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141 MDXV, APRILE. 142 gna. Come erano li zonti, et per (empi contrarj non poteano passar su l’ixola, et scontrono monsignor di Zigli orator di Pranza qual tornava a la corte con la conclusion di l’acordo fato con inclusion di Scozia et exclusion di Spagna ; et fono brieve letere, et cussi scrisseno a l’orator nostro è a Paris. Et è da saper: in le letere di Franza,è uno aviso, come andato l’orator dal Roy e instando Soa Maestà a la impresa de Italia bora che non ha più alcun contrasto, et è adatà le cose di Ingallerra et di Borgogna, Soa Maestà disse fato havesse soa moglie vederia, tamen non si feva alcuna preparation di 77 guerra, solum in parole. Et dimandato a Soa Maestà, jusla la deliberatoli dii Senato, si Soa Maestà non potesse esser cussi presto dovesse mandar qualche numero di fanti, quali si unisono con il nostro campo, aziò si potesse cazar questi spagnoli, a questo Soa Maestà disse non polrà mandar zenle si non con grosso exercito fino non fusse adalato con sgui-zari. Et dimandato ne ajuti di danari, rispose questo si potria far; con altre parole e coloquj, ut in litteris. Item, di l’acordo, over trieve, si tralava di far con il re di Spagna et quella Christianissima Maestà. Ancora 1’ orator yspano è a la corte, qual è uno episcopo di l’hordine di San Domenego, ma Le noze di la moglie, fo dii Re morto, sorela dii re de Ingiltera, è maridata nel duca di Sofolch è li in Pranza orator a la corte di voluntà dii predito re de Ingiltera, et con il marito si partano per Ingiltera. IH Padoa, fo letere dii capitanio zeneral, di ozi, qual fo lecle questa sera in Colegio, e cussi dii provedador zeneral Contarmi. Come li fanti andono verso il Polesene per prender quelli 200 cavali de i nimici erano a l’erba in una villa dila Canal; et havendo alcuni fanti passato zà di là, par i nimici furono acorti perchè quelli di Are li deleno aviso di questi, et fono redur cavali di spagnoli per difendersi et esser a l’incontro di nostri ; per il che, visto questo,Baldisera di Scipion che guidava la cossa si ritornò re infecta; sichè do cosse è andate in fallo: quella di Priul et questa. 77 * Adì 25, fo San Marco. La matina, vene la Signoria zoso, vicedoxe il prefato sier Piero Lion consier, vestito di veludo cremexin, con li oratori predili Pranza et Ferara, et quel nontio e commesso di Rodi, qual à il suo locho di sora i Cai di XL, e altri patricj invidati al pranso. Et non si portò spada, ni cariega, umbrella, cierio, ni cussin per non vi esser il Doxe, ma ben le trombe d’arzento, li 8 stendardi. Et udito messa, falò l’oferla e le altre arte e la procession di le 5 Scuole, si reduseno tutti a disnar in Palazo, dove il Principe disnò a tavola con loro, et poi stato su’ piaceri un pezo. Colegio di la Signoria e Savj si reduseno, et l’orator di Pranza restò a comunicar le lelere di 11, l’liavia di Pranza, di la corte et di missier Zuan Ja-cumo Triulzi, di 15, di Lion, et parlato che lui voi expedir uno suo a Roma; et cussi etiam la Signoria scrisse advisando l’orator di queste nove di l’acordo con lngallera, jusla i sumarj si à ’ulo di Pranza, et debbi comunicarlo con la Beatitudine Pontificia. Et Colegio stele suso (in 24 ore tutti, ma il Principi non vi fu. Di liorna, vene uno corier con letere di V o-rator nostro di 19, 20 et 21, qual manda letere di V orator nostro Dandolo, di Pranza, di 4, in sifra. 11 sumario di le qual scriverò di solo, ma non è da conto. Solum, clic de lì si divulga l’acordo de lngallera, tamen il Papa dize non l’aver et cussi li altri palatini cardinali, ma l’oralor tien lo habino certo. Scrive coloquj aulì con cardinali sopra queste materie. Et per letere particular di sier Francesco Justinian qu. sier Unfrè, di lloma, di 21, vidi come a di 20 il Papa dete l’audientia publica a li oratori di Savoia, uno di qual fece una elegante ora* tione et li dete 1’ ubidientia, et exortò Soa Santità a la impresa ionlra infideli et pacificar prima la christianità. Item, il Magnifico va a Fiorenza con la moglie. Et come il Papa ha fato 100 officj con l'3 per 100 di utilità a 1’ anno, et chi li voi, pagi ducati 500 averli, da esser pagali sopra le anate; ma, si dize, è cosse pericolose, perchè non hanno fondamento; di qual oflìcj al Papa locherà ducati 50 milia. Dise molli officj è su le anate, qual non facendo fa-zende la corle, sarà inlrata incerta. Conclude, il Papa, per sua opinion, sarà franzese, e per conseguente in amicitia con nui. A dì 26. La matina, vene il patriarca in Cole- 78 gio per cosse particular, per suspension ha fato al foro secular, intervenendo li avogadori, per homici-diali eie. Item, parloe sopra li grecii, quali voleno far la chiesia loro a San Canzian, et il Patriarca voi dargela altrove. Di Padoa, dii provedador zeneral Contari-ni. Come si ha i nimici de su il Polesene hanno fato fardello di le loro cosse et si sono per levar certissimo, et il capitanio zeneral questa note sarà qui, et a soa eccellenlia ha comunicalo le nove di lngallera; la qual ringratia mollo la Signoria. Etiam lui capitanio scrisse di questo.
