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705 INDICE GEOGRAFICO 70G Sermona (campagna di Roma), 553. Serravallo (trevigiano), 72, 76, 205, 464, 537, 639, 641, 642. Setia o Sitia (Candia), 282, 294, 295, 299, 645, 656. Setine? (Grecia), 626. Siancea (?) (bresciano), 174. Sibilia, v. Siviglia. Sibinico, v. Sebenieo. Sicilia (Cicilia), 12, 13, 55, 124, 173, 213, 215, 274, 345, 453, 552, 591. Siena (Toscana), 596. Sifanto o Syphnos, isola
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, 209, 270, 274, 324, 341, 407, 408, 672. Ischia, isola del golfo di Napoli, 214, 345, 481 Iseo (Lise) (bresciano), 57. Iskanderum (Asia minore), (Scandalorum), 265, 587. Isola (Ixola) (Istria), 331. Istria (Histria), 126, 137, 194, 204, 331, 386, 411, 462, 493, 544, 585, 609, 637, 656. N.B. A colonna 204, è erroneamente chiamata Puja. Italia, 6, 30, 46, 61, 64, 94, 95, 100, 111, 113, 114, 117, 121
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623 MDXXI, FEBBRAIO. 624 luorla fono a lo mnn, adeo arnazono diio cavalier; per il ohe dimanda autorità bandirlo, con laja, di terre e locbi. Fu posto, per li Consieri, darli autorità el possi meler in bando di terrò e locbi, da terra e di quesla cilà e dii deslreto, con taja L. 500 vivo et L. 300 morto, ut in parte. Poi sier Domenego Capelo, venuto provedador di Parmada, vene suso et fece la sua relatione, dicendo el suo partir di questa cilà, e come è stato mexi 21 o zorni . . . Inora, ha aulo ducali 25 mila di qual ha dato il coiito, li restò li ducati 60 scarsi di quali è debilor. Disse di danari di Liesna parte lassati a Corfù per dar a lo galle, et come P era slato in Candia, e di quelle forlification, la qual terra per Parmada lurchesca questo anno era in tanta 373* paura che si hariano resi ad ogni picola armada dii Turco comparsa de lì; ma zonto lui prese animo. Poi fo mandà le provision, si atendea a fortitìchar la terra : e disse li è 5 volti per le galie, si poiria far altri 4 con poca spexa là che le galie stanno in aqua. Etiam a la Cania è do volte, li su Pisola, e al porto di Suda staria gran armala e la Fraschia è piccol porlo. Disse di Napoli di Romania bisogne-ria lajar 12 passa dii monte, il mar le andaria a-torno. El suo andar de lì sparagnò P armar di la galia che Nicolò di Nassin voleva armarla ; hor fu speso zercha 500 ducali, el reslo fo sparagnalo. Chi rompesse le mure, la galia se tireria in terra; ha ordenato sia mandà in Candia. Di Cerigo, disse è stalo, picola forteza, e ili Venieri. Dii Zanle è falò bon loco. A la marina la lerra per il teremoto conquassata tutta. Disse sarìa ben compir el muoio; et al tempo di domino Paulo Valaresso fo afondà una galla, bisogneria empirla. Si fa la varda di noie, e stanno a cavalo persone. Compitosi potrà far una torre li al porlo, e si staria sicuri. Disse de la Zefa-lonia un poco, poi di Corfù. Laudò sior Bernardo Soranzo baylo et le fabriche el fa; bisogna mandarli 2000 ducati di tornesi, li basta Panimo compirle nel suo rezimento. E disse zercha le fabriche si fa. Disse ave la licentia di venir a disarmar; lassò le galie jusla la parte numero 6, et mandò a disarmar quelle di Candia. Inlrò su le cosse de le 4 fuste turchescbe. Fo a dì 21 Avosto, lui era a Cerigo, havia 2 galie solto di lui. Sier Alexandro Contarini et... di Candia, trovò ditte fusle, li menò a lui ’ quel schiavo dii Signor Synan rais capitano, qual li monstre il salvoconduto dii baylo a una fusta sola ; le qual fuste havia preso uno gripo di malvasia, ma visto le galie lo lassono. Et nara quello seguile, qual fo con voler di Soracomili, videlicet andar a Coron, e cussi andò, et zonto a Philomena, mia 6 lontan, mandò