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* Inferite vi furono le antiche conventioni,. che dirigono l’ordine del commercio tra le due Nationir prohibifeono il ricovero de’Corfari, e preferi-vono il loro trattamento capitando nelle forze dc’legni Veneti - Per riporre i confini della Dalmatia fù Habilita l’clettione de’CommiiTarii, che fopra il luogo havelfero la cura di terminarli ► Hebbe il Molino lunga, e fallidiofa contefa fopra il rilafcio
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322 Reme historique, Tomo xxi, 2, pag. 393-4, fa intanto grande stima di questa publicazione. 653, R. Sovrintendenza agli Archivi veneti. Gli Archivi della regione veneta. — Venezia, tip. Naratovich, 1881 ; Tre volumi in 8° di pag. civ-480, n-561, vn-296, o compì. 1450, con cinque chiavi di cifre. (B. C. U.) La parte riservata al Friuli, in questa notevole opera statistica, si incontra
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dalla fortezza di Palma dell’ ili. et ecc. sig. Girolamo Foscarini, provveditor generale ec. Ode del p. Stef-fano Antonio Balducci, Minore Conventuale 1662. —Veneti», Giuliani, c. 4, non num., 4.° 1990. Il generalato di Palma, dell ili. et ecc. sig. cavalier Girolamo Cornaro, cantato da cigni d’Italia, consacrato all’ili. et ecc. sig. cavalier Battista Nani, procurato!- di s. Marco, da Stefano Tartaglio
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10 me Timavo che si vuole Tagliamento e la Piave, al sig. ab. il. Orazio Prebune. Sta in Raccolta ferrarese, d’opuscoli, Vinegia, 1792, t. XXII, p. 10U-168. Fu puro stampata a parte con numerazione speciale di p. G4. llispondesi alla Dissertazione anonima antecedente. (¡7. Filiasi co. Giacomo. Del Timavo. Articolo pubblicato dall’opera dello stesso: Memorie storielle de' veneti primi
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45 de’ signori di Fers e Varino, cavalier gerosolimitano, c Gio. Battista Mantica cavalier de’ signori di Fontanabona. Oratione del co. Virginio Manino. — Veneti», 167(5, Gio. Pietro Pinolli, c. 4, non num., 4.“ 274. Pramptro (di) Marcantonio. Applausi festanti delle più devoto muse, alle glorio della patria del Friuli, nella sontuosa am-bascieria a sua serenità, del di lui generai parlamento
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in collegio Tlie-resiano s. i. Rudolfus Coroninus, anno 1751. — Questa carta in foglio, sta ap. 16-17 del Tentameli dello stesso, pubblicato nel 1752. 1475. Comitatus Goritiae et Gradiscae cum limitibus veneti», et vicinia, novis ex dimensionibus exliibiti a Rudolfo Coronino, comite de Cromberg, d. Quiscae, accedente opera geometra-rum rég. caesar. et nobilis d. Francisci Vicentini, protogeom. goritiani
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10 «lei revisori e regolatori delle entrade pubbliche. — Udine, 1774, per li (ìalliei, p. 152, 4.° 230. Riforma e regolazione delle tariffe e delle mercedi de’ pubblici periti della patria del Friuli. — Udine, 1777, presso Gallici, ]>. 8, 8.° 231. Terminazioni e decreti veneti regolativi il numero do’ notaj della città di Udine e patria del Friuli. — Venezia, per li ligi, di Antonio Pinelli
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31 184. Discorso sopra la guerra presento tra la ropubbica vo- neta e gli Arciducali. — Venezia, Iti Iti. 18ó. Trattato di pace concimino colla mediazione di Phi-lippo 111, tra Mathia imperator de’ Romani e Ferdinando ro di Boemia et arciduca d' Austria, d’ unft parte, e la repubblica di Veneti» dall’ altra, col quale si promette elio i privati Usco-qui saranno scacciati da Segua
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. sopra l’antichissimo territorio di S.Ilario, Venezia, Pasquali 1761, p. XXXVI, n. 2. Il Filiasi, ( Veneti primi e secondi, Padova, Semin. 1811, to I p. 69) si esprime così: «Non so se tra i nostri primo a scrivere sulle lagune e i loro interramenti sia stato Marco Cornaro, le cui opere esistono tuttavia inedite». 2 B. Cecchetti, La Vita dei Veneziani, nel 1300, in Arch. Ven., a. 1885, to. XXIX, p. I, p. 20. 3 Scritt
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374 SOLDO, moncl» «lei peso di grani veneti G, coniain itegli ultimi anni del XV secolo col mollo - Lans tibi siili SOLECITATOR, v. Interveniente. SOLER, lo slesso che p.tlehum. (V. Palchum). —, tavolato elevalo per vedere feste e spettacoli. Nel 4472 si ordinava « che nelle l'esle non si facciano collazioni sopra soler» ». SOLUTIO AOUAEj v. Acque (pagar le). SOPRA COMITO, olii/,¡ale
