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16o STORIA che fosse ricuperala, fosse indizio di volere passare più oltre; anzi dicevano i Veneziani, quel* l’essere chiaro indizio , che sei mesi prima il conte di Pago non ebbe pensiero d’ occupare Scrissa, ma di levare solo a quella il poter offendere la sua isola. Ma lo Stodler ed il Frangipane, questi pel danno della sua terra, ed ambidue forse perchè fosse prevenuto qualche loro disegno
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due, adducendo per confermazione, clic se dodici barche di loro con cinquecento uomini, eh* e-rano, avessero assalito a tradimento due sole, non sarebbe restato morto, e ferito tanto nu-mero di loro. Ma comunque quello si fosse, certo è bene, che il conflitto non successe in porto, ma nel mare aperto tra l’isola <li Liesina e la terra ferma. Gli Uscochi fuggiti per la vergogna e per li compagni perduti
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, cendo il suo viaggio, tre giorni dopo quel-conflitto, capitò la sera nel porto di Mandre del-P isola di Pago. Gli Uscochi avutone P avviso da una spia, in gran numero smontarono in terra, e si posero occultamente sopra il monte, che circonda il porto in agguato, e la mal lina sei barche d’essi entrate in quello repentinamente assaltarono la galea, e quelli eh1 erano in terra in molto numero
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, che fosse stata una continua distruzione dell’isola. Ne fecero gran lamenti col generale, pregandolo di liberarli da quel pericolo. A questo s’ aggiunse che 1’ armata veneziana la quale spesso transitava di là, vedendosi quell’ artiglieria dinanzi sótto gli occhi si commosse talmente a sdegno, a vendetta, ed a desiderio di racquistarla che i capitani, considerata al generale la facilità della ricuperazione l’esortarono
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DEfVLJ USCUC1II 6l chiuderne con forti opportuni, e muniti di aulite, e dì artiglieria, l'uno noli’isola di Veglia con uno strettissimo passo di maro, diviso dal continente tra Fiume e Sogna, il quale bastavi ad impedire la comunicazione tra quelle due Città; l’altro verso Giuba nel canale della Mor-labca, ove è un’angusta bocca, por la quale eiiino soliti gli Uscocbi di passare
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144 STORIA. Provccchio appartenente all’isola ili Veglia. In mare non perdonarono a vaseello di qualsivoglia sorta, non solo rubando, ma ritenendo i ma ri 11 a j più principali, e dando biro riscatto. Tanti inconvenienti, e le lettere della maestà cesarea mossero finalmente il serenissimo arciduca a mandar a Soglia il signor Bole barone d’Echenberg generai di Croazia accompagnato da buon numero
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, inzuccherati dal sole sul terreno pietroso dell’isola di Veglia. In un attimo si popola la riva e un coro di voci grida: «Gospa....» oppur «Pa- rona...... A sera si canta e si beve e i marinai si spandono per la borgata. Solamente un vecchietto rimane nella barca a contare i pochi soldini, guadagnati per i suoi grappoletti. Il vecchio conta e sospira: «Dio mio, son ben pochi: mi occorre mollo, mollo
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y POLITICA E CIVILE. 121 84-1. Narratione della guerra di Nicosia fatta nel regno di Cipro da’ turchi 1’ anno 1570. Bologna, Bignami, 1571, in A. (Autore Giovanni Sozomeno). 845. Vera et fidelissima narratione del successo dell’ espu-gnatione et defensione del Regno de Cipro, fatta per il R. P. F. Angelo Calepio di Cipro ec. (Sta a p. 92 tergo, della Chorografia dell’ Isola di Cipro
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, aduso dell’Accademia cosmografica degli Argonauti, del P. Maestro Vincenzo Coronelli. In lòrma di atlante. — Venezia, 4670 - 4688. Quest’ opera comprende quaranta carte non numerate di prospetti ed alzati. V. Rovigno, Isole di Cherso ed Osscro, ed Isola di Veglia. 62. Lexicon geographicum, Philipp i Ferrarli Alexandria ni. — Patavii, typis Jacobi Cadorinis, 1674. 2
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413 opera del padre maestro Gianfrancesco Scottoni dei Min, Co»v.; iu 4. — Venezia, tipografia Zorzi, 4773. — IL 3044. Esercizio accademico dedicato dagli alunni delle pubbliche scuole di educazione in Isola al merito impareggiabile del nobil uomo il signor cavaliere Francesco Filippo de lloth..., dirigente il provvisorio governo dell’Istria già veneta. Uu opuscolo, in 4, di pag. 90. — Venezia
