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ebbe o-nnrevolissima tomba. — Marcello Tc-galliano li doge. Questi pure di Eraclea, è assai verosimile che sia quel Marcello maestro de’ militi, il quale con A-nafesto fissò tra’longobardi e i veneti i patti dell’ alleanza , e gli successe nello stesso 717, eletto doge dal popolo nella campagna Eracleana radunato. Per tale elezione venne riunito il potere civile e militare in una sola mano, ciò forse richiedendo
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Farnese su-; fistile de’duchi di Parma e Piacenza, Ioidi della s. Sede. E Clemente XI di-tlii*rò uditore di Rota veneziano il patrizio Francesco Foscari. Intanto in Turchia prepara vasi fiera tempesta minacciante i possedimenti veneti di Levante. Questa era il gran preparativo di gente, di navi e di armi che faceva il sultano Achillei III, con far spargere vari prelevi ili disgusto contro la repubblica
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, nella forma medesima, come soleva praticarsi in Roma con gli ambasciatori veneti prima del termine di loro ambasceria, quando aneli’essi non siano per anco stati con tale titolo fregiati ( invece racconta il Diario di Roma, che pure andava pubblicando la relazione del viaggio, dovendosi però preferire quella delDini,sebbene,uomo, puòaver anch’egli errato:che lainat-Ima de’14 il Papa avendo già creati
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— *37 — Shvno, che nel medio evo era una fiorente colonia ragusea. Fortopus, (Opuzen), coll’ isola di Posrednica (scolium Posternica) formata dai bracci del fiume Narenta. — Veggonsi ancora gli avanzi dell’opera di difesa, eretta dai veneziani nel 1716, e presso la chiesa di San Rocco gli avanzi del fortilizio „Gradina“. Fra Metkovic e Fortopus, dove il torrente di Norino sbocca nel Narenta
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e Pallavicino lib. 19 c. 16, nonché lib. 20 c. 2). Ha di fronte Budua, lo scoglio di San Nicolo, V ultima apparizione insulare dell' arcipelago dalmato-raguseo e l’unica isola esistente nel distretto. Sotto Venezia, evvi a Budua, una serie di nobili veneti podestà e precisamente, nei secoli XV e XVI, troviamo annotati : Renier Vitturi, Luca da Canal, Nicolò Diedo, Andrea da Molili, Lodovico Bembo, Zuanne
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; nel sec. XIII Niccolò dell’ Isola tentò di farsi signore. Ppi cominciano le lotte tra le famiglie dei Campo-neschi e dei Pretatti'. In questa lotta speciale si rispecchiano quelle generali del regno, e perfino lo scisma d’ Occidente. La signoria non si stabilì mai definitivamente all’ Aquila). — I. Ludovisi. Antonio Cic-cinello e la costituzione dell' Aquila del 1476, ivi, XII, 5 sgg
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DEI VIAGGIATORI VENETI MINORI 129 Fonti. — Barbaro e Cappeij.ari, op. cit. - Andrea Morosini, Leonardi Donati Venetiarum Principis vita. Venezia, Pinelli, 1628, in 40. -La stessa tradotta da Girol. Ascanio Molin, 1887. — Mancini Ottavio, Panegyricus Sereniss. Principi Donato in excelso Senatui Veneto dictus. Sta nell’Opera « Carmina » dello stesso autore. Venezia, Deuchino, 1613, in 4°.-Menini
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, a. Vili, n. 39, Spoleto, 1902. — Simonsfeld Heinrich. — v. Briefe (Mailänder). 1106. Sirén Osvald. — Dessins et tableaux de la Renaissance italienne dans les Collections de Suède. — Stockholm, impr. Hasse W. Tullberg, 1902, in-8.°, pp. 144, tav. 39. .[Maestri Veneti: Vittore Pisano, G. F. Carotto, Fr. Zaganelli, Tiziano, Tintoretto, Paolo Veronese, Paris Bordone, Bassano, G. B. Tiepolo, G. D. Tiepolo
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(influenza), chiamato mal del molton e mal del castron <2l Fino dall’età di mezzo, le caute provvidenze sanitarie diedero alla Repubblica, anche in questa materia, il primato su tutti gli altri governi. Non bastando più il vecchio lazzaretto di Santa Maria di Nazareth, ne fu eretto, nel 1468, un altro in un’isola presso Sant’E-rasmo, denominato della Vigna murata. La direzione del lazzaretto fu commessa
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s’alzavano le vele delle barche peschereccie. Qualche campo coltivato (campus, mansus, sedimen); qua e là frutteti (pomeria), vigneti (vinca) <2), e verdi prati, dove pascevano gli armenti. In alcuni luoghi s’infoltivano brevi boschi, come a Santa Marta (ponta dei lovi) e in Barbaria delle tavole-, e i cipressi dell'isola di San Giorgio nereggiavano dirimpetto al palazzo ducale. I terreni
