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canonico di Bologna^ nella Vita del C ardinal Contarmi inserita nel T. I. parte II. de’ Monumenti di varia letteratura ec. Bologna 1799. 4- *n nota 23. a pag. 21. Morelli Ab. Jacopo. Lettera rarissima di Cristoforo Colombo. Bassano »810. 8. p. 55- e Notizia d’opere di disegno. Bassano 1800. pag. XV; Aldi Pii Manutii scripta tria. Passarti. 1806. p. 5o; Operette Voi. I. p. io5. e Bibliotheca Begia
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1840
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abbandonato, e che, ripigliato quest’anno sovra un nuovo piano per ordine di Carlo III, è tuttora, benché non terminato, uno dei monumenti più belli ed utili del suo regno. Un’ordinanza di quel principe accordò tre titoli all’accademia regia latina diJVIadria: il primo pei membri «li quell’ accademia, il secondo pei soci onorarii, ed il terzo pei letterati che aspirassero ad esservi ammessi: inoltre
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1864
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. Disseriazione sopra l’antica citlà di Emonia, di G. Giratisi. — Venezia, Simone Occhi, 1785. 1875. Lettere del signor Pietro liachiocco da Muggia al signor conte Stefano Ciarli sopra l’antica Istria. ¡Nell’ Osservatore Triestino, a. 1786, n. 19 (pag. 587 e segg.), e n. 44 (pag. 585 e segg.) 1876. Monumenta graeca et latina ex Museo Gl. Eq. et Senatori* Jaeobi Piani Veneti illustrala a l). ■CltXncnie iìiuji
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dei viaggiatori veneti minori 283 l’xi aprile 1735 insieme col pubblico corriere Ferd. Cortinovis e con due suoi servitori. La meta è Roma e prime tappe sono Chioggia e Ravenna. In questo primo tratto, interessanti sono le descrizioni della Mesola, palazzo del Duca di Modena, e di due fortezze. Prosegue il viaggio per le Marche, l’Umbria e s’interrompe dopo 300 miglia di percorso. L’ambasciatore
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DEI VIAGGIATORI VENETI MINORI 173 viaggio di terra, scelsero quest’ultimo ed il 20 ottobre si rimisero in cammino alla volta di Senigallia. Continuarono per Fano, Pesaro, Rimini, Ravenna, Codigoro, Comaechio, e finalmente rividero la loro città. Frequenti osservazioni di carattere demografico, richiami sopra notevoli, e pur alcuna volta trascurati monumenti artistici e storici, e notizie
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DEI viaggiatori veneti minori ANONIMO bibliografia —- 1820. Viaggio a descrizione delle piramidi (Cod. ital. mare. 446 cl. VI). L’autore, che appare il medesimo del precedente, discorre prima del Nilo e delle sue cateratte, indi passa a parlar delle piramidi, descrivendole ad una ad una. Tutto il ms. consta di 4 carte. GEROLAMO SEGATO (n. 1792 m. 1836) 1818-23. — Nato a Viadana, in prov
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¡cum accenfus : Ite, inquit, & bac veftro Prìncipi & populo dicite : Foedericum Romanorum Imperatorem ab sis boftem & fugitivum bominem repofcere .* quem nifi primo quoque tempore ad fe fub cuftodia vinRum miferint, fore ut pro hofiibus Imperii fe baberì paulo pofi Veneti fcirent : neque fcedus neque jura ulla gentium plus apud je valitura , quam infignem illam contumeliam, pro Oita ulcifcenda
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credo, Hetru- fcis noluit videri quenquam repertum, gw alienam liberta-tem quandoque oppugnarli . 7? hiftoriarum monumen- ti s ftandum cenfent, Flier onem poti us, Maffaniffam , Pto-lemaos, Attalum memorent, qui 'Romani populi amicijftmi fuere. Fuit Lodovicus Rex Veneti nominis hoftis acerri-mus, /arm* C arrarii omnes : at Vic ec omit es , ^ mzfd’-¿zwwo illuftri Prìncipatu floruere non hoftes
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captivorum caufam amplexus, nullam ab fe preclari conatus laudem defidcrari paiTus eft, qua pecunia , qua arte compluribus ex teterrima fervitute ereptis , publicoque, ac privato liberalitatis exhibitis officiis ad fuas oras amandatis . Eodem ferme tempore in Cretam Jacobus Fufcarenus per-venerat, preclaraque magiftratus initia , ac fundamenra jecerat. Quoniam vero iopius de Creta infula verba funt habita
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1912
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, ma possiamo ammettere che risalgono a 3000 anni a. C. Il fatto che tali accette piatte sono le prime a comparire nelle tholoi, e che non si trovano con esso le bipenni, basta a dar loro la precedenza nell’ordine cronologico: il trovarle nelle tombe fa credere che probabilmente erano oggetti di uso funerario, oppure pendagli di collane simili a quelle di pietra nell’età neolitica che abbondano in Creta. Le armi votive
