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; ad est la linea domandata dagli italiani e l’isola di Veglia. Lo Stato avrebbe dovuto obbedire ad un governo di cinque membri, di cui due italiani, uno fiumano, uno jugoslavo ed uno eletto dalla Società delle Nazioni. A Fiume avrebbe dovuto essere assicurata l’autonomia municipale secondo lo statuto di Maria Teresa. Il porto di Fiume libero, gli abitanti del nuovo Stato esenti da ogni obbligo militare
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a riposare a Brioni, isola presso Fola, nell'Adriatico, donde io riceveva dei rapporti dettagliati sui suoi accessi di rabbia incoercibile ». Nel maggio di quello stesso anno il professore Ma-sarik affermava che da suoi amici, abitanti presso il castello dell'arciduca a Konopischt, in Boemia, aveva appreso che Francesco Ferdinando era colpito da paralisi generale e che Li malattia
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ad essa militarmente ed economicamente necessario ; la neutralizzazione di tutta la costa dalmata. Ma la proposta non fu accettata dal ministro Lansing, il quale rispose invece del Presidente Wilson infermo. Nel respingere sopratutto la richiesta della zona istriana di contatto col a corpus » fiumano e dell’isola di Lagosta, il Governo americano diede anche una maggiore esplicazione al suo concetto
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. Barletta Da Trani inclusa a Trani Giovinazzo Margherita di Savoia Bisceglie incl. Margherita di Savoia Manfre¬ Da Margherita di Sa¬ Viesti donia voia alla Foce del Peschici Saccione incl. Sanmenaio (Vico del Gargano. Rodi Garganico Lesina Tremiti (isola)
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II. Opere promosse dal governo repubblicano. — Provvedimenti per l’agricoltura. — L’« isola d’oro ». — Lavori pubblici e finanze. — Osservazioni sull’amministrazione finanziaria delle isole jonie. — Altre osservazioni sull’amministrazione finanziaria dei domini. Nei domini l’economia marinara fu per un periodo assai lungo mobilitata e chiamata a partecipare ad una collabo-razione, per cui sorsero
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, ottenevano poderi in quell'isola, e il debito insieme di difenderla contro a’ nemici ». Così scriveva, a proposito delle origini della sua famiglia, il Foscolo. Cfr. Ediz. naz. delle opere di Foscolo, voi. Vili, Firenze, 1933 pg. 245.
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di affidare al Presidente della Congregazione di Cariti, la somma raccolta, e l'incarico di provvedere per la erezione del fabbricato in un terreno dell’isola della Giudecca. La Congregazione di Cariti, con ritmo fascista e con attiva solerzia, acquistata un’area di circa 15.000 mq. dell’ex Campo di Marte, approntava, a mezzo del proprio Ufficio Tecnico il progetto dell’edificio, cosicché verso la metà
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il doveroso atto di ringraziamento. Ma. « scelta l’isola della Giudecca. ed atterrate a tal uopo alcune case, comando»»! che si costruisse frattanto, ove doveva sorgere il grande edificio, una provvisoria chiesa di tavole, le Cui pareti abbellir ansi di frondi e l'interno di cuori d’oro e di arazzi, con altare adorno di spalliere d’argento, d’oro o di seia. nel mezzo del quale spiccava l'immagine
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Ochino, i cappuccini dovettero uscire dal piccolo convento di Santa Maria e si rifugiarono nel luogo detto « Monte dei Comi », per le coma ed altri rifiuti di macello, che coli si gettavano. Nell’isola c’è anche oggi una località detta « Monte dei Comi », ed è ad occidente deH’orto delle Zitelle, di fronte all'isoia della Grazia. Che sia veramente questo il luogo dove si rifugiarono i cappuccini
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dell isola. Infatti il Sanudo c'informa che il 19 giugno 1518, in Pre-gadi, fu preso di scriver a l’oralor nostro in corte (a Roma) per domino pre' Sebastian de Cemelibus, prete di chiesa, eìeto piovan di santa l'umta di la Zueca, per li parochiani, in loco di pre’ Mario Antonio Negro piovan, noviter defunto. Questo de Cementibus, ci diventa Sebastian di Corveti, quando il 21 settembre 1532
