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, etiam non hanno voluto obedirli ; unde scriveno acciò la Signoria provedi. Et nota: fo chiama in Colegio lì Avogadori, e fato revochar la letera scrisseno acciò essi dacii si incanti. . Da Liesna, di sier Zacaria Valaresso conte e provedador, date a dì 4 di Zugno. Come, per uno schierazo di Budua zonto de li, ha inteso in canal di Ragusi erano le 3 galie nostre di Fiandra con una galia sotil, et erano andate a l’isola di Mezo
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. Li quali in ogni loco depredano, et sono di fra’ Remorato, armati a Rodi, et venuti questi a Saline hanno depredato 4 nostri navilii erano lì, toltoli lino le velie, unde loro hanno scrito al reverendissimo Gran maistro dolendosi etc. Tamen, su quella isola nostra a diti corsari non li vien dato recapilo ni vituarìe. Scriveno aver cargà sopra questa nave Piero Zuan, fomenti, orzi moza 4000 per conto di la Signoria noslra eie
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, v. Kaufbeuern. Caltrano (Caltroni) (vicentino), 227. Calvi, porto in Corsica, 325. Calzini, v. Calcinate. Camposampiero (padovano), 114. Candia (città ed isola), 74, 115, 162, 163, 164, 165, 169, 194, 249. Canda (Polesine di Iiovigo), 247, 259, 292. Canea (la) (la Canta) (isola di Candia), 178, 335. Caneva (Friuli), 179. Canstet, v. Kannstadt. Canstor, v. Kannstadt. Cao, v. Capo. Caodistria, v. Capodistria
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, (Spagna), 107. San Sebastiano (Bìscaglia), 282. Santa Panagìa, scoglio nell’ Arcipelago, 367. Saragoza, v. Siracusa. Sardegna, 10. Saseno (Sasno), isola nell’Adriatico, presso le coste dell’ Albania, 245. Scardona (Dalmazia), 95, 97, 98, 99, 100, 105, 120, Scarpanto, v. Karpatho. Schiros, v. Skiro. Scio, v. Syo. Scozia, 27, 38, 53, 114, 231, 232, 386. Scutari (Albania), 305. Sebenico (Sibiniro
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9 MDXXlir, MARZO. 10 portar via al Gran Maestro e fericri quello hanno voluto, salvo le arleilarie et il brazo di san Zuane Batista, qual ha portato con lui a Conslautinopoli. Si dice, che greci di l’isola voleva arnazar il Gran Maestro, dicendo aver fato l’acordo senza loro saputa; tamen il Signor l’ha difeso, nè ha voluto a niun sia fato alcun ollrazo; el qual par sia stalo in Candia
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mondo» e quel Re ha confinato più di !) di soi primi li in l’isola, e fati altri in loco loro, perchè voi star ben; con Soa Maestà, e li primi li erano contrari al so ben; ha mojer diforme e vechia a lui eh’è zovene e zenlil; bisogna siali con el cardenai Eboracense e star ben con lui. Scriveno di Alemagna, ozi è venuto aviso al canzelier dii conte Palatino, è lì, come el re Chrislianissimo ha 4 voli
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e note a l’isola, acciò non si babbi qualche danno di dite fusle. Et a dì 19 zon-zeno a Cerigo do nave et uno galion, et scrive quello fenno, ut in litteris, e il prender di una nave por-togese, etc. 220 Dii dito, a dì 10 Aprii. Come ha ricevuto letere di 24 Fevrer col Senalo zerclia armar de lì 6 galie, videlicct 4 lì, una a la Cania, l’altra a Retimo, et che mandi do di quelle in Cypro : cussi
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dii Ciecho fulosi signor con il favor di l’homo mandò al Signor turco, lo sbandì di l’isola, et quello al re di Tunis era andato, ni poi allro se ha inteso. Scrive, verso Sardegna erano fusle assai e feva danno. Formenli valeno lari 13 di fuora, e per tutto ogniun si lauda. 311 Exemplum litterarum Romanorum regis ad Sanctissimum Dominum nostrum. Beatissime Pater etc. Cum litteras nuperrime
