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ai4 ria e Mussione ; e mentre i Veneziani, vedute vane le rimostranze, s’ apparecchiavano a combattere per riaverle, papa Gregorio terzo con gravi parole lo riprese (a), e costrinse a restituirle al patriarca di Grado ; e l’assalitore cedette all’autorevole scritto. L’isola Centenaria fu poi dalle acque soverchiami sommersa ; e dell’ altra per molti secoli non rimase che una torre
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;8 Il consiglio dei tribuni, che in giorni stabiliti si raccoglieva nell’ isola di Eraclea (a3), giovava, semplificando gli affari comuni, e preparandoli ad essere facilmente conosciuti, e giudicati neU'arringo; preparazione, che rendeva presta la spedizione dei negozii. Ed è verisimile, che mentre gl’ isolani godevano della regolare e vantaggiosa istituzione politica, che dimostravali
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a calcare e torre libertà. E perchè non risorgesse in alcun' isola turbolenta gelosia, pel continuo sedere dei dogi in Eraclea, e perchè vi si perdesse la memoria de'fatti di Orso, si fermò che, come prima i maestri dei soldati, anche i dogi in Malamocco sedessero; e sdimenticala la fiera ambizione di Orso, 1’ assemblea dei nobili elesse, ed il popolo acclamò doge 1' ottimo suo figliuolo
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del re, avea mandato agli abitanti di Veglia, isola non molto lontana dalle veneziane, un giudice; e perchè, soggiunse, che quelli di Veglia, quali isolani separati dalla terraferma, ne bisognavano. E facciamo osservare, che se alcun giudice, o delegalo, fosse slato o fosse per essere spedilo dal suddetto re alle vicine isole dei Veneziani, eia naturale ch'egli ne facesse menzione, perchè traila vasi
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, salvarono fanciulli, donne, preziosi averi, e reliquie di santi, in Grado isola e lor porto, da una laguna diviso, seguendo poi questi cari oggetti di amore, d'interesse e di credenza. Ed i più agiati Concordiesi, fuggiti al lido del mare, e quindi sopra barche a Ca-prule, vicina isoiella, vi fabbricarono una borgata,che nomarono pure Caprule; e quegli Altinati distinti per maggiore condizione
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in Eraclea, i tre primi dogi, de'qua- li detto è, sieno stati nativi di quell1 isola. Il patriarca di Grado, i vescovi ed i più dei preli, quali nobili per nascita o per qualità di sacerdoti, e-rano collegati coi nobili laici; e nelle deliberazioni e turbolenze sostenevano il loro ordine con quella potenza che il sacerdozio e la maggiore istruzione davano loro sull'universale; e quindi le fazioni
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1848
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e bottega erano divenute, coll’ andare del tempo, sino al 1836, proprietà di trentanove differenti ditte, suddivise in più che cinquanta azionisti, delle quali alcune dimoravano in Venezia ed altre nelle città e nelle campagne dello stato in terraferma, e periino ve n’ erano nell’ isola di Corfù, soggetta uu tempo alla repubblica di Venezia. Finalmente, nell’anno 1841, il maggiore azionista (i) Si noti
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grádese, (i) Nell» pag.6o, in annoLQniaggiiin- lili itogli oIìtì, che »i germogliatali«, e gerò, che il nome di Olivólo, olirm i»' per particolarmente di uno avai grande, clic vi la conformazione di quest’ isola alla figura sorgeva nella piazza do?1 è oggidì il cam- «li un olivo, le venne anche per la quan- panile. Ved. il Minsi, toni. Ili, pag. 256.
