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, & incorporai ione pr afati Capituli . Intende l’incorporazione del 1440, fatta da Eugenio IV. Sembra che i Prov. del Sai abbiano successivamente dissimulato, conciossiachè trovasi negli stessi Monumenti di S. Toma che nel 1460,13 Ottobre, Lunedì, il Vicario intese le ragioni dei Canonici di Castello e di Prè Nicolò di Avanzio gubernatore Ecclesia. S. Jacobi de Rivoalto , e veduto l’indulto di Eugenio
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e benestanti, che allora vivevano in Venezia , ma le dovizie ancora della Città , e le ricchezze dei particolari, e ove possedessero qui i loro Stabili, e generalmente ancora parlando, ove abitassero . Si vede la Città divisa in 6 Sestieri, e quali Contrade allora a ciascuno appartenessero ; quali Chiese pure e Monasterj avessero beni in Città, oltre una serie abbondantissima di Famiglie per altri monumenti
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ancora per la Rettoria di S. Giacomo. ■ 94) Ma la verità del fatto si ha nei Monumenti della Cancellaria P:Ie nel e scritture fattesi ah occasione della lite del 1503, avutasi dai Canonici coi Prov.1 al Sale . Pre Giambattista Emilio Colonna ottenuta la Rettoria di S. Giacomo per
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ro<S Libro Secondo. se i suol privilegi j e tra l’altre cose , Sancimus , dice, ut illi qui in vcftra Tarochia, assidue commo-rantuY, & quibus terni ipsis, quarn eorum familiis spiritucdia miniftratis, décimas vobis absque alicujus centractiffione persolvant. L0 stesso aveva fatto Lucio II, nel ii44. Conw XÌII, 219. Da’quali monumenti ricaviamo gli indizj d’ alcune antichità osservate
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8« L i b R q Secondo.-citer ofimginta. Come pure usava il Rito Fa-inarchino, e di ciò veggasi il de Rubeis nei Monumenti Eccl. Aquil. pag. noS, 1115, ove dimostra, che questo rito non era essenzialmente diverso dall’ antico Romano » e le Brun. ni ) Nel tomo primo della Bibl. Liturgica pag. 57 , il Conte Altan descrive tra gli altri due Csdd. deH’Archivio del Capitolo Aquilejese , che egli reputa
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: in primis rerum omnium dimitto Decimum . Anzi da monumenti autentici consta di quest’ universale pratica tra Veneziani dell’ antica età . Conciossiachè Clemente IVj nel 1265, dice in sue Lettere: Tra-textu consuetudinis , qua Fenetiis ohservatur, ut vi-delicet quandocumque aliquem decedere contigit, decimai omnium honorum mobilium & ìmmobilttim sì vendantur, Clericis ìllius Ecclesia, in cujus parochia
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era cosa che alcuni poco computavano , e nei giorni festivi andavano a celebrare piuttosto in altre Chiese, in quibus major e s forsati illis diebus hi-bent piatantias ; per questo a cotali raddoppia 1 obbligo, e vuole che sborsino soldi 48. ValeVJ il Ducato nel 15 91 , come consta da monumenti autentici, soldi 124: che però moltiplicati per 20, e divisi in 116, ci danno soldi 21, 6, circa per lo stipendio d’ ogni Messa. Carnè
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) di Paolo fu Iacopo da Fiano, «rectorscolarum de confinioS.Proculi» a Venezia, risulta che Angelo gli era debitore di undici ducati « prò restu « unius lecti » e che gli avesse consegnato un pegno «unum Doctrinale «glosatum sive scriptum super Doc- «trinale qui vocatur Iupiter» (cf. Gloria, Monumenti, I, § 959; Ber-tanza e Dalla Santa, op. cit. pp. 298, 302, 318). Confrontando lo stile di questo incerto
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fortissimo viro Cermisone patavino ad Ill.mi,m prin-cipem Franciscum Iuniorem de Carraria acta feliciter oratio. (b) O dà M. P. (1) Condottiere valentissimo e famigliare di Francesco il Vecchio da Carrara, Bartolomeo di Antonio Cermisone, parmigiano, il cui nome comparisce nei Monumenti per la prima volta nel 1376, e nella Cronaca dei Gatari nel 1379, dopo aver comandato la fanteria Carrarese
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Roverella. E’ uno dei monumenti funebri tra i più belli lasciatici dal primo rinascimento. Ivi l’architettura e la scultura hanno adunato ogni lor grazia per toccare i limiti della perfezione. La statua giacente del Vescovo posa sul sarcofago posto entro l’arco marmoreo, vegliato dalle statue dei Dottori della Chiesa e di S. Giovanni Battista poste in nicchiette fra le pa- 235
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tra’ suoi membri onorari l’ascrisse. Che se tra per la pubblica vita continuamente condotta, e tra per modesta incuranza di comparire quanto valeva, di lui non abbiamo alcuna produzione alla luce, ben molti monumenti riscontrare potremmo di sua valentìa se tutte dato ci fosse di svolgere quelle pagine da lui per dovere d’istituto vergate, se tutte riandar potessimo quelle me-
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alla Francia. In questo c'è vita ed energia d'espressione : D' onde o stolta il gioir 1 Braccio straniero Or ti ritorna, i monumenti aviti. Prezzo del sangue, e del sudor guerriero Su invitte prore, al Bizautin rapiti.
