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X ì °7 )( SOMMARIO STORICO-CRONOLOGICO Delle Carte Pubbliche contenule nel Tomo Secondo; 1798. Venezia» Febbrajo - .... M Tg Dovendosi dagli abitanti ec. Maggior Consiglio riconosciuto e convocato . per eleggere dodici N.N. H.H. Patrizj Veneti a prestare il giuramento di fedeltà a S. M. I. 30 £— Il vivo zelo ec. Lettera del Bar. de Tugut, primo Ministro di S. M. I. a S. E. Rev. Patriarca
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fu il sig. Antonio Rusconi, i cui tentativi risalgono al 1910-11. Fu in quest anno die egli installò la sua prima macchina, fra la indifferenza dei più. e I ostilità di taluno, che negava agli italiani ed ai veneti la capacità di fare quanto avevano saputo creare i tedeschi. II successo non poteva mancare; e sull'esempio del Rusconi sorsero altre fabbriche, fra cui due a Chioggia. appoggiate
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da Verona, morirono sul campo di battaglia col Crocifisso in mano, e col grido della fede sulle labbra. Dalla Giudecca partivano quei cappuccini che si spingevano nelle missioni di Levante, ed in tutti i possessi veneti, come missionarii cattolici, ed insieme come propagandisti di venezianità. Anche per l'assistenza ai condannati a morte, erano spesso chiamati i cappuccini. • • • Fra le benemerenze
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di Venezia. In quel trentennio, i rapporti fra Venezia e Costantinopoli, furono cordiali come forse non mai prima nè dopo: e giunsero fino al punlo dell offerta da parte dei turchi di venir in aiuto dei Veneti, contro i
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) che ne gif- I fe ad aifaltare la Grecia; ed egli con quaranta otto galee, trentacinque naui groflè, e altri legni piccioli mouendo-fi, prefè Corone, e Patrafso, e haurebbe disfatta l’armata infedele, fe Vincenzo Cappello, ch’era alZante con lo Venete forze,fi fuise vnito con lui. Ma i Veneti religiofif-fimi ofseruatori de’loro giuramenti non vollero violaro lapace,c’haueano con Solimano, il quale, fpergiuro
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vendicarfi,e fòrti loro l’intento,mentre vnendo i loro legni con alcuni, c’hàica Vitaliano, a’ quali fi aggiunfero diece galee Veneti a ni, diedero fo-pra l’armata, che affediaua Ancona, e la ruppero à fegnO| che di quarantafètte naui Gotiche, fole diece fuggirono, c quelle, per paura, vicino al lido, furon bruciate. Nè vendetta minore prefe Nariète,il quale,vnito co’ Longobardi , disfece prima Totila
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in potere di quelli ; furono parte deldifcor-foeloquentiilìino del Miani. Soggiunte poi, che 1 Veneti
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)6 quc Mussulmani nel fatto della presa della galeotta da parte dei legni veneti, forse ciò, se non fosse stato chiarito, avrebbe potuto compromettere la pace 1’ anno antecedente conchiusa. Antonio Cappello rispondeva, a nome del governo, che la morte dei cinque era avvenuta per la resistenza opposta alle pubbliche galere volendo mantenere la preda ; ciò non ostante per deferenza
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Veneti^. Mal’huomomacchina, e Diodifpone àmifura de’fuoi giudi diiègni. I bergantir.i, e barche, che veniuano, fi difperièro,parte prefi da’Corfari, parte battuti dalle tempere ; e differendofi fino all’Autunno l’efècutione della congiura, fù ella da due Nobili Francefi, vn Normanno, l’altro Delfino, feoperta alConfiglio di Diece, che, con-cefsal’impunità a’riuelatori, ch’erano complici, diede mano
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e i caratteri dei primi personaggi del Cantone. Adempiuta la sua missione ritornava il Bubich a Venezia, riconducendo con sè 54 schiavi veneti liberati dai tripolini, c che col mezzo dei provveditori sopra ospedali venivano accolti dalla scuola di riscatto degli schiavi in S. Maria Formosa Poco tempo appresso, Chagi Abduraman già inviato plenipotenziario a Venezia, scriveva al conte Prospero Valmarana
