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siano exceptuadi e non con/presi nella parte presa del non tener fuogo nell' Isola di Rialto a dì 15 Mazo, che era in pena di soldi 100, dopoi la Terza campana, che sona a &, Marco. Nel 1320, 6 Marzo : Che li Ca-saroli possano tener lume, 0 sia candella accesa dopo la terza Campana . Che sonasse anche mezza notte negli antichi tempi lo abbiamo dal Scivos , il quale dice che suonò Mezzanotte a S. Marco
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, e così a proporzione dell’ altre monete , le quali si dicono curte . Ancora quando possedevamo il Regno di Candia , battevàsi una speziai moneta per quell’Isola, intorno alla quale .v’ è questa memoria in un Ms. v. n. j8. 'iiel 1632, 28 Agoflo, furono consegna-i Ducati 13000 in succhi 650, da Ducati io l'uno a S. E. Sebaflian Venier velia sua partenza per Ducx in Candia. Erano in quel tempo battute
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in qaeslo naufragio eh* è fama tultor vigente , che il giorno di Natale comparissero in Chiesa 3oo Vedove di nome Vincerlte «eli’ Isola di Mezzo , che avevano perduto i loro mariti .
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di difesa . Ella però dalla parte del porto di Socolizza posto a Settentrione dell' Isola aveva ricettilo rinforzo di truppe di linea, nè spiegava la bandiera di resa, Osservato dal Comandante Russo, che i colpi di Cannone non intimorivano, gli abitanti, e che avrebbe
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348 Libro c o n d o. me mai consumate le 24 case abbiano potuto 0 xicovrarsi sotto tetti in Rialto, o pensare tosto a edificar una Chiesa ? Bisogna dunque dire, che veramente quell’isola quando si edificò la Chiesa fosse molto bene abitata e frequente di domicili, nè le 24 case fossero le sole edificate, benché l’incendio di quelle abbia risvegliata la pietà, che l’interesse o la povertà tenevano
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V. e N. e nella stessa ora arse il Con-,, vento de’Crosecchieri. Era tal vento, che si ac-„ cese fuoco in più di 200 Camini iC ibid. ,, 1 j 1 3, ,, xo Januarj . A dì sopradetto fo de Marti ve^ „ nendo el Mercore a ore do de notte , brusò tutta l’Isola de Rialto. Vense fora da una bot- « tega
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1* iati. ¿Lo supplicheremo di accordarci un asilo in qualche Isola dell' Arcipelago, o in qualche altra.parie de' suoi Siati, ove potremmo nella nuoi’a: Epidauro depositare le nostre leggi, conservare i nostri costumi, e le nostre istituzioni_ Ad un male estremo, non vedo altro elio un estremo rimedio . Per quanto energica fosse questa proposizione, che fa ricchezza de’ Cittadini
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1912
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.... Riferendomi ai succitati Romeni di Corfù, aveva appreso dai Farserioti di Santiquaranta che in quell’ isola sonvi una settantina di famiglie farserotesche, imparentate con famiglie di (1) Un amico mi raccontava che avendo parlato con un alto personaggio politico italiano dei Farseroti e della loro discendenza dai soldati di Cesare e Pompeo, si senti esclamare: « 0 che ci sono ancora quelli li? >
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, p. 253. seche ragioni, che si esporranno in seguito. Però in mezzo a tanta incertezza non vogliamo affatto escludere che il miglior ordinamento, almeno per questa parte drìV Epistolario ver-geriano sia quello alfabetico, adottato dal Combi. Di Monte da Siena, trasferitosi ad Isola, cittadina dell’ Istria, distante circa sci chilometri da Capodistria, ci (1 difetto qualunque notizia
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da Siena, trasferitosi ad Isola, cittadina dell’ Istria, distante circa sei chilometri da Capodistria, ci fa difetto qualunque notizia. (1) Per questo biglietto i codici offrono una scelta di tre date, tutte im- probabili, se non addirittura impossibili. Per quanto il V. fosse d’ingegno precoce, non pare attendibile che avendo scritto il breve componimento a Capodistria in età di quasi nove anni
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1928
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Critica, arte contemporanea 305 2889. Amerò Meozzi: A proposito di reminiscenze pasco- liane (in fine, Hugo, Lamartine). C , II, 15 maggio 1923, pp. 301-11. 2890. Carlo Pellegrini: Traduzioni e riduzioni del Pa- scoli dalla letteratura francese. (Légende des siè-cles). R o , XIV, die. 1923, pp. 628-33. 2891. Maria dell’Isola: Assonanze e discordanze: Giovanni Pascoli e Giovanni Richepin
