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e ditata per mi, di far, per scurtinio, nel rna-zor conseio, provedador a la Zefalonia, per anni do, oon ducati 500 d’ oro a l’anno netti, di l’inlra-da di l’isola, e habbi ducati 200 di qui, non habi contumatia, et habi la commission à il provedador dii Zante e li ofìciali. Item, se stridi di farlo nel ma-zor conseio, et sic in futurum. Item, per la morte di sier Zuan Venier, era castelan
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, 638, 639, 661, 662, 681, 703, 708, 721, 737, 742, 743, 748, 788, 801, 818, 821, 824, 853, _875. Spalato (isola presso) v. Salona. Spenazola v. Spinazzola. Speza (la) v. Spezia. Spezia, 278. Spezzie (le) (Napoli di Romania), 250. Spinalunga (SpinaÌonga), 157. Spinazzola (Spinazola), 335, 389, 526, 529. Spitza, 499. Spiza v. Spitza. Spoleto, 733. Spoliti v. Spoleto. Squilacio, Squilazi v. Squillace
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a Napoli di Romania ; et vien qui per redursi a la lede di Christo, e voria qualche condition. Portò letere di ciò dii rezimerito di Corfù, in soa recomandalion. El principe li usò bone parole, laudando il ritornar a la fede. Dii capetanio zeneral da mar, date in galla, a Santa Maura, a dì .9 dezembrio. Come a dì 30 scrisse, qual non si à ’uto. Lauda molto F isola di Santa Maura, qual è la guarda
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47 MCCCCCI, GIUGNO. 48 curalor, sier Marco Sañudo, e sier Polo Pixani, el Cavalier, et fo butado le tessere. Tochò al Michiel a menarli in gran conseio. A dì 8 ditto. Vene letere disiderate di 23 mazo, di sier Mariti da Molin, capetanio di 5 galie di Barato. Come a di 5 aprii partì da le saline di Cypri ; et liavea colli 3200 in tuto ; el cargo de una galia e meza. E per non aver pan andono in Sithia, su l’i-sola di Candia, dove soprazonse el capetanio zeneral con 8galie; e iñsieme andono in Candia a fornirse di pan, dove steteno 3 zorni. El zeneral andò a Re-tliimo et la Cania a solicitar l’armar di quelle galie, e comandò al capetanio di Baruto andasse al Zon-chio, che li seria driedo con 1’ armata. Et cussi dite galie di Baruto parlino di Candia, e a dì 19 mazo fono a Cavo Malio, per tempi contrarij. E per una griparia di ponente sapeno, 10 fuste turche esser al Zonchio, e per questo ditte galie si strenzeno al Prodo, dove inteseno, che X milia turchi erano a 1’ asedio dii Zonchio; et che 3 galie sotil nostre, che erano in varda dii Zonchio, visto venir le 16 fuste, li so-pracomili, videlicet Pisani, Falier e Basadona, visto esser presi, montono in copano, lassando le so galie in man de turchi, et con sier Marco Loredan, era provedador nel castel dii Zonchio, havendo tolto quello turchi, veneno al Prodo, e montono su dite galie di Baruto, et etiam Bortolo Bontempo, secretario di dito provedador. Et cussi, a dì 20 mazo, turchi prese el borgo dii Zonchio ; e la rocha si te-niva. Le galie di Baruto si partì dal Prodo, e non vol-seno aspetar el zeneral, e vene a Corfù ; et el ca-stelo dii Zonchio, che sperava soccorso da ditte galie, visto quelle far velia, si rendeteno a’ turchi e consignoli el castello, salvo l’aver e le persone. Et 6 bore da poi soprazonse el zeneral con 12 galie, e inlrò in porlo dii Zonchio, dove alevò il provedador Loredan e Simon di Greci, castelan, con 200 provisionati e galioti con 1’ artilarie dii caslelo, consígnate al zeneral per Camalli, che vene di Modon lì al Zonchio per terra, in execution di pati. Et par, che ’1 zeneral