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do gli Auvogadori Veneti ieibonol gii Originali di tutti gli ordini dell Gian Configli©, e di tutti li leCtetil del Senato, come altresì il regiftro delle famiglie Nobili, dove notano di | giorno in giorno la uafcica, la figliazione il nome,e cognome d’ogni Gen riluomo, e gentildonna, aifinche non| fi idruccioli alcun falfo Nobile tra i veri. Il che fi difeerne fempre agevolmente col confrontare colle loro note
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, che fi aveva allora di vincere quei infedeli. Dragone Borghefe Paolo V. Papa Della Caia Borgheiè portava vn dragone d’oro in campo d’azvro- e fou-ra dello iìelfo con vn Aquila di fabbia DucAì.\ Chiamanfi così tutte le patenti del Senato perche cominca-no (empie eoi nome del Doge con tal forinola. ..N ... Dtì gratia dux VenetiAPum c're. Vnìverjis. &fingu-lìs Recloribus , & repre/entantibus noftrìs cjuibufcHWjitc
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che fece l’anno ijio con Giuiio il Papa per iftaccarlo dalla L ga di Cambrai. Vi fii iotto il Pontificato d’Vrba-no VHI una contefa trà la Corte di Rum’, ed il Senato iulla promozione de' Veicovati dello Stato di Venezia al Confiftoiio , volendo il fenato, che qdefta Funzione fi fa* certe da’ C rdinali Veneti. Mà convennero iu fine , che la propofizionC di que’ Vefcovati fi farebbe da vn Cardinal Veneto
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I' A V O L A. Senato che ì burnì. Z09. 210 Confeglio del DogeTmafo Aloccenigo trascurato. 195 Confeglio del Senatore Gerolamo Zani, O Pafcale Cicogna, trafcuratv. 201.e 202 1Qonfegli dì mcz.o, che fono i peggiori di tutti paffano fovente nel Senato. 213 Confili (imo governato Venezia ne’ furi princìpii. 5.3.7. Confili Veneti in Abffandria, Aleppo, e-» Cipro Sic 186x187 Cotarinj
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91 La Storia Del Governo parti viventi allora , rel'tarebbero le due Chiefe cadute alSovraviven-co’ tutti i loto ¿itoli, e diritti. Di maniera che Tendo morto il Patriarca Domenico Micheli il primo , lì trouò il Veicovo di Cartello invertito della dignità Patriarcale, che hà traimerto a’ luoi iucccflori. I Nobili Veneti non ponno in ncllun modo alpirare alle Cure di Venezia, avendo volmo
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Ì74 ìa Storia Del GoVeRno. fpcià, e qualche fiata il Senato ve ii lafcia tutta la loto vita, acciò che abbino il tempo d’anicchiifi. Peti Confolati di Cipro, di Tripoli nella Siria, di Smirne, di Chio, di Ilo fetta, d'Ancona, e di Genova fono Tempre occupati da’ Cittadini Veneti: .11 Profitto, che traono i Veneziani dal Commercio <o’ Turchi è inol- io grande- Polciache queft’ Infedeli
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compiti, come altresì la loro nalcita legitima di parenti Nobili Veneti. Doppo chi: Il Segretario dell’ Avogadcria dà loro vn’ anellazione fognata da quefto IVfagiftraio,ch’eglino portano alla Segretaria della garanzia criminale > che ferine i loro nomi lovra altretan-ti biglietti fepatati. Il giorno ficguenre giorno di Sant* Barbara quefto iegietatio preferita i biglietti al Collegio > doue tono
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, e che vede tenere i gran giorni per la ricerca de’ Nobili del paefe, che odia mortalmente, e gli Inquilìtori di flato vdire fi favorevolmente i fuoi lamenti contr’ eflì, tanto più, che s’imagina, che e per l’interefle folo della iùa difeià, ben-che ciò non ila in verità, che per eilerminare con qualche forma di giuilizia le calè ricche. Di maniera che quelli Gentiluomini fono tra i Nobili Veneti, ed il Popo
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loro allolutamente. Polchiache al contrario tratta i Pa-douani, i Trevigiani, ed i vicentini co’ r/goii cftrcmi, perch’eglino temono. I Brefciani attediano i loro Podeftà ne’ loro Palazzi per ottenerne le loro domande , entrano per forza nel più bello del giorno nelle carceri , Iprczzaivo appo d’eflì i Nobili Veneti', li burlano de’ loro T ribunali, quando vi fono citati, s’oppongono all’efecuzione
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TAVOLA. c/éinbafcidtori à Venezia non anno coA* nurcto alcuno co' Veneziani. 45 e perche'm \ 46 Litigo loro nel collegio. 56 Ambafciattri 'Veneti devono affettare l’arrivo de’ loro Succeffori. 48 Devono rapprefentare al Senato una re-fazione della loro Ambxfiiatn dopo il loro ritorno. 49 De'00/10 addoffarfi i falli folle loro ino- &1*- s 50 f onano ìi Venera la fìttola
