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lì; et erano venuti do, per per nome dii re di romani, a Goricia, et mandono a Cremons eie. Itevi, che turchi preparava cxercito in Bossina. Di Arbe, di sier Piero Boldù, conte. Di alcuni morlachi venuti su l’isola a dannizar; quali sono dii conte Anzolo di Frangipanni, unde à formato un processo, qual lo manda a la Signoria, e si provedi. Di campo, da Trevi, di sier Chrislofal Moro, pro-vedilor. Avisa il partir
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, ma, fuzendo di galia, li farà impichar. Item, si arà homeni di la isola di Arbe, ma più si aria si ’1 soracomito fusse di Arbe. Item, ù ini presom tre homeni dii dito conte Anzolo, per furti, qualli merita la morte ; et esso conte Anzolo li à dimanda li ditti homeni ; non sa che far, aspela bordine nostro, Item, esso conte Anzolo manda una a uno visconte Martim Ludochovich, da Briglia
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; et una, per la segurtà di le galie di viazi, per le fuste ussite di la Vajussa, unde expedì il capetanio di le galie grosse con do galie, sier Daniel Pasqualigo e sier Marco Tiepolo, con comission vadino fino al Sasno contra le galie di viazi. Ilem, avisa di hora in hora zonzer molte fameie in quella isola, e ogni dì ne vera più, et à diliberà mandar le galie Iute di viazi a Corfù, con questo le non passino Corfù
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armada turchescha ussite di l’isola mia 6, et poi sorse a Portolongo, et non parse a esso capitano andar in porto con la bonaza a inves!ir, perchè era più numero di la nostra, come scrive, qual hessendo stala in mar l’ariano investita perchè turchi hanno navilii piccoli : poi disse non torà l’impresa si non vederà haver bon exito. Item, à lassalo le nave e le galie grosse velizino in mar
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(de l’isola di) Nicolò, patron di nave, 1331. Mezzatesta, corrier, 1097. Miani Lorenzo, 483, 807, 814, 849. » Luca fu Angelo, 488, 539. » Polo Antonio fu Giacomo, 908. » Sebastiano, 484. Michali da Corfù, 597. Michiel (cardinale). Vedi Sant’Angelo (cardinale). » Alvise fu Girolamo, podestà di Casteleone, 1326, 1386. » Andrea fu Giorgio, 866. » Bartolomeo di Girolamo, 967. » Francesco di Antonio, 578, 771
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59 MCCCCLXXXXVm, OTTOBRE. 60 et voi mandar el marchexe a diffidarlo che ’1 comitati con lui, qual dice esser contento, con questo si el vince voi haver vinto el ducha di Milan e non il signor Galeazo. Ilem, come esso ducha meteva In hordine do lochi vicini ad Axola, che fo dii signor Zuam Francesco di Gonzaga, zoè Isola e Duxol, et Brixelo loco di Ferara su Po. Da Brexa di relori, di 22. Molli
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di me-gii mandati et munition, et ducati 50 a Rovere, ju-sta le lettere li fo scritte. Da Veyia, di sier Piero Malipiero conte, di 23 mazo. Di certi jotoni, quali hanno fato alcuni excessi, fenzando voler menar alcuni homeni di l’isola in galia, menati in una barella li ha tolti li danari per forza : dimanda autorità di darli taja. Da Clierso et Ossero, di sier Alvixe Badoer conte, di 10
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, Petriga et Varcevo corispondenti a tutto el territorio de li; et volendo la Signoria haver el ditto avixo in Friul bisogneria ordinar guardie et far fuochi ut infra, : prima sopra il castello di San Michiel in la isola per mezo Zara, secondo sopra il monte di P ixola di Melada vide-licet a Exto, terzo sopra il monte di Ossero, quarto a Pola sopra la torre de Orlando, quinto a Rovigno, sesto a Parenzo
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su l’isola di Sardegna, si scontrò in 6 barze amiche, una englese, una di Maioricha do bisebaine el do siciliane ; fato segno di guerra le do fuzite et le nostre do galie, zoè esso capitano et f altra patron sier Piero Bragadin fo di sier Hironi-mo, cadaun investì una barza, la qual mandoe a fondi, scapolò li homeni. Era una carga di sai, l’altra di corde di paja, et che li homini poi disseno zudegava
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, atento li preparamenti facea il signor turco, di armar 30 galie sotil zoè 10 in questa terra, 10 tra la Dalmatia, Puja e Corfù, et 10 in l’isola di Candia, quando et con i modi pareva a questo consejo. Et per sier Lunardo Grimani proveditor sora l’arsenal fue contradita, dicendo non esser bisogno e la caxa di l’arsenal esser mal in hordine, et lui haver prestato dii suo ducati 1000; et per ordine