di questo havesse gran dispiacer ; e fè meter in ferri Simon di Greci, castelan ; et, venuto con 1’ armata a Corfù, consignó sier Marco Loredan al baylo, imponendo che ogni dì el se apresentasse al baylo ; e scrisse al conseio di X, che, hessendo el provedador posto per quel conseio, aparteniva a quello a procieder conira di lui. Da Corfù, di sier Piero Lion, baylo e capetanio, vidi letere di 26 mazo, dii tenor infrascripto. Credo sapete, come tristamente è perduto el castclo del Zonchio, aquislato con grande ventu- ra; tamen mal guardalo et mostrato far poclia stima de tanto loco et in tal sito. Et Carnali, con fu- 21 ste 14 et galiote 5, con hosle per terra, l’à ’uto in meno di hore 10; preso 3 galie; occiso quelli son venuti davanti ; preso una caravela con biscoti, for-majo e vini, venia da la Cania, e altri gripi di quel loco. Quelli se trovava nel borgo, el forzo è sii tagliati ; queli erano in la rocha come putane si deteno a pati, salvo l’aver e le persone ; e gli è stato ben observato, perchè, zonto el zeneral uno zorno da poi, hessendo andato Carnali con la preda a Modon, e tornato al Zonchio per terra, à dato tuti li ho-meni di la rocha al zeneral, come li fu promesso. E la scusa de quelli del Zonchio, che si teniva, è questa : che, hessendo le galie di Baruto sorte al Pruodo, immediate che le galie inteseno, che turchi, per terra e per mar, esser a torno el Zonchio, senza amor a la patria si levono, et andono a la volta de mar, come se fosseno perseguitati. Solo sier Bortolo Dandolo, galia a rata, andava a la volta del Zonchio ; veduto che nullo di le conserve el seguiva, tornò a la volta di le conserve. De che, visto quelli del Zonchio non haversocorso, disseno: Che vogliamo far? Non aspetiamo più soccorso ; et per questo se deteno a pati, come è dito. Tamen a presso me non è scusa conveniente ; perchè almeno non s’avesseno per suo honor potuto defender e mantegnir do zorni ; perchè in quel mezo seria zonto el zeneral, come el fe-ze; ma.la nostra mala fortuna voi cussi in questa guerra, et vedo le cosse nostre andar non bene, et basta. Qui al presente sono el generai con 14 galie, tre mal in ponlo, fra le qual è homeni 280, non più, che seria mejo andasseno a casa in Schiavonia ; e n’ è galie tre di le vechie ; e si aspetano la galia di sier Francesco di Prioli, da Venetia za 50 dì partita, con ducati 7000 e non par; el capetanio dii colfo è disarmato ; per via di Puja non par alguna galia. Qui armemo do galie, saranno presto in conzo ; tre galie è mandate al Zante, sono do candiote ; a questo modo vedete, come è squarzata questa povera ar-mada. Avisandovi, si dice che Erichi doveva ussar con velie 30 a presso quelle de Carnali. El zeneral presto va al Zante e de lì non so che via el-torà. Affermo che l’è homo de gran corazo ; son pochi s’a-vesse messo a intrar dentro del porto Zonchio con 7 galie, come à fato lui. A dì 9, mercore, la vigilia dii Corpus Domini. Zonse le 5 galie di Baruto, capetanio sier Marin da Molin, sora porto/per le qual è confirmato el perder dii Zonchio. Tuta la terra reputò esser cativis-sima nova ; alento, che, manlegnando el Zonchio, si
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, Nogara, Isola di la Scala, Soave, Villa Franca, la Gerla, Roncharaldo etc. Noto, l’ultimo conseio di X fo preso, di reteñir sier Hironimo Baio, fo conte a Spalato, per sodomia, qual era qui, et fo, volendo expedirlo, fo leto il processo etc. ; qual si apresentò. Butà il coleio, tocha sier Anzolo Trivixan, consier, sier Francesco Foscari, avogador, sier Antonio Loredan, cao di X, et sier Francesco
