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Venier, e sier Zuan Francesco Venier. Item, altri legati ut in testamento, e fo laudato ; et dirò cussi, è morto con bona e oplima fama. Di CorpM, fo letere di sier Alvise d’ Ar-mer, baylo............. Dii Zante, di sier Hironimo Bernardo provedador, di 18 Setembrio. Come, a di .. dito a bore .. di note, vene 12 teramoti, sichè ha ruinato il resto di l’isola, e quello era resta in piedi
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, et erano di bona voja. El qual orator pontificio dice : se li inimici farano iuobedienlia al breve dii Papa e farano ciani, sarà per lo meglio per la Signeria nostra, perché il Papa si distacherà di loro. E come ha scritto in bona forma e caldamente al Papa. Nota. Fo avisi di Franza, in parlicular mercadanti, come il re d’lngaltera passò a dì 14 Octubrio di là su l’isola d’Ingaltera con il suo exercilo
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, e venendo siano apicadi per la gola. Sier Antonio Dolfin qu. sier Domenego confinà in l’isola di Cypro con taia ducati 500, el venendo sia etiam lui apicato. Etiam fo chiamà uno Zuan di Zorzi cugnado di Luca Antonio dii Zonta fìorentin, incolpado per fal-sification di monede,che in termine di zorni 8 debbi comparir, eie. et altra condanason non fo publicada. Tuta questa note et questa matina piovete
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fra certo termine, et li dà le forteze di Milan et Cremona, e se riserva sohm Ze-noa e Aste in Italia. Il campo englese è atorno Tornai. Scozesi ha auto certa vitoria contra englesi, e la reina d’Ingaltera ha revocà la sua armada che torni su l’isola. L’orator nostro è stato dal Papa. Si dize il duca di Geler con le zente si ha conzonto col campo di Franza. Dize di l’acordo, par stagi a la Signoria a farlo
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. Sier Jacomo Arimondo di sier Andrea,qual dii 1510 fo per aver amazato uno oficial di Consoli bandito di questa terra, stava..........; dona a la Signoria 200 ducali e fu assolto. Sier Zorzi Donà di Candia, qual fo bandito di Candia per omicidio e di l’Isola per questo presente Duca, et è stalo a la custodia di Padoa con 20 homeni, dona a la Signoria ducati 200, et fo asolto dii bando. Alcuni albanesi
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73 MDX11I, SETTEMBRE. 74 è stù fallo assa’ triumpbi. Vi è sta cardinali, e li oratori, e lui nostro, per non si sentir, non vi à potuto andar. Scrive che il Cardinal d’Ingallera è stato dal Papa a far eh’ el voy fulminar le censure conira il re di Scozia, iusta li capitoli di loro do reali. 11 Papa à dito si vederà con li cardinali, et non ha voluto far. Item, scrive: come a dì 13, si farano li 4 cardinali, tre fiorentini e il zenoese Cibo nepote dii Papa, come per avanti si ha inteso: et che li oratori yspani volendo al tutlo il Papa ne facesse do spagnoli, ma non hanno voluto, sichè arano pacientia. Item, scrive solicilando la venuta dii suo successor, qual è zi parlilo, e altre particularità; e di la morie dii signor Julio Orsini lì a Roma, e dii zonzer uno novo orator milanese chiamato domino Ilironimo Moron, dolore ; et altre particularità. Di sier Vetor Lipomano, di Boma, vidi le-tere, di 16. Come, per l’ultime scrisse la nova di Scozia contra Ingallera; par sia al contrario. E questa malina il signor Alberto da Carpi e il cardinale d’Inghilterra ha auto letere di l’Imperador di campo. Si dize di primo: come l’era venuto 10 rnilia scozesi su P ixola d’Ingaltera, e non haveano trovato contrasto, e brasato 6 ville, e fato alcuni presoni. E clic in uno trato se adunono le zente inglese e cazono scozesi di Pisola fino in Scozia, e seguitandoli hanno brusato 24 ville, e fato assai presoni ; e che inglesi avea butado zoso le mure di Teroana e impilo i fossi. Item, che 20 milia sguizari erano a campo a De-giun. Adeo che lì in Roma per queste nove è stà fato gran fuogi, con trar schiopeti et rochete in segno di letizia. Sichè la prima nova non fu vera: francesi non dicono mai il vero ; e lì in Roma si dubita Pranza non perdi il stato, se Ingalterra tien saldo in guerra, come el mostra voler tenir; etìam quesla nova non la crede. Marti a dì 13, se feze la festa dii magnifico Juliano, et vene a bore 14 in Ca-pitolio. Eravi P orator di P lmperador, Franza, Spagna et Milan e assai altri signori, e quando i fono suso il solaro, el signor Alberto da Carpi, come orator cesareo, si messe a man destra dii magnifico Ju-llano, e il dispola di la Morea li volse andar lui, et vene a parole, e si non fusse stato P orator di Spagna che menò via el dispota, se davano. E lutti do andono in palazo de li conservatori, dove erano 11 cardinali, et lì stete a veder. Or prima se disse la la messa, poi fo falò una oration, e poi li conserva-tori fezeno sentar il Magnifico in mezo di loro, el feze alcune cerimonie. Poi colui fè Poration, lesse il privilegio che lo fazeva citadin romano, et era una boia d’oro da ducali 50, e compito che P ebe di le- zerlo, sonono trombeti e pifari e fo trato 100 colpi di artellarie. Poi el menono in mezo di loro conservatori, el li fezeno alcune cerimonie, che non le vele. Poi tornono zoso, e in questo mezo fo preparate le tavole, e si meseno a pranso numero 20. A tavola feze uno belissimo pasto, crede fusse da 25 bandi-sion di vivande, et ogni vivanda era come caponi vestidi, 8 piati, 8 torte et 8 pastelli; e cussi di fasani el altre salvadesine, sempre venivano portati 24 piali molto sunluosi; e la mensa comenzò a bore 14, e fo coinpido a bore 23. Poi fo fato alcune comedie in laude dii Papa e caxa di Medici, con alcuni che recitava versi, e fo compìle a bore do di notte, con torzi assai. Poi andono a compagnar il Magnifico a palazo con assa’ torzi. Et el mercore, zorno se-quente, a bore 18, andoe il Magnifico e fo fato una comedia di Plauto molto bella, lui sier Vetor non vi volse andar; è stà belo aparato, era la piaza di Ca-pitolio atorno tutta dipenture belissime et coperta di sopra di pani et solari. Atorno ne era da persone 10 milia, e a tutti quelli erano su li solari li era portato da manzar, se judica il pasto li ahi costado da ducati 1500, el resto di Paparato da ducali 4500, che saria ducati 6000. In vero li romani 11 hanno fato onor; la si stamperà et la manderò di qui. E sopra tutto, era una bellissima credenziera de arzenti. Scrive esser morto il signor Julio Orsini fradello che fu dii Cardinal. Item, l’ha dato il breve che va al Curzense a Bergamo zercha il vescoado, e tien la patente li ha fato il viceré averà falò ritornar il pos-seso dii vescoado ; et è letere dii viceré di 7, come avia fato la patente che li fosse restituido il vescoado etc. Item, scrive, eri a dì 15 intrò in Roma uno orator milanese; el qual ha nome missier Ilironimo Moron ; se dize el vlen per dimandar al Papa Par- 46 * ma e Piasenza, e tien non le averà. Scrive aver inteso le zente spagnole alozerano questa invernada suso quello di Modena, Carpi e Coregio. Questa ma-tina el Cardinal de Ingaltera et altri 4 cardinali, e li oratori di Spagna, Imperator et Milan sono andati a Santa Maria dii Populo e hanno fato cantar una messa solenne per questa sua vittoria, la qual poi non sarà vera. Qui si dize el duca di Milano era andato a Vegevano dal Cardinal sguizaro, et hanno mandalo per sguizari, et voleno andar a campo a Gavi, che ancora è de franzesi. È slà dito el duca di Ferara è andato a Itezo, e ha cazato quello era lì per 11 Papa, e messo a saco la parte di la Chiexia, eh’ è cossa incredibile; pur si dize et non fu vero. Questa malina è stato concistorio, e il Papa ha dito le nove; ha dito inglesi non sono vere ; ben è vero scozesi
