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, quali non cognoscendo ferite missier Marin di Cbioza, per il che fo bandito in perpetuo questi di Relimo e di l’isola di Candia, con taia, venendo, li sia tajà una man, però domanda potersi apresentar solo questo rector e usar di le sue raxon : et fu posta a dì 21 Zener. Ave 350, 801, 21. Iterum: 508,107, 56. Ozi mò fu presa; ave 1162, 131, 20. Da poi disnar, fo Golegio di la Signoria e Savii per dar audientia
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, 176, 179, 193, 201, 205, 218, 557. Conegliano (Conejan) (trevigiano), 42, 208, 328, 460, 527, 588. Conio, v. Konia. Constantinopoli, v. Costantinopoli. Corbole (trentino), 220. Cordignano (trevigiano), 427, 601. Corfù (Corphù) (città ed isola), 15, 40, 43, 49, 60, 64, 79, 82, 83, 86, 87, 88, 96, 98, 100, 103, 105, 108, 109, 115, 135, 141, 155, 176, 196, 218, 230, 233, 238, 240, 264, 265, 282, 292
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809 INDICE DEI NOMI DI PERSONE E DI COSE 810 na, già vescovo di Volterra e di Tivoli, vescovo di Vicenza, 103, 195. Sofl, v. Persia. Sofiani, v. Persia (di) esercito. Sol (dal) Agostino, fu scrivano all'ufficio dei Signori di notte, 206. Solier (di) monsignore, v. Seyssel. Solonich Paolo, padrone di nave, 242, Sommaripa Crusino li, fu signore dell’ isola di Paro, 482. Soplil, v. Persia
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in Franza. Si caza. Fo etiam tolto il scurtinio di cinque judici sopra la differenlia de l’isola di Andre, et lo fui nominato conira mia voglia ; e li tolti, è rimasti, noterò qui avanti. Di Roma, di l’Orator nostro, di 4. Come, 313 essendo venule letere di Franza, andò dal Papa, qual era in Castelo per questi gran caldi. El domandalo quello havia Sua Santità di novó di Franza, disse : « Haveino letere
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, qual eri zonse qui. lira vestito di veludo cremesin; acompagnato da sier Andrea Griti procurator, sier Zorzi Pixani dotor el cavalier, e allri. Et referite di quella cita di Candia et de l’isola assa’ cosse, e lo longo. Laudato dal Principe de more, e da poi disnar vene in Pregadi, perché zi assa’ zorni rimase al Luogo di procurator. Da poi disnar, fo Pregadi per far i Savii di Co-legio. Fu posto
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705 INDICE GEOGRAFICO 70C Palermo (Sicilia), 49, 72, 78, 121, 127, 131, 205, 206, 209 , 370, 397, 457, 481, 496 , 497, 584, 590, 609, 610, 613, 619, 621. Paratico (bresciano), 15. Parenzo (Istria), 34, 57, 253, 531. Parga (Albania), 353. Parigi (Paris), 128, 339, 351 353, 375, 426, 504, 518, 521, 534, 557, 604, 628, 637. Pario, v. Paro. Parma, 31, 294. Paro (Pario), isola dell’Arcipelago, 428
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507 MDXX, MAGGIO. 508 f Sier Sebastian Loredan, el XL criminal, qu. sier Zuane.....107. 86 Sicr Zuan Alvise Pasqualigo qu. sier Cosina.........75.121 Sier Zorzi Valaresso, fo Cao di XL, qu. sier Marco......77.118 Sier Zacaria Bembo, fo provedador a Bassan, qu. sier Francesco . . 59.139 Sier Antonio Contarmi, qu. sier Zen- (il, qu. sier Andrea procuralor . 99. 