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DELL* HISTORIA VENETA .1678 *679? Pèjtr ¡n¡ Germania iti 1¿79*. r68cr Inñd*n\r di Oojfanti-uopi li ten i' Bmli Veneti per cakfa dk ¡chiavi . è sbilanciata la potenza,, onde ccfll quel mutuo timore, eh3 è la ficurczza de trattati * la fola fede del pattuito non baita ,, riufeendo. fempre inefficace la ragion difarmata * L’Elet-tor Palatino più d’ogn’altro aggravato, portò
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or di ni della Città erano impoveriti di denaro, paffato in gran parte nelle TSLa-tioni forajìiere per ISLavi, Militie, e monitioni, che simpie-garono nella trafcorfa Guerra . Cbe farebbe facceduta anche al prefente la ftejfa necefftà, & il traffico tutto della pia%%a di Veneti a farebbe caduto ne gli ftranìeri. Cbe le turbolente della Dalmatia non erano capaci a produr rotture con la "Porta. ISLon mancar
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pro-penfus animus fuifset , tanquam poti (¡imam Italia partem, adducete Jiatuifse , ad e am rem Gafpari Cont areno oratori facultate a Senatu imperi ita : quapropter inter Cafarem , 7^e-gem Ferdinandum , Venetorumque T{empublicam ad bac fee-deris paH.i deventum fuifse. I. Primum T{avennam, ac Cerviam, Flaminia urbes Veneti Pontifici traderent : qua illis in locis jura obtinerent, refervarentur
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,• Venetos r ac Mediolanenftum Ducem eft per cuffum . Dum Cafar halos 'Principes lenire y ac /ibi conciliare nitebatur j Veneti mini-vie interea cefsandum rati, Laudern-Vompejam occuparunt ; mox Mediolanum aggreffi, incept o ab ft ft ere coatti funt. Fendere Conjacen/ì vulgato, dum, Modoetia capta, ad Mediolanum inter foe derat os de oppugnanda urbe confulitur, Sforti a necejfitate adattus arcem
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la" cofa fopra qua Ili fia’ cafo, tutti gli operarii v5 applicarono la' mano per efficcarle . Accade, che' fentendo quelli, che pur anche il nemico in quella parte travagliava cavando, indrizzarono a quel verfo i lavori ; ma da’ Turchi datofi luoco ad- un fornello ,• più di quaranta' de’ Veneti vi reilarono fotterrati, e tra quelli due Colonnelli Gio. Battifta Zacco, e Ventura Foreili, e due Ingegneri
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, in triremes receptu a fronte tuto , mediam tantum agminis partem , hoftibus effet objedurus. O&oginta igitur milites, qui munirent iter , præ-miifos confecutus, circumje&a regione diligentiflime infpeda, totaque acie in tria agmina diftributa, ita in viam fe dedit , ut 1571 Veneti ai Ah’xii oppugnai iò-rtrm fe in-Jiruunt,
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Phi-lippo Hiipaniarum Regi, ac Venetis grave , atque intoleran-dum erat ,* cum ille in ampliifimis fuis ditionibus magnani au-ri vim ex facerdotiis coìligeret 5 Veneti vero Rempublicam cum libertate nadi, quam propriis legibus per tot fsculorum feriem adminiftraverant $ nihil , quo vetus regendorum populorum confuetudo immutaretur , pati poterant . Sed cum Paulus Theupolus legatus Reipublics jura
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fin dentro le mura. Con altrettanti corrifpondevano i difenfori dal Cavalier Zane, ma prefto fi divenne a più ftretti cimenti. Cuttein calato da’Monti, copertofi con gran terreno, cin- ?•&<* fe la Città di duro , e memorabile attedio. Gli era contefo ¡KJ/K l’avanzarli da’Veneti con frequenti fortite, in una delle qua- M 4 li, .
