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391 veneta, un patto di amicizia, che assicurava ai mercanti veneziani libero commercio, prima gravato da oneroso censo (1). Solo qualche isola, sostenuta dal favore di difese naturali, oppose resistenza. Curzola rifiutò lâomaggio ; ma, investita dalla forza militare, presto capitolò (2). Più tenacemente resistette, dalle inacessibili montagne, Lagosta, covo di pirati, che più
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, 154) è infondata; si tratta dellâisola capritana (Capodistria), non di quella caprulense (Caorle).
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, di offrire ai connazionali garanzia di pace e di sicurezza tra i contrasti di nemici insidiosi e di amici infidi, e di avviarli a maggiori felici conquiste. Dalla minuscola isola realtina muoveva tra primavera ed estate (2) in ritmico viaggio annuale, universalmente noto, il ricco convoglio, che dall Adriatico si spingeva nel Mediterraneo, verso Oriente, fino agli scali costantinopolitani, verso Occidente
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seguace e, come tale, probabilmente suo conterraneo ? Passi per Domenico Mone-gario, che era cittadino di Malamocco : ma perchè non fece ritorno a Cittanova, il duca Maurizio, che in Malamocco era cittadino eracleese (1) ? La sede si era ormai fissala in questâ isola. Cittanova era stata distrutta, o quasi, dalla violenza di armi avversarie indigene, e gli abitanti dispersi. La leggenda
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di assetto interno e di equilibrio esterno (1). Unanime concorso e virtù di popolo raccoglievano in Rialto il destino della nazione. Lâisola era diventata meta di tutti i profughi (1) La spedizione pipiniana nella Venezia e nella Dalmazia e lâarrivo della squadra bizantina a difesa delle coste dalmate appartengono ai primi mesi dellâ810, presumibilmente al periodo
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;isola fu eletta a sede del ducato e fu designato a coprire la massima funzione tale Agnello, che la tradizione vuole fosse della stirpe dei Particiaci, di vecchia famiglia eracleese (2). I motivi prossimi, che determinarono lâinaspettato tramutamento, sono visibili. Lo sfacelo del regime obeleriano, neppur redento dai recenti successi militari, aveva scatenato la reazione
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31 roso destino subito (1), ma sopravviveva a consumare la sua lenta agonia, analoga a quella delle città consorelle, da Concordia ad Aitino, un tempo floride e potenti come essa. La leggenda veneziana fa partire i profughi sopratutto da Aitino (2), segue il loro faticoso viaggio traverso lâisola di Torcello, illustra la loro espansione nelle altre contermini e lâ
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veneziana nel disordine, tra il 1022 e il 1023, offrirono pretesto e buona occasione al prelato tedesco per consumare la brutale aggressione, a lungo meditata, contro lâisola gradense (3). Quali siano stati i motivi contingenti, che causarono la dolorosa catastrofe, si ignora. La genesi però va ricercata in quella psicologia politica, che aveva consentito il risorgere di astiose fazioni
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isola alla metà del sec. IX era assai diversa da quella dei primi anni : non a tal grado ancora, rispetto alle consorelle, da meritare ima distinzione maggiore. Lâevoluzione politica e sociale la preconizzava fatalmente a diventare civitas : non aveva ancora tutti i requisiti, o in sufficente misura. Il centro eracleese, per quanto se ne magnifichi lo splendore, di cittÃ
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dei Veneziani in Oriente, in «Antologia Veneta», I (1900), p. 35. (2) Lazzaroni, Un privilegio cit., p. 988 sg. (= « Scritti », p. 146 sgg.). (3) Ogni isola aveva il proprio placito, costituito dal rispettivo popolo e dai rispettivi gruppi tribunizi. Cfr. p. es. per Malamocco, per Equilo, per Caorle, per Cittanova, Origo cit., p. 79, 165, 167 ecc. Vedi pure per Chioggia e Cavarzere, il pactum Clugie
