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Mocenigo Bagatti - Contessa Giulia Persico Dalla Chiesa - Emma Pasqualy - Maria Oliva Pasqualy Zecchinato • Contessa Maria Walter Blas. LE CANOSSIANE S. E. il Patriarca Cavallari desiderava che sorgesse una Casa Canossiana alla Giudecca. pel vantaggio spirituale delle donne dell'isola. I Superiori deH’Istituto aderirono al desiderio del Presule, aiutati da pii benefattori, tra i quali tiene il posto
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col pesce fritto ed i trioli e chi non poteva tanto, ti accontentava della jaca calda e dei caraguoi. Nel canale della Giudecca vedevati numeroso stuolo di barche, con gare di remo. La festa traghettava un po' nell isola, dove pure si faceva baldoria. LE CORSE DEI TORI Le Corti Grandi sono cosi chiamate per la loro ampiezza : non manca però chi attribuisce il nome ad una famiglia Fugacci
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. Il circolo giudecchino non ebbe una propria sede se non nel 1922; e fu in un modestissimo locale a pianterreno, in calle dei Nobili, di proprietà Rocca; allora i fascisti dell'isola erano saliti a 15. e Mario Giuriati aveva preso il comando della squadra, che prese il proprio nome dal Duce. Durante il movimento della marcia su Roma, al gruppo della Ciudecca. sotto gli ordini di Antonio Fasolo
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«93 ALTRI CANTIERI Nell’isola vi sono altri cantieri, e cioè : Cantiere dell'Azienda com. di Navigazione Interna. — È posto al- 1 estremità del Rio del Ponte Longo, verso la laguna, e provvede alle riparazioni dei natanti dell’Azienda stessa. Direttore ne è il cav. R. Lajet. Cantiere della Società Veneta Lagunare. Si trova nell'estrema punta di S. Giovanni; una parte del cantiere
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, il magnifico aviatore che D'Annunzio chiamava «fra Ginepro». Il continuo affermarsi della squadra calcistica (i nostri erano chiamali i • bianchi giudecchini», perchè la divisa consisteva in maglia bianca, calzoncini neri, calzettoni bianco-neri) aveva formato intorno ai soci una massa sostenitrice, anche fra il gentil sesso, ed infatti le signore e signorine dell'isola, con squisito atto, vollero
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j6 «nche meglio affermato il carattere dell'isola in allora : di emula, se non di rivale della bella Murano, deliziosa ed umanista. Secondo l'abate Vincenzo Zanetti autore d'una bella Guida di Murano, Venezia. Antonelli, 1866. i Separali della Ciudecca, si sarebbero staccati dall’Accademia dei Vigilanti di Murano, istituita nel 1602 da Coccalino Coccalini di Torcetto, in una casa
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*A 3 L'AZIENDA STUCKY (Mulini e Pastifici). Cav. Giovanni Stucky NeH’iniziare una rapida rassegna della vita industriale e commerciale della Giudecca, il primo posto — posto d'onore, — va riserbato agli Stucky. L’opera di questi industriali — padre e figlio — supera di gran lunga la cerchia ristretta di un'isola e di una città, per assorgere ad un importanza regionale e nazionale
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, c’era invece il solo stemma dei Visconti. Infatti questa casa aveva appartenuto ai Visconti di Milano, ed era antichissima: era passata poi ai Foscolo. Nel 1832 era proprietà dei fratelli Baffo, famiglia principale dell'isola.
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, e le opere a favore dell isola, essendo egli benemerito Commissario del Circolo Fascista della Giu-decca.