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v. Cervarese. Ziaeha v. Sciacca. Ziden (il) v. Gedan. Zilanda v. Zelanda. Zirzenta v. Girgenti. Zogian (villa in vicentina), 136. Zueca v. Venezia, Giudeoca. Zuri (Azuri) (isola nell’ Adriatico di fronte a Sebe-nico), 256, 280. Zurigo (Zurich), 586.
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e sier Piero Pasqualigo dotor et cava-lier, aratori nostri, date in Londra a dì 21 Aprii. Come scrisseno por le altre di 12, da San Tliomi di Conlurbari, avisono il loro passar su l’isola con qualche fortuna aula ; poi dovendo a dì... mirar in Londra, li vene contra sier Andrea Badoer orator nostro con tulli quelli mercanti nostri sono de lì, e sier Lorenzo Pasqualigo e altri, et etiam uno baroli
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; l’à venduto l’isola Zopolia, è nel Danubio, al reverendo episcopo di Vazìa, sichè alienà à per ducali 30 milia d’intra. Quando al poder dii regno, al presente non è quella strenuilà ne li capitani hongari era al tempo dii re Malhias, perchè questo Re non li ha exercilati in la militia. Sono in le arme ignari el inexperti,
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, 233, 234, 237, 244, 245, 246, 268, 270, 272, 273, 279, 283, 289, 290, 293, 294, 300, 315, 322, 347, 363, 365, 384, 396, 404, 405, 415, 416, 437, 487, 531, 532, 543, 544, 570, 571, 572, 577, 578, 579, 580, 584, 585, 605, 610. lnnsbruk (Isprucli, Yspruch), 193, 197, 199, 294, 361, 364, 589. Ismid (Nicomedia) sul mar Nero, 116. Isola della Scala (veronese), 252, 285. » Farnese (Ixola) (presso Roma
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aspeli zonzi il Signor turcho per rendergelo a lui. È da saper, ne fo per li dì avanti più fresche le teiere dii diio rezimenlo di 12 Octubrio drizate a 11 capi dii Conseio di X, che fo le proposition di quel orator dii Turcho venulo sopra l’isola ut patet, e tra le altre cose dimandò il porto di Famagosla per la sua armada, et non si mandasse il tributo al Soldan e li mercadanli nostri tornasene
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. » Arturo, v. Boissi. » Elena, v. Boissì. » Guglielmo, v. Bonivet. Goti (di) Alessandro, capitano dell’isola di Corfù, 229. Gradenigo, casa patrizia di Venezia. » Alvise, capo del Consiglio dei X, governatore delle entrate, qu. Domenico cavaliere, 5, 12, 48, 54, 85, 191, 192, 240, 241, 280, 289, 295, 306, 321, 366, 383, 478, 494. » Antonio, fu provveditore sopra ¡['cottimo di Alessandria
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e di Pranza, e di Spagna. Item, ha aviso di Syo, hanno falò preparalion di assa’ liladi per l’ar-mada dii Turco. Scrivono diti rectori aver comesso a sier Bortolamio Contarmi, va a Rodi, parli al Gran inaeslro zercha molti parchi di l'isola predila di Cypro, quali sono fu ziti de 11. Di sier Bortolamio Contarini provedador dii regno et orator ctc. date in galia a Baffo a dì 1S Novetnbrio. Come ha auto
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nostro, di 17 Avosto, zonle hessendo Pregadi suso. Come il Re era fuora di Londra e per l’isola per fuzer quel mal dii suelin, ni altri intrava a lui se non il canzelier over secreta-rio suo e il medico, però non poteva negotiar. Il reverendissimo Cardenal etiam era fuora, havia auto qualro fiale ditto mal, el ancora non ben sano; però in la materia di vini nulla poteva far. Il re Catholico era in Olanda
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li dili ducali 240 e fece mstromento; et ctiam uno altro navilioto di moza 60, compralo l’anno passalo da uno Orlando Grimani citadino, el qual si era absenlà de l’isola, unde esso Provedador si fe’ prometer al signor, volendo la Signoria nostra dillo Orlando pagasse dili formenli, faria pagar ducati 30 over quel sarà liqui-dà. E tamen turchi si lamenta di uno navilio solo ; ma li parse far cussi
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come passò de lì a l’isola una caravela, patron uno Zorzi . . ., qual 15 zorni avanti combatè verso Damiata e le Brulé con uno navilio, dii qual lolse 6 mori et, uno turco erano suso, et con dita preda fo a Cao Chicho; a la qual etiam non volse li fosse dato vituarie, imo mandò le galie erano de lì nostre per prenderla, ma non poteno, eh’è sier Nadal Marcello, qual si parte et mena il provedador Contarmi fin a
