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'ié>7° in Dalma• X¡a fi ¡enti di mal animo P avvifo dflU pai e. TT ur.tl>i t ì Veneti mandano Ccrfimìfia-rj in Dal ma^ia , pir ift abili rt i tonfim , "Turi olenti !» Dai-malia . 6il DELL’ HISTORIA VENETA nuo infettati da’-Turchi, coltivavano le vicine campagne. Sopragiunto l’avvifo della pace , non apparirono molto lieti quei, che vivevanp di rapine. Se ancorché ve ni fiero
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i*9 D E F A T T I VENETI libro QJV ARTO ARGOMENTO. Allegrezze àVenetia per ta preferuatìone di Vado a. Efercito Im-periate sbandato. Ce fare paffa in Germani a . Vicenza fi arrende à Veneti. Vanno contra Verona ; e fi ritirano. Prendono Ba-fciano, Maroftica 5 Cittadella , Peltre3 la Scala, il Coccolo, C¿í- T*ern? . Racquietano Montagnana , jE/?^, Monee lice, Rouigo 3 e'l P ole fine. Armata
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DE FATTI VENE T I LIBRO DECIMOQVARTO A RGOMENTO. Imperiali r ac qui¡Iano ? Aquila , e la Matrice. Ri/pinti da Veneti fitto Monopoli. Freddezze del Rè di Francia per l'Italia. Le fue genti •vsrjoGenoua rotte dagli Imperi ali-,e quefli da' Veneti.11 Papa fi •vnijje con Cefare. Concertati maneggi di Francia ¡e (ite fintiom conia República. CefareaGenoua. Pace tra ejfo ,€'1 Rè
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rèi DE’ FATTI VENETI Adige alia Torre Nuoua; pollo quello, che cuftodendo le Bebe, e Capodiftria, fù anco validamente prefidiato. innato n Fornente nel Polefine di Rouigo, Campagna aperta, e non Toìefine’ bafìeuolmente guardata, entrò vn tale Giulio Fallino con ftuo-daiouc4. JograndediFerrarefì,eTedefchi à calpeftarla ,erouinar!a. Vi accorfero i Veneti quanto più celeremente poterono, per dargli
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pencolo d'inuitaregli alni, gelofi dcll'accreicimento de'compagni, alla loro rouina. A’ Genouefi non fi penfaua, ò perche iutièro ¿limati minici> t>perche noh era prudenza efporfiàgl’in-ililci de Veneti confinanti quali, che del continuo contro di quelli, per la gloria,« pe’l dominio combatteuano. Il miglior partito, che ieppero préderc in tali riuoiutioni di cole i Corcirefi
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1919
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pencolo d'inuitaregli alni, gelofi dcll'accreicimento de'compagni, alla loro rouina. A’ Genouefi non fi penfaua, ò perche iutièro ¿limati minici> t>perche noh era prudenza efporfiàgl’in-ililci de Veneti confinanti quali, che del continuo contro di quelli, per la gloria,« pe’l dominio combatteuano. Il miglior partito, che ieppero préderc in tali riuoiutioni di cole i Corcirefi
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1674
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497 DE FATTI VENETI LIBRO XXII ARGOMENTO. Difparere col Soldán dell Egitto .accordato ' Anttuart 3 e Dulcigno della Republica. Corfari Catelani dißrutti. Prodere del Rè Ottomano Amarai Secondo . Molti Prencipi collegati contra di lui i poiß compongono feco. lmprefe di Scanderbech a fuoi danni . Nuoua 'unione de* Prenctpi Chnßiani. Rotta loro generale nelle Campagne di Vima. Guerra
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66o D E FATTI VENETI LIBRO XXVIII. ARGOMENTO. Ambafciator Veneto al Rè di Portogallo. Armi V'nghere nel Friu- li contra Cejarei x Guerre tra il Pontefice, e Ferdinando Rè di Napoli. x Ambafciator Turco à Vmetta * Armamento Veneto contra il Soldano dell'Egitto„ Eferetto Aufiriaco in Italia contra la República.. Varij combattimenti. Veneti nel Trentino con molti danni, Qran mortalità
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Fame in net ¡a. 196 DE FATTI VENETI. LIBRO DECIMO- ARGOMENTO. Guerra c0’ Bolognejiper impojla Gabella nel Golfo. Prima 'jj 'utorìo-pi Poi rotti. PretenjìoneJtmtle deglAnconitani; eGiudicio contro Priuato accidente in Negro font e. Ijìri ribellati 3 e humi-liatifi. Armata Veneta contra gl Anconitani di mono torbidi. Maltrattata da gran borafca. Altra fpintaui poderoja; e pace
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DE FATTI VENETI LIBRO XV ARGOMENTO, V Armata Veneta deteriorata da peffìma influenza ; e da gran tem-feßa. Rompere fuga quindici Galee Gmouefi. Disfatta dalla nemica vicino a Fola y Prouigioni, e fortificationi à Vmetta. Ca-loianni Greco ritorna Imperatore con F aiuto del Rè Ottomano. Tirannie grandi deiTurco. Impreje di Carlo Zeno, Genoueß ■prendono Pone glia 3 Pale fi ina, e Chioggia piatola
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LA DALMAZIA * LA SUA LATINITÀ FISO AL SECOUl UNDECIMO •Sulle due sponde dell’ Adriatico ubilo mi tini meni«* an» Uhm gente: gli Ilitri, che ron numi diversi ( Libami, Messapi e, probabilmente anche Veneti, ree,) e divertii governi costitui pei* una •ola nailon«*, dedita «oprattatto al mare, — rame voleva la natura del paese — Aera, selvaggis ed incolta, me io in quelle brevi zone ov
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, & Po-piiìe Veneti a. Nos T rìbums Memus & c. hortantibtts & confentientibm nobit D. Vitale Patriarcha fimul cu Epìfcopis no/iris, & curn Prirnatihus Veneti*. Nos Vitalis Michael » &c.