90 Non. Sier Lorenzo Vituri, el XL criminal, qu. sier Daniel, per esser rimasto..... A dì 13, Domenega. La malina, in Colegio si apresentò il soracomito di Salò Gabriel di Barzoni, et il soracomito fato per li reclori di Verona nominato Tliolozo Gualtier, et fo termenalo, per Colegio, darli le galie et mandar II a far le zurme, quale non voleano venir con la parte nova, el scrito a Salò et Verona che armino al modo novo. Item, fo expedito el soracomito di Napoli di Romania, Nicolò di Nassin, e datoli li danari et spazalo P arsii. Fo falo li oiììciali di le galie di Baruto, fato ar-rniraio Nadal da Cataro, corniti Pasqualin Valaresso et Saba di Cypro, et li paroni Piero Mose et Santo di Venecia............, Sydro da Venecia. Da poi disnar, fo Gran Consejo. Posto la parte presa in Pregadi a di 5 de l'instante, zercha i Consieri da basso, che i)ori possino esser electi Savii dii Consejo ; la copia di la qual parte ho notata qui avanti. El Io Marin Sañudo, mosso da conscienlia che l’officio di Savii dii Consejo è il supremo officio si dagi in questa República al governo dii Slado, et però dii 1440 a dì primo Oclubrio, fu preso li Savii dii Consejo potesseno esser electi di ogni loco e officio, e officio continuo, et questo si oserva fin questo zorno. Nè obsta la parte dii 1423,28 Agosto, in Fronesis, che voi li Consieri non possino esser electi ad alcun oficio si non a la Procuratia e Patroni a P Arsenal, perchè a quel tempo non era Consieri da basso. Poi, dii 1437, a dì 15 Decembrio, in questo Consejo, apar in Ursa, fu posto li Consieri ensiva di la bancha servisse a la Quaranlia criminal, haves-seno salario, potesseno esser electi dentro e di fuora, come chiaramente la voi, quod possint elegi ad omnia, benché dii 1438 fusse fato una termena-lion, per la Signoria, che uno era Consier da basso, tolto Savio di Tera ferma, che non si potesse provar; la qual dii 1511 lo lújala per li Avogadori di Cornuti in Quaranlia, come fata da zudexi incompetenti. Alegai il danno fa questa parte, che li primi senatori non possino esser nominali Savii dii Con-sejo, eh’ è il timon di questo Stado e vieti (olio Go-vernadori e altri ; et tanto più quanto é sta preso in Pregadi che de catero li Consieri si fazi con li bolelini, el non si possi mandar debitori se con ef-feeto non sanino debitori; la qual parte si ha a ine-ter a questo Consejo. Però sarano li primi di la terra ; e servido di sora, non volemo i possi esser nominali Savii dii Consejo? mala opinion! privemo i primarii senatori, sì perchè di Procuratori che ha cresudo il numero non poi esser sì non 3, uno per Procuratia, sì perchè i Savii dii Consejo si caza con ì Savii di Terra ferma per la parie nuova, cossa mai più fata. Adesso ino’ che li Consieri da basso non possino esser prìvadi è mala deliberalion, perchè, melando li primarii senatori al governo dii Stado, fune el Slado è ben governado; con altre parole, persuadendo il Consejo a non voler la parte, maxime che i non possi esser nominali Savii dii Consejo, ma ben in altri officii, come dii 1519, a dì ... Avosto, in questo Consejo fu termenato; laudando la parte di le conlumatìe fu presa, azìò tulli partecipi di honori di questo excelenlissimo Stado. Fui aldito con atentissima audientia da tutti, che niun spudoe; pur feci lezer le leze; tamen il Consejo voi lutti liabi contumatia, nè si cura di altro, e questo sapeva avanti montasse in renga, tamen vulsi descargar la consciencia mia. Andò in renga per contradirmi un certo sier Francesco Morexini qu. sier Piero, dito Sguatarin Barbasso, qual non fo inteso, ni aldito per non aver voxe, ni saper quello el se dicesse. Andò la parte: 14 non sincere, 504 di no, 961 di si ; el fu presa. Fu poi, per lì Consieri, una altra parte presa in ditto Consejo di Pregadi a dì 10 di questo, vide! ice t che, havendo rechieslo l’orator di Pago, die alenlo quella comunità