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i loro terreni, gareggiava la fedeltà col valore. Il Fofcolo fentiva, cheufcendo in campagna fi preveniifero le minacciate offefe de’ nemici j ma il Senato non giudicava opportuno di provocarle. Perciò pacavano fole reciproche fcorrerie : e fe i Turchi danneggiarono Grulli , Nona, la Torretta, e Malpaga ; i Veneti iì risarcirono fopra le terre loro, & in quelle vaile campagne . Il Bafsà finalmente
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de’Turchi comparve fopra i colli vicini, ma troppo tardi j feguì nondimeno qualche leggiera fattione, in cui guadagnarono i Veneti una bandiera, e fecero alquante tefte ma poi levati ventifette cannoni, con le provifioni, c le polveri, abbruciati i forni, & i magazini j aperta la città dalla parte del mare, incenerita la mofchea, e dato fuoco alle caie, l’armata pafsò a’ Dardanelli, fottomettendo
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6 12 SOMMARIO. EVacuata interamente la citta dì Candì a da'Veneti a-ni, il Vìfire v entra con fa fio e pompa dì trionfante . 1 Princìpi crifliani mofirano godimento, che la Repubblica fia venuta ad una pace così onorevole j ma il Papa, benché non poteffe non compatire la necefjìtà dell accordo, in ferma fi però dì cordoglio e muore . Ca finirò rinuncia la Corona dì Polloni
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dell’Ifcle, furono ailretti a ritirarfene gl’ inimici. Ad altri maggiori difegni s’avanzavano i penfieri de’ Turchi j poiché il Capitan Bafsà ritornato in Coilantinopoli, follecitava l’ufcita fin tanto, che i Veneti per lo fcarfo numero , in che fi trovavan di navi, non potevano così preilo andar a’ cartelli 5 e divifava, non credenti. TSLani T. IL S 3 do, i55l Cingi ut a fatta da' foldati Vr» tini
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i4o DELL* HISTORIA VENETA 1647 s’affaccia, fopra una falda di colli fafl'oil, che declinano al mare . E perciò foprafatta da effi, e benche di buone muraglie, e d’ un cartello munita , ita però efpofta agl’ in-fulti . Per cuoprirla havevano i Veneti fopra l'alto tracciato un forte, & una tanaglia , che fi dava mano eoa Torti/ita- un ridotto. Due Proveditori affiftevano
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fpog/iato il Genero juo, efpedirà per Joflenerlo in Aiemagna un Armata potente. Se . . gli Olande fi faranno invajì, non rifparmìera /’affi/ìen^e j e rameLT' fe ì Veneti ani patiranno moleflia, li foccorrer a con le for^e ritrattate, "Regni, per caparra permettendo , che faceffe- ro leva nell’ Inghilterra al prefente di dieci mila faldati. II Senato con lettere efpreffe gliene retribuì
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t premure follecitata da Ltdévie* nella cambiata Ftr* tuta . mentre il Feria , ad efpttl/ìont degli <litri , tenti1 d'introdurre prefidii Spagnuoli in Mante-va . « deve, mancandovi il Principe , i Veneti inviano fèlda-tefeie. dalle negl-fiat io ni pajfando egli alle ma-t teine.
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i6i6 ritir ando/i da Gradi-fra. Pràpcf¡ioni dtl Pon-ttfìce. da Bjfa non aggradili . dii M.mri- , ; tentai* Ilfuti ndn-¡hanit. i i dìfgufii ¡’•/¡•mi, far ir irflan\t tir 1:1 fluiva da Iti riattati . P to'! Stilili t JiU' Am- t/*j. i a duri di Tifeana, 94 DELL* HISTORIA VENETA Con tali fenfi ritornò a Milano il Manriquez, & i Veneti ii ritirarono da’ podi più vicini a Gradifca
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d Amici, fifiava 1 occhio a -Venetiani, la coirifpon- temente ¡1 denza de* quali, fempre per 1* adietro da lui coltivata con ***- • ogni forte d’uffitii, era riufeita riguardevole , e decorofa al-lìtalia. Ma rimaneva al prefente interrotta dal fuo trafporto di fdegno per gli ajuti della Republica a Ferdinando, per i ¡¡»'Veneti* quali s’era licentiato 1* Ambafciatore Guifoni j e benche col mezzo
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alcuni pochi de’ Veneti, che nè per luogo , nè per numero potevano foftener la difefa. Tra le fiamme del Mantovano s’ udivano ancora de’ Monfcrrini le lagrime, & i clamori ; impercioche Io Spinola , fpinto a Valenza Filippo , fuo Figliuolo, haveva inviato Ferrante Guevara con quattro mila Fanti, e cinquecento Cavalli, ad occupare quella parte del Monferrato, che inferiore fi chiama. A San Salvatore
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1625 mentre quelle dell’ Unionefp e-difce rin-f*r\i nella Valli, ìnvìandofi gente da' Dipendenti della Menar tbia . <& arman-de fi i Cantoni Cattolici centra la volontà della Lega. e da gli Augnaci fen grandi apparecchi iagelofendo-fi i Veneti. eie tten fi difowhono dalla- Francia ■ tutta che fli Spannilo !i prò* curino di catti-narfegli a Cefare. 308 DELL’ HISTORIA VENETA la Valle
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1629 benché non approvata da’ Veneti . vedendola ejfer' un ritegno alle moffe della Francia. tentatala in vano,d' impedirfi da Savoja. attendato-fi'n tanto /’ Inimico lontano da Mantova. tìfofpinto da al cune Terre : tcon rtfar-11mento del Duca. da altre ne-ceffttato ad ufeire. Pefiileit-tia,portata in Italia dagli Alemanni . 431 DELL’ HISTORIA VENETA za, c coll’ energia
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