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di notizie organiche e complete sull'isola, in tutte le Guide antiche e moderne : lo stesso dott. Lorenzetti, che ha dato alla sua città un lavoro poderoso e prezioso per esattezza e completezza, nell'inquadratura di un'opera di tanta mole, alla nostra Giudecca non ha potuto riservare che sei paginette. Ma vedendo indicato nella « bibliografia » della Guida del Lorenzetti, come pure citato
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l'isola e taluni certamente vi abitavano. Ma non era soggiorno loro gradito, probabilmente per il ricordo di esservi già stati relegati essi od i loro padri, o perchè non vi fossero benevolmente sopportati. I rovo infatti in data 22 aprile del 1515. che Sier '¿.orzi Emo. savio del Con-srjo fe lezer in Colegio una parte, che li zudei, quali sono in questa terra molti in diverse caxe
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in un magazzino alla Giudecca (quello del sale)... essendo il morbo propinquo in Friuli, etiam a Padova. La vita cinquecentesca della Giudecca. si chiude con questi accenni tristi, presagio delle prossime orrende stragi. Ma dopo la peste, per il voto del Senato e del popolo, colla chiesa del Redentore, ecco un nuovo motivo di vita e di gloria, che si perpetua nei secoli, per l'isola nostra. LA DECADENZA
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. — Era italo ripristinato nell'822 dalla « pietà e munificenza di Cesare » con gran festa degli isolani. L'Ufficio Filiale Politico, ■ «opraintendente » all isola, in dipendenza del sestiere di Dorsoduro, era retto dal sig. Antonio berretti, »con molto soddisfacimento delie autorità superiori ». Casa Ji correzione. — Eia in pieno... funzionamento, nell'ex monastero della Croce. Ospizio
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. che cussi colse. I palazzi e le ville dell'isola erano assai spesso messi a disposizione di ospiti illustri, e ciò non solo perchè la Ciudecca era allora come un aristocratico sobborgo della città, ma anche per altre ragioni, sulle quali mi permetto di soffermarmi. La prima è questa : gli ospiti, fossero principi o generali o ambasciatori, giungevano o per mare dal Lido, o per via di terra da Fusina
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di tanta parte dell'uola: ma questa nota è anche insegnamento e monito ai moderni, ed indica la via d’una necessaria « ripresa in esame « del problema estetico dell’estremità dell’isola, verso san Marco. Abbiamo qua e là qualche notizia, nei diari, delle provvidenze della Signoria, a favore del canale e dell’isola della Giudecca. Coti nel febbraio dei 1520. m dà ordine che tengano tolti la fornata e I squeri nel canal
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: Quanti sanno come fosse deliziosa l'isola della Giudecca. cosi regalmente favorita dalla natura d'ogni sorriso di bellezza?... Quanti si accorgono di questi suoi doni, quanti sanno com'essa fosse il luogo più gradito di ritrovo della migliore società di Venezia nostra, come fosse lieta di sontuose ville e di orti magnifici, dove si raccoglievano gentiluomini nobilmente protettori delle arti
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311 IN MEMORIA DEL DOTT. ONOFRIO CARNESECCHI Sulla facciata della casa dove si trova la faimacia Gino Boidi, fu murata una lapide in memoria del dott. Onofrio Carnesecchi. morto in ancor fresca età il 18 marzo 1923. La lapide era »tata voluta dal popolo dell'isola, e tutti gli abitanti, fino i più poveri, si erano affrettati, come per un dovere, a dar il loro contributo
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'•V -t* I anona/ Orsera iivvtea *17 f;i Canale & ifanaro. P.Pelova /ì139 imegni Roviguo * I.S.CatrlfafVa K Q •asina iRavne. ISOLA \PiAV3il|C P. Pernata Isole Brioni \‘q minori J. Isole B rioni ” q madori o ¡Ulbas 10« ■■/)& .-v* ”r-J *•> v7^ Sissano 73 1 ;j k P. Presi« Isola Pomer tignano iP.1'Merlerà Faro'll fik) Capo Promontori I. LEVRERA Koroma ina i,tT.A,m£noi.c.-vict
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PROSPETTO IDROGRAFICO DELL ISTRIA Zirknilx FoctSjj 'del Timàyci avo Vj. Duino* ibresina. P. 5 «lobba ipicim iaua Isola / .Sfíauiw£ '' ¡Si.■ 7> ouwn«) P ir irto Salvori S ì p a r Catoro R a c ¡2 e>*x, ‘"'liii' »9° g un HmV io APetrovìa u. cm.Wo.ui... Porlol e S.Lorenzo r Quieto Cittanuov/i pu Quiew n Bo Fi M.m t Parendo * JcogUo . 1Ò1 N.Pflderno1 fw! ehifïih-tf
