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, gli Ecclesiastici Veneti in questa parte mostraronsi ai Patriarchi assai docili, ubbidienti e rispettosi : in guisa che già nel 1592 riportarono dal loro Prelato in Sinodo questo testimonio di laude al Cap-28 : Gaudemus filios ac fratres noftros sponte nobis satisfecisse , ut relitto babitu & bireto, qmbus prius utebantur, biretum in formarti Crucis , & habitwn Romana & Universale Ecclesia assumserint
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precibtts in elettio-nibus Titulatorum. Hieronymus Quirino Tatri archa Veneti ar. ec. omnibus <& singulis ven:1"“ Di). Tlebanis, Tresbyteris , Diaconis & Subdiaconis Titulatis Ecclesiar. Venct. | sdlitent Dn, > ZT noflrorum obedientiam mandato-I ricm. Ad officium noflrum paftorale spettai & pertinet invigilare, ut in eleffimibus, qux in Ecclesis jurisdi- L 5 tt 0-
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<6i Libro Secondo. ro favore spedite dalla S. Sede, come vedremo noi all’anno 1432, nel Piovan Francesco de Venetiis in S. Cassiano. 1271) A me sembra, che leceremonie usate in questi possessi abbiano origine dagli antichi civili costumi dei Veneti, i quali pure sembrano derivati dalle vecchie pratiche Romane, che possono ve-dersi tra gli altri nel Pitisco alla voce Vis simulata
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al 146?, e Tier Francesco Contarini dal 1555 al 1556 , non s’ incontrano nelle note raccolte dallo Scomparin > come si- vede li , n. 794. Ecco alcuni dotti e celebri Preti Veneti , che trovo sparsamente nominati . 1474. Antonio Grassollo di S. Apollinare = 1485. Giovanni Stella - — 1545- Nicolò Libur-nio piov. di S. Fosca . = 1554- Pietro Musato . = 1556. Luigi Arseo piov. di S. Canziano . =3 IJJ
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222 venute dai Celti e delle più antiche d’Italia, secondo il Vannucci. Queste a l’Insubria diedero il nome, ed Alpi chiamarono gli alti monti che separano l’Italia dalla Germania e dalla Gallia. Poscia i Pelasgi cacciati dagli Elleni vennero a dominare in Italia, da dove poi furono espulsi i popoli soggetti. A dopo la loro cacciata rimonterebbe la invasione dei Teneri Paflagoni o Veneti
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301 furono uccisi tutti gli imperiali compreso il comandante, mentre i Veneti ebbero perdite insignificanti. Renzo Orsini detto da Ceri, presente al fatto, congratulandosi coll’ Alviano, gli diceva che molto doveva ringraziare il Sa-vorguano che era stato quello che gli aveva dato in mano la vittoria. (Giannotti). Uopo questo fatto d’ armi, il Savorgnano presen-tavasi al Collegio iu Venezia
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perpetuarti de jure patronatus laicorum in Ecclesia parocbiali S. Cassiani ad. altare B. M. V. Rosarii, reservata facúltate transferendi &c. non solamente approvò quell’ istituzione, ma eziandio ne investìFrancis:um Abh. Rinaldi filium, commettendo a uno de’Piovani Veneti d’ indurlo in temporalem , attualem & realera possessionem ditti beneficii. Come ciò venne a notizia del Piovano Orlandini
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Capo VI. 49 ìchiones, vel Comites ten arum, q 11 arum sunt Tramati i quod quantum ad audiendum repugnai intentio-%ni Terra, qua efl , quod nullus sibi attribuat m&-Korem potejlatem ea , qua sibi concessa efl : Vadit pars , quod Dominium, mittere debeat pro 1IR. DD- Episcopi s Veneti ce , ‘J’adua , Vincentia, Verona , Tarvisii , & pro aliis ‘Pr alati s , qui sibi zìi-debuntur , quibus dici
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, che servendo le Messe, li Divini Offizj > le Limosine .de’ Fideli per titolo di Patrimonio de Chierici Veneti, e dovendo il Patrimonio essere in ugual summa per tutti , non può intorno alle obblazioni de Fedeli, -e realmente atut^o ciò, che dopo il Breve medesimo fu offerto alle ..-Chiese per Messe e Divini Offizj, accordarsi mai jore diritto alti Titolati , di quello che agli Alunni
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almeno al Sec. X. Il Monito però della Feria sesta da quelle parole per longa jam tempora , non sembra della prima antichità. 259) Nel 1296 il Patriarca Egidio , nel suo Canone V, così si esprime : Quia in toto Tatriar-cbatu noftro regem alium vel principem non kabe-mus, prò cujus incolumitate &c. Jìatuimus , ut in loco Canonis----jungatur : Et Duce noftro, expresso nomine, & prò bono Jìatu Veneti