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sua. 510(i. Ragionamento dell’ ab. Domenico Giorgi intorno a due inscrizioni greche ritrovate l’ima traile rovine di Troja, Pallia nell’ Isola di Dolo. Venezia, Zane, 1737, in 12, lig. Queste Inscrizioni erano già in Venezia appresso il patrizio Giovanni Emo che poco prima le aveva ricevute dal Levante ee. 5107. Statua del Giardino dei Pi. Pi. II. II. Emo a’Ss. Simone e Giuda. E' intagliata
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di Giovanni Diacono pare, che metta alcuni Anni prima del prefente l’entrata d’eiìi Saraceni in -quella dianzi sì felice , e dappoi sì Sventurata ISola. Ma giacché abbiam fatto di Sopra menzione del Suddetto Bonifacio, bene Sarà, che il Lettore non ne perda la memoria , sì perchè fortiffime conghiet-ture concorrono a farci credere quello perSonaggio per uno de gli Antenati della nobiliffima ed antichiffima
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al Retto si riempiono di soldati, in un'isola presso l’hilippsburg Viene costruito ancora un altro forte (ivi p. 573). * • dicembre: vengono gettate i ruppe anche nel circondario di toblenaa e di Trrviri (Ivi p. 57*). * W dicem-W» le tortene presso IlOaingen e lieiaiwhaim veagono ampliate. 8t afferma, perà, di non avere nnsaaa mira saU territorio tedesco. tanto si fa unicamente per ««curvata
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Anno CLXXV. 431 in breve morire. In effetto a riServa di pochiffimi Centurioni decapitati , gli altri colpevoli furono {blamente gaftigati coll’eiìlio . Flavio Calvifio Governator dell’ Egitto , benché partigiano dichiarato della ribellione, fu relegato in un’ISola, nè Solo ebbe falva la vita , ma anche i beni. Perdono’ Marco Aurelio alla Moglie, a i Figliuoli, al Genero diCaiììo, ancorché
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di persona a Costantinopoli, era stato operoso. Mentre il Medina Celi cingeva di novelli forti la recente conquista e vi nominava a governatore Don Alvaro di Sande, Piale e Luccialì avevano salpato da Costantinopoli, s’eran forniti d’acqua e carne fresca all’isola di Grozo e forti di 80 tra galere e galeotte erano corsi a stringere di blocco i Cristiani, mentre Dragut veleggiando nel canale di Malta
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, ma piuttosto consuetudini verbali cui obbedivano fedelmente. Ninno possedeva per sè, nè poteva avere legami, di famiglia; il governo era democratico e nell’ assemblea generale ognuno aveva voto. Due sole virtù erano obbligatorie, la fedeltà al patto sociale e l’intrepidezza. Chi mancava era punito senza mercè; massima pena la morte ; minore l’abbandono in isola deserta ; mitissima tra tutte l’esclusione
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1892
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la guerra franco-spagnuola nell’ anno 1823, il eontr’ amiraglio Duperré (l’eroe del G-rand-Port all’isola di Francia) capitanando 60 navi bloccò la costa, iberica e, coadiuvando l’esercito, ebbe parte onorevole alla campagna che la resa di Cadice ultimò ; la (piale quantunque non si raccomandi per vistose fazioni fu notevole per zelo, attività e buona scuola, di ufficiali e di marinari. L’anno seguente
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1892
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428 Storia generale isola di Borneo fronteggia a tramontana il mar della Cina ed a levante l’arcipelago delle Filippine. Nei due Stati di Saravak e dell’ isole Sulù, ambedue retti da sultani malesi e musulmani, fioriva la pirateria. Giacomo Brooke luogo-tenente della marina inglese nel 1839 con un suo yacht si diede a distruggere i pirati di Saravak; alcuni tra essi arruolò sotto le sue bandiere
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' Principerà, e ricuperar le Terre occupate da i Baroni ; e fi-milmente, eh’ egli nel termine di un anno paffaffe in perl'o-na in Sicilia. Ma Scoperto quello trattato, il Re d’Aragona , che oltre all’avere in quell’ISola il Suo partito affai forte, non Sapea digerire , che un sì bel Regno uSciffe fuori della fua Reai Cafa : inviò nel precedente Anno tre Galee nel mare di Pifa ad afpettare
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1892
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de’ nostri, Chiopurli Mehemet Bassà, arnauto, primo Yisire del G-ran Signore con l’armata ottomana consistente in 26 galere, 9 maone, 18 sultane e 150 fra saiche e barconi con 30,000 uomini da sbarcare al Tenedo, essendo espresso ordine della Porta di sortire prestamente dalle bocche perchè sbarcato Syaban Bassà con questo esercito su quell’isola passasse a unirsi con l’armata di Rodi, dovendo egli il Yisire
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