s. Daniele nell’Arsenale, è una casa d’educazione marittima.L’isola delleVer-gini era il bagno marittimo (ora non è più). L’ Arsenale per l’artiglieria di terra, nel 1809 venne segregato dal restante dello stabilimento. Vi è un parco
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e ne dava l’investitura, col solito anello , cou formola in cui si chiamava: Nos palronus et ve-rus gubernator Ecclesiae et Capellae nostrae s. Marci investimus vos de Pri-miceriatu etc. Il celebre e dotto veneto Apostolo Zeno, in unione del prete Giambattista Leonarduzzi, raccolse e ordinò la serie e successione, non solo de’vescovi e patriarchi veneti, ma ancora de’primiceri di s. Marco
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, e specialmente della repubblica di Genova, laqualeadombratasi degli stabilimenti veneti di Levante, mandò un’|armata di 3o galee a incrociare all’ingresso dell’Adriatico. Allora il capitano Giovanni Trevisan con 9 grossi vascelli scontrò il nemico sull’allure di Trapani, e dando battaglia vinse, e ridusse il senato di Genova ad impetrar la pace. Ma Candia tornò a ribellare, e il duca postovi da’ veneziani
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alla repubblica; ma giunta Tarmata navale presso a Zara, questa era sì fortemente guardata dagli utiglieri, che nulla si potè ottenere.ln una battaglia vi perirono mol -ti veneti, e soltanto poterono occupa re l’isola di Pago e vi posero presidio. Riporta il co. Gatti sunnominato, De’lrattali eli pace, che nel c 183 il trattato di Venezia fu convertito in Costanza in una pacedefinitiva, in virtù
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co’ suoi numerosi uffizi. Ogni prefettura di-videvasi in provincie : I’ Italia ne conteneva 17, e quella de’ Veneti dichiarata consolare dipendeva dal Correttore della Venezia e deH’Istria, chiamato talvolta anche Conte. Intanto un movimento fanatico e straordinario manifestavasi fra’barbari per assalire firn pero romano. Quindi dall’Alpi Giulie, incustodite, furono i Goti o Geli (V.) condotti da A-larico
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naio ne rimase schiaccialo l’ammiraglio genovese Pietro Doria, che voleva imbrigliare i cavalli ili bronzo. Napoleone Grimaldi assunse il comando in luogo suo, il quale vedendosi sempre più chiuso da’ veneziani, concepì l’ardilo disegno di tagliar l’isola con un canale e per questo aprirsi una via nell’alto mare. A’i 3 febbraio i veneziani volsero gli ultimi sforzi contro Brondolo
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— 64 — Il nuovo fatto che doveva portare l’isola di Cherso ad un grado di massima importanza in quell’epoca, fu l’accrescersi, nel vicino Occidente, della potenza romana ed il suo conseguente estendersi, verso oriente, al di là del « sinus Liburnicus », fino all’« Illyricum ». La sistemazione di questa « provincia » avvenuta dopo parecchie guerre combattute fra Roma e gli libri (dal 229
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1. — Caratteristiche etniche e demografiche. — Considerate adunque le molte vicende storiche che l’isola ebbe a subire nel corso di tanti secoli, trovano facile spiegazione le condizioni etnografiche che essa oggi presenta. Infatti due sono gli elementi che formano la sua popolazione: l’italiano e lo slavo. Il primo rappresenta il resto di quella che fu nel passato la completa romanizzazione
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— 150 — incremento, fu riconosciuta per l’isola di Cherso una zona sindacale a sè. Il Governo fascista ha dato e dà tutto il suo appoggio allo sviluppo di questa forma di economia così importante e redditizia per l’isola; perciò fu possibile l’istituzione della « Casa del pescatore », società in piccole azioni, che tende a migliorare e a sfruttare in modo sempre più conveniente il pescato
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— 141 — pecore e quelle della parte centrale e meridionale, in quanto più piccole e meno ricche di lana, ciò che dovrebbe dipendere appunto dalle diverse condizioni dell’ambiente. L’allevamento degli ovini offre all’isola vantaggi economici non indifferenti, i quali però potrebbero essere di gran lunga accresciuti con una migliore distribuzione dei mezzi di sfruttamento. In primo luogo