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la visita fatta daU'ImprTatoie Ferdinando I d Austria, il 9 ottobre 1838. di ritorno dall'incoronazione a Re d'Italia, avvenuta a Milano. L imperatore si recò all'isola ed al tempio in forma privata, in una gondola, ed era accompagnato dal fratello arciduca Carlo. Non vi fu perciò alcun ricevimento ufficiale; ed ai religiosi che erano andati ad attenderlo sulla porta della Chiesa
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LA GIOCONDA DI PONCHIELLI E LA GIUDECCA Una delle nostre più belle e popolari opere musicali, la «Gioconda» di Ponchielli, ha. per una parte, come sfondo, l'isola della Giudecca. Il librettista, Tobia Gorrio. in quest'opera suggestiva, ha saputo sfruttar bene il «colore» veneziano: nell’intreccio, nella dipintura dei personaggi, nello scenario. ('). La giovane cantatrice
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di tutto ciò che sussiste dalla parte jugoslava della penisola d’Istria. Tale questione di una nuova annessione di territorio jugoslavo è posta in un modo perfettamente chiaro tanto dalla rivendicazione dell’Istria nella sua totalità quanto dalla proposta tendente alla questione dell’isola di Lagosta. Nè in un caso nè nell'altro si posano considerazioni di ordine strategico. Il dominio strategico dell’intero
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nell’isola dei defunti. Fin dal 1830. chiamativi dal patriarca Cardinal Manico, i cappuccini hanno assunto anche la cura spirituale nel- I Ospedale civile : e continuano la loro missione di fede e di pace fra le bianche corsie, dove l'orgoglio umano >i umilia nel dolore e davanti alla morte. 1 padri del Redentore sono adesso circa 60 '). (') Gli alt»« della CKku del Redentore kwo prinlt
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. Scorgi, trapassando, delle cene imbandite all aperto cielo, e delle intere famiglie e delle compagnie numerose, che mangiano con un gusto, escluso sempre dalla misurata decenza dei lauti banchetti... Di qua vedi avanzarsi ima peata illuminata da tremolanti fanali, bizzarramente disposti. Di là ne scorgi un'altra che. quasi un’isola ambulante, trascinasi dietro a centinaia le minori barchette
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, che pur hanno lavorato ed abitato alla Giudecca. Del FoRTUNY, che alla Giudecca ha creato una sua nuova e stupenda industria artistica, dovrò scrivere ampiamente, trattando delle industrie dell'isola. Il For tuny, che. parallelamente continua a coltivar con successo l’arte pura, ha esposto quest'anno alla biennale quattro suoi ammirati lavori : Rio Mariti, Eonia, Ri tratto, Arabo. Zanetti-Zilla, il distinto
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a scopo industriale, l'abbandono del- I arte agricola, l'opera del tempo, i rigori delle stagioni, hanno fatto >panre i a moreri » dall'isola. Ve ne sooo otto o dieci in tutto, ancora, ed intiSichiti e tristi.come te consapevoli del l'abbandono e della prò*-»una fine. Di a more « non se ne vende più : »e il sig. Eden fotte vivo, non potrebbe aver più il piacere di vederle cogliere
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di Venezia. * • * Ma oltre i turchi, troviamo in queste cronache molti altri personaggi illustri, che prescelsero l'isola nostra come soggiorno. Ci perdoni il lettore l'elencazione che. se è lunga, non è però senza significato. Nell'aprile del 1500 gli ambasciatori di Russia, presero alloggio alla Giudecca : dove, non è precisato. Nel febbraio 1504. Vincenzo di Naldo. di Val di Lamon
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la festa diurna, nelle osterie dell'isola. A Lido s incontrano con un'altra folla : di chi avendo rinunciato al baccanale notturno, ha voluto godere lo spettacolo dell'astro che sorge dalle onde azzurre : come se quello spettacolo non foste visibile che quel giorno... Ma ben diversa è la folla che dalle quattro della mattina • *è La processione si avvia al Redentore avviata verso
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Massa, in un articolo sobrio ed efficace, stampato nella - Lettura a dell’agosto 1923. racconta che il signor Eden, passando un giorno in gondola per il canale della Giudecca. fece approdare la barca all’isola, e chiese se si potesse visitate uno spiazzo di terreno libero in riva alla laguna. Egli voleva realizzare un suo sogno di bellezza e di poesia. Fu accompagnalo in un’ortaglia arruffata
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