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di note, fo a dì 8, a hore 7 di note, la nave Maliplera, primo Alvise di Zuanne, su la qual era lui sier Nicolò da Pexaro, consier, havendo • la sera scoperto l’isola, con vento prospero e bonaza di mar, per imperitia di quelli la guidavano, dolorosa e tristamente se rupe ne le parte di Pendagli», lontana di terra uno quarto di mio, in passa 4 di aqua, la qua! subito andò in do pezi, hessendo naufragate
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mandar sehirazi fuora da Constantinopoli a tuor formenti, per non andar seguri, dicendo, sempre che hanno guerra con venitiani moreno di fame ; e che per questo i havea-no preparato 20 fuste da mandar a compagnar al- 348 cuni schirazo, per andar per formenti. Et che uno barzoto portogalese se ha roto a l’isola del Psara, el qual era benissimo in ordine di artilarie e di ho-meni, e andava a’ danni
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, dicendo quella comunità averli mandà qui. Poi si dolse dii capetanio dii colfo, havia fato danni a una caxa a Malitha, una isola, e poi in Ragusi tolto azali di una caxa etc. Presentò la letera di credenza; et rimesso a li savij ad expedirlo. Et sier Alvixe da Molin, cao di X, qual havia fato lezer certe cosse, mandati tutti fuora, usò alcune parole, dicendo era di proveder e consultar dar più ampia
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1031 INDICE DEI NOMI 1032 Pesaro (da) Andrea fu -Bartolomeo fu Luca, sopraco-mito-di una galera armata per il papa, 45, 263. » (da) Antonio fu Francesco, sopracomito di una galera armata per il papa, poi capitano dell’isola di Santa Maura, 45, 256, 263, 340, 439, 460. » (da) Antonio (fu Leonardo), abitante aTrani, 390, . 423,491. » , (da) Benedetto, per errore Bartolomeo, capitano generale
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fu Marco, 127. » Luca fu Pietro, provveditore al sale, e quindi avogadore di Comune, 8, 128, 304, 330,365, 748. » Marco fu Andrea, già quaranta civile, 269. » Nicolò, già capitano dell’ isola di Corfù, poi vice sopracomito, 585, 608. » Nicolò fu Francesco, già podestà a Budua, 269. Menandro, della famiglia del cardinale Zen (?), 79. Mendoza (di) don Diego, capitano spagnolo, 526, 530, 823. Mengoso don
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; et uno ai X savij, sier Piero Larnbardo, fo di pregadi. Dii capetanio generai. Come Camalli, con 60 velie, à ’uto una isola a presso Piombili. Item, il zeneral intrò in collo di Curon e tolse più di 2000 anime di christiani, tutti quasi marangoni e persone utile ; voi meterle ad habilar a la Zefalonia. Item, galie tre nostre combatè una «ave di zenoesi. e fon drola con el basilisco, e fece gran butin. In pregadi
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. Rivolta (d’Adda) (cremonese), 49, 51, 167, 216, 247, 249, 251, 276, 328. Roado, v. Rovato. Roccacentrada, Rocha la centrata, v. Recanati. Roccaimperiale (Calabria), 117. Rodi (Rhodo) (Capitanata), 348, 368, 370. » isola nell’arcipelago, 175, 292, 329. Roma, 13, 14, 16, 18, 45, 55, 56, 57, 59, 61, 68, 69, 72, 74, 81, 91, 104, 106, 121, 128, 130, 131, 134, 135, 136,165, 170, 175, 183, 181, 185,