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a publicar 1’ acordo fato con Ingaltera; e altre particularità. E nota. È un capitolo, come à inteso Spagna pratica con il Roy di lasarli la ducea di Milan, volendo acordarsi con lui. 85 l)i sier Sebastian Justinian el cavalier e sier Piero Pasqualigo dotor et cavalier, date a San Thomà Conturberì, mia 5 di Londra, a dì 12. Seriveno, come a di 10 passono su l’isola con gran mar, et veneno, in bore 24
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, 615, 647, 651. Parma, 6, 10, 11, 24, 26, 37, 58, 66, 68, 72, 81, 172, 179, 223, 225, 258, 259, 307, 309, 326, 331, 344, 345, 354, 356, 369, 513, 519, 608. Passiva (presso Padova), 561, 563. Patrasso, 433, 444. Patria del Friuli, v. Friuli. Pavia, 6, 132, 141, 157, 173, 205, 215, 247, 258, 293, 313, 330, 362, 399, 501, 513, 547, 553, 585. Paxu (isola, Paxò), 48. Pendechos, 438. Pera, 260. Perosa
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a la Maguana * a star 4 zorni. Item, come è nova che 4 galie et 10 fuste de’ mori erano venute verso Corsica et Sardegna, et posto in terra su l’isola de....., et andati mia 20 fra terra, e prese una terra chiamala .... . . ., qual l’hanno sachizata et fortificatosi dentro; per il che il Papa, per proveder a le so’ terre di marina, à speso fin qui ducali 7000. Item, manda letere di Franza, di l’orator
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Pre-marin, per l’isola di Tzia, 338. Papa Giulio II (ricordato), 418. » Pio II (ricordato), 373. » Leone X, 9, 10, 19, 25, 27, 28, 29, 30, 36, 37, 39, 52, 54, 55, 64, 68, 69, 72, 89, 104, 108, 115, 123, 127, 129, 132, 133, 135, 137, 140, 146, 153, 154, 155, 160, 196, 197, 199, 201, 202, 206, 207, 217. 222, 225, 227, 231, 240, 241, 251, 255, 256, 257, 264, 265, 270, 271, 274, 275, 283, 286, 287, 310, 313
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di Padova), 54, 86, 151, 241, 247, 262,281, 289, 303, 305, 313, 317, 319, 374, 400, 485, 486, 513, 586. Paglia, forse il torrente che scorre presso Radicofa-ni, e si getta nella Chiana, 89. Paialtiera v. Pacaudiere. Palazzo (Palazo) (cremasco), 419. Palermo, 45, 64, 309, 311, 577, 578, 579. Pandino (cremonese), 420. Pantellaria (Pantalaria, Panthaleria), isola del Mediterraneo, 578, 579. Parenzo (Istria
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, 555. 570. Capo Malia (Cao Malio) (Grecia), 137, 138, 202, 330, Capo Spartivento (Calabria), 311. Cappella (la) di Bergamo, 420. Caramania (Caramani), 260, 272. Caravaggio (Caravazo) (bergamasco), 521. Carcare (le Carchc) (Liguria), 529. Carceri (Carzere) (padovano), 342. Carche v. Carcare. Carintia, 28'2. Carniola (Carnian) 384. Carpasso (nell’isola di Cipro), 339. Carpi (modenese) 198, 220
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. Terraglio, strada da Mestre a Treviso, 520. Tholosa v. Tolosa. Tioli rectius Rioli v. Rivoli. Tirolo (Tiruol) (contado del), 303, 543, 552. Tokat (Tochati), 272. Tolosa, 24, 35, 105. Tomba (la) (presso Verona), 504. Torcello (isola presso Venezia), 93, 194, 350. » abbazia di S. Tommaso dei Borgognoni (i Borgognoni), 59. Torino (Turin), 20, 21, 22, 329, 426, 491, 519, 537, 545, 573, 574, 586. Tornai
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619 INDICE GEOGRAFICO 620 Vegevene o Vigevano. Veglia (Veia) (isola del Quarnero). 21. Venezia, (la terra, Veniexia, Venecia), 5, 6, 19, 20, 40, 43, 45, 49, 50, 52, 53, 54, 57, 59, 60, 61, 62, 74, 76, 77, 82, 83, 84, 85, 90, 96, 97,99, 102, 104, 105, 108, 115, 116, 117, 119, 120, 121, 124, 126, 127, 128, 130, 134, 138,140, 145, 154, 155, 156, 158, 159, 168, 169, 170, 180, 181, 182, 183, 194, 185