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, ed il castello di Carpendo, su cui aveva lemporale giurisdizione il vescovo di Bergamo, il quale vi esercitava il -misto e mero imperio. la quadra d’ Isola, che iuoltravasi framezzo ad alti monti tra 1’ Adda ed il Brembo, comprendeva i distretti di Val san Martino, ch’era governato da un commissario bergama-masco, distretto grosso, composto di ventisette comuni ; di Almeno, cospicua terra, già munita
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1854
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che li aveva colti : tutte le loro galere presero la fuga, posero a terra nell isola di Melelino tutte le truppe che avevano a bordo, ed a voga arrancata si posero in salvo nel canale dei Dardanelli, lasciando in mezzo al mare le sultane, che per la calma stavano immobili con le vele in panno. Erano preda sicura della dotta veneziana, ove il capitano generale avesse ordinato con più energia le sue mosse
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anche il dì, in cui se ne dovesse distendere il trattato. Dalla quale confederazione speravasi grande utilità in mezzo alle angustie della guerra, che da ogni lato minacciava Venezia. Carlo Zeno, che aveva passato 1’ inverno nelle acque di Napoli, era tuttora ignaro, della funesta sconfitta della flotta di Vetto* re Pisani, ed aspettava con impazienza la solennità di quel giorno. Si avvicinò pertanto colle sue galere all’ isola
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principio della guerra di Candia sino alla perdila di quest’ isola. (1645—4669). Capo I. Discussioni del Senato circa i sospetti di questa guerra . » 244 II. Condotta sleale dei turchi..........» 245 III. La repubblica si accinge alla difesa.......» 249 IV. Assedio ed espugnazione di Canea.......» 254 V. Movimenti della flotta veneziana 258 VI. Il doge Francesco Erizzo assume il comando supremo
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. 11 cavaliere Forbino, che co- porto di Malamocco, assaltò il legno ingle-mandava la squadra francese ne incontrò se armalo per conto dell’ imperatore, lo ottanta in una sola volta : un drappello lorptese, (e ne iinpadroni, lo arse, ed in delle sue ciurme, eh'era calato a lerra per fine si ritirò conducendone seco i prigio-dare il sacco ad un'isola della repubblica, nicri. Quest'azione provocò
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S08 INDICE Dalla pace di Passarowitz sino alla soppressione del patriarcato LIBRO XLIII. Dalla pace di Passarowitz sino alla soppressione del patriarcato di Aquileja. ( 1718—1750) Capo I. Mechitar de Petro, fondatore dell’ ordine de' monaci armeni benedettini nell’ isola di san Lazzaro .... pag. 215 » II. Disastro gravissimo di Corfù.........» 222 » III. Condizione di Venezia dopo la pace
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con formale accordo il riconoscimento della sovranità della Norvegia sull’arcipelago dello 5pi<*berg e dell'isola degli orsi. A ciò fu provveduto con la convenzione firmata a Parigi il 9 febbraio 1920, assente la Russia, la quale invano protestò ma fini poi per riconoscere la convenzione stessa nel 1924. L'Italia, come parte contraente, dette esecuzione al trattato con R. D. 29 luglio 1924
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INTRODUZIONE ■] § 1. - La sovranità sull’arcipelago dello Spitzberg e sull’isola degli orsi aveva formato oggetto di contestazioni, già prima del conflitto mondiale, specialmente da parte della Russia e della Norvegia. Scartata l’idea, che pure era stata ventilata, di un condominio, si era addivenuti, dopo la conferenza di Christiania del 1910 e 1912, ad un progetto di convenzione (1912
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1904
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remain. Other more modern ones have sprung up, some inhabited by the descendants of these same noble families, others by wealthy merchants who have acquired fortunes in America. The villas among the hills at Giochetto and Bergato have nearly all been destroyed. On the Isola di Mezzo there are two castles, several churches and monasteries, and ruins of other edifices. The principal church
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1904
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162 THE REPUBLIC OF RAGUSA images may be seen over the gates, on the fortifications, and on various buildings, but they are all colourless and of very rough workmanship. A plaque of marble, with figures in high relief, in the sacristy of the Franciscan church, deserves notice. It is said to be thirteenth-century work of the Isola di Mezzo. During the next two hundred years architecture attains
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1904
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in some ways less objectionable neighbours than the Christian Powers, especially the Venetians. In 1538 the allied fleet under the command of Grimani, the Venetian Patriarch, sailed down the Adriatic and touched at the Isola di Mezzo; a part of the squadron proceeded to Ragusavecchia, where it was received with great honour by the citizens, but some vessels remained at the island and sacked it, took 170
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Internazionale. Albergo Iola Albergo Isola Bella - Via Tarabosh Albergo Pallas. Albergo Splendido Viale Vittorio Emanuele III. Apparecchi igienici, sanitari e di riscaldamento - Aparate igjenikë, shendetit, thë ngrofje Feltrinelli F.lli - Soc. An. Impianti sanitari - Via Ali Pascià. Siderurgica Commerciale Albanese. Articoli tecnici - Sende tek-nike Siderurgica Commerciale Albanese. Segue Dura zzo MUNICIPIO
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