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di Prioli, capetanio di legalie di Fiandra, vien in qua, vengi di fuora via di l’isola di Cicilia, per caxon di armade sarà lì etc., et, hessendo zonto a Palermo, ritorni indrio. Contradixe sier Domenego di Prioli, el 40. Rispose sier Andrea Loredan ; e fo presa de una balola. Et la malina in coleio Jo la suspisi e revochai. A dì XV octubrio. In coleio. Fo spazà alcuni capitoli di F orator di la Cania
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, 872. Sazil v. Sacile. Scala v. Isola della Scala. Scandia (?), 161. Scardona, 570, 681, 808. Scarica l’Asino, 707. Scarpanto, 52. Schiavenoglia, 277. Schiavonia (Sclavonia), 48, 166, 880. Schiavonia (ponte di) (Cesena), 504. Schiofussen v. Sciaffusa. Schiva Noia v. Schiavenoglia. Sciaffusa, 835. Scio, città ed isola, 22, 38, 40, 88, 99, 105, 111, 157, 161, 162, 207, 208, 242, 243, 258, 309, 322, 390
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895 INDICE GEOGRAFICO 89G Bressanone, 245, 334, 461, 596. Brestola (Brestolla), 33. Bresvich v. Brunswick. Bretagna, 73, 76, 103, 288, 331, 478, 817. Brexa v. Brescia. Brindisi, città, scoglio ed isola, 214, 236, 341, 350, 304, 368, 390, 391, 453, 478, 504, 511, 512, 521, 536, 542, 549, 551, 552, 561, 566, 575, 588, 594, 601, 604, 617, 624, 627, 628, 629, 639, 750, 770, 771, 772, 776, 778, 780
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beg, e nunzio di questi a Sebastiano Contarini, provveditore dì Cattaro, 797, 798. Ismaele, profeta, v. Schah-Ismael Sofì. Isola della Scala (Schala) (contestabile ad), 494. — suoi caporali, 494. Isualies Pietro, vescovo di Reggio di Calabria, cardinale del titolo di San Ciriaco in Thermis, legato del papa in Ungheria, 42, 284, 348, 373, 415, 426, 444, 471, 484, 520, 556, 557, 564, 674, 689, 690
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793 MCCCCCIII, SIARZO. 794 Signoria nostra, prima, et luta Italia, isola di Cicilia, Syo etc., per anni 7 ; e se in questo mezo il (ureho muor, non se intendi più la pace, con molti capitoli, ut in eis ; et nomina li dominij dii re di Hon-garia, et Ragusi, come terra sua. Di Alemagna, di sier Alvise Mocmigo, ora-tor, date in Anversa, quatro letere, videlicet la prima di X fevrer. Come l’orator
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, il quale, a dì 22 zugno, vene a la Calibia a presso al colfo di Tunis, e non dete nova de si; stete più occulto posè, tamen fu fato di esso noticia al re di Tunis ; e trovándose uno christiano captivo al lezcr ditta letera, ne fece noticia a li mercadanti, e subito se parli la nave che era in colfo, grossa di bote 1200. Poi dita armata lurchescha, a dì X dii presente, fo a l’isola de Chianose, a presso Piombino
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nui il processo e aldila la relation di sier Bernardin Lore-dan, fo synico, clic ’1 dito non vengi, et, por autorità dìi pregadi, sia asolto di tal commission: 1, 14 di no, 102 di la parie. Fu posto, por nui, scriver in Cypri, vadi li consieri a far il pratieho, videlicet uno la i/s di l’isola; e, tornato, vadi l’altro; e cussi, collimo havova ducati uno al zorno por spoxo, cussi habi ducati
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capetanio, ma iti ritene, dicendo, a loco e tempo diria. Item, è gran penuria di biave e di lasciti, non fo mesurada, andò un camerlengo, manchava il catasticho; pur lo trovò eie. Fo laudato de more dal principe, ma referite pocho. Disse di I’ armar le galie, ma al disarmar tochano pochissimo; et si fossetto pagati, si armeria da XX galie su quella isola. Da Ravena, di 7, hore 4. 11 ducha Valentino
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