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nasitcrgiunij et. selventeiu nexum quemdam, el danlem certum quid in manibus ipsius 1). l'Iebani, et postea surrexit ». « 1489 13 aprii. Nobiles Veneti (pii ad indulgenliam sancii Joan-uis Ghrysostomi nasitergia puellis tulerunt condenmali in carcere et exilfo ». Costoro erano ; Silvestro da Leze, Leonardo Bembo, Alvise S'oranzOj Filippo Paruta, Alvise Loredan e Giusto Gauro. NASSUA, trovalo, uscita
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?86 I VENETI LIBRO DECIMOQVINTO- « «r. • A R G O M E N T (X Il Papa, e Ce/are di nuouo a Bologna, e loro negati ati K Lega, di Prenómi italiani, non compre fa. la Reputi Ite a. Difgufìo àe' T urchi con effa, acquetata. Il Papax eHRè di Francia a Mar fili a conchmdona le JSoZìZJ di vna Nipote ¿¿d'vnfigliuolo. Armamenti de* Turchi . jR acqmftano Corone>e PatraJJo tn Moreayc
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474 DE FATTI VENETI tepOjche serano auanzate le cofe à più it rignente bisogno ancora. Trouarono,che Fracefco Sforza,più che mai aifediato da gli Spa-gnuoli nel Cartello di Milano , era in procinto di renderfi loro perneceflìtà divittuaglie ; e che all'incontro s’era dato nella Città il Popolo più volte allarmi contra lemilitie per le¡angarie , e reftoriìoni,che infofferibili conuenia patire
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DE FATTI VENETI LIBRO DECIMOSETTIMO. A R G OMENTO. Guerre inVngheriaper la morte del Rè Giovanni. L'Ottomano in dife fa della Vedova Re ina , e àel figliuola . Ce fare in Italia. Sua abboccamento col Papa à Luca . Va in Algeri , e gran burra fiala ri (pigne . Marano occupato perl Rè di Francia con rifentimenta degli Auflriaci % Armamenti deTur chi, e Pr e ncipi Chrifìiani. V Armata de primi
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Pxifposle della Fp-publica . l^autrech e »t ra in Tarma. T '? ridirlo no ~\vci-tpgli efer-citi. Egual mete rinforzati. EccltfuA fiici,e Im feriali fi traggon fuori. Ter inca-mmarft 'rerfo Milano. 414 DE FATTI VENETI la pace, tant 0 à lungo jofpiratdyera lo [cacciar9in ter ameni e quelfiero ferpente dainido^Che mentre bauea ia Republica meritata in ogni te-po la gloria dimanntentrice
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708 DE’ FATTI VENETI tuttivnformidabileefercitodi ottantamila Fanti, edidiecimila Caualli, Stabilitifi in quelle gran forze, maggiori di quelle di Ce-cbeprega- fare per metà, fi riuolfero à pregar di due gratie laRepublica ; L’ np°Jhca% vna » di non concedere il paiTo alle militie Papali, eSpagnuole; g,rane. L’altra di qualche denaio ad impreftito . Quanto al pafìo era già ttfllafe flato
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1686
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614 DE’ FATTI VENETI con dodici Sangiacchi , accompagnati da ottocento foldati per vno , e da quattromila Gianizzeri, de’più aggueriti. DueCo-mandanti iuperioridiriggejuano quello gran corpo marittimo . Barbar off a Barbaroffa fòitenea la Carica , el titolo di Capitano del Mare, e mnìu»ti LuftìBaiciàerail Generaliffimo foprale Imprefe , fpiegando Io 1 Stendardo
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1686
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224 DE FATTI VENETI 'fauTna tant0 follmente vinto fenza l’appoggio, e’I concerto di qual-«0 infedt* che Grande di quella Patria. Antonio Sauorgnano, che tale era lt% in Vdine, & era già flato alla Republica di tanta fede , difguftato-fi , perche la giuititia publica lo haueife anco leggiermente gaiti-gato per vn commeifo delitto, già il era dato à fauorire Maffimi-liano,&hauea
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1686
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veduto per Fede del Padre Inquiiìtore, che nel Secondo Volume intitolato De' Fatti Veneti delN.tì [Fran-cefco Ver dirotti, non vi è coia alcuna contro la Santa Fede Cattolica > e parimente per atteftato del Circ. Segretario Angelo Zon deputato dal Magiftrato noftro, niente contro Pren-cipi, e buoni cofìumi concedemo licenza à Stefano Curti di poterlo ftampare, oiTeruando gli ordini, &c. Dat
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8i DE’ FATTI VENETI rola da] Giuftiniani, adduce tra Paltre cofe, che egli defse à Cè* farei! titolo di Padre, di Progenitore, di Fondatore di Vene-tia. Che gli diceífe di olferuarlo, & humiliarlo, comevnDio celefte. Fà, che attribuisca alia iua Patria l’indegno nome di for* dida, di ignpminiofa. Che gli confeifaife di hauer’efla rapacemente tolti ad altrui gli Stati, e difiìpate
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