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ripatriar, andò aChers-so, dove Irovò sier Antonio Grimani, olim capetanio zeneral nostro da mar, ivi confinato, molto grasso, in odo. A dì 27. Fo preso parte, in gran conscio, che li rezimenti di là da Quarner non sotozasi a la parte di servir di bando, perchè, timore turcarum, ogniun refudava etq. Ave G94, 128; et in pregadi prò 123, et 14 di no. Qui noterò li oratori veneti erano fuori a Roma: a papa
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di pagar quelle zente yspane, quanto parerà a la beatitudine pontificia, licet siamo su grani spesa di zente, e altre particularità. E fu preso. Noto. È sta manda, per colegio con li cai di X, a Treviso, a le porte, alcuni veneti, erano prima, utpatet. Item fanti, et termina mandarvi 500 cavali a custodia. Item, partì ozi di Chioza la galia, soracomito sier Antonio Lion, con li danari per levar li cavali
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del Trevisan, 487. Marin......, sopracomito, 25. » Alvise, segretario del provveditore generale Capello, 16, 81, 86. » Benedetto, 130. » Carlo qu. Antonio, 348, 363, 565. » Giovanni, qu. Antonio, 356, 416, 418, 452. » Girolamo qu. Giovanni fu podestà e capitano di Treviso, 139. » Nicolo qu. Antonio, qu. Giovanni dottore, 256, 259, 277, 348. » Nicolò qu. Pietro, 164. Marina, galera, 50, 74. Marinai veneti
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con venitiani, e se intendeva che l’orator de’ veneti havia mandato da l’im-perador corieri a la Signoria, eli' è segno di bona praticha; e tractando di pace, dubita sia parole, perchè el si dice, l’imperalor è incognito a Verona. Beri furono letere di Napoli, come era gionta l’armata del re catholico, da circha 85 velie, e, per quanto me disse Flisco, sono 1200 cavalli e fanti 2000, ben*
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rege suo. ltem, che le zènte di confederati hanno aquistà Lignago et Treviso, e preso 11 zenthilomeni, noviter erano in diti lochi rectori, et che bisognava mandar veneti a peschar e tesser justa l’antiqua Ihoro consuetudine; exortando il re a voler intrar con lhoro in la liga di Cambrai e recuperar la soa Dalmatia, qual è 300 insule, 14 terre episco-pal et do provintie, et li oferivano 1’ armata
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sia a nome de l’imperio e non di la caxa di Austria, e hanno prolungato la dieta, perchè voleno aldir li oratori veneti prima che fazino diliberation. Poi esso orator Grassis scrive eli’ el re si duol dii papa per haver levato la schomunieha, et non sì fiderà in soa Santità, havendolo per sospeto, ne voi acordo niun con venitiani etc. ut in litteris. Et di’ el papa disse vedete quello che temo, questi tre reali
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sanctissi-inain rempublicam venelam lotis vìrìbus noslris, qui-buscumque remanserint facullalibus adservari opera; precium sit et quanto res ha;c viribus erit magis ardua noslris, tanto uberiores sperate fructus, cives sapientissimi. Nani veneti nostra; saluti consulentes salvali! quoque reddenl ol urbem veslram el ipsius urbis dignìtatem. Cujus quandocumque memores illustrissimi veneti reddenl vobis
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papa, 6 di Franza et 6 di Spagna, e che prometeano di conservarli, to-lendo la dita Dalmatia di man di questi veneti che tolseno Cremona contra i pati, che chiama il suo roy franzoso e quel re di Hongaria nostro soldato, ohe hanno tolto terre a l’imperador e fato trieva con esso imperador senza sapula dii roy, e altre cosse assai, disse, adeo stomachò chi l’udite parlar; et per il reverendissimo