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. — La politica di prestigio. — Altre direttive . . . . . . . . » 217 PARTE TERZA I. - Caratteri dell’espansione veneziana. — Terre do- minate e loro civiltà. — Valore dell’economia marittima per le città d’oltremare .... pag. 231 II. - Opere promosse dal governo repubblicano. — Prov- vedimenti per l’agricoltura. — L’« isola d’oro». — Lavori pubblici e finanze. — Osservazioni sull’amministrazione finanziaria
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: quella appartenente ai Mazzega-Moro. che ha ancora circa 80 bestie. L'azienda dei Mazzega-Moro. che fu sempre la prima dell'isola, anche adesso
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Leopoldo Lizza. Gennaio 1895 - marzo 1897 : don Francesco de Marinsky. Marzo 1897 - maggio 1901. Economo spirituale, don G. B. Via-nello, passato poi parroco a S. M. Formosa. Maggio 1901 - maggio 1917 : don Giuseppe De Cecco. 12 agosto 1918 - 16 mano 1929 : don Silcio Mason. * • • Don Silvio Mason lasciò larga orma di sè. nell'isola, per le opere di bene da lui compiute, ma soprattutto, per la bontà
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che l'azione benefica delle suore, sia largamente aiutata dagli abbienti. IL PADIGLIONE PER I FIGLI DEI TUBERCOLOTICI Nella nostra isola ha trovato posto un'altra istituzione benefica, voluta dal prof, grand, uff. Luigi Picchini, per lunghi anni benemerito assessore del Comune per l'igiene, ed intrapresa con entusiasmo dalla benemerita Società Veneziana contro la tubercolosi ; il Padiglione-Asilo
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dell'isola, è la vecchia fabbrica di tappeti di cocco già Bussolin, Cossulich & C. ed ora « Casimiro Gaggio & C. ». Ha la sua sede alle Corti Grandi. Fu fondata nel 1878 dal compianto comm. Pietro Bussolin, spiccata figura di intelligente filantropo, che per il primo introdusse in Italia la lavorazione del cocco. Tale industria si resse prosperamente fino al 1917; ed allora venne distrutta
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Ili Del progetto resta documento in un codice della raccolta Cicogna al Museo Con«: e Gino Damerini dice che euo ebbe qualche influenza sul progetto del ponte Venezia Marghera. Che sarebbe avvenuto te il progetto di Padre Coronelii fosse stato attuato ) Finisco colle stesse parole di Gino Damerini : « La navigazione, in processo di tempo, avrebbe dovuto cercarsi la via dietro l'isola
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, per domar il morbo, che aveva quasi spopolato la città ed il dominio, la Renier continua : «il governo non si dimenticò di ricorrere al cielo, perchè facesse cessare questa terribile malattia... A quest'oggetto vennero ordinate preci generali. Poscia il religioso Senato, fe' voto d’innalzare un tempio, nell'isola della Giudecca al Supremo Redentore... aggiungendovi l’obbligo solenne
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completo e definitivo. La proposta che Fiume abbia il suo proprio Statuto con le modificazioni suggerite daH’Italia, che l’Italia abbia la rappresentanza diplomatica della città di Zara e che entri in possesso dell'isola di Lagosta (come pure la recentissima proposta della concessione all’Italia di una striscia di territorio per congiungere Fiume alla regione italiana), sono corfl-pletamente
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e della sicurezza. Cosi sorse il bel fabbricato nuovo a Santa Maria Maggiore. Nell'isola rimasero dunque le due Case di pena, e sul l'origine e prima destinazione di quei fabbricati non occorre spender altre parole, avendovi già accennato altrove. Adesso si son fatti nuovi ed importanti lavori, di ampliamento ed adattamento, sicché le due tristi Case sono fra le più belle del genere. Nei locali
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che non sarebbero stati possibili alla Ciudecca. Per quanto spiacenti che la nuova azienda abbandoni fra breve la vecchia sede, dove è nata ed ha vissuto il travaglio della sua laboriosa formazione, formuliamo i migliori auguri perchè essa abbia nell’avvenire quei successi che. dai risultati finora conseguiti, ha già dimostrato di ben meritare. RAFFINERIA RISO Lo stabilimento che aveva sede al N. 781 della nostra isola
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Vili INDICE-SOMMARIO VI. - Il cinquecento. — Perdita di alcuni domini e guerra di Cipro. — Caratteri di questo secolo . pag. 59 VII. - Il seicento. — La difesa dell’isola di Candia — La guerra di Morea. — La ripresa veneziana e la situazione dello Stato veneto . . » 65 Vili. - La guerra di Corfù. — Il Trattato di Passaro-vitz. — Gli ultimi domini veneziani. — L’impresa di Emo ... ..... » 73
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