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retrospettivamente lunga fatica, coglie lâattimo, nel quale in uno sforzo supremo lâopera arriva a compimento, rivendicando a buon diritto nome adeguato alla sua figura Rialto non è più isola, ma città . Essa aveva cumulato tanti requisiti, che virtualmente la predestinavano a tale funzione, con visibile distacco dalle consorelle della laguna. Mancava forse, fra tutti, quello territoriale
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; isola realtina. La larga autonomia iniziale, di cui Chioggia fruì in misura più ampia, fu però precipuo motivo, che più tardi consentì, a differenza degli altri nuclei insulari, lo sviluppo di un complesso ordinamento municipale. 9. â Quando la morte sorprese il duca Orso, nellâ 881, dopo più che un decennio di governo (1), lâequilibrio politico
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stoltezza del volgo, che pretendeva o sâilludeva di limitare e controllare lâattività ducale, ponendogli al fianco due tribuni rinnovabili annualmente, e in un supremo cozzo, dopo otto anni di governo, trovò la morte (4). In una assemblea plenaria di tutti i Venetici, riimita nellâisola di Malamocco, consacrata sede del ducato, era elevato alla suprema dignitÃ
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Dichiarato benmerito della ptatria, queato huomo d'arme fu decorato dal doge d'una collana d'oro. Lasciando il porto d'Albe, la nave entra nel canale di Pago e volge verso quello aaai più aspro della Morlacca. L'isola di Pago è da un lato con le sue brevi alture, con la costa monotona di Punta Loni e con le rive frastagliate dei valloni: di contro son le selvagge
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ciato insieme ai suoi volumi in Piazza Campo dei Fiori. E d·Arbe fu ancora un più semplice e più sereno eroe che empì del suo nome le gesta dalmatiche del XVII secolo. Si chiamava costui Marino Bizza, ed era sopracomito della galea dell'isola. Fedelissimo a Venezia egli combattè infaticahilmente pel suo nome e per la sua gloria. Liberò Veglia dai nemici, soccorse durante un lungo e sanguinoso
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) (Disegno esistente alla Biblioteca Marciana di Venezia). » 132. 27 -Alto Arcipelago (Dall'lsolario del Coronelli). » 132. » 28 -Basso Arcipelago (Dall'lsolario del Coronelli). » 132. 29 -L'isola di Candia (Disegno esistente alla Biblioteca Marciana di Venezia). » 136. » 30 -L'isolotto di S. Teodoro (Dall'Atlante di Candia del Boschini Museo S. N.). » 137. » 31 -La
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-316- Impero e che l'Arsenale del Corno d'Oro era m continua intensa attività (1). Malgrado fosse stata sparsa ad arte la voce che gli arruolamenti di truppe erano eseguiti per sedare una rivolta in Montenegro e che gli apprestamenti navali erano diretti contro l'isola di Malta, il Memmo insisteva nel sostenere che lo scopo che la Porta si prefiggeva era la riconquista
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di evitare di venire a battaglia e di cercare invece di portare la maggior quantità di soccorsi possibili a Candia, giacchè a Costantinopoli si pensava che ormai la conquista di Candia era sicura e che la guerra si sarebbe decisa non sul mare, dove l'esito di un combattimento poteva sempre essere incerto, ma intorno alle mura della martoriata capitale dell'isola. I Veneziani perciò rinforzarono
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]ean chiama questo Generale Boisbaudrand. (3) C. MANFRONI : La marina da guerra del Granducato Mediceo. Queste vendite però come scrive il Brusoni nell'opera citata, sarebbero in ogni caso avvenute «in alcuni scogli di Candia essendo stati dai pubblici rappresentanti tenuti lontani «dai porti dell·isola». Anche VINCENT DE STOCHOVE nella sua opera L'Ottoman -A brégè de. vies des Empereurs
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illanguiditi nell'ozio, invitò con l'oro le nazioni straniere, e siccome così ' in Cospoli come in Smirne molti legni inglesi, olandesi e francesi ai ritrovavano, così questi i quali non vedevano di buon occhio quell'isola in mano della Repub. blica per i! traffico interrotto, fornirono non poco num';ro di si mi! gente ricevuta con grosso stipendio. Furono armate le Sultane da elette
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