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^ 22 ^ NAPOLEONE L Per la Grazia ili Dio, e per le Costifuzio* ni Imperatore de’Francesi, e Re d’Italia, Eugenio Napoleone di Francia Vice-Re d’ Italia , Arcicancelliere di Stato dell’ Impero Francese, e Governatore degli Sta-ti Veneti} a tutti yuelli che vedranno le presenti.salute , • Isti gli articoli 148, 149, 150, 151 , 152, 155> *54, >55» 157 del Codice Napoleone ; Sopra rapporto
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politico del territorio costiero e della laguna dalla terraferma. Le vicende anteriori hanno, se mai, valore demografico. Il ciclo iliaco, insinuato nella leggenda veneziana con espressioni confuse, grossolanamente contaminato (3), rientra nella spiritualità lagunare appena di scorcio. Esso non concerne i Venetici, ma i Veneti (4) ; non riguarda la vita della laguna, ma la terraferma. Il diverso grado
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e in valore dagli interessati alla stregua del rispettivo fine. Dal luttuoso e sfortunato incidente di Comacchio alla partenza della squadra greca dalle acque della laguna è un fatale succedersi di circostanze, che predispongono alla ripresa delle ostilità franco-bizantine. Dopo la partenza della squadra i duchi veneti accentuarono la loro opposizione antibizantina e rivolsero formale invito a re Pipino
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. Era folla di trafficanti, che accorreva non solo dai territori più vicini, ma anche dalle regioni dâoltralpe. Già si delineava la funzione mediatrice del porto adriatico, perchè, chi muoveva i passi dalla terraferma, raggiungeva il mercato veneto per depositarvi i suoi prodotti e riportarne le ricercate spezie di provenienza esogena. Ai navigatori veneti era lasciato il compito di vettori
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il supremo interesse della patria e venderla allo straniero (2). A preludio dellâ offensiva militare, che i fuorusciti meditavano e organizzavano, lâimperatore si lasciò convincere a stendere intorno al ducato un ferreo assedio economico. Interdisse i traffici del retroterra italico con il ducato; sottopose a sequestro beni e merci dei Veneti residenti nel regno ; sospese
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, penetravano nel Medi-terraneo dirette a scali diversi, sotto debito controllo, riunite da salda organizzazione, che, qualora la testimonianza del cronista non sia fallace, era frutto di sensibile maturità tecnica. Le navi, cariche di merci, salpavano dai lidi veneti unite in squadra, e, di conserva, veleggiavano per tutto lâAdriatico. Raggiunte le acque mediterranee, allâaltezza
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;Adriatico, più e meglio di quanto non avessero fatto gli Amalfitani per la loro patria nel Tirreno. Favoriti dalla posizione naturale, verso il loro meraviglioso emporio avevano divertito le ordinarie linee di traffico e di scambio dalla terraferma ai porti dâOriente. Uomini e cose, diretti dallâoccidente agli scali dâoltremare, trovavano ai lidi veneti ospitale
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, era tutta affidata alle squadre veneziane. Lâimperatore offriva al governo ducale sicura promessa di negare aiuto agli esuli di vecchia e nuova data, in agguato nelle terre del regno contro i patri reggitori e accordava maggiori garanzie per la tutela degli interessi veneti sopra la terraferma; a compenso le terre adriatiche marittime dellâimpero erano validamente protette dalla difesa
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degli schiavi vennero estratti i più sani .. affinchè servissero al remo, consegnatane quella parte, che rispettivamente doc devasi agli Ausiliari. Dallo avanzo consistente in Donne, e Ragazzi, estratta la c Decima per li Veneti il resto si espose alla vendita, ed il risultato si distribuì .c tra i soldati e le ciurme dell'Armata terrestre e marittima, coerentemente a quanto .c erasi praticato
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li chiamano. tra il Superiore e l'Inferiore, .. orre per lungo tratto, tutta d'un pezzo. Ma nella parte più lontana ai biforca: con un ramo irUarda il maI Siculo, con l'altro il jonio: tutta è stretta, e, in qualche punto, molto più Itretta che nel luogo dove comincia. Le parti interne di easa IOno abitate da genti avariatissime: la sinistra abitano i Carni, e i Veneti la Gallia Togata: poi i popoli italici