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Bortolo d’ Alviano, eh’ era prexon in Pranza. Item, scrive esser lelere di Ingallera, di 20 Marzo, certo l’armata di quel Re, il numero come scrisse, esser partita de l’isola per andar a’ danni di Pranza, sopra la qual è da fanti 12 milia; e si dice il Re etiam passerà in persona. Item, è lelere di Franza, da Bles, di 25, come se diceva l’acordo con la Signoria e il Roy era falo, o per seguir di brieve
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G15 MDXIII, LUGLIO. C1G venuto li da Trento per andar a Milan dal fratello Duella, e cussi andoe. A dì 13, la matina, prima letere di Padoa, di eri sera. 1 nimici al solito ; hanno fato uno ponte a la Bataia per passar le vituarie vieneno di Ferara. Item, la bravano assai, dicendo aspetar socorso et voleno venir soto la terra : unum est, stanno streti. Di Bavetta fo letere di sier Alvise Diedo qu. sier Francesco, è lì. Come erano pasati molti fanti spagnoli mal conditionati, quali ritornavano in reame. Di Boma, di Vorator nostro, di 6 et 8. Prima, dii recever di le nostre letere col Senato in risposta di far di le trieve. Fo dal Papa e li lexe la de-liberation;scrive coloquii abuti con Soa Santità, qual voi esser tutto nostro, e non à voluto far le censure. Si scusa non aver potuto far di meno di liaver mandato quelle poche zente in campo di spagnoli, ma non ne manderà più. Dize parlerà con li oratori zer-cha l’acordo; e altri coloquii, come dirò di solo. Et etiam è stato, a di 7, in altri coloquii, ut in litteris. È letere di Pranza, da Paris, di 26. Come il re d’Ingallera era ritornato su la ixola, et che ’1 re di Scozia li havia roto con 15 milia persone, 332 et che francesi erano forti et azontoli il ducha di Ge-ler con 10 milia fanti; e altre parlicularilà ; sichè si spera di ben di Franza. Beni, manda una letera dii re di Portogaio, scrive al Papa, di ixole trovale in India; la qual si bulerà in stampa. È da saper, in letere di sier Vetor Lipomano, è di più questi avisi, pur di 8. Come è letere di primo, di Napoli, era fama l’armada nostra, vele 45, con alcune fuste di turchi erano verso Otranto per meter in terra in Puia. Bem, scrive coloquii abuti col the-sorier, qual li ha diio el Curzense di campo di spagnoli aver scrilo più non li scriverà che li scriverà esser mirati in Padoa. Li rispose polrà dir vero, ch’el sarà preso e conduto in Padoa, et scriverà al Papa per la sua liberalione. Il thesorier disse : « È bon si acordi queste cosse; la Signoria non voi far trieve ». Rispose : «La raxon voi tutto il suo Stado,altramente turchi torà di mezo». Li disse : « Non sarà, il Papa a-daterà le cosse; e si la Signoria vorà quello è il dover, le cosse sarano adulate. » Scrive come de lì, a dì 8, parlò col secretano dii Cardinal di Nantes. Disseli erano letere francesi aver roto englesi, unde lui Vetor a palazo parlò con domino Alvise di Rossi came-rier dii Papa. Li disse non saper, ma ben l’era in camera dii Papa li cardinali Ingaltera e Surento e li oratori di l’lmperador e Spagna e Milan, e li promise, si era vero, mandarli a dir per una sua poliza ; tamen fin hora 23 non li mandò a di nulla, l'amen l’orator lo mandò a dir al nostro, dimandando s’il sapeva alcuna cossa ; rispose di no, et non voi scriver ste zanze a la Signoria ; ma s’il sarà vero, spazerà doman uno corier. Noto. Vidi un’altra letera, come l’oralor di Franza episcopo di Marseia è spesso in strecti coloqui col magnifico Jitliano. Bem, spagnoli de lì si prometeno aver Padoa. Da poi disnar, fo Consejo di X con la zonta gran-da, ut supra. Di Padoa, di ozi, hore 12. Come i nimici sono al solito loco, et ne son molti amatati nel campo. Dicono omnino è