sior Alexandro Contarini con la so galia soto Coron. El schiavo con la fusla volse andar a far el suo ramadan in terra ; seguì el bombardar di la dita galia e tajar a pezi di nostri andati a far aqua: perii che li homeni di le galie, e I’Arbesana era la prima, comenzono a tajar a pezi quelli di le fuste et tuor la roba. Lui Provedador volse remediar, mandò l’ar-mirajo, non potè ; et tolto in galia quel Sytian rais cugnalo di Barbarossa signor dii Bir in Barbaria, qual era capitano de ditte fuste, et examinato. Hor con le fusle vene a Corfù, e turchi erano sotto le fusle non si volendo render erano morti imo uno andò da basso per parlarli e lo lajono a pezi. Ilor 374 le condusse a Corfù, scusandose molto, et che quel- lo ha fatto è stà per so opinion per far il meglio, nè si poteva far altramente, e sopra questo fo molto longo, poi ha fatto el processo dii tutto. Et a Cor-phù essendo, ave le letere di consegnar le robe et fuste a la Valona a Porator dii Signor turco, et cussi fece, et le mandò per sier Andrea......citadin di Corphù e tutto fo consegnalo e lui. Vene di longo a Liesna, poi a Zara. Disse di le incursion fate per turchi sopra quel territorio; poi disse fo a Sebenico e si provedi a quella terra è in gran pericolo, mure marze etc., poi quelli di Sebenico è disperati, man-zano pan di orzo, licet vai el tormento pizoli 50 al staro; de li è ruinali, dii 1500, in qua mena via anime .... milia e dii 1462 in qua anime 70 milia. Fo a veder li molini sopra la fiumara, è ruode numero . . . masena tra el dì e la note stara 450 in 500, la qual vien dal monte con gran impeto, par una tela bianeba. Disse vele Scardona, è debil loco e di gran importanlia, sarìa bon far ogni partido, e contracambiar col re di Hongaria per averla, perchè si ’l Turco la prende, non si potrà tenir Sebenico. Disse si mandasse 300 fanli de lì a Sebenico. Quelle torete è di poca importantia, in una è quel da cha’ Justinian e in altra il fìol di sier Francesco Tagiapiera con 5 page per una. Hor disse le parole li disse quelli nobeli essendo sotto la loza di la Signoria, provedi etc. Poi si levò e si trovò quando turchi corse su quel di Zara una altra fiata, vele li fuogi e se lui non era perdevano le torete, dove erano da anime 600. Hor Irete alcuni archibusi e turchi si partì. Disse di Caltaro poco, qual è dominato da Caslelnuovo che è dii Turco, ha la bocha di la fiumana : poi vene a Parenzo, demun qui. Laudò li Soracomili siali solo di lui e da tulli à auto opti-ma obedientia et compagnia ; poi domandò venia
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il Re otene da la Cristianissima Maestà trata di grano, che l’isola ne havea gran bisogno et era in penuria; por il che dila Irata è stà divulgata, e questo ha fato il Re aziò anglesi habi a cognoscer dal re Cristianissimo, et porli amor al fiol signor Dolfin zenero di quella Maestà. Dii dito, di 10. Come 1’ orator dii ducha di Savoja parlò al reverendissimo Cardcnal, dicendo il suo Ducha voria saper
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che per la penuria di fomenti si convien doman far una proclama che li vilani vadino a li sui casali, e tornino poi le feste, aut c\\e li 354* aldirano quando sarano per l’isola a far il pratico, come fece sier Hironimo Marzelo fo sinicho de qui. Mai ha piovuto, salvo uno poco per cercba 4 bore quelli zorni passali, et se semena a furia ; che se ’l non piove, si dubita di gran penuria l’arcollo. Tamen mai tentò
