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di Padova 122. Olano v. Volano. Olivo (della) fiera 96 n. Olivolo, isola 96 n ; diocesi 126 ; vescovo 135 n. Olmè, bosco 35 n. Ombrone, fiume 49. Omicidiale v. Canal d'Arco. Onara, villaggio 132 n, 161 n. Onigo, villaggio 101 n. Onofrio (S.), chiesa 160 n; lago 160, 161 n. Onorio, papa 41 n. Ordia v, Concordia. Orfano, canale 51 ; interrato 168, 172. Oriago (Auriago, Auriglaco) 14, 79 n, 80 n-82
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1987
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di Meolo 44 n ; fiume 142 ; inondazioni 150 n ; naviglio 35n, 45n. Mergara v. "Marghera. Meschio 38 n ; torrente. Mesole, isola e convento 76 n. Messanicus, ramo del Po v. Po, delta. Mestre 9, 12, 54, 80 n, 92 n, 94 n-98, 103, 105 n, 106 n, 108 n, 128 n, 138 n, 149 n, 150 n, 161, 169 n, 170 n, 172, 17411; acque 103 n, 104 n, 106 n, 116, 140 n, 148 n; diversione loro 149, 150 n ; barcaioli 107
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v. Gabbioni. Casse per le immondizie v. Immondizie. Cassi nelle, bosco 45 n. Castello d’ Amore, luogo in cui fu stipulata la pace 79 n. Castel charo v. Castel Carro. Castel carro 6 n, 86 n, 94 n, 126, 137 n, 170. Castel di Brenta (Castro Brentae) 109 n, 124 n, 134 n; fossato 136 n. Castello delle Saline v. Saline. Castelfranco 95 n, 97 n, 99 n. Castello, isola di Venezia minacciata d’ interramento 168
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, quali da poi il perder di Modon e Coron sono spaventati, e voleano licentia di mandar la lhoro fameia in Puia ; non l’à voluta dar. Item, è di bisogno tenir in quel colpho 3 o ver 4 galie, et Martinel da Lucha è resta con pochi fanti a la guarda di la piaza. Et a l’isola bisogneria passa 60 di reparo, qual lo ha fato far, alto et forte, adeo i nimici, inteso questo, non sono venuti ; voria danari per la fusta. Dii
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MCCCGC, OTTOBRE. 900 retardar ; pur voi star unito. Ilen, hessendo a la velia, quella note, per le galie di la Varda, li fo con-duti tre, mandati per il podestà di Malvasia con letere ; non à potuto andar il messo mandò con le letere a Napoli ; qualli sono do di Malvasia, e uno galioto di la galia di sier Zuan Malipiero, era in Mo- * don, fo schiavo di turchi, era con una fusta, et abu-tasso in aqua, et è l'uzito. Referisse, venere, fo a di 4 dii mexe, tuta l’armada turchescha se partì da Napoli, et se ne andava versso Cao Mantello, di l’i-sola di Negroponte, che era da zercha velie “250, vi-delicet 60 galie, e il resto tra algune navete, fusle e legni molto picoli, fino a la ditta summa ; et che ’1 patron di la fusta, dove era, havia hauto licentia de andar nel Arzipielago con X fuste, a danno de quello. Ilem, quel portò le letere di Malvasia, dice non haver potuto intrar in Napoli, perchè parte del campo ora a San Zorzi, podio lontan de Napoli, e che al monte Palamide, eh’ è sopra Napoli, haveano messo el trabucho, o ver mortaro, e trazevano ne la terra. Et essendo ad Argos, da alcuni christiani de lì fo ditto, non era possibele potesse intrar in Napoli, per quelle zente erano a San Zorzi, che non lo lasseriano, e che. ’1 signor, hauto nova da Modom veniva grossissima armada di la Signoria nostra versso Napoli, e l’havea vista, deliberò subito levarse, e se levò a l’ultimo dii passato, et è andato a la volta de Coranto, per dover andar poi a la volta de Lexemigli, e ussir di la Morea ; et era venuta nova de lì, l’ongaro havea fato certa novità contra el turcho. Ilem, che la soa armata si levò de lì a dì 4 dii presente, e la sera, poi partita l’armata, si partì ancor lui, e vene a Malvasia, e trovò el dito galioto fuzito di 1’ armada, andando a far aqua; et esser restate zercha X milia persone soto Napoli, con el trabucho soprascrito, per veder far qualche experientia, E si dice l’armata esser levata, per esser mal in bordine; et l’opinion dii signor era di meterla ben in hordene per l’altro anno ; e non sapeva dove lo la voleva far condur. Questo è quanto à referito etc. Et che '1 campo turehescho si ritrovava non tropo ben contento, come l’intese da’turchi proprij ad Argos ; et erano morti da 16 milia turchi di quelli di la Porta dii signor, non computando quelli di l’armada, et altre assai persone ville. Et che esso capetanio, inteso tal levata, ave contento ; ma si duol il levar di l’armata ; desiderava vederla con l’hordine unito, chome el va ; e si tirava avanti con quelle bonaze, licei le nave lo impedivano, et andarà tanto avanti, fin che intenderà dove l’armada inimicha si ritroverà, a zio, essendoli prestata occasion, possi con quella trovarssi, e far l’honor di la Signoria nostra eie., e