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corrono » perdersi le acque dell« superficie, altre ancora dalle quali escono, invece, granili Humane: nella Dalmazia come nel Camo istriano. E come I’ («tria, ha II clima la Dalmazia più Hcttentrionale: un clima litoraneo, inasprito dal frequente infuriar della t>or*. Mentre via via che lungo la costa e di isola iti isola ai scende verao mezzogiorno, dove II vento del nord I* riparalo
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. Poi si dice : Hanc paludem anno 1070 abstulit Dominicus Stornatus Ecclesia S. Hermacora & Johannis Baptista de Lu~ prio, jacebatque inter Zechi & rivum de Storp. pag, 827* 829. 165) ZENEN , o come in altra Cronaca ze-non . Trovo nominata così un’isola tra Barba-ria e Luprio. 166 ZIRADA, Zirà, Girata . E’ la parte occidentale della Città , tra la Punta di S. Marta, e la Sacca di S. Chiara. Caput, druda
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s — 329 — Fondamenta Crolla u calle deli Isola. Cosi dette perchè isolano il palazzo Calbo-Crotta, che ha la facciata sul gran Canale. La patrizia famiglia Calbo della Carità aggiunse al proprio nome quello de’ Crotta di S. Geremia, e fiorisce anche oggidì. Fondamenta dei Sabbioni e deli Isola. Scomparvero, per l’atterramento del rio, che forma piazzale dinanzi al palazzo detto di Spagna
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FRA TERRA K MARE 110 « fatto prima di me, che la spessezza dello s'rato di « acqua superiore posta in movimento poteva variare da dieci a ottanta braccia. » Lo Spallanzani dimostra che le lave «coriacee nell'isola rii Stromboli a 124 piedi (40, no.) sotto acqua sono per jrli urti delle onde tempestose sfracellate e ridotte in aromi. Tutti Ranno che il fatto è vero; lo Smith aggiunge
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(Isole)........................................................” 151 Giamaica (Isola)........................................................” 153 Guadalupa................................................................» 155 Guatemala................................................................» 157 Gujana Francese......................................................» 159 Gujana Inglese
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di Mazorbo del 1315 si chiamano Tancogoli ) Pistori, e altri mestieri , che compravano vin al menttdo, e uniti in parecchi desinavano in qualche Volta o Magazzino nell’ Isola di Rialto, cosa vietata per la vicinità delle taverne . 259) Le Osterie dicevansi ancora semplicemente Case. Quindi nella Matricola, pag. 8, si legge, La Casa dal salvadeza in chao de p azza • Dicevansi pure Caneve . Scrive
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l8n <11 Isola. 418 scritti in lotta letteraria col signor Francesco Almerigotli , di cui vedi I’ articolo. 7. Lettera al presidente Carli sopra In lapida di Petronio procuratore delle porpore di Cissa nel-1' Istria , insel la nel T. III. delle antichità italiane del Carli pag. XIV. Lettera scritta con somma erudi/ione , e che palesa la grande dottrina del nostro Gravisi. 8. Considerazioni
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1836
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di Bruxelles. Allora l’arciduchessa Isabella vedova di Alberto, co- (1) Quest1 anno 1619 è l’epoca »Iella fondazione di Batata nell’isola di Java, una delle tre principali della Sonde. Gli Olandesi la fabbricarono nel sito ove per lo innanzi giaceva Jacatra nel regno di Banlan, ed intesero col nome che le imponevano'di resuscitare quello de’Baiavi. In breve tempo questa città divenne
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1841
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d’Austria. Di tal cessione facca parte l’isola d’Elba, e il gran duca dovea esserne risarcito dell’equivalente in Germania. Il 28 marzo dell’ anno stesso 1801, concluso a Firenze dal re di Napoli un trattato di pace, soscritto per lui dal suo commissionato Micheroux e da Alquier a nome del primo console francese , vi sussegui una nuova convenzione quanto agl’interessi del duca di Parma. Nel 21 marzo erasi
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1841
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una delle più orribili cospirazioni chesi possano immaginare. Egli propose ad Osman bascià di porlo in possesso della città Valette e dell’intera isola col mezzo ai schiavi cui egli farebbe corrompere,a condizione ch’egli ottenesse non solamente il perdono della sua rivolta, ma ancora grazie distinte. Non durò fatica Osmano a persuadersi quanto po-tea contribuire al suo particolare vantaggio il buon successo di simile
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