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al Zaffo. Et la nave Faliera patron Francesco Tarlao, vien di____parli da l’isola di Cipro a dì ultimo Dezembrio et non ha letere di rectori, ma ben parliculur; ni altra nova de lì era al suo partir, di le cosse di Soria. Da poi disnar, fo Consejo di X con Zonta etc. Feno do di Zonla che mancava, in luogo di sier Andrea Mudazo è fuora per sier Nicolò Bernardo nitrato Consier, e di Marco Orio è intralo
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di Brexa, per riporto di uno Zuan Maria di Narbona donzello dii reverendo domino Petro carmelitano secrelario di la Maestà di Ingaltcra, et fata a dì 14 Avosto a sier Piero Trun podestà di Brexa, et mandata a la Signoria nostra. Come, a dì 5 Mazo, il re Cntholico et Imperatore zonse a una terra su l’isola d’Ingallera chiamata Dover, a meza note, con 1200 cavali et 2400 pedoni et 50 nave belissime
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per torniar l’isola et era a Zerines, che mandi le dite, et cussi le mandoe ; qual fo la Barbariga, soracomilo sier
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conira di loro, e fo morti do galioti el do altri ferili in pericolo di morte, e di quelli di l’ixola alcuni feriti, e, si non era lui Provedador e il Capitano di le bastarde che si messeno a far star in drio quelli di la terra e isola, sarìa seguito gran desorde-dene, e fo rote c messe a sacho per galioti (re bo-tege di barbier, una di spizier et una di uno marzer. Unde esso Provedador fe’ una crida
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583 MDXXI, GENNAIO. 584 di non abadino la Signoria nostra, con altre parole ut in Utteris, unde, lui Secrelario lo ringratiò etc. et cbe doman si parte monsignor maistro Charo, va oralor al re Cristianissimo. Etiam averà a parlar di le cosse di Scozia. Tamen diio orator francese li ha dito, queslo He restarà satisfalo di monsignor di Obignì venuto in Scozia, non è slà per mal etc. Di Milan, dii Secretarlo nostro, di 27. Come, andando quel zorno a la messa a Santo Antonio con lo illustrissimo Lutrech, li disse si Phavea aulo risposta zercha il venir dii Governador e domino Andrea Grili de li. Hispose di no, unde se maravegiò assae, dicendo replicasse di haver risposta. Et cussi disse monsignor di Terbe. Poi li disse del caso seguito al He el zorno di tre He, che vene certo legno di alto e dete su la lesta al He, ma non bavera mal di pericolo. Item, poi disnar, esso Lutrech li disse che di Zenori nulla era, e quelle cosse erano disciolte, e come havia lelere dal suo orator, è a sguizari, che quelli sarano col re Cristianissimo, et ha scrito al He non resti di acordarli quando ben costi assa’ danari, el havendo sguizari, non ha paura di alcuno. Scrive, come domino Ambruoso da Fiorenza non andò a sguizari per la diflerentia di Mendrise e Lucarno, ma andò solo monsignor Minutio. Item scrive, cbe il cavalier Triulzi senalor, li ha dito voy scriver a la Signoria sia contenta far retenir uno suo debitor è in Crema, nominato in dite letere, che li farà cossa gratissima, et è amico e servitor di la Signoria e suo cognato Paris Scolo; el POrator disse la Signoria farà ogni cossa, essendo cosa di justitia. Scrive, Lutrech averli domandà se sono zonli li falconi sacri, e come i zonzerà se Io avisi, dicendo credeva « la Signoria si aricorderà de mi, perchè li capitani quando non è guerra stanno su caze e falconi ». Hispose lui Secretano, la Signoria amava mollo la excelenlia sua è si arieorderia eie. Noto. Eri sera fo expedito per Colegio a Milan e in Franza falconi numero ... per Michiel Fusta che li ha portati, con ordene che siano donati a Milan a Lutrech, il resto si mandi al re Cristianissimo. Di Ruigo, di sier Francesco Foscari podestà et capitano, di 22. Come manda una teiera aula di uno suo amico di Ferara, la qual benché non sia di momento