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Sebaslian Priamo di Candia, et le mercadantie erano su la qual discargò sul gripo e la lassoe e il gripo mandoe a Rodi. Per il che esso Pro-vedador si levò subito, el mandò la galia Sanuda a costo de l’isola, con ordene non la trovando andasse verso il Prodano, e lui tolse l’altra volla di terra ferma verso Larnaca a tera via verso la Arcadia, et havendo vista di essa fusta, quella velizando e vogando via
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497 INDICE GEOGRAFICO 498 J Jesolo (veneziano), 227. Jspruc, v. Innsbruck. K Kaltern (Cult) (Tirolo), 240. L Zacchiarella (la Chiarita) (milanese), 420, 421, 426, 427, 430, 479. Laghi, v. Como, Garda, Maggiore. Lecco (Lombardia), 194, 412 Legnago ILignago) (di) bosco, (veronese), 319, 335. Lepanto (Grecia), 296. Lera, Ila Rne? — Francia, Ile de France), 269. Lesina (Ziesna) isola deli’Adriatico
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MDXXIV, FUBIIRAJO. 388 con 200, ai qual fo dalo danari, et andò a farli subito. Fo mandalo ducali 3000 in campo. Fo sc.riplo in campo e replicato, passali ili qua li lanzinech passino Ada. Da poi disnar, el Serenissimo, iusta il consueto andò a vespero a sanla Maria Formoxa vestilo ili bianco, videlicet vesta di tabi bianco di martori sotto, e un manto damaschili bianco e d’oro sopra, con il bavero et barela lavorada a fuxi d’oro bellissima, damaschili bianco lessudo. Eravi oratori il Legalo dii Papa, l’orator cesareo domino Alfonso Zanzos, l’orator di Pranza, et quel di Milan, l’oralor di Ferara e di Manloa. Portò la spada sier Polo Nani veslito di veludo pflonazo, suo compagno sier Hironimo Morexini qu. sier Piero da san Cassan, in 229 * veludo cremexin. Eravi Ire soli Procuratori, sier Ja-como Soranzo, sier Alvixe Pixani et sier Hironimo Juslinian, et vi era uno vechio di anni 82, che mai è stato di Pregadi et molto rico nè ha fioli, eli’ è Marin Morexini qu. sier Zuane da san Zuane Crisostomo veslito di veludo cremcxin, che a pena po-leva caminare, et vernilo in questa bizaria di farsi da zoveno, ha compri veste di seda e di scarlato, speso forse ducati 500, nè mai più è sia con la Signoria se non ozi, adeo al venir zoso di la scala di Palazo do comandadorl li dava la man che ’I poteva più caminar, et per esser cossa notanda di costui, che come e pazo e zovene fa lai cosse. Poi era tulli li altri deputadi a eompagnar il Serenissimo per 3 mexi. Et il Doxe si ha fallo ombrella nuova dii suo bellissima, qual li altri Dosi havia quella di la Procurata fo di missier Nicolò Marzello doxe, e li dava ducali 80, iuxta il testamento dii ditto Doxe; ma questo Doxe Ira voluto far et sarà sua. Item, ha fatto far, oltra li tromboni, etiam le trombe d’arzenlo, che prima erano di rame, eh’ è cossa bella e nolan-da e sona benissimo. Ilor la chiexia di sanla Maria Formoxa fo ben conzata, per esser piovan nuovo e Doxe che vien nuovo. Item, vene Vieenzo Bembo canzellier dii Doxe inferior, vestilo di scarlalo a-presso il piovan di santo Aponal etiam canzellier, poi il Canzelier grando in veludo nero. A dì 2, lo la Madona. Il Doxe vene in chiexia veslito di bianco di I’ habito di heri ma senza le cerimonie, con tutti G oratori et Procuratori sier Do-menego Trivixan. sier Zorzi Corner, sier Jacorno Soranzo, sier Alvixe Pixani et sier Hironimo Jusli-nian e altri deputadi ; ma non vi vene sier Marin Morexini che vene eri. Di Roma, cri fo lettere, di 27. Come, andai) - I do a Palazo col Cardinal Colona, Horatio Baion di ordine dii Papa fo intorniato el posto in castello, e mandato a la caxa dove era Zentil Baion suo barba parie contraria, etiam lo fece condur in castello. La causa non se intende : chi dice per cosse tra loro, chi dice il Papa non voi questi Baioni intrano in Pe-rosa più. Item, scrive altre cosse. Di Iìrexa, di sier Zuan Moro va podestà e capitanio a Crema, di 31. Come era In ordine et anderia Provedilor in campo ¡usta la