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OrJHrariecipazio creato grande Scudiere di Cojlantinopoli. 194 rinunzia al Dogato. ti© P Venezia fi governa etti majfme di pace. 86 Papa. I fuoi Nipoti fono Nobili Veneti per merito. J*T
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TAVOLA. fna rappr efent anione emblematica fo-pra ma delle colonne delle piaT^a di S. Marco. ibitL Timore che i Veneziani anno del Turco. 168 Timore del Vicinato- de’ Frane ¡fi a Veneziani. IJ *Titolo d'Alte^Ja Reale fi da al Duca di Savoia dagli Ambajciatori di Vene-z.ia, e come: 179 Titolo diCrifiianifìimo dato alla Repu-b li c a di Veneti a. 201 ‘Tribuni de’ Soldati. 3 Triumvirato
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, ed Auventuricri ione fono fovra che diceva molto piacevol-mente il Cavaliere Giovanni Sagte- tuttlll] » O nomi del d1, eh tra fare la jal/a msneta, ai Neéili far del danaro £vna sì baffa lega. Veneti. Quanto agli tcclefiaftici egli è vero, che il Senato e' loro troppo indulgente, c principalmente alli Frati, quali fecondo il tutto del Cardinal’ Elei mentr’era Nuncio à Venezia, aurebbero gran bisogne
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[Draskowics] Nicolò 11, 14, 97, 98, 99, 142, 148 Dravo [Drava, Dràva, Drau] 75. “8, 119 Duare, v. Zadvaria ducati veneti 29 'monete d’oro, del valore di circa lire 7,38* Durazzo [Durresi, Drac] 124 Duvar, v. Zadvaria Duvne [Duvno] 126 0ffendi 88 ' maestro, dottore di legge * Eleonora [Maddalena di Pfalz Neuburg], imperatrice 134 emiro 87 ' signore ’ Endese 147, 148 Ercolani [Alfonso], abate
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a una scrittura privata egli poi corti resse di suo pugno con un io) Doge di Veneti zia dovendo a satisfazione della patria portarsi « per la quarta volta alla direttione delle pub-« bliche armi, et conoscendo l’età, indisposit-« tioni et incomodi che portano seco la guerra, « havemo voluto dispore prima della partenza « delle cose nostre; invocato il nome omnipoten-« te della Santissima Trinità
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: ma si consideri che la plebe si convocava , ossia l’Arrengo nella Chiesa di S. Marco. Dimando come tutti i plebei Veneti allora esistenti in Città possano capire in quella Chiesa.'’ E se noi possono, qual pregiudizio senta questa proposizione La plebe in Jlr-rengo si convoca in S. Mar co} Si sa dunque per esperienza, che a’tali concorsi sebbene tutti fossero chiamati, , non tutti concorrevano
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r xsrxvir itimi di muraglie, sassi, tronchi &c. usati per colmare, formassero eziandio sótto le mani imperite dei primi Veneti un tal fondò, che per natura dovesse tanto posare» e far tanto sedimento, che pavimenti, fondamenti, lastricati gii uni sopra gli altri intieri, e pozzi sopra pozzi si avessero a scoprire; per non ripetere, che a SS. Vito e Modesto diVelestrina scavando si trovarono
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. Impressum Venetiis in edibus Aurelii Pintii veneti a. d. 1531 die 14 Junii dedicato a fr. Luca Dumaneo Prov. dell’ ordine dominicano, e 1 Exposito perutilis omnium epistolarum Dominicalium quae per totius anni circulum leguntur impressa Venetiis per Nicolaum Bascarinum Brixiensem a. d. 1545 die 22 Mai, dedicata al celebre cardinale Giovanni di Toledo, da cui era grandemente amato e stimato
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di questa rappresentanza consolare in Cattaro e soggiunge che ai suoi dì esso si conservava in Padova presso i Canonici laleranensi di S. Giovanni in Ver-dara. Il margine attorno il leone alato ha la leggenda: S{.ugellum) 9(Con)SOLATVS . VENETI . 1(») CATIIARO 2 Jiricek. Landstrassen ecc. 68 et seg.
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Is* 'Populo Veneti<e, Salti-tem . E nel corpo della Lettera: Sicut charissìmos filili vos admonemus. Finalmente, alla pag. 113 , ella conclude col detto del Cardinal Contarmi, che il Dogellegiam prxsefert potestatem, il Senato quamdam optìmatìum spe-ciem ; e il Mag. Cons. vicem refert popularis status , chiudendo così ella: Che è quello per appunto, che noi diciamo 'Popolo Mobile . Insegna
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