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corsaro non voria restar, dimanda soldo a la roligion, dubita por i’avaritia dii Cardinal si partirà, et darà una volta perla costa di Egypto et Soria, et F isola de Cypro : untle lui spazerà uno bre-gantin a quel rezimento por dubito di le nave di Soria. Et ha scrito al provedador de F armada in C'india el a Modom, et aferma questo corsaro non esser per ussir di levante senza far dano
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175 MCCCCLXXXXVIII, DICEMBRE. 176 xon fusse concesso a lo episcopo di Monopoli, dovesse veder di jure : li fo risposo non voler far questo per esser jus putronatus nostro et haverlo zà conferito. Vene Zuam Alberto, al qual fo leto la dilibera-tion nostra che ’1 signor suo formasse li capitoli : qual rispose el signor veria qui, et molte parole : li fo data copia e andoe a Ferara. Da Roma di l’orator nostro, di ultimo novem-brio. Si scusa non haver da scriver cossa di momento. Il papa dice nulla haver di Pranza, sta con grande expectation, et esser venuto novamente di Avignom domino Nicolao Buzardo arciepiscopo di Arles et è zonto lì eri. Dice di honori fono fati al duclia rii Valenza, et haver lui udito di bocha dii re desiderar più presto el duellato di Milani per viver uno anno solo da poi, che viver gran tempo nel suo regno. E tien fermo sia per concluder la liga con la Signoria nostra, intervenendo el pontifice, et di questo monsignor Ascanio si duol assai et zercha de intender per ogni via. Et da Fiorenza era lettere di l’acordo si trata con la Signoria nostra a Ferara, con questi capitoli : lassar Pisa come Pistoja, danno alla Signoria ducati 300 milia et 30 inilia per la dota di Piero di Medici, et le forteze di pisani resti in man dii ducha di Ferara fino la Signoria babbi li soi danari; et che fiorentini non hanno via di trovar danari. Et era lettere di domino Guido Antonio Vespuzi. Scrive la pace succedea omnino, perchè non voleno spender, voleno più presto esser putane che poveri, et eliam mandoe uno capitolo di una letera di Fiorenza zercha questo. Ilan, el re di Napoli vien in Apruzo; dii parentà con Colonesi, Ascanio impediva ; et era ivi zonto uno orator di Portogallo venuto a starvi ; domino Gracilasso di la Vega orator yspano si parte, va prima in Calavria, qual è mal edificato col papa. Si ha in Spagna non si obedisse il papa zercha li bene- • fidi ma il re li dà lui ; et l’ultimo concistoro par, il ducha di Valenza renonciò in la man dii papa l’arzi- 71 vescovato di Valenza et altri beneficii, quali a niuno ancora era sta conferiti. ìlem, et cavalier Orsino fìol dii conte di Pitìano, partito per venir in Lombardia, per camino si amaloe, et a Spoliti era morto. Dimandava licentia et expedir il successor. Item, poi scrita, era lettere di Franza di 22 novembrio,- il ducha di Valenza esser zonto a Lion, solicitato dal re vadi a corte. Da Napoli dii consolo, di 20, 21 el 24. Come el re li havia parlato dii marchexe di Mantoa, qual havia inteso il successo da l’orator suo era qui, et come esso re havia dito desiderar la quiete de Italia per li desturbi extranei e machinatione aliene, et desiderar la venuta di l’orator nostro, qual soa ma-jestà partirà certo per Apruzo. Fo uno pranzo eri sera col principe di Bisignano e molti altri per numero 6 baroni. Steteno a la mensa sin hore 9. Manda 4 ga-lie a Zenoa et l’orator zenoese è qui solìcita, le qual perhò non sono in hordine. Per l’altra, di 21, come era nova le nostre gajie di Fiandra haver com-batuto verso Palermo con 4 barze francese et si havia liberato, et poi mandò a fondi una barza e uno galion, come par per le letere dii capitano per avanti aute, et fo per causa calasse, quale levò l’insegna di Spagna, pur fo mandato a fondi ; et in banchi per causa di le segurtà si gran fa bisbiglio. Per la lettera di 24, el re post doman a höre 11 ascendente pro-picio va a la Longela per veder cavali, poi a Nola : è stato in Capuana da la regina a dormir; ha mandato in Franza copie di le investiture fate per il re Alvise, et uno Agustiuo Spinola zenoese ha lato generai comissario per tutto il regno, et si partiva 2 ga-lie per condur il Cardinal a Roma. El come in l'ultima soa letera era, di quel matrimonio si tralava di la sorda dii camerlengo marchexe di Peschara in el signor Carlo di Ragona, fratello dii Cardinal di Ragona. Da, Ravena, di 3. Esser zonto Jacomo Secho lì : dice quella impresa di Galiada haver bisogno de fan-tarie ; ha per uno partì di campo a dì ultimo, homo dii signor Carlo Orsini, nostri erano partiti di Bibie-na per andar a Prato Vechio, zudega haveranno. Et da Fiorenza, per uno venuto si intende Paulo-Vitelli haver abuto ducati 4000 per levarsi, el qual vuol fanti 8000 nuovi ; et che ’1 conte Ranuzo et il signor di Piombini andava verso Pisa, e a Fiorenza 11011 esser danari e carestia. Da Brexa di ret tori, di 1.