deliberalion fatta. Di Padova. Come li reclori haveano fallo far proclame niun nostro subdito non vadino a stipendio di altri, sotto pena de rebellion, e richiede si mandi uno camerlengo di Brexa a pagar le zenle. Di campo, fo lettere di 31, da Martincngo, 230 dii proveditor Emo, hore 4. Come li lanzinech haveano comenzà a zonzer a Trevi, sono 4200. Et che alcndevano nostri a metter in ordine, aspettando formenti e vituarie dovendo • passar Ada, qual erano molto sollicilali a passar da domino Alvise di Galarà orator in campo dii duca di Milan, et altre particularilà. Item, hanno il marchexe di Mantoa haver cassà li soi cavalli lizieri, bona parte di qual, 80, è andati subito in Lodi, et francesi, zoè il signor Federico di Bozolo, li hanno lolli et datoli stipendio. Item, mandato vitelli, vin e pan a li capitani di lanzinech. Da poi disnar, fo, poi vespero, Collegio di Savii. Nolo. Per questi presenti Cai di X è sia dà li-cenlia di farsi mascara a tulli, siehè eri et ozi fo fato assai mascare por la terra. A dì 3. La matina fo li oratori cesareo et quel- lo di Milan solicitando il passar di le noslre zente. Il Principe li disse hanno zà hauto la commissione et passeriano. Nolo. Eri vene ili Ingalterra per (erra sier Zuan Capello qu. sier Lorenzo qu. sier Zuane procurator stato mercante de lì, qual disse haver visto le zenle englese tulle esser tornà su l’ixola, et che si dicea tra il re d’Ingalterra e Scozia esser fata trieva per Ire anni ; eh’ è mala nova, perchè francesi più se ingrosserà in Italia. Di campo, vene lettere di primo, hore 5. Come a dì i passeriano Ada col nome del Spirito Santo il Governador e il provedilor Emo et altri capi dirò di sollo, lassando di qua il signor Janus di Campofregoso con la sua compagnia, la compagnia di Malatesla Baion, il qual Malatesta è amalato a Padoa, la compagnia di Marco Antonio da Marti-
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di Zara. Ave: 156 di si, 16 di no, et una non sincera. El in questa parie non fu sier Nicolò Venier savio ai ordeni, per non si poter impazar. Fu posto per sier Tomà Contarmi, sier Nicolò 124* Pasqualigo, sier Hironimo Trivixan savii sora le aque, come hesseudo manchati ne l’isola di Cypro e Candia li infrascriplì oficiì, zoo Parmiraio dii porto di Famagosla, el capilanio di la piaza di Candia
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. Sisa, v. Assisi. Skiro (Schiros) (Arcipelago), 11, 12, 121, 367. Soresina (cremasco), 150, 156. Soria o Siria, 15, 47, 133, 180, 388. Soriqui (Sureni), nell’isola di Rodi, 74. Spachia (Sfachia) (Candia), 463. Spagna, 48, 93, 113, 114, 149, 156, 181, 193, 200, 201, 211, 242, 246, 247, 248, 298, 301, 316, 325, 326, 328, 336, 308, 363, 466. Spalato, 21, 27, 49, 94, 95, 116, 216, 247, 259, 290, 293, 305
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691 INDICE GEOGRAFICO 69-2 ; Inghilterra (Anglia, Angelterm, Ing alt erra), 94, 247, 249,288, 361, 40!, 418, 528, 555, 572. Innsbruck (Yspruch, Auspurch) (Tirolo), 63, 96, 111, 112, 126, 149, 196, 202. 248, 258, 290, 295, 299, 313, 328, 345, 353, 357, 368, 374, 435, 478, 483, 537, 569, 660, 665. Inverno (Inferno) (pavese), 469, 562. Ismid, o Nicomodia (Anatolia), 27. Isola (latrili), 456. Iseo
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,UOLr MbxxXn, sicul praodecessores noslri divi Urges Hungariae regnarmi!, sicul veslrae reverend issi mae, illuslrissi-mae ac magnificae eie. dominaliones id possunt si volunt re ipsa experiri, el manibus quod vulgo di-cilur palpare, ila ul Ioli mundo noluin esset nos el pr'rncipem ehrislianum et amatorem pacis ac do-minalionum veslrarum esse illud quod egimus cum potentissimo Imperatore ul principibus crislianis nostro inluitu pacem imparlirelur. De qua causa inlercessionis nostrae contenlus fuit et esl, quod nunc eliam lilloris suis in