donasse l’inlrada di quella ixola a la Signoria noslra, e il rector, zoè Conte vi va ha solum ducali 9 lieti al mexe, rechiede li sia dà augumento alento ditte intrude è augumen-tade ; pertanto sia preso che il Conte prò tempore sarà eleclo, habi in tutto ducali 16 al mexe lieti, come ha il conte di Arbe, et sii eleclo per 4 man di eletion, che prima si feva per do man. Ave 1017 di si, 269 di no, 23 non sincere. In questa malina, in Colegio, fu preso che a domino Gabriel di Marlinengo, va in Pisola di Cipro come è slà preso in Pregadi, che ’1 diio fazi eletion de 20 homeni di capo che siano valorosi da menar con lui con ducali 10 al mexe a page 8 a Panno. Iteni, 10 capi di schìopetieri con ducati 5 a page 8,
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uno homo liavia una testa grandissima dentro con una spada a lai mollo larga ; è cosa di più di 3000 anni, et dita sepultura con altre piere messe in opera. Ha mandato tre tributi a so tempo al Signor turco per li ducati 500 se li dà a l’anno per la pension dii Zante. Quel loco è molto liabitato. Sono in lutto anime 22 milia, in la terra poche, ma nel borgo assae. Sono 52 ville, è una bona isola
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. . . .....seri te a la Signoria nostra, date a dì 26 Zugno, fiore do di note in lihodi. Avisa come l’armata turchesca, numero 250 vele, sorse a Rodi quella matina a l’alba, et altre 50 velie si vedeano venir, et immediate dismontorono turchi su l’isola e (ulta messono a foco e liama, tamen, che il campo da terra non era ancor zonto. E scrive il Gran Maestro spazar questi do, a posta, ferieri, et liavea
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301 MDXXIt, LUGLIO. 362 nulo a bore 19 lelere per uno briganlin spazato a posta da Syo, come l’armala dii Turco era in ordine per ussir a di 15 dii mese presente, e zà era zonle lì a Syo 10 galie e fusle 9 eapitanio un Suliman reys, qunl vene per levar tulli li corsari sono in quelle parte, zoè Suurisan et altri, perdonandoli di lutto quello haveano fatto, e che tutti si debbano redui' con le sue fuste in 1* armada ; la qual quanto per il vulgo, si diceva per Rodi. Scrive mo’ aver visto per do man di letcre, l’una di missier Dimilri Rali, che dize proprio in questo modo. Ne era in ordine per mandar cori di bufali zerche 60, et 100 cori di boi, poi Ira altri cordovani, tra pizoli e grandi, fino al numero di 250, li quali el merchadanle che li ha si atrova ancora in Turchia, pur a judizio suo è per mandarli a uno sier Marco Gisi merchadanle che sta a Rodi, over pur a uno Paleologo si atrova in Cypro. Quanto se intenderà di questo, aviserò etc. Pur si dize, per el ditto dii vulgo ut supra, per Rodi. Ilo visto una altra lelera dii duca di Nixia. Acusa aver lelere da Syo, e quelli di Syo letere da Rodi di 3 di l’instante; come, secondo el solito, soleva far certi fuogi in terra ferma da certi spioni legni-vano continuamente; dove andò la fusta secondo usanza per veder, tra li quali ne fo uno nominato Antonio, homo pratichissimo in Turchia simelmente ne le cosse di Rodi Dove andato, trovò pur assai turchi merchadanti, e fo richiesto ditto Antonio che ’I dovesse dismontar in terra lui, dovesse montar dui turchi su la fusta. Et cussi veneno, e lui smontò in terra. Qual subilo fu preso, e comenzono atorno la fusta, la qual se retirò e uno di ditti turchi si butò in mar e scapolò, l’altro fo menato a Rodi. Dove 229 ‘ confessò come dilla armada era destina per Rhodi; ma la zenle non era zonla al Flisco da