molto, pur la manda, et cussi non restar di star vigilante in avisar ogni progresso. Di Ferara, di 21, al podestà di Ruigo. Come, li sguizari dovea venir per il Papa non è ancor zonli, par sia certà difficultà a levarli, ni etiam li 1000 lanzinech mandò il Ducha a farli per il suo capitano, et questo per haver ordene levarli quando si leverano li sguizari; ni altro se intende di novo de li. Di Udene, di sier Francesco Donado el cavalier, luogotenente in la Patria, di 21. Come, in exeeution di le letere di la Signoria nostra, disse al magnifico capitano cavalier di la Volpe, andasse a stanziar in Cividal. 11 qual rispóse anderà mollo volentieri, et ha mandato a preparar le stanzie ; ma voria le chiave di le porte iu le man, qual tien quella comunità. Item, ha dito a Cesare suo fradelo, fazi venir in Udene alozar li 18 homeni d’arme, et cussi farà. Scrive di capi di stralioti a far el simile. Item, el cavalier di la Volpe li ha dito li cavali in Cividal non fa nulla, meglio saria tanti fanli. El ha mandato uno suo a Posloyna loco dii conle Cristo-foro per saper la sua venuta; el qual conte Cristoforo non è ancora zonto, el se divulga verà con 100 cavali todeschi, licet voria lui menar corvati, ma lo-desebi non voleno corvati, et lui li menerà e non sarà allro. Scrive, in Maran, Gradischa et Goricia, poleno esser da 150 in 200 fanti, et zercha 20 cavali di todeschi. Dii Zante, di sier Alvise Pizamano provedador, di 9 Zener. Come à aulo avisi di Patras e Coron, el Signor turco novo è morto, e che per la motion di la Soria, tuttavia passa zente su la Natòlia, et è slà fato comandamento le zente stagino in ordene. Item, ha di Modon, aspetavano Charamamet corsaro, dovea venir a levar turchi su P armada ha di galie fusle e allri navili al numero 22, e dicono voler venir a luor il Zante. Lui fa ogni provision e slà vigilante. Fu posto, per i Savi dii Consejo e Terra ferma, 352 una letera a l’Orator nostro apresso la Cesarea et Calolica Maeslà, come a dì 4 expedisemo a Verona domino Jacomo Florio dolor con le instrution zerca tratar le materie etc., el li havemo dà letere di cambio di ducati 8000 et ducati 2000 di contadi, et lelere di credito di ducati 10 milia di sier Alvise Pi-xani procurator, sichè de li ducali 20 mila è provisto; ma ben volsamo che parimente si desse li danari ma si tratasse la materia di confini, però parli al Re, monsignor di Chievers e Gran canzelier, e vedi ultimar questa materia. Item, una allra letera al dito Orator in risposta di le soe; ed il successorsi expe-dirà, è slato indisposto, voi la prima setimana di Quaresima partirse, in queslo mezo lui trali la cosa, e se li manda il sindacbà etc. Item, havemo confir- mà quel..........Justinian zenoese in consolo di quella Maestà in Pisola nostra di Candia, e que-
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di quella isola, con ducati 200 a 1’ anno di salario, et che debi mostrar li conti soi etc. Ave 1 di no. Fu posto per loro savj do lettere a l’orator nostro in Franza, videlicet avisarli la dedilion di Faenza, et quelli signori Manfredi averne cesso le so raxon etc. hi l’altra, debbi per tutto justifichar lo 25
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Montecassino), 151, 177, 181, 204, 205, 247. 259, 816. San Giacomo (stretto di mare all’isola di Veglia), 166. San Giorgio Maggiore (isola e monasteyo presso Venezia), 134, 145, 149, 610. San Giovanni in Marignano, 396, 491, 556, 557, 560, 604, 607, 608, 650. » in Galenca (riminese), 605, 606. » in 1’ Audituro (riminese), 604. » iti Isola (Romagna), 491. » (del co. di Sogliano in Romagna), 510. » della Medoa