lingua ad nos turcica pariler et italica scriptis ulrisque signo suo impe-ralorio signatis, leslalur quoque eos vel priucipes vel dominos vel cuiuscumque status fuerint homines in amiciliam quicumque nobis sunt et veleni esse amici. Quartini Ktlerarum exemplum veslris domi-nationibus por oralores nostros mittimus, quae cum revera ila se habeant rogamus veslras reve-rendissimas, illuslrissimas, magnifieas eie. domina-liones ne velini adversariorum noslrorum falsis conviliis el calurnniis locum dare, (alia conira rios et honorem nostrum inter veslras dominaliones spargenlibus rogamus eliam tamquam princeps chrislianus, qui videi in co slalu terminoschrislianos conslilutos ut securis ad radicem arboris posila sii dominaliones veslras uli principes chrislianos et easdem exortamur, ul si viderint adversariu n ita ostinalum quod suam pertinaliam bono et quieti 406* publice, quain eliam sus hoslis annuii, perlerre velit non acquiescant vohmtali et suasionibus eius sed eam viam pacis amplectanlur quae quielem nomini christiano et vobis salulem parere potesl. Quod si non sequelur el res chrisliana aiiquid detrimenti patietur teslis erit nobis Deus oninipotens cum omnibus Sanctis suis et dominalio vostra nos omnis boni el quietis el nullius mali occasionem prebere voi preslilisse, veslras revereudissimas, illuslrissimas ac magnifieas eie. dominaliones opla-mus feliciler valere. Datum in civilate nostra Segeschiuar, vigeslma quinta die mensis Novembris, arino Domini 1531, regnorum vero noslrorum eie. anno scxlo. Johannes Rex manu propria. A07 Per le croniche de Cipri se atrova nolado quela insula esser longa da zerca miglia 200 el larga da zerca miglia 50, il capo di la qual verso levante è lontano da la Soria miglia 70, el discosla per il suo fianco da la Turchia overo Caramania zerca miglia SETTEMBRE. ]Q4Q 65. Ritrovandosi dila insula idolatra el all’imperio romano soloposla gubcriiala da uno proconsole, per le predication di S. Paulo el di S. Barnaba la si ridusse a la roligion et chrisliana fede. Praeierea dii 320 in circa, nel tempo di Santa Elcna madre di Coslanlin imperalor, da poi che la hebbe ritrovala la sa lietissima Croco in Hierusalem nel suo ritorno la capitò sopra la dila insula el la ritrovò pc-r causa de seccura già anni 36 per avanti dii lulo disabitala et abandonala da la umana natura. El avendo portalo seco parie dii legno di la santissima Croco, hessendo lei de lì, piovete sopra dila insula molla aqua, per la qual cosa la deliberò fabricar sopra il monte Olimpo a Saline una chiesa a lionor di la verace Croce, el vi pose un pezo dii santissimo legno. Ella procurò con suo fiol Constanti!) impera* tor ohe la ixola fosso abitata et li mandò populi eie. et uno Signor greco soloposlo come feudatario de P impero conslanlinopolilano, sichò durò questa I forma di guberno dal 320 fino 1190. Hessendo capitalo a la impresa di Hierusalem Riccardo re d’ingillcra, insieme con Filippo re di Franza conica infideli, per certa iniuria li fece e! signor de Cipro nominato Tliuslino, qual era etiam in conlumalia con l’imperio Conslanlinopolilano, voltorono le foroie in Cipro et por do fiale che fe-xeno fali d’arme insieme, tandem i rupeno dito Signor di Cipri el lo tagliorno a pezi el li lolscno la i\nola et la deteno a li Templieri, li quali per li loro mali portamenti nel primo anno clic la hebbeno furono il forcio de loro tagliali a peci da li populi di l’ixola. Veduto li sopradeli re non poter recuperar Hierusalem, nel suo ritorno deliberorono di poner ne la Signoria di l’ixola di Cipro Guido da Lusignano caciaio da Hierusalem da infideli, con il qual com-poseno el dele cecia summa di danari a li Templieri, sicliè con il mezo de li sopradeli re fu falò signor de Cipro l’anno 1191, il qual visse fin al 1194, et morì senza fioli, al qual successe suo