persone 25 milia, si iudica di certo sia per dila ixola; et per quanto si dize, ha cavalchato la persona del Signor per vegnir a tal impresa. Missier domine Dio provedi, che non havendo socorso, forte se dubita, benché se dize che in la moslra fala a Rhodi s’hanno trovado persone da fati l i milia; ma non si dà fede, non ostante sono stà releriuti alcuni navilii nostri; e che stanno con bon animo e ben disposti e ben in ordine di artellaria, munizion e vituarie; ma se non bara socorso se dubita che si Rodi se perde, quod Deus avertat: non so quello sarà di nui. È zonlo sul tardi qui il clarissimo Provedador di l’armada missier Aguslin da Mula; quello se delibererà non mancherò di avisar. Serive, per letere à aule esso Provedador di la Cania per uno gripo, manclia di Yenecia zorni 20, é letere in missier Francesco Bon di missier Nicolò, di so fio, che la Signoria zà havia fato Zeneral il clarissimo missier Domenego Trivi-xan a termina di armar altre galle 20. Tamen di questo qui non è altri avlsi, essendo tanti garbugii di slà maledetta armada che per lutto se rasona. Nui de qui in non mediocre dolor si atrovamo, elio in vero non so quello diebo far. Copta di una letera scrita da Nixia per il magnifico duca di l’Areipielago a sier Zuan Alvise Pixani suo cugnado, sotto a dì (ì Zugno 1522. Non resteremo dar aviso a la magnificentia vostra quanto havemo da novo a la tornata dii brigati -tin mandato a Syo, essendo qui vostra magnificentia, notificandoli come le letere havemo habudo di missier Bortolo Zustignan non volse scriver precixe le nove dubitando de li inconvenienti, solo a boclia se messe il patron de referirme come infalanter erano in ordine per ussir a li Castelli vele numero 250 tra picele e grande, et el Signor turco steva per cavalchar con lo exercito in Natalia, el vulgo é per Rodi, et era zonlo a Syo velie 17, che aspelava l’armata. Altro non disse da Syo. Prteterea, questa malina è rilornà da Rodi lo nostro gripo patron Nicolò Roball, quali dize come a Flisco zonse lo e-xercito dii Signor lurclio; la quantità non sa, e fu mandato da Rodi una fusta in terra ferma per certi segnali consueti, e suso la fusta era uno Antonio Giaxi homo pralicho adoperato per Turchia. Et dilla fusla zonla che fu 11, ove era 11 segnali, trovò alcuni turchi merchadanti con altri turchi, et rechiedeleno che Anlonio dovesse ussir de la fusla per parlar con loro. Et cussi feze, el li turchi fexeno intrar in la fusla doi de 11 soi turchi, et de presente che Anlonio ussite, li turchi comenzono a sagitar la fusla, in modo che preseno Anlonio, et li dui turchi che erano in fusla l’uno se gllò in mare, l’altro fo retenulo e comluto a Rodi e confessà come de certo l’armala va a Rodi. Et questi de Rodi hanno auto gran dispiacer del perder de Anlonio, perché confesserà ogni cossa de Rodi, per esser pralicho et adoperato in tulle le cosse de Rodi. Dio aiuti li Cristiani, el a nui che senio sui vixini. Copia di una altra letera scrita al prefato sier Zuan Alvise Pixani per missier Jacomo Crispo da Nixia, sotto 8 Zugno. De quanto havemo da novo, far parlizipe la ma-gnificenlm vostra, come havendo lo signor Dueha