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— 76 — fluenza dell’elemento slavo, al quale tanto il popolo quanto il clero si mostravano assolutamente contrari. Più grave per le conseguenze che ne derivarono, fu il secondo periodo di dominio ungherese sull’isola, il quale, benché non durasse che mezzo secolo, bastò però a far sentire alla popolazione tanto disagio, tanta miseria che fu spontaneo, desiderato e festosamente accolto nel 1409
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Cap. I LE VICENDE PASSATE I nomi dell’isola. — L’isola di Cherso fu chiamata fino dai tempi più antichi, con diversi nomi; questi però, per la poca conoscenza che allora si aveva delle isole del Quarnaro, furono più volte tra loro confusi ed assegnati erroneamente all’una o all’altra di quelle. A proposito di consimili errori, voglio ricordare quello di aver più volte trasferito la città
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— 59 — blocchi della grossezza di quasi 6 m. e raggiungeva in qualche posto 4 m. d’altezza. Dalla scoperta di tutte queste costruzioni preistoriche e di molte altre ancora che ulteriori ricerche porteranno di certo alla luce, è provato che l’isola era allora abbastanza abitata e quindi doveva fornire i mezzi di sostentamento necessari alla vita di quegli abitatori. La loro occupazione principale
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Cap. II. LE PRIME TRACCE UMANE NELL’ISOLA. L’ABITATO CAVERNICOLO E QUELLO DEI CASTELLIERI Le prime tracce dell’uomo e le sedi primitive. — Ricordati i diversi nomi che alle due isole furono assegnati fino dai tempi più remoti, accennerò, sulla base di quanto testimoniano i resti e avanzi umani trovati sull’isola di Cherso, a quelle che furono le prime tracce dell’uomo, per poter poi da esse
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— 124 — 3. — Le comunicazioni. — Le strade che, in senso longitudinale e trasversale, percorrono l’isola di Cherso, risentono assai le influenze sfavorevoli della sua morfologia. E queste sono sopra tutto sensibili nella parte settentrionale (Tramontana) e nel tratto della parte occidentale compreso fra il Vallone di Cherso, Lubenizze e S. Martino in Valle, cioè nella plaga di Gherbino
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— 41 — losus, VHarpalus Karamani, il Molops dalmatinus, il Do-licaon illyricus ed altri. In generale parlando della fauna coleotterologica dell’isola, si può affermare che essa, molto numerosa e varia, si segnala per il grande sviluppo che vi prendono Cara-bidae, Curcolionidae, Lamillicornia longicornia e Chry-somelina. Oltre all’ordine dei coleotteri, vi sono rappresentati assai
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tutta la sua importanza. Oggidì, distante com’è dal continente dalmato (56 chilometri), chi mai pensa a Lagosta ? Tutt’al più qualche geologo ricorda che, in quell’isola, è una grotta magnifica... M E L e □ A. Anche Meleda — da non confondersi con Melada, nel circondario di Zara — è un’isola perduta nell’Adriatico. Faceva parte, come Lagosta, del territorio del ex repubblica ragusea. Forma, con la penisola
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IN PIENO ADRIATICO 161 via preventiva la morte. Noto che i 4000 cittadini di Blatta sono quasi tutti ricchi e che, in quei paraggi, una fiducia quasi patriarcale regola tutti gli affari commerciali, piccoli e grandi. Vallegrande, col suo magnifico porto, un’insenatura di due miglia, all’estremità occidentale dell’isola, non ha storia. È un bell’emporio sorto da una cinquantina d’anni
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422 RELAZIONE DI SPAGNA ascenda alla metà di quella somma. Questi denari entrano lutti in borsa di S. M. per valersene in altri conti; ma il restante dell’entrale ordinarie, parte è obbligato cd alienato, c parte speso nelle ordinarie difese e provvisioni di questo regno. Conferisce S. M. in quest’ isola, come pontefice, i be-nefizj ecclesiastici, con condizione di provvederli una volta
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della Marina Militare. 183 circondato da 5 sultane, riuscì alcun poco ad allontanarle, rimanendovi ucciso. La fulminea subitaneità dell’assalto condotto maestrevolmente sgominò i Veneti ; cui il Capoudan bascià si diè a percuotere a dritta ed a manca. La sera mise termine alla fazione nel corso della quale i Veneziani avevano perso 1600 uomini e colato a picco una sola minor nave al nemico
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