° Mandoe danari di le decime dii clero, et Vetor di Zuane esser lì a questo effedo. Item, era venuti lì tre zentilhomeni di Stu-ricli con letere credential dii suo conte ; voria acordarsi con la Signoria nostra, è stato fin hora a soldo dii re di Franza, eliam esso conte scrive una letera di credenza a la Signoria soto scrita comes Curai de Odich : data a le Nagine de 12 novembrio ; et aspetono risposta. Di Anlivari. Di sier Bernardo da Canal podestà, in risposta di quello li fo scrito per avanti zercha turchi vicina con Antivari, et nara il seguito, et tutavia era qui oratori di quella comunità, qual dicevano gran mal di lui : comessi a nui. A dì 6 ditto, fo san Nicolò. El principe fo in ca-pella di San Nicolò in palazo con la Signoria, dove
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Nani soracomito, vicn di Andrés con do galie, Griona di Candia e Sibinzana, qual andò a Napoli, e li dice che adì 7 a bore 19 avia abuto vista sora cao Mantello in cao l’isola di Negroponte di 1’ armata turchesca, zoè do nave grosse con molte galie atorno, uri'le subito partì por venir a notificarli questo, e dice per il camin la fa la dia esser al presente a cao Manlio. Item, el capitano scrive
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ditto. A bore do de dì, l’armata di Franza si aprcsenlò sul capo de l’isola del Zante di fora zercha mia 4, subito la magnifìcentia di misier expedì un’altro provedador, chefoel magnifico misier Nicolò da dia de Pexaro, con 20 galie per il re-rnurchio, perhò che cussi acadeva, et foli manda uno presente de refresca menti degno et pulito. A di dillo. In sera dieta armata di Franza intrò, et non sorse
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danno per esser redute le anime et animali su l’isola ; et che essi rectori niandoe a 1’ Urana 50 valenti homo-ili, dubitano turchi non vaili a depredar su li borgi di l’Urana. In conclusion de lì hanno fato grandissimo danno, brusato 40 ville, et vanno tuttavia bru-sando, sono mia ilo lontan ili Zara, et quelli si aspo-ciano in li borgi hanno fato provision ; dimandono munition come in una poliza
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, e sarà optimo porto. Iteni, ha fato vender a l’incanto i Olivetti di le caxe et possession de l’isola, cresuto aspri 3 per caxa, cresuto perperi 1150. ■Da Corfù dii rezimeift) vechio. Nulla da conto, le qual non fo lei e. Da Pisa di proveditori, di 28 marzo. Di la povertà di quelle zente, li bisogna danari, et tutti fuzi-vanp etc. Di sier Vicenzo Valier proveditor distrattoli. In consonanza ut supra dii
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auto lettere di soi excelsi signori, li rispondono voglino dar omnimo la segurtà di danari hanno a dar, come sono obligati per il lodo ; et il principe li disse furiano bene a farlo. De Cypro, di sier Andrea Venier, luoyotenenle e consejer, di 19 lujo. Zercha biscoti, e sono assà orzi e biave in l’isola. Ilem, li sali sono boni le nave re-
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a Nicolò Sofiano prothoiero di Fait bassa, li ha ditto: dì al rezfmenlo el voler dii Signor turcho e venir « l’impresa di Corphù per tenne per mar, el Signor era a Samocovo propinquo a Philipopoli, et bave aviso, di Acumach bei capitano di l’armata, come a dì 17 sora l’isola di Negroponte era roto velie 20 di le soe per fortuna. Itera, il Signor si mosse e vene al Vardari e le’ consejo con li bassa
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479 MCCCCLXXXXIX, FF.BBRAJ0. -480 persone pagano a la Signoria nostra molti danari, su qualli non sono altro che vignali et l’utilità è in li vignali. Undecimo, è injusta cossa esser inganati per haver quelli fato augumenti in li vignali di l’isola et su la possession di la Signoria et hanno speso tuta la facultà. Duodecimo, per le menaze del Turcho è ogni anno arrnada fuora. Ultimo, il pericolo
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da Porto et.... Primo, zercha una caxa di la comunità dove si solea tenir munition, la qual per il capitanio sier Piero Balbi el cavalier era sta data a uno fiol di sier Zuane Balbi. Secundo, a li bardiamoli di quel viazo, che haveano cresuto soldo uno per soma di le frute da esser dato a uno capitano electo a l’isola, di la qual angaria ditti barcaruoli si dolevano etc. Terzio, zercha li portoneri
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