poi ritornare a Napoli, per conforto, e subvenirla di quello harà bisogno, e visiterà Malvasia ; ma tuto consiste in la ruina di l’armada turchescha, ni ad altro invigila; pur Idio li concieda la vedi ; e se una volta la vede, la non è per andar tropo avanti senza far conto con lui. Ilem, el podestà di Malvasia lo richiese di ho-meni per quella forteza, perchè quelli fonno mandati per Candia, pochi erano restati, e li mandò con 4 galie, videlicel : Sier Marco Antonio Contarmi, sier Cabriel Soranzo, sier Francesco di Mezo, et el Matafari da Zara ; do capi di provisionati con le compagnie sue, videlicel Marco da Bossina e Francesco Muscatello, tra lhoro liano 40 provisionati. E cussi è dismontati, e posti in la forteza ; e comesse a li sopracomiti andasse a le Spezie, e più a presso Napoli, e scriver a quelli rectori di la venuta di 359 l’armata nostra, per socorerli ; e andaseno tanti avanti, riportasse nova di l’armata, e tornaseno per riviera etc. Aricorda si provedi a Corphù, a Napoli, al Zante e a Malvasìa, a mandar homeni fidelissiini ne la forteza, per esser di grandissima importantia, e non aspetar il bisogno ; e saria d’opinion, nel ritorno, lassar a Napoli e Malvasia qualche provisionati è sopra quelle galie, et farà quello li parerà. Ilem, le galie di viazi potrà andar a li viazi, et aspeta hordine ; suplica si lazi ben conzar le galie sono in l’arsenal, acciò non siegua una anegada e do discuside; aricorda armizi, arbori, antene, timoni eie. per lo galie, et non ha più biscoto in armada; si vede impazato. À mandato sier Hironimo Pixani, provedador, con tre galie a Cerigo, per car-gar tormenti di la Signoria nostra, e con quello passar al meglio potrà. Ilem, eri zonse do nave armade a la Cania, di bote 200 l’una, e hanno sopra homeni 50 per una ; li patroni li ha ditto, hessendo le zurme di la galia da Trani con el patron sopra una caravella sopra Cerigo, se discusì e con gran pericolo di anegarsi ritornò a la Cania, e sono montati tutti sopra un’ altra caravella schiavona, et vieneno da esso zeneral. Ilem, el sopracommito da Brandizo voria li danari dii sacho, non li ha; et nota, era qui a l’armamento ; e tamen intese, sier Marchiò Trivixan l’havea auto. Manda una poliza di le letere à scripto, qual sarà qui soto. A dì primo avosto, sora Cità Nuova ; a dì 2 et 3, ivi ; a dì 5, sora Zara ; a dì 7, sora Bestize ; a dì 10, da Cor-fù; a dì XI, in Canal di Viscardo ’; a dì 13, dal Zante, e a dì 15 et 19 et 23 et 27 ; a dì 31, sora Cao Matapan; et queste do di 4 setembrio et de 8,
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tjuvernador, di 24. Manda letere dii zeneral, aule da Corfù. Ilem, è zonto lì uno inarati, partì a-dì 17 da la Brucila,.loco di Sicilia, et è cargo di grano è di sier Carlo Contarmi. Dice è sana l’isola di morbo ; e portò patente ; e dice il zonzer dii capetanio di l’armada yspana, don Consalvo Fernandes, a Sarugosa. Da Brandisci, di sier Jacomo Venier, capetanio di le galle grosse, di 25
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orator yspano, videlicel di P isola di Sicilia, e non si fazi pace col turcho senza il suo re. Item, poi scrita, a hore do di note, li mandò a dir di Rimano P acordo seguito eie. ; et manda letere abute a hore____di Napoli. Di Napoli, di l’orator, di X. Come il re è pur a Casal dii Principe, et per merchadanti zenoesi si ha dii passar a Trapano le do nave dii roy, armate a Zenoa, vanno in Levante
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ville dii ditto conta’ di Lavrana, di le miglior; et li ho-meni per fortuna di sirocho non si poteno tragetarsi a l’isola. Ilem, ditti turchi, za molti zorni, si parti cavali 2500, tra li qual erano questi, mandati per Schander bassa a meter vituarie ne le forteze de Cha-minganler et Cliuz, a li confin di la Bossina : e questi pòi, per la via de Biehach, sono venuti versso questo contado per luoghi
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, che ivi annerano, per esser pur speranza. Di Cypri, di sier Bortolo Minio, capetanio di Famayosla, di 3 fevrer. Voria do galie per armar de lì ; et che a Scandulor è adunation di turchi, e si armava fuste de turchi..., per venir a depredar quella isola di Cypri. Item, sier Andrea Venier, luogo tenente, scrisse in materia di biave, et sier Be-neto Sanudo, consolo a Damasco, scrisse di zener, chome
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di quel loco ; sì che in li navilij armati et 9 nave di Soria è in tuto, tra mandati a Napoli e Malvasia, numero homeni cercha 2000, oltra quelli andono con le 7 galie armate in quella isola, et ha ’uto solum ducati 7500 di la Signoria nostra, e per trovar il danaro hanno hauto grandissima faticha. À dato biscoto 200 miera, oltra quello dato a