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COI kIDXXlII, FEBBRAJO. G02 è data a Galipoli directive al Viceré di Napoli, dala a di.....per la qual lo avisa el Gran Maestro di Rbodi a di 20 Dezetnbrio, vedendo non potersi più lenir per non haver homini a la difesa, havia capitolato di dar la lerra al Turcbo, salvo lo haver e le persone, le qual volendo parlirse, in lermine di zor-ni 10 fosseno parlide, portando via quello voleno, e fato il patto che turchi si lonlanasseno da la terra per mia quattro, et l’armala si partisse, andasse al Fischio. El havea dalo per obstasi al Turcho 25 ferieri et 25 di primi di Rbodi, et erano intrati in Rbodi 25 capitani turchi, sì per la guardia di Rbodi, zoè di le scorte, come per altro. Concludendo, che se pur havesseno hauto 1000 homini di soccorso, si banano prevalso. Hor dito Gabriel partì, et a dì 22 368* zonse a Lango e trovò quello etiam aversi dalo al Turcho, unde et cussi si parli e venne a la distesa al Zanle, dove arivò a di 6 Zener, poi partile per Puia, zonse a Galipoli e avisò la nova al Viceré di Napoli, et che ’I tendeva a Messina, per avisar il soccorso non vadi. Ancora fo lettere dii ditto Gabriel da Mar-tinengo, zonte questa sera, date al Zante a dì 6 Zener, sor ite a sier Andrea Gritti procurator. Avisa in conformità (ulto come ho scritto di sopra. Da- Corphù, di sier Andrea Marzello baylo e Capitanio et Consieri, di 13 Zener. Scrivano come el dillo Gabriel da Marlinengo in uno briganti!) era zonlo a cao di l’ixola et andaria in Puia, havia dato F aviso che Rbodi ha capitolà, ut supra. Et questo fo a dì 9 Zener. Di Candia, dii Capitanio zeneral nostro, di 9 Dezembrio, vechie. Come havea aviso in Rhodi havea pioveslo grossamente, sichè non hariano più bisogno di aqua, et che aspectavano di hora in bora zonzi il soccorso eie., benché do nave andavano a Rhodi per soccorso, haveano patido fortuna. A dì 2, Luni, fo il zorno di la Nostra Dona. Il Doxe, vestito con manto di raso cremexin et bavaro di armelini, vene in chiexia a messa con li oratori Franza, Ferrara et Mantoa, nè altri vi fu. Etiam lo episcopo di Fellre, venuto qui come ora-tor over Legato non vene, perchè aspetta dal Papa aver autorità eie. Fo solum do Procuratori, sier Zorzi Corner el cavalier et sier Andrea Grilli di (anli Procuratori sono. Non vi fu alcun di nuovi Procuratori. Nota: sier Vilor Grimani, rimase procu-ralor, non è inirato ancora in Pregadi, né in Consiglio di X : ha dalo solum ducali 4000 et vien solecitato a dar il resto, et cussi va dagando. Da poi disnar, fo Collegio di Savii, per consul- tar di trovar danari per l’arsenal, far galìe eie. Chi voria meler decime chi altro; ancora che quelli di Collegio lien questo anno che vien il Turcho non farà altro, e l’armala sua aiuterà in Slrelo a disarmar. In questa matina, poi acompagnato il Doxe a palazo, vene zoso sier Alvise da Canal elelo Capila-nio al Golfo vestito di scarlalo, acompagnato da molli di quelli acompagnono la Signoria, e altri soi parenti, et andò a meler bancho a l’Armamenlo. Et nota : Non era trombeta di balaia, perchè le galìe è fuora lutle, li ha tolti con loro. Etiam messe bancho sier Vicenzo Pixani qu. si^r Nicolò, Soracoinito eleclo per il Mazor Consejo. Etacadeleche al diloSoracomilo, volendo mudar il banchal, mandò da sier Alvise Pixani procurator a tuorne uno, et volendo cambiar con quello era di sier Silvestro suo fiadello con arme Pixani e Coniarmi, ditto banchal dii Pixani procurator smarile, sichè più non si trovoe. Copia di una lettera di domino Cabriel 369 da Martinengo, scrita a sier Daniel Benicr. Clarissimo signor el patron mio. Per una mia li scrissi la causa mi havea mosso de andar a Rhodi; hora con grandissimo cordoglio la avisarò, che a 20 di D zembrio, il reverendissimo Gran Maestro con suo sacro consilio et il populo di Rodi prese apontamenlo di restituir la terra al Signor