di brieve per levarsi; il Curzense è partito dii campo e andato non si sa dove. Par sia discordia tra lui e il viceré; qual vizerò dize l’Impe-rador mi ha promesso 10 milia fanti, 2000 guastatori et 100 milia raynes, et non mi vien dato nulla, e voi si vadi soto Padoa. Bem, ogni dì si fa scara-muze etc. Et mandono una letera aula di Montagna-na di uno suo amico, di sier Andrea Griti, li scrive si fa assa’ pan. Si dize il campo omnino inercore, a dì 17, si leverà per andar a la volta di Trevixo. A dì 14, domenega matina. Io partii per veder Treviso e le fortifieation. Nulla di conto. Fu so-lutn letere di Padoa di eri sera. Come i nimici, al solito più presto per levarsi di brieve che star lì, nè venir sotto la terra. Item, come Pontevigo si havia reso a li nimici salvo l’aver e le persone, a dì..., et questo perchè nostri non poteva più tenirse per non aver vituarie, et era intrato il morbo dentro; e come i nimici ha-veano aceptati e mandati obstasi iti Crema fino questi di Pontevigo fosseno salvi, qual sono: sier Francesco Lipomano castelan, sier Lodovico Querini, era provedador in li Orzi, Ilironimo Fateinanzi conte-stabile et Schiaveto dal Dedo, con fanti .... Di TJdene, di sier Jaconio Badoer luogotenente di la Patria di Friul. Di certa adunation di zente si facea, et quelli di Vilacho atendevano a scuoder li danari, come termenono pagar in la Dieta fu fata ; per la qual cosa dubitano etc. Fo scrito eri a Trevixo, per Colegio, che haven-do la Signoria nostra terminà far bon numero di fanti per Trevixo, che si mandi in nota e de qui li caporali di contestabeli sono lì, a li qual se li darà danari et anderano a far li fanti etc. Noto. A Chioza eri zonse fanti 300 fati per Marco Grosso da Ravena, e fo mandato danari e a farli la monstra, et messi a camino a la volta di Padoa. Da poi disnar, fo Colegio di savii ad consulen-dutn.
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di Stato : Collegio, Notatorio 26, carte 16). Avignone, 393, 421, 567. Azimìa, v. Persia. Azuri, v. Zuri. B Bacchiglione (Bachaion), fiume, 316, 317. Badia della Fraschia (possessione nell’isola di Candia), 148. Badia (la) (Abbatta, Abazia) (Polesine), 51, 151, 165, 231, 234, 235, 236, 365, 369, 382, 476, 477, 484, 498, 500, 501, 502, 504,505, 508, 510, 511, 512, 513, 514, 523, 525, 533, 534, 541, 542, 543, 544
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C09 INDICE GEOGRAFICO GIO Morea (la), 135, 143, 255. Mortara, 264, 292. Motta (la Motha) (piacentino), 566. Motta (la) (trevigiano), 74, 505. Moulins (Molines, Molins) (Francia), 391, 424. Muggia (Muta) (Istria), 548. Murano (di) isola v. Venezia. N Nachchivan (Armenia), 269. Nantes (Francia), 195. Napoli, 41, 89, 90, 132, 194, 230, 294, 308, 309, 310, 330, 413, 426, 427, 433, 578, 579
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(Marostega) (vicentino), 94, 235, 319. Marsala [Marcala) e suo porto, 309, 579. Marsiglia (Marseia), 46, 64, 111, 515. Martinengo (bergamasco), 138, 163, 167, 216, 258, 259, 262, 327, 373, 382, 392, 408, 412, 416, 420, 427, 428, 430, 472, 475, 498, 508, 551. Masi (t Maxi) (padovano), 235, 236, 237, 477. Mazzorbo v. Venezia, isola di Mazzorbo. Mecca (la), 170. Medea (di) monte (Friuli, fra Udine e Gradisca
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le ordinarie ini rate, se è acordala darli in anni 4 ducali 400 milia a ducali 100 milia a Panno; e così à falò la Brabantia. L’isola d’Olanda, dove lo trovai andar de terra in terra togliendo obedientia, recordando el basar del manipolo, li dà pur in anni 4 ducati 150 milia, nel che so include etiam Zilanda, dove sua signoria lo per avanti; sichè sine dubbio, olirà le sue intrude, qual però non sono molle
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