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, da l’arsenà eh’ è su l’isola di la Zephalonia. Item, si ha da Syo, di 22 di novembrio, di la morte dii turco eie. Vene letere da Forlì. Si manteniva quella ma-dona gaiardamente, et scrivea su le balote feva trar in campo : Trate pian, perchè non vastate li caga-tori. Quasi pocho stimando. Sì che non poteano tanto romper, che la matina non fusse trovà ricon-zato. Intisi esser morto lì in campo uno capetanio
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do, presi in l’isola, qualli voleano brasar la nostra armada ; il terzo l'u trovado al Scoio, e lo morto, et cussi morto, fu apichato. Dii Zante, di sier Nicolò Marzelh, provédador, di 29. Come le fuste turche hanno preso 22 calo-giero a Strivalli, e tolto le reliquie, llem, in collo la • nave è conza, et Camalli ivi si ritrova; et a Lepanto sier Rigo Badoer è stà lassù in libertà. Di sier Hironimo
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1761 indici; dei nomi 1762 Corfù (da) Michali, balestriere della galea di Otranto, 810, 811. » (arcivescovo di) v. Giustiniani Pietro. » (bailo di) v. Moro Antonio, 1 .ion Pietro. » (capitano dell’ isola di), 1339. » (consigliere a) v. Baseggio Andrea, Zorzi Nicolò. » (provveditore a) v. Querini Luca fu Marco. Corinto (voivoda di), 838. Corio Gian Antonio, 249. Cormons (cancelliere di), 1406
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è lì con 8 nave; scrisse al zeneral molte letere, li desse bordine quanto havesse a far; ma el zeneral è a Corfú, nè vede altra provisión. Le cosse di la Signoria va a questo modo; il capetanio Venier è molto volonteroso di far fati, ma à solum 7 galie grosse et 8 sotil Conclude, le cosse non poi passar bene. Dii Zante, di sier Nicoli) Marzello, provedador, di 14 zugno. Come erano su l’isola sta conduti
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e più cavali, non tochando algun stralioto da Napoli, ma erano quelli che, al zonzer dii turcho in la Morea, fuziteno dii teritorio di Mo-don, Coron e Monovasia, e unitesi con li parenti soi, sono in luogi de’ turchi, e toiandosse questo castello, verano ad habitar l’isola, e con li cavali la conserveriano. Item, spagnoli si fanno grandi, e hanno raxon, perchè non li mancha 0, e ancor le mure dii castello
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; e tandem esso capetanio volse li fusse lassa una galia, e cussi di le tre lassa de lì al Zante, acciò navilij non passasse a terra ferma ; unde comesse a sier Antonio da Canal, uno de le tre galie, fusse a requisition di esso capetanio di Franza, el debi levar e condurlo dal zeneral ; e aspeta risposta etc. Dii dillo, in galia, a presso la isola di la Zefalonia, a dì primo novembrio. Come a dì 28 dii passado, ricevete
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Piero Palier. Di Nichosia, di sier Cusma Pasqualijo e consieri, di 7 zugno. Come mandan a 1’ arsenal alcuni gotoni, numero 80, sopra la nave patron Antonio Sa-racim eie. De li aniedili, data ivi, a di soprascrilo. Mandano la copia de una letera da Tripoli, zercha i danni fanno a’ nostri molti navilij tureheschi, che ormai non si poi più andar di l’isola in Soria ; vo-riano qualche galia, o vero
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conservet ad tempora longa, pro vestra ac reipublira christianee salute. Datum Sandomirise, 12 novembris 1500. Subscriptio : Joannes Albertcs rex Polonia'. Dii capelanio zeneral da mar, date in galia, im 470 porto di V arsenal, a V isola di la Zephalonia, de 20 novembrio. L’ ultime soe fono di 15; il tempo poi si messe a la pioza, el qual à durato e dura fin questo zorno, eh’è sta causa di diferir
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a luor piere e legne per le fornase. Item, siano mandate le robe scrisse per 1 arsenal, come apar etc. Dd dillo, di do dezembrio. Come domino Andrea da Porlo, nobile cretense, era venuto da lui, e diloli un modo si ha pensato, zercha l’armar di le galie in quella isola, per il modo di haver le zurme, e manda in nota quanto li à ricordato. Item, li am-l'asadori non sono ancora partiti, e si partano
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; è solum Piero Grimaldo, contestabele ; Zorzi Todesco è ve-chio, si poi dir non vi esser; Piero Pissina e Alvise Griego non sono lì ; è solum page 200 ; non hanno legnami ni feramenta ; à dato tuto a P armata, et dimandano taole e piere cote. Item, justa le letere nostre, darano favor a sier Marco Antonio Contarmi, provedador nel Castel Nuovo, per far li salnitrij su P isola, e li hanno oferto caldiere
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