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202 Gli studi franco-italiani 1855. F. Pestalozza: Il Generale Bonaparte e Giuseppina all’isola Bella. « Verbania », IV, 1912, pp. 93-99, 117-23 (cfr. ibid., pp. 10-11). 1856. Umberto Benassi: Il generale Bonaparte ed il Duca e i giacobini di Parma e Piacenza. A S P , N. S., XII, 1912, pp. 199-310. 1857. Alfredo Poggiolini: La Spezia nel periodo napoleo- nico e della Restaurazione. R N , CXCIV
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1928
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, pp. 57-73, Il Manzoni all’estero; 75-88, Attraverso le traduzioni dei «Promessi Sposi». 2298. H. B.: Un billet de Manzoni à Fauriel (27 lugl. 1833). Un billet de Pietro Maroncelli (23 sett. 1831). R L C , III, 1923, pp. 435-36. 2299. Maria dell’Isola: Napoleone, Lamartine, Manzoni. M , XXIX, 1924, n. 47. 2300. Ireneo Sanesi: Il « Trionfo della Libertà » di Ales- sandro Manzoni. « Studi critici
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inédite de George Sand (Lorenzino de’ Medici: dalla Storia del Varchi). RP, XXVIII, 15 dèe. 1921, pp. 673-708. V. HUGO 2380. Laudomia Cecchini: La ballata romantica in Italia [infl. di V. Hugo], Firenze-Torino, ecc. (stamp. a Siena) Paravia, 1901, pp. 74. 2381. Gino Bandini: Volfango Goethe e Victor Hugo a Roma. «Medusa », I, 1902, n. 4. 2382. Mario Foresi: Di Vittor Hugo all’isola d’Elba. R N , CXXIV
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1905
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, Evviva! visok, zi/io! visok, slava Hose le braghe i calzoni éakSire, hlaòe blaòe. Hut il capello èeàir, klobuk klobuk. Insel l’isola ostrvo otok. Jung giovane mlad mlad. Kälte il freddo zima, studen zima. Käse il formaggio sir sir. Kaffee il café kava kava. Kahn la barca Èamac èoln. Kalbfleisch videi il vitello teletina teletina.
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1933
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. Due bombe — Lido, Forte Casa Bianca — una cadeva in laguna e l’altra in mare senza danni. Una bomba — Isola della Certosa — cadeva nell’acqua e nell’esplosione capovolgeva una betta. Una bomba — R. Nave «Carlo Alberto» — produceva lievi danni. Altre bombe caddero nel Bacino di S. Marco e nel Bacino dell'Arsenale, esplodendo senza recar danni. San Vio - Danni all’abitazione e al giardino del Barone
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1937
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. Ifigenia in Aulide. Imbroglio (l1) delle tre Spose. Impresario (1’) di Smirne. Impresario (l’j in angustie. Incognita (1’) perseguitata (m. Anfossi). Incognita (I1) perseguitata (m. Pic-cinni). Inno popolare. Innocente (1’) fortunata. Isola (1’) disabitata. Italiana (1’) in Londra. Locanda (la). Maestra (la). Maestro (il) di cappella. Marchese (il) Tulipano. Marito (il) in sospetto. Marte e la Fortuna
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1934
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quel che fu detto poi, nel Quattrocento, il Palazzo del Principe, per distinguerlo dal resto, detto il Palazzo della Giustizia. Riunendo in sè, oltre che le giudiziarie, anche attribuzioni politiche e costituzionali, si teneva prossima al centro del potere, cioè alla Scala d’oro, la La loggia all’angolo verso l’isola di San Giorgio. Quarantia criminale insieme con gli Avogadori, per la pubblica
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1929
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Delle popolane, un boscaiuolo ecc. 72 Parlatorio di un convento. 73 Gruppo di figure presso un portico. 74 Studio di ballo. 75 Isola della Laguna con un campanile. 76 Piazza San Marco e la Piazzetta. 77 Cannaregio visto dal Canal Grande. 78 L’incendio di S. Marcuola. 79 Schizzo per un quadro con la Madonna del Rosario. 80 S. Nicolò. 81 Scena pastorale. 82 Contadina. 83 Scena campestre. 84 Gondola in parata. 85
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1935
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spagnuolo in Cuba inviarono in quell’isola un esercito; quando il Giappone volle impedire l’occupazione russa della Corea, inviò un esercito per espellere i Russi; e quando infine l'Italia volle conquistare la Libia, non (I) Memorie del Duca di Vicenza. Napoleone riteneva che le Potenze europee dovessero essere preparate a sopportare delle restrizioni nel commercio, per il bene che dall'Europa
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