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334 Libro Secóndo. Ste estremità furono giustamente d’incredibile molestia non solo alla Città, ma alla nazione intiera ; 605) Si querelò altamente il Doge con sua Santità di questi petulantissimi modi procurati dal Vescovo . E non solamente mise sotto gli occhi i meriti dei Veneti verso la S. Sede , ma la grandé infamia con cui era concepita quella citazione , carpita eziandio per false
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mamm ipsius tunc , respondit : Sior no . 1772) Ancora nel secolo XVI erasi risvegliata questa scelleraggine, dieci e più anni dopo l’accettazione del Concilio di Trento. E quindi ilC. X. in tal guisa decretò li 28 Agosto, 1577.Se intende, che in qufla noflra città de Veneti a e flato introdotto da dive-si scelerati ; che sotto preteflo di Matrimonio pigliano donne colla sola parola de presenti
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. S.Cai-siani affirmo ut supra. \ Hecnon Ego T. Tetrus de Benenatis presb. quai ' tus S. Cassiani affirmo ut supra. Ego P- Baptifta de Boschettis Liac. Ecclesia !■ Cassiani affirmo ut supra. Ego T. Hieronymus Sylvius Subd. Ecclesia S.CM-siani affirmo ut supra. Ego Hieronymus die Capitibus q. D.Johannis, pu‘ , blicus Irnperialis ac Veneti arum Trotar ius pramisùs interfui, eaque rogatus scrip si, public
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, THtarius Veneti ar. Iwc exemplum fideliter txemplavi in ìmilleiimo quadringentesimo vigesimo iexto di; ter-tio memii Ja.nua.rii, Indili, quinta. Riv." nil addens ìch minnem, qitoi iemum mutet, aut varici intei-. leUum , & cum ¡ubscriptionibui iuprascriptor. D. Jud cii Examin. & Hot arii compievi & roboravi. mrtiota , quod ad precsens probonis suprascriptii ut supra donatis, nihil
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di nostro Signore si celebrasse festa solenne in "Palatio & ubique , come leggiamo in Cerberus f. 13 , la pietà dei Veneti abbia erette delle speziali società d’ uomini e donne pel decoro maggiore dell’ Augustissimo Sacramento, onde comportare le spese necessarie pel suo culto, le quali forse assai meschinamente facevansi prima dal corpo intiero della Contrada , ie quali Società secondo la veneta
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Tbomam d.derit vivum in vires Dominii Veneti, babeat libras 4000, qui vero ipsum interfecerit , babeat libr. 2000 ex bonis Dominii. Et quicumque ipsi TÌxmtc dederit rezeptum in locis Dominii , & ipsum non manifejlabit , flct annis duobus in carcere. Et de omnibus pr&diBisipsi Tbomx nulla umquam possit fieri grai ia, donum , re-ntissio , revocar io aut re compensati 0, in paenam Du-c
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Capo IV*. 179 ordinò con suo Diploma , che dall’ Erario di Co-stantinopoli ogni anno in perpetuo fosse contribuita certa somma d’ oro alle Chiese di Venezia •> Ciò fece egli in guiderdone della Vittoria da’ Veneti riportata sopra il Guiscardo a Butrìntò . San-di li, 394- Come dunque era già in quel tempo edificata S. Cassiano, così per quanto durò quella contribuzione, essa pure avrà ricevuta
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1795
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tutti i canali, lagune e paludi, e vi cavalcavano sopra: morirono le viti e gli alberi, onde seguì un’ estrema carestia e poi la peste, nella quale morivano senza rimedio in unoo due giorni. Nel 1143 il Doge Pietro Polano , e Giovanni Polano Vescòvo di Castello, Clero & pepalo Veneti ar uni collaudante , diedero certi ordini per la festa de.Ue Marie. Ughelli, V. 1243. SeU Tom. VI. T be- J
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grammi 1.03 (grani veneti 20). & — Sopra una mensola a costole che prende tutto il campo delPesergo la Madonna disegnata come al n. 15, attorno • R • C • • L • A •
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1915
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— 100 - 6. Che probabilmente, e quindi con assai maggior utile del traffico tedesco, l’Italia andando a Trieste vi in~ staurerà il regime di porto in transito franco per le merci appunto riconosciute di nazionalità interne. 7. Che la Germania non può pretendere possesso politico su Trieste, la quale ha tra se e la Germania territori italiani - veneti, da un lato e territori slavo-carnici
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