fratello Almerico, homo degno in ogni parte, qual tolse per moglie una donna successa de re de Hierusalem, però da li baroni de Hierusalem et di Cipro fo deliberato di crearlo re di Cipro, el così fu confirmato primo re di Cipro; el per la succession de la moglie nono re de Hierusalem fata succession li sopraditi reali da 1’ uno per l’altro per numero 10, lino al 1360, de li qual non accade far allra menlione al presente. Dii 1360 successe re Piero, nominalo il Valente, qual hebe per moglie la figliola dii re d’Aragon, nel qual tempo le fazeude et mercanlie di specie di
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65 MDXXXII, APRILE, 66 ordine lo fazi dcsgradar, el poi lo rimandi in questa terra, el sarà expedito per questo Conscio. Noto. Ozi per la pioza, havendo il duca di Fe-rara, zoè il suo orator, fatte certe fabriche nove, tra i qual do camini belli a la ferarese, uno cascò mezo et andò in rio con gran rumor, è qui mio vixin, però ne fo nota. 11 qual duca fa renovar et conzar la ditta caxa, la qual andava in ruina per essere vechia. A dì 18. La note fo un grandissimo temporale di vento et pioza, che bastaria al più crudo inverno et la matina fo grandissimo fredo, et molti di vaio che portavano, si messeno pelle grossa. In Quarantia Criminal fo li Avogadori ordinari con li Procuratori sier Carlo Morexini et sier Antonio di Prioli de Citra, non vene sier Jacomo So-ranzo per il tempo, ma beri fu per haver el Con-seio ; hor messeno li Avogadori : che Zuan Gueruzi gaslaldo de Procuratori, qual ha per mal muodo tolti danari di la Procuratia, et come apar di sua man da ducali .... in cerca, et fo preso de rele-nir, fo retenuto, poi fuzite in la Trinitae el andò via, che ’1 ditto sia bandito di lerre et lochi, et di questa città, navilii armadi et disarmadi, con taia lire 2000, et hessendo preso in mezo le do eolone sia apicado per la gola. Et se termine uno mexe vera a pagar quanto 1’ haverà tolto a li Procuratori con il quarto più per pena, sia solum bandito da Venelia et dii destrelo. Et sia publicada su le scale. Ave: 5 non sincere, il resto di la parte. Da poi disnar, licei fusse fredo el cativo tempo, fo ordina Pregadi, per far scurtini, aleuto le gran procure si fa de lutti li brogi se ha a balotar in Pregadi. Di Traù, Spalato et Fransa fo lete lettere venute questa matina. Il sumano sarà qui avanli. Di Verona, dii signor Cesare Fregoso, di 13, ad Agustin Abondio suo agente de qui. Scrive hora havendo haulo queste nove di Genoa son avisalo credo annerano presto, perchè toglino tanti homeni per villa ne la riviera, vero è che li pagano. La povertà in Genua è grande per non farsi facenda alcuna, et molti ne sono disperali. Luni passalo a Sestri si devano danari per armar. Di le cose francese non ne stanno niente securi et dubitano che ’1 non voia atentar le cose di Genova el di Milano, maxime se le genie lurchesche desseno gran disturbo a l'imperalor. Basale la mano al Serenissimo, eie. * Fu posto, per li Savi dii Conseio, Terra ferma et Ordeni, una parie zerca li oralori di la comunità I Diarti di M. Sakuto. — Tom. LVI. di Cataro nobili el popularl, quali havendo discordia fra loro, et aldili da li Savii et persuaso ad acordarsi insieme, hanno fato una composition ut in ea, per viver tra loro in pace, però la dita apro-bation sia confirmata. La qual voi che la ixola sia di nobili come era per avanli che fosse afitada, ma ben cadauno se possi redur suso el salvarsi in dila ixola, come si feva per avanti. Item, le apelation di le senlentie fino a lire 75 vadi al provedilor di Cataro, qual habbi do ballote, il Camerlengo una, li tre nobili dii Conseio secreto Ire ; et venendo le ballote a paro si mandi el caso a uno dolor a Pa-doa, ut in capi tuli s, el uno altro capitulo ut in eo. Sottoscala per Pompeio di Pasqualin comenda-tario di