turcho, salvi de lor persone e robe con pur assai promission se li mantenirann'o. Et Vostra Signoria sia certa, che Rhodi è stato cosi ben defensa-to come terra mai fosse combaluta, in modo, et quando fu fato lo aponlamento, era già più di un mexe che li turchi leniva una gran parie di la lerra, et saria un longo scrivere, et scriver ne li termini si trovava ; ma se per tutto Septembrio, el anche per lutto Oclubrio fusse venuto pur 1000 homini de soccorso, mai Rhodi si perdea. Ma sia con Dio. La povera Religion è stala abandonala non solum da lutti principi christiani, ma da li soi proprii. Ben dirò certo a Vostra Signoria, li turchi non sono quelli homini di guerra sono stimati. A li 20 fo falò lo aponlamento, et a la sera a meza hora di note fu mandà li hostagi a lo exercito lurchescho, che fu el prior de San Gilio, et el prior de Novara con 25 cavalieri, et 25 di primi di la lerra, et i capitoli già era portali dentro di la terra. Lo exercito se dovea retrar quattro miglia, et l’armala dovea andar al Fischio. Io, visto questo, andai dal reverendissimo monsignor Gran Maistro, et li dissi, non havendo
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Domini, 129. » » della Carità, 129, 193. » » della Pietà, v. s. Maria. » » di s. Alvise, 182, 572. Venezia, chiesa di s. Angelo, 451. » » di s. Basso, 631. » » di s. Bartolomeo, 194. » » di s. Domenico, 424. » » di s. Cassiano, 194, 258, 322, 342. » » di s. Elena (Santa Lena) in isola, 108. » » di s. Eustacchio (Stai), 194, 373. » » di s. Geminiano (Zuminian), 225. » » di s. Giacomo di Rialto, 193, 194
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suo quinto collega, una parte lecla per Domenego Vendramin loro nodaro, qual non è di Pregadi: cum sit che in l’isola di Candia sicargano su diversi navilii vini, formagi e altro, et veneno in Golpho, e tamen non capitano in questa citìi ma vano a Segna, Fiume e altrove, però sia preso che niun possi cargar sopra dila insula di Candia malvasie, vini, formagi, carne salade, nè roba alcuna per Golfo
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in Ungheria, 538. Bosco vecchio (del) rotte (Polesine), 137. Bosnia (Bossina), 190, 259, 297, 298, 311, 312, 313, 485, 500, 503, 538, 564, 568, 641, 675. Botestagno (Butistanes) (Ampezzo), 160, 181, 221. Bottenigo, (estuario di Venezia), 213. Boulogne (Bologna) (Francia), 377, 405, 468, 534, 557, 632, 639. Bourges (Burges) (Francia), 116. Bozzolo (mantovano), 173, 429. Brabante, 522. Brazza (la), isola
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gran trar de artelarié in li canali d’Ingaltera; judicavano fusse la Cesarea Majestà che fosse zonla a l’ixola eie. Item, in letere di 27, come era venuto uno d’Ingaltera, avisa a dì 26 zonse la Cesarea Majestà con l’armata a la isola, videlicet a Cao Doble, et era smontato con bon numero di zenle e venuto per lerra a Conturbar'!, dove era il Re per passar; sichè si parleranno insieme. Scrive
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di Fiandra fo letere, di 16 Dezembrio. Dii suo zon-zer a l’isola, videlicet a dì 13, in Anlona. Scrive il suo navegar, et altre particularità, ut in litteris. Da poi disnar, fo Colegio di Savii per aldir li X Savii zercha l’estimo di Padoa, intervenendo li ve-netiani. Di Pranza, fo letere di sier Antonio Jnsti-nian dotor, cavalier, da Cognaco, di 5 di qite- . sto; et di Spagna, di sier Francesco Corner