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1848
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addietro era stata ridotta ad un mucchio di macerie dalla fierezza similmente degli unni, che allora guerreggiavano solto le bandiere di Attila. I monaci di santo Stefano, fuggiti di là, vennero a cercare asilo nelle lagune, e vi piantarono un nuovo monastero, che diventò celebre, nell’ isola di Ammiana ; isola abitata allora, e di molla considerazione, venuta meno nei secoli posteriori
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BIBLIOGRAFIA 297 49. LlZIER, Dottrine e problemi economici del sec. XVIII nella vita politica e negli scritti veneti del tempo, Venezia, 1932. 50. LOMBROSO, Perchè fu grande Venezia?, Roma, 1898 (estratto da « Nuova Antologia »). 51. LuCAS, Voyage au Levant, Haye, 1705. 52. LUNZI, Della condizione politica delle isole jonie sotto il dominio veneto, Venezia, 1858. 53. MaFFEI, Consiglio politico
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246 Isola Jsto, abitanti 550, posta - telegrafo - approdo settimanale del piroscafo; Isola Rava \ Isola Landara i isola Sestmnj / Informazioni di carattere generale : scuole in tutti i paesi superiori a 200 abitanti ; tutte le scuole delle isole ^ono croate; gli abitanti delle isole antistanti Zara quasi tutti croati; attiva propaganda in tutte le isole da parte dei comitati jugoslavi
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— 30 — che su di esse influiscono, e prendendo a base i dati meteorologici che abbiamo per l’isola di Lussino (1) e per la vicina terraferma, si potranno calcolare anche quelli più importanti che all’isola di Cherso si riferiscono. Così alla media annuale di Fiume .... 13,6’ » » » Fola.....14,2° » » » Lussinpiccolo . . 15,4° corrisponderà per l’isola di Cherso una media annuale oscillante
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1934
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— 43 — oltre, quando tratterò della pesca, quale importante mezzo di sostentamento per quelle popolazioni. Con questo chiudo la parte introduttiva del mio lavoro, che spiega le caratteristiche fisiche dell’isola. In essa ho cercato sopra tutto di far risaltare, dal lato geologico, morfologico, climatico, floristico e faunistico, tutti quei particolari caratteri, dall’insieme
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1934
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— 40 — per la qualcosa accennerò soltanto in generale alle forme più comuni ed in particolare a quelle più caratteristiche, che valgono cioè a provare una certa affinità fra la fauna dell’isola e quella delle terre circostanti. Parecchi furono gli studiosi naturalisti che se ne occuparono, tra i quali ricorderò in modo particolare il Ger-mar (1), il Dejean (2), lo Strohl (3) e il Depoli
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Pirano 87 Le onde, cullandosi, sprigionano verdi scintille; l’insenatura d’Isola è avvolta nelle tenebre nere, il vento del vespero spaglia di tratto in tratto su quello specchio milioni di rubini ; cupo come un cipresso campeggia il campanile d’ Isola immerso nelle nebbie grigiastre, che salgono alle spalle della città e s’accavallano sopra il dosso violaceo del monte Ronco.
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1718
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, red-it incolumis ad fuos. ibid. Canali imperatori fe conjungit » 743. Claffis legatus Coriftam fe confert. 812. Venerius (Leonardus) orator , a Mediola-nenfibus trucidatur. 686. Venerius (Robertas) Rodigii praefedus. 828. Venerius (SanSles) copiis inMediolanenfem, praeficitur. J4.t~ Veneti.' unde orti.i. 17-. Veneti imperii qui olim fines . 2r. Veneti dominii in mare prima aufpicia . st.-Venetiae
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1934
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1829
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5 PREFAZIONE DELL’AUTORE La Grecia moderna è poco cognita fra noi. I due viaggiatori che V hanno osservata più accuratamente , cioè. Choiseul-Gouffier e Felice Beaujour ce la fecero conoscere soltanto, il primo sotto il rispetto delle sue antichità , ed il secondo del suo commercio. Tournefort ed Olivier non ce ne descrissero che l’isole ; e tutti gli altri
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