S. Zorzi di Golfo, el Zovo Bisanti oralori di nobili, et Trifon da Trusco et Andrea Curco oratori dii populo. Fu presa. Ave : 198, 6, 3. Fu posto, per li Consieri, Cai di XL et Savi una parte per compir la forlifìcation de Lignago, in la qual è sta Ire anni sier Antonio Capello procuralor senza alcuna utilità, però sia preso, che compir se debbi la ditta forlifìcation et quella di Porto, secondo el modello fallo per el duca de Urbin capitani zeneral nostro ; et sia de praesenti electo uno provedilor sora dille fabriche per mexi 16, per scuriimo di questo Conseio, babbi per spexe ducati 25 al mexe a lire 6, soldi 4 per ducato, ut in par -te, et si pagi de danari di la fabrica. 133, 26, 4. Fu lelo una supplicatoti de uno Oddo Quarto da Monopoli benemerito et fidelissimo nostro, li soi el lui boni marcheschi, el ultimate hessendo sier Andrea Grili governalor in Monopoli, fo mandà al governo di Faxana, et venendo li inimici fé ruinar le mure, per il che da poi è stà fato rebello de la Cesarea Maestà et confisca el suo, et retenulo uno suo fratello eie. Vnde messeno darli de provision ducati 10 per paga a la Camera de Vizenza a page 8 a 1’ anno, ut in parte. Fu presa. Ave : 200, 5, 4. Fu posto, per li Savi dii Conseio et Terra ferma una parte di regulalion de custodia in le lerre nostre grosse da terra, videlieet sotto 5 colonelli : domino Antonio da Castello, Jacomelo da Novello, Cesare Fregoso, Babon di Naldo colonelli et Zuan da Como colouello vieu di Candia, et tre che manca sieno electi per Collegio. Il qual Zuan da Como se intendi colonello, et questi habbino le provision, ma non possino lenir ragazi eie, Item, di le tanse per li territori, olirà quelle si tuò per le zenle d’arme et altri, il resto fin al numero de 500 homeni d’arme, che adesso non è in esser se non 3777 sia scosi per le camere el intacli mandali in questa terra a 5
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, ma mal in ordene di marìnareza. El capitanio ha in comìs-sione riguardar le cose nostre. Il campo col Gran signor a dì 16 mazo parli de Andernopoli, va verso Nis dove sarano li oratori dii re di Romani, el secondo sarà la condusion loro lorano quela impresa lì parerano verso Alemagna. Dito capìlanìo dimandò in quante zornate si anderia da Modon a F isola de Sicilia, li fo risposto secondo li tempi
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il castello el avisò se guardasseno da li corsari che non aveano voluto unirsi con Tarmata, poi andoe a l’isola di Pario et da quel magnifico domino Anzolo Nadal governador li fo mandalo refrescamenli. Non volse acceptar, el co-menzò a minazar c mostrò voler meller in terra per dannizar T ixola, unde li redopiò li refrescamenli et li mandò una caxacha di valuta el parse che se acquietasse
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, ma poco si seuode de l’imprestido se non si fa altra provisione. Poi dii Desanzano di 4 scrive haver trovalo lì lo illustrissimo duca di Urbin capitanio generai et quello visitato et parlalo di far la mostra, pareria a Soa Excellentia non far la prima a Gologna ma farla a Molitorio vicino a Verona, I’ altra a Gedi e la sua sarà bella eie. Ha visilà la duchessa. Soe Ex-cellentie vanno per tre zorni a l’Isola
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1970
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* reverendissimo Colona, qual per esser morto ha apertola lelera et parlerà a questi oratori cesarei etc. Item, manda la lista de la remuneralion ha fato Cesare a quelli benemeriti nel regno di Napoli. La Cesarea Maestà ha donato a questi : Lo marchesato de Monte Sarchio apresso Beni-vento al signor marchese dii Vasto et l’isola di Prochita. filtrata a l’anno scudi 8000. El ducato de Ariano al signor don Forante
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