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400 homeni ; el nepote, era per l’isola, è desobedienle. Hanno 22 fusle, 4 galie et una galeazza con bon numero di turchi ; et lo illustrissimo Zeneral, si aferma, rizercha più presto averla d’acordo che per forza. Et che la Maieslà Cesarea li commise non si perdi un homo, per voler la zente in Italia se porli drieto el Ciecho di Tripoli per veder di tratar acordo. Questo illustrissimo Viceré
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, più non si parla; tamen si aspela l’ordine darà il Roi. Scrive, di lì non sì fa motion di arme, sì atcnde a cumular danari. Scrive, manderà per un’ altra letera li capitoli di la liga, qual li averà dal reverendissimo Legalo Campezo, qual sempre ha fato bon ofìeio per la Signoria nostra e mai è sta ringratiato con una sola letera. Scrive, le galie nostre, a dì 19 parlino di l’isola, et con vento forzevole
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41 MDXIX, MARZO. 42 gnor (ureo ha manda a Conslantinopoli e altrove li principali dii Cayro richi mercadanli, (ideo el Cayro vicn disabitato, e le caxe va ruinando per esser facle di crea con calzina suso, che ogni pocho non le ricolmando cazeno. Poi volse le sede veniva di la Persia e Aziminia non vengi più in la Soria ; perchè ’I voi prendino la via di Conslantinopoli, e tutto fa per tuor l’inlrade a la Soria e lenir quel dominio basso: sicliè il dominio di schiavi è al tutto rumato, che era tanto extesissimo et richissimo. Nè altro di cosse lurchesche disse, che poteva dir molte cosse, maxime zerca la paxe fata ; ma ben disse non è da fidarsi di esso Signor turco, perché non manlìen fede, e si dice publice ha amazalo il padre, fradeli e nepoti, è homo crudelissimo. Et poi disse come, partido da Damiata, lui vene in Cypro a proveder dii tributo, e il collega andò con l’armala dii Signor turco a Conslantinopoli. Et andato a Nichosia dal qu. suo compare domino Fanti» Micbiel locolenenle et Consieri, li fo promesso darli ducali 10 milia, che havendoli dati a conto di sarai! corniti per la valuta si haria avanza assai. Unde vene a Famagosla; per il che dito Locotenente li mudò i dadi, dicendo il mandar di danari non è sicuro, e lui sier Bartolamio disse resleria lì, et si mandasse per la sua galia ; non volseno et avè torlo. In questo interim, el Signor era a Damasco, el mulo l’bordine di danari el voleva ; mandò uno schiavo a dir a questo conto se li mandasse biave, orzi e zuchari e non danari, unde conveneno far cargar certe nave utpatet, e convene lui medemosier Bortolamio andarán quelle a Tripoli, unde el del'terdar li voleva per manco precio di quello le valeva in Cypri, nè voleva pagar noli, e sopra questo fu gran contrasto, pur ha dato .....che fono contenti tuor le biave per 29 deremi over aspri, et orzi a 17, et cussi ge li fe’ consignar; al che durò non pocha faticha, perchè havia a far con chi è ben noto a tutti. E scrisse in Cipro li mandasse uno altro cargo di biave; non lo volseno mandar, era morto sier Fanlin Micbiel, che saria sta avantazo di la Signoria ; sichè consignó in tulio, tra 21 danari dati al Cayro, biave, orzi, zucharo etc., resto di tributi vechii, per ducali.... Ritornò in Cipro, dove ricevete lelere dii Senato che li comandava restasse Provedador zeneral di quel regno, facendo l’oficio dii vicelocotenenle perché era morto domino Fanlin Michiel. El cussi come ubidientissimo in-Iroe a quel governo a di 14 Aprii, dove trovò gran confusion e disordeni in quella camera. El era sier Sebastian Badoer consier fatosi vicelocotenenle, et lui sier Bortolamio li fe’ intender non