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tata dall'orgoglio e dalle avventure. Per quattro volte i suoi figli dovettero abbandonarla, ca.cciati dalle invasioni e dalle epidemie. I re croati la signoreggiarono. la Repubblica Veneta la donò in feudo ai Morosini, fu dei Re ungheresi. e finalmente una volta ancora dei veneti che la tennero, come gli altri luoghi della Dalmazia. dal .ecolo XV fino al crollo della Repubblica
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ftudio fecuta eft . Lodovicus audita Utinenfium alienatione, haud amplius cundandum ratus, cum valida barbarorum manu per Germania fines in Carri nos tumuituofe erupit : Clufinam arcem munitiffimam in anguiliis alpium primo impetu oppreffit : nec procul inde Mutianum, locum, ea tempeftate ut nunc , munitiffi-mum : accepiffentque omnino cladem aliquam ingentem Patriani ea fubita eruptione, nifi Veneti
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4^° I N LIBRUM NONUM Epitoma. VEneti Jader am a Ladislao Rege redemerunt : In Dalmati a ob Sicum alìquandìu e fi bella-tum : Foedijfma tempeftas ad Augufti idus or-ta, fuh ito ftrepitu terrìs & a qua omnia circa urbem turbavit : Scythce Tanaim emporìum occuparmi: Tipus cum ingenti barbarorum manu in Italiam erupit : ISLec multo poft Sigifmundus fubfecutus : In Taurifìno & Forojulienfi
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1409 Veneti Ja~ dir am a Ladislao J^ege ndimunt . In Tìalma-tiacb Shunt aliquandiu {¡ugnai um. 46z DECADIS SECUND^E fus Joannam Reginam ulcifcendam tranfiit, Neapolitanum regnum jure belli fuura fecit. Is poftea ex Italia in Pan. noniam vocatus r domeilica fraude oppreifus, Ladislaum fuperftitem reliquit : qui procedente tempore & ipfe ad haereditarium regnum recuperandum accitus
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eft cum Philippo ^lediolanenfium Duce beliari : cujus la- cc^aPle!j‘p borioiìifimi belìi caufam non ab refuerit aliquanto altius fa Mediola-repetere, ut non temere in potentiffimum Principem, & "£f“m ad id tempus Veneti nominis amiciifimum, fed neceflario potius, tantam belli molem fufceptam appareat. Fuit is Galeacii Vicecomitis filius, qui admodum puer cum Jo-anne Maria fratre majore natu relidus
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eft . Ferunt, hoftes, ubi primum circa Chium Veneti triremes “funt confpedae, ftatim fugam circurafpe&a-re coepiife. Certi erant ob turmarum infrequentiam nullo modo congredi : ita- ut in exfteditiifimas biremes quidam fugiendi coniilio tranfcendiife dicantur : alii, relidis navi-bus , in proximum littus annatare ftatuiife, ubi primum Ve* netus movrffet . Yerum ubi claifem inde ab duda in fenfe-runt
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1718
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interventu acre praelium eft commiifum , fuiifet-que Lodovicus Gonzaga, qui eo a Sforcia accerfitus vene-rat, ab hoftibus profligatus ( nam in eum primo fa&us erat a Veneto impetus) nifi Sforcia mature aftuiffet. Veneti inde digreffi, ad Porcianum inter duas paludes meta-ti funt. Sforcia interim Ruberto Severinati & Tyberto negotium dat in Brixienfem agrum erumpendi, ac plani-tiem omnem fubita
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1718
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1371 Dtfceptrttlo di finibus cum Patavini s . 348 DEC ADIS SECUN DÆ gratiam redirent. Sed res fruftra a fummis viris tentata. Yenerunt inde ex Pannonia pratores ( nam Carrarii in Lodovici Regis fide effe dicebantur ) & Venetorum cau-fa ex Florentia Pififque legati affuere : funtque eorum interventu in duos menfes padæ induciæ. Dederunt Veneti quinque viros, ac totidem Carrarii, qui in rem
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Page 762
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1718
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ingenti bello petiit : Veneti duflores intra Otholengum & In-\ulellam foelidter in Sfordanos dimicarunt : Inde non uno loco vario eft eventu pugnatum : "Renatus T^ex pro Sfonia <¿7* Florentinis in Italiam ¿zdverjus Venetos tranfiit : Stephanus Torcius capitali [upplicio eft I{omce ajfeflus : Con-ftantinopolis a Tunis expugnata ingentem Chriftiano nomini terrorem incuffit : Duplex in Turcos
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Page 533
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1718
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cir-cumje&us critico, oleo, vino, pecoribus abundat, quod & nobiliiÌìmas habet lapidicinas, quodflumina, quodita- Ff 3 gna, 1405 Veneti Veronam Car-r.iriis adi-munt. Verona ¿e-fcriptio.
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