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, se mai ne facessero. VV. Eli. hanno gii conosciuta la veriti e l’importatila della prima parte di questa proposizione, ed hanno veduto, che al tener acconciaiamente disposte, e seminate le loro forze sul Mare, potevano impedire la preda dei Veneti bastimenti, e presentemente potrebbe far temere una qualche pena ai stessi Corsari in Tripoli sull'esempio dei Rais castigati, dopo che essi 10
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, circa poi ai 25 uomini uccisi in Zara, dichiara che ne fari ammazzare altrettanti di veneti a meno che non si pagassero dalla repubblica 10000 zecchini per testa. Il Senato stabiliva, a tutela del proprio onore e decoro di non formare nemmeno risposta a siffatta lettera, ed addi 24 maggio 1766 a pienezza di suffragi deliberava : che sei tarlane armate di genti delle Bocche di
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) che ne gif- I fe ad aifaltare la Grecia; ed egli con quaranta otto galee, trentacinque naui groflè, e altri legni piccioli mouendo-fi, prefè Corone, e Patrafso, e haurebbe disfatta l’armata infedele, fe Vincenzo Cappello, ch’era alZante con lo Venete forze,fi fuise vnito con lui. Ma i Veneti religiofif-fimi ofseruatori de’loro giuramenti non vollero violaro lapace,c’haueano con Solimano, il quale, fpergiuro
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Veneti^. Mal’huomomacchina, e Diodifpone àmifura de’fuoi giudi diiègni. I bergantir.i, e barche, che veniuano, fi difperièro,parte prefi da’Corfari, parte battuti dalle tempere ; e differendofi fino all’Autunno l’efècutione della congiura, fù ella da due Nobili Francefi, vn Normanno, l’altro Delfino, feoperta alConfiglio di Diece, che, con-cefsal’impunità a’riuelatori, ch’erano complici, diede mano
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in potere di quelli ; furono parte deldifcor-foeloquentiilìino del Miani. Soggiunte poi, che 1 Veneti
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vendicarfi,e fòrti loro l’intento,mentre vnendo i loro legni con alcuni, c’hàica Vitaliano, a’ quali fi aggiunfero diece galee Veneti a ni, diedero fo-pra l’armata, che affediaua Ancona, e la ruppero à fegnO| che di quarantafètte naui Gotiche, fole diece fuggirono, c quelle, per paura, vicino al lido, furon bruciate. Nè vendetta minore prefe Nariète,il quale,vnito co’ Longobardi , disfece prima Totila
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aiutandoli con il ricavato delle sue stesse opere ; segnatamente con gli Opuscoli di Fra Gerolamo Savonarola e colla traduzione in francese delle Relazioni degli Ambasciatori Veneti, che gli era stata affidata a Parigi dal Ministro Guizot. Nel disagio in cui egli stesso si trovava, non avendo mai voluto accettare l’aiuto paterno per quella stessa fierezza che gl’ impediva di accettare gli onori
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di scienze, lettere ed arti di Padova, 15 Febbraio I792-, " E pure dell’ Olivi la « Lettera sulla botanica... di Chioggia e dei lidi Veneti » opera in 4.0 gr. del 1791. (2) Metto qui in nota varii lavori sulle Grotte per non intralciare troppo il testo. Non si deve dimenticare il nome del Conte Agapito come illustratore coscienzioso di molti fenomeni sotterranei del Carso : ma non meno celebri
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e dei Romani » scritta in continuazione dell’ Eutropio e stampata a Roma nel 1471, ha varie pagine sul-P Istria : vi si descrive, ad esempio, la famosa battaglia al fiume Frigido. Nobilissimo scrittore fu il IVI. A. Sabellico, il quale non contento dei suoi XXXIII libri di storia veneta « ab s urbe condita » dove tratta de la origine dei Veneti e del principio de la città e de tutte le guerre de mare
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DE FATTI VENETI LIBRO TERZO- ARGOMENTO. Infoiente degli ljlri reprejfe. Cornacchia, e Capodijlria prefe . Ri-uolutiom Ciuilì. Saraceni ancor in Italia infejli. Rotti} efcacciati . L ’ Imperai or Ottone tenta dajfediar Venetia ; e muore. La Republtca acquieta l Ijlria, e la Dalmatia, e disfa ì Naren-tani. Batte i popoli do_Adria. Vince il Prencipe Croato . Scaccia di Grado il Patriarca d Aqudeia
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