poteva las- sarlo per parte presa in questo excelentissimo Con-sejo, imo li disse che ’1 tornasse Consier; e il Camerlengo, era vice consier, tornasse Camerlengo. Sopra questo fo assa’ parole, nè mai dito Badoer si voi» aquietar, imo non veniva dove l’era e feva corte separada con sier Francesco da Molili camerlengo zovene. E perchè in la sua comission è che insieme con quel rezimento dovesse governar etc. di qua vene le cosse di la camera andò mal. Poi laudò sier Alvise Bencdeto l’altro camerlengo, dicendo in quella camera prima non si salda ; i libri sempre si tien averli e si poi far parlide a dì dito; non si scrive con scontri; li danari è mal ministradi; è assa’ disordini, e debitori in camera per l’amontar di ducati 100 milia non si atende a scuoderli. Quella camera, li dacii si atBtano .. . , ha de inlrada da ducati 85 in 90 milia, la spesa meleno a l'incontro, che non è vera perchè la non core se non con danno di la Signoria, e chi governasse ben quelle inlrade, la Signoria olirà le spexe traria molto più di quello la traze. Si afita li dacij a contadi ducati 40 milia, fermenti, orzi il resto. Prima il dazio dii sai non si afila ducali 200 a l’anno, che i reali afitava 2000, e chi voi va a le Saline a tuor sai e più ne vendono ; poi li terreni di la vai è sta aliveladi per diversi retori a danno di la Signoria, e tal li fo alivelà triste terre ha tolto bone; poi per non esser fato il pratico dii 1503, che lo fe’ sier Nicolò da Pexaro fo consier, de lì in qua siegue gran danno, è necessario farlo; poi li parchi ch’é l’inlrada di l’ixola, non é ben governa quelle cosse, et soleva esser asolti li impotenti, ha trova è sta assolti li richi eie. et non con utile di la Signoria, ta-men lui mai ha voluto aso!ver alcun, licei quelli 21 * et citadini lo pregasse fenzendo erano sta feriti, et per dimostrar esser vero si ligavano con peze, ta-men mai ha voluto francar alcun. Poi sono li fioli di slratioti galdeno in l’ixola (eretti boni et la Signoria non ha alcuna utilità di loro; però ha fatto uno hordine insieme con sier Vicenzo Capello capitano, che siano ubligati lenir cavali eie. Item, li lur-copoli che sono quelli.... poleno esser da numero 300 .questi soleva aver boni cavali ; ma li erano tolti da quelli citadini et loro non poleano trovar di altri, e restavano come poleano a cavallo. Ha fatto etiam una termination non se li possi tuor i soi cavalli si non davanti il rezimento. Item, li francho-mali, che pono esser da numero 15844 questi.... Item, li parchi sono numero grande, non si sa, e ha trovà di questi esser slà franchati per Antonio Corona, era canzelier de lì, da numero 811 per do e tre ducati l’uno con gran danno di la Signoria ; e ne
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Title
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Page 70
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Date
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1969
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Text
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, et uno reirato dii signor Dolfin. Item, persuaso il Re a lo abochamento con la Chrislianissima Majestà, qual si lien certo sarà; et, come si dice certissimo, la Cesarea Majestà nel suo retorno di Spagna farà aboca-mento sopra l’isola con questo re d’Ingaltera, il qual monstra voler tender e mantenir la pace e pa-rentà falò con la Christianissima Maieslà. Scrive, che avendo fato principiar certe forteze
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