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€3 l'età del rame in creta e la ceramica minoica primitiva leggermente concava, larga cinque centimetri, e due sole aperture pei chiodetti che servivano a fissare il manico. Il dottor Hazzidaki, eforo delle antichità di Creta, volle gentilmente permettermi di fare l’analisi di uno di questi pugnaletti e trovai che era di rame; lo stagno vi è contenuto in quantità cosi piccola (0,197
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1912
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256 l’età DEL RAME IN ITALIA sivamente il resto, cosi che si vide che era accoccolato. Il pugnaletto triangolare (fig. 166), quivi rinvenuto, è lungo 75 mm, è di rame é pesa 51 grammi. La parte che entrava nel manico è arrotondata con cinque fori pei chiodi. La forma della lama è identica a quelle di Creta e ad altre di rame che si trovarono nelle terre-mare e nelle palafitte. Nel sepolcro
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1904
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giornalistica appare anche dalle seguenti parole che lo Smiet, organo militare di Pietroburgo, scriveva a proposito dell’arrivo del principe Giorgio in Creta: « Quanto succede nell’ estremo Oriente non ha forza di distrarre l’attenzione della Russia dal suo compito. La Russia, più di qualunque altro stato, ha fatto sacrifìci di sangue, di enormi somme di denaro, per liberare dal giogo turco la Grecia
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allora da gravi personaggi e da una parte della stampa più autorevole : « Tutti i giornali d’Italia manifestano il loro compiacimento, perchè un generale italiano è stato scelto a riorganizzare la gendarmeria nei vilayets di Salonicco, di Kossovo e di Monastir , e molti di essi colgono l’occasione di elogiare l’opera degli ufficiali italiani in Creta. « Noi non possiamo nascondere il nostro pensiero , e diciamo
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1859
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, monastero e chiesa, 528. Marie (festa delle), 128. Marina (s.), chiesa, 120. Marta (s.), chiesa e monastero, 288. Martinengo, palazzo, 416. — a s. Luca, palazzo, 417. — a s. Marcuola, palazzo, 430. Martinengo Giovanni, generalissimo della repubblica, poi cappuccino, e per occorrenza di guerra levato dal chiostro, Ole. Martino (s.), chiesa 124. — «li Murano, chiesa e monastero, 07». — isola, 717. Marziale
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1859
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r,98 landò finalmente delle Poste pontificie, dissi di quelle che aveano in Roma gli ambasciatori veneti, e lo ricordai eziandio nel § XIV, n. i. Del resto, l’eloquenza, che tanto rifulse ne’veneti ambasciatoli, in Venezia percorse tre stadii : quello della politica e della forense, durante la repubblica, di cui nella i.* chiuse i trionfi il gran doge Marco Fosca ri ni 1762-63
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1850
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e di maraviglioso, avendo avuto a campo le tranquille lagune, e la città unica per sito e per forme., cui circonda una religione di grandi tradizioni, di ricchi monumenti e di quattordici secoli di antichità. Ed è anche perciò che devesi raccomandare a quanti hanno fresca la memoria degli occhi, e furono parte dei fatti stessi, di scrivere con coscienza delle cose viste ed operate, per quanto possano loro parere
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1932
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delle galere e galeazze veleggianti, schierate sulla base del grandioso monumento Foscarini ai Carmini (6.gure 58, 59, 60); dai monumenti dei condottieri navali della Serenissima ai Frari, a S. Giovanni e ,Paolo, a S. Maria Formosa, e
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1933
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«4 CAPITOLO SECONDO elea, centro commerciale romano di primaria importanza; dall'agora di Hierapoli al Teatro di Milcto e alla strada del santuario di Didimo; dall’ara delle Simplegadi all'anfiteatro di Ci-zico, dal ponte di Eieusi all’arco di Salonicco, Roma costruisce e risana, consolida e adorna, organizza e rinnova strade e ponti, terme e acquedotti, archi e monumenti
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1930
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al 1128 nel III; nella copia del Seminario, come mi avverte Ms. Vale, ci sono 20 numeri più che nella Arcivescovile e cioè : nn. 745, 870, 871, 892, 921, 926, 959, 964, 969, 971, 1038, 1065, 1079, 1097, 1100, 1101, 1102, 1127. Ms. Bibl. Civ. Udine 32 di pp. 419; contiene la trattazione dei monumenti dal n. 666 al n. 1100; appartenne ai conti Rota di San Vito al Tagliamento e fu da questi donato
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