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, generale dell’ordine degli Eremitani, cardinale del titolo di s. Bartolomeo in Isola, legato in Spagna, 250, 251, 261, 262, 269, 286, 315, 368, 447, 450. Canonici della chiesa di s. Marco di Venezia, 86. » del Duomo di Verona, 326, 327, 362. Canonizzazioni di santi, 212, 222, 223, 254, 255, 312, 313, 379, 380, 419, 437, 439, 440, 441, 442, 443, 444, 469, 479, 480 Canossa (di'; Lodovico, vescovo
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, da sier Francesco Zane, fo di la Zonta per danari, qu. sier Bernardo et altri. Fu poslo, per li Consieri e Cai di XL, non era sier Piero Querini, una parte che a li rectori electi in l’Arzipielago si soleva dar danari di qui per i pa-sazi li qual non se li danno più, et non havendo pasazo seguro, è bon siano a la condition di quelli di l’isola nostra di Cypro : però l’anderà parte che de ccctero
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a quella isola, cli’è molto rica, dove sono 1000 mamaluehi, et hanno lassato l’armada predila. Item, a Damasco sono assa’ zenzer, biave et specie bona mente, et zenoesi le hanno tolte et vendute a barato 40 casse di coralli toro e brancha. E scrive, li precii a ducati 14 e li zenzer ducati 200, et anche sì aspeta la caravana con assa’ zenzari. Scrive, el Gazeli a la piana de Boersi amazò Nasardin et in Lupiana
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e podestà ivi nominati dai Veneziani, 43,5o; costituzione statuitavi, ivi ; proposta a sede del governo venez., 51 ; perduta dai Veneziani, 55; minacciala dai Veneziani, 63 ; in mano dei Turchi, 86, 88 ; sua presa ricordata, 1,ii, 22; quai navigli servirono alla sua espugnaz., 122; sul suo spoglio, 11, 11, 22, 27, 31, 36. Costanziaeo, isola, 1, 8. Costruzioni navali, da chi intraprese e comandate
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(da) Marco, scultore ed intagliatore, 11, 11, 135. Vicenza conquistata, I, 77. Viero Tommaso, arch., II, li, 119. Vigilio, papa, 1, 219, 220. Vignole (delle), isola, 11, 10. Vigri Santa Caterina, pittrice, II. n, 410. Villarduino Gotr., aut.I, 40, 47 5 Hi n, 5i. Vinci Leonardo, pitt., 1,11, 319; 11, 11, 279. Viola Tommaso, pitt., I, 11, 384-Virunio Politico, aut. cit., I, 11, 458. Visconti Gian Galeazzo
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, 161. Grazia ( la ), isola, 11, 11, 49* • Grazioli Grazioso; monumento, II, n, 146. Greche (delle) Domenico, pitt., I, 11, 327. Greci, colonia orientale, (App), 1,78 ; quando rifugiala a Venezia, 79 ; suo culto permesso, ivi; scuola d’insegnam., 80 ; suoi arcivescovi, 87, 88, 89 ; suo monastero di donne, e discipline, 90 ; si menoma la colonia dopo la repubblica, 98; moderna civiltà greca, 100
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, pitt., I, 11, 326; li, 11, 110, 227, 237, 353, 354, 356, 362, 363. Vecellio Orazio, pitt., I, 11, 326. Vecellio Tiziano. V. Tizianello. Vecellio Tommaso, pitt.., I. 11, 326. Veglia, isola, ricord., I, 23. Veglia o Veghia Marco, pitt., I, 11, 314 ; II, II, 151. Veglia Pietro, pitt., I, 11, 314. Vendramin Andrea, doge, suo mausoleo, li, 11, 98 ; superbo e bellissimo, ivi ; ricord., 123. Vendramin
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, 442- Bigaglia Diogene, maest. di mus., I, n, 476. Biria (canale), I, n, 113, 121. Birri, isola ricord., 1. 9. Bisante ossidionale, moneta, I, 11, 68, 69. Bisanzi (monete d^ro), ricord., I. 11, 19. Biserta, città bombardata. I, 11, 183. Bissolo Fr.,pitt., l,n, 3i 2; 11,11,192,407,411. Bizio dott. Bartolommeo, II, 312. Blanch (le), autore sulle monete, 1, 11, 12. Boccaccio Gio., ricordato, I, 68. Bocconio
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patriarcale, ivi. Spedale civico (grande)., II, 271, 273, 289; delle persone curate, 293; del moroco-mio fenim., 299; istituto ostetrico, 292, 298; armamentario chirurgico, 451 ; — greco ( AppI, 93, 99 ; — degl’ incurabili, ric., II, 289 ; — de’ marinai invalidi, I, 333 ; — dei mendicanti. V. Spe- dale civ. ; — militare di S. Chiara, II, 3o3, 365 ; — di S. Servilio in isola, 3oo ; li, 11, 497; morocomio
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