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a dì 7 novembrio. Come, hessendo P orator di li, vene a la Porta uno patron di uno schierazo, nominato Chara Daut, e si lamentò che, hessendo in le aque di P Oreo a P isola di Negro-ponte, fo arsaltado da 3 galie nostre, et una dè P incalzo al schierazo, qual esso patron e homeni lo ha-bandonò e montò in barella con alcuni danari e altro e scampono ; e là galia soprazonse e lo depredò quello trovono
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Lunardo Bembo qu. sier Piero, el qual si voleva partir, pur a soa compiasenlia è restato, e F à presenta’ a li bassà quali F hanno ricevuto aliegramente; non li ha tan-sato salario alcuno etc. Item, ricomanda Alhanasio portador di le presente, qual in questi tractamenti mollo si à operato. IH Zacharia di Freschi secretario, date a V isola di Cataro, a dì 15 octubrio. Come a dì 6 zonse. Scrisse a Scutari
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per tal tereni fo fato certi capitoli qual li manda, però di zio voi commissione etc. E per opinion sua, doveriano venir in Signoria nostra per il sangue sparso e danari spexi in aquistarla senza ajuto loro etc. E ha permesso dite terre siano da li possidenti lavorate, persuadendo a li allri aspecli risposta di zio da la Signoria nostra etc. Item, à trovà in quella isola 80 stratioti
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su quel di Sibinico. Scrive, de lì non è soldati ni danari, pur ha fato certe cernide di la terra e paesi, ma non hanno arme richiede 200 lanze longe; lu qual si salvarano de lì per li bisogni. Scrive, come è torna uno di soi. Par turchi siano adunali et li fa- 331 rano tragilar su l’isola di Liesna per depredar certa villa de lì, mia 5 di la terra ; per il che ha dato aviso al ditto reclor, e li farano tragitar
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a’christiani. 70 * Di Candia, fo letere di rectori, di ... aprii, et di Alexandria, di 29 marzo ; il sumario di le qual scriverò di soto. Hor per quelle di Candia, di certa vena d’oro, trovala in quella isola ; la qual si afita ducati... a l’anno. Di sier Zorzi Corner, el cavalier, provedador zeneral in campo, date a dì 29, a Ponte Vico, vidi letere. Chome eri partite di Manerbe e arivó lì con il campo
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, 160, 161, 162, 164, 166, 167, 169, 171, 173, 176, 177, 182, 183, 186, 272, 388, 461. Brisighelle v. Brisighella. Brixelle v.. Brescello. Brondolo (Chioggia), 368, 402. Bruges, 50. Bruneck (Tirolo), 435. Brunich v. Bruneck. Brunswick, 574. Brusselles ì(Brabante), 17, 257. Bruza v. Bruges. Buda, 259, 546, 573. Budua, 416. Buffalora (Pavia), 15. Bulaoh v. Boulaq. Burano (isola presso Venezia), 556
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, 388, 395, 400, 406, 417, 418, 434, 435, 436, 440, 446, 452, 453, 457, 485, 486, 487, 488, 489, 493, 506, 511, 517, 518, 559, 561, 567, 573, 574, 578. Francia, isola v. Ile de France. Francia (di) Terra v. Ile de France. Francoforte (Germania), 132. Frasine v. Frassene. Frassene (Montagnana), 338. Frati Bianchi (convento presso Rimini), 97. Friuli, 6, 19,28, 33, 42, 70, 100, 143, 152, 185, 213, 219
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di la sua persona e danari, a Padoa. E nota, comproe per avanti la caxa, fo dii signor Ruberto, lì a Padoa. A dì 14. Fo etiam pregadi. Et leto le infra-scripte letere; reduto tardi, perchè fo do parentadi. Di Isola di la Scala, di provedadori generali, di 13. De occurrentiis, et dii zonzer suo lì etc. Itcm, siri' Andrea (¡riti ringratia la Signoria di esser stà creato procurator di San Marco etc. Item
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