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278 co un'opera in foglio, che ha per titolo: Ilistoria antica e moderna, sacra e profana della città di Trieste, adorna di molte figure incise in tavole di legno rappresentanti quegl'antichi monumenti, e dedicata a S. M. Giuseppe re de Romani, et Ungaria, arciduca d' Austria. L’ ab. Fontanini ne fece una critica, ed Apostolo Zeno con lettera da Venezia 1699 N. 38 p. 65
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veracemente benemerito , e degno di celebrarne la memoria ne’ posteri, mentre adornò] la città di molti distinti ediiicj come la porta della medesima, le mura, le torri, ed il borgo, oltre varie altre opere degne di lode. La seguente iscrizione esistente sopra le mura della città portata dal Vergottin nella Storia di Parenzo, e trascritta nei Monumenti del cousiglio di Capodistria del 1770 pag. i5 ne dà
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Equiti o Cavalieri Romani. l\. 6. Marco Sempronio Successione equite romano abbiamo da una lapida esistente in Parenzo in casa del Polo, e pubblicata dal Muratori (pag. dcccli. 3J y nè maravigliarci dobbiamo di ritrovare in provincia monumenti di equiti romani, se agl’ istriani e l’onore del consolato e di altre cariche e dignità dell’impero, furono concesse. 7. Cajo Basilide equite romano
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occasione, non hanno importanza e sono ad ogni modo compensate dall’esistenza ininterrotta di un elemento nazionale italianOj colonie od oasi come si vogliano chiamare, lungo tutta la costa orientale fino allo stretto di Vallona. Per esaurire anche da questa parte le tracce provenienti dall’altra costa diremo che, prescindendo dai monumenti romani imponenti, ma muti, per tutto l’interno balcanico
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dai quali parte e suona la diana della battaglia contro gli italiani. A questi è tolta ogni possibilità di resistenza, ogni libertà di movimento, o-gni velleità di contro offensiva. L'italianità permane e vive perché ha le sue radici piantate cosi profondamente e saldamente attraverso i lunghi secoli trascorsi. Se no, sarebbe già. finita e non ne r'marrebbero le pròve se non nei monumenti e nelle opere
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1839
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L’ARTE DI VERIFICARE LE DATE DEI FATTI STORICI DELLE INSCRIZIONI DELLE CRONACHE E DI ALTRI ANTICHI MONUMENTI DAL PRINCIPIO DELL* ERA CRISTIANA SINO ALL’ANNO I77O Col mezzo di una Tavola Cronologica in cui, oltre la continuazione delle Olimpiadi, dell’Era Giuliana, di quella de’Seleucidi, della Cesarea di Antiochia, di Spagna, e la Cronologia degli Eclissi, trovansi pure gli Anni cristiani, l’Ere
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1835
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; ma se ne ignorano così le particolarità come le conseguenze. Tebaldo avendo fatto di nuovo la pace col conte d’Ànjou, si ritirò nelle proprie terre'di Brie c di Sciampagna, ove lasciò parecchi monumenti di sua pietà. 11 priorato di Saint-Ayoul di Provins è in debito della sua fondazione a questo principe. M. della Ravaillòrc crede vi abbia stabilito soltanto la riforma. Tebaldo morì a Epernai verso
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1835
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L’ARTE DI VERIFICARE LE DATE DEI FATTI STORICI DELLE INSCRIZIONI DELLE CRONACHE E DI ALTRI ANTICHI MONUMENTI DAL PRINCIPIO DELL* ERA CRISTIANA sino all’anno 1770. Col mezzo di una Tavola Cronologica in cui oltre la continuazione delle Olimpiadi, dell’ Era Giuliana, di quella de’Seleucidi, della Cesarea di Antiochia, di Spagna, e la Cronologia degli Eclissi, trovansi pure gli anni cristiani, F Ere
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