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Di Venezia }f 10 é ne meno perla malattia d ’ gli Vfficiali, fendo che fi fofticuifcono loro ben torto a'tri,fe fi vede, che 11 male debba effere di durata E quando ciò fucceda à Rettori a del-'« feditile città, il Capitano fà l’vfficio di fi le note Podeftà, quefto quello del Capitano ed à mancanza loro, vno degli altri Vfficiali Nobili Veneti, che fi trovano in taii luoghi
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1795
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questa favola da' Veneti dotti, eruditi e valenti Critici. Non so come un insulto così irragionévole contro i Veneti Scrittori, parecchi de’quali furono Nobili di prima sfera, possa accoppiarsi con quelle mendicate adulazioni che nell’ Opra a ella profuma con un ambra e zibetto, direbbe Ì! Cardinal Pallavicino ancora di ;ei quel che disse diSe-i£Cli che a lungo andare danno in testa. E' un’ironia
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itii necessaria distinzione delle cose , nè scorgo come sia giù* sto e filato il suo raziocinio. Ella dice che su Barrem, dorsi e tombe furono edificate da'Veneti /e Città dell’estuario, sì basse che l’ordinario flusso ba«tAv:t acoprirle. Ma e altri ed io abbiamo mostrato, che questi sressi dorsi componenti Venezia erano abitati già prima del V sèco- lo. Nè può imaginarsi, che i popoli
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di quella Terra circa quei tempi , alle quali deve aggiugnersi un gravissimo incendio, che molto la danneggiò, facessero che gli Ebrei meno la frequentassero , e amassero meglio vivere stanziati nella Capitale dei Veneti. Questo luogo , che secondo Cluverio e Baudrand dicevasi un tempo Ad nonum Veneti# , per-
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a quella rigogliosa primavera di nuova vita italiana, Venezia (lori va meglio di tutte le consorelle : essa più delle altre temprata alla lotta per la primazia, da secoli in crescente progresso e già pronta a tramutare in conquista politica quanto, fin alloro, avea carattere di conquista puramente commerciale. ptembre* Veneti.« exeuntee, 15 Kalenla* Oetubre* Conrtantinopo-liro renimus.... ». Pert*, 111, 337 io Ofr
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1795
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Dei & Apf Sedis grafia Ep ’sco-pi's Arimens. ac in toto Serenis. Don. VenetixrUm Nuntius Apostolicus. Discredo viro Vicario, B.ev:m" Pres y eris (sic) ‘Patriarchìi: Venet a'mm in spirltua-libus generai Salutem in Domino sempiternarti . Ex parte nobis in Christo di £ii Mi chasis Jo: Marini S ho aris Veneti, nobis hurtàxiter fuit supplì a^um & pctitum > quatmus ipsum Mihaelrrn Joannem
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1795
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H4 Libro Secondo. 1930) Dominici Tini ncirratio de elezione Dominici silvii Ducis Venetiarum anno 1071. Defuncto Contareno Duce Dominico , cuu totius fere Veneti £ populi innumerabili s midtitudo armati s navibus convenirent , & in littore Olivolensi solito more prò eligendo Duce congregartntur, atque in Ecclesia Monaflerii SS.’ Tslicolai in eodem littore juxta portum Olivolense sita
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1906
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LE MONETE ANONIME DÌ VENEZIA 9—11 Redentore sorgente dal sepolcro con in mano un’asta sormontata da croce e decorata da banderuola • REX • • GLO • Raccolta Papadopoli. Tav. XXIII, n. 15. io3- ~ Quarto di ducato d’oro, legge 17 gennaio 1521. Oro, titolo 1000 (24 carati di fino), peso grammi 0,876 (grani veneti 16 1*/17). /B' — Mezzo busto del Redentore col capo cinto di nimbo crociato
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