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iSanti Joannis Bauli Venicijs. Irnperator ductor eques milesque Dyonisi Naldi conductor hic ossa, hic juniorem Ferdinandum Regno a Gallis pulsum restituit Fiorentina rempubli-cha pedi inlui prefectus ornavit, veneti dignitatem imperij sustinuit, fide et fortitudine incomparabili inter alios duces peditum prafectus patavium serva-vit moriens ex nimis vigilij hoc virtutis sue perpe-tuum agratissimo
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399 MDX, maislro è alozato a la Guida, vene a meza note, si parli e andò alozar a la Badia, e questa note fo liutaio uno ponte sopra l’Adixe a fronte la rocha di la Badia, e passò il capitano Uicardo, qualle andò a Castel baldo per auliguarda de le artellarie con la sua guarda, e andonò alozar a li Masi ; e colui che scrive dice non vi perdeti. Di Lignago, dii proveditor, di 21, hore 10 a li proveditori in Campo. Come voi se mandi datàri; et avisa inimici sono homeni d’arme francesi 1000, cavali lizieri 2000, fanti laliani erano a la guarda di Bresa 1300, per justo numero, guasconi 2000 bella zelile ben in bordine per justo numero, valesi ■ 1000 trista gente venuli quando si butò il ponte sopra Po, spagnoli tolti fuora di Verona 15000 bona fantaria, Zauoto 500 fanti, Jacomo Corso 500 fanti, bochc deartelarie 36. Hem, uno inzegner pisano, fo con la Signoria, lia fato intender a l’inimiebo le fosse largo di Lignago è piedi 40 e ì’aqua alta piedi 7, gran fondo di fango ; l’inimico dice esser gran forteza per il fango e stimano assai, dice torà l’aqua a Lignago e voleno far più roteili l’Adixe per anichilar l’aqua, voi ineter arlelarie a la rocha di Porlo per esser eminente e si non fosse alte voi alzar. A di 17 fo disputato andar a Campo a Lignago, alcuni volea prima andar a Montagnana, piar la volta di Vicenza, acciò il Campo più potesse mirar in Padoa; alcuni prima expugnur Lignago; alcuni frontar lo inimico far fato d'arme, perchè fugircsti essendo spaventati, e nulla fo termina. Quando si prese la Badia vene di qua cinque fanti dii Zitolo, uno Lorenzo da Fiorenza, da i segnali ut patet, dice: in uno consulto di capi in Lignago dito Jacomo da Novello, uno Palavisino fu nel castel- lo di Cremona mio fradello li fece uuo bello preseli - 1 ¡io te, se una giornata li tenevi a la Canda o doi al più tornava in drielo, ogni podio di riparo a le rote fate havevi lo intento, uno archobuso fu Irato li spaventava, non è tanta gente come credeti, el duella di Tcrmeni inlrò in Campo con 110 homeni d’arme per justo numero còmptilà la sua persona, cavali lizieri non si potè numerar, fantarie 77 copie di fanti 5 per justo, tutta la zelile in Campo pagala non sono 1100 homeni d’arme fantarie, in lutto 7500 alcuni capi, non vi spaventali ni fugieti cussi vilmente, se havesti salito il campo di qui lo spazavi : disordinatamente logiano 1’ uno da l’altro do mia : li vostri stralioli voleti levarvi dii riparo verso Verona ; el ducila di Ferara condusse 10 bodie di «ridarà in Campo, guastatori grandissimo numero, e ogni zorno ne zonze polvere e balote, volendo trare non basterebbe per uno giorno e mezo. Nota questa è relalio- M AGO IO. 400 ne di uno che manda questa leltera a li proveditori in Campo, è in Campo nimicho. Dii dito proveditor, date ozi a hore 11 in Campo a le Torre. Come eri sera mandò la compagnia di cavali lizieri di domino Luzio verso Zosan per saper d’inimici, et se incontrò in le scolte, crido-rono arme, et nostri si retirono e andono su certa costa dii monte e scoperseno gran fedii, judicho fusse il Campo, et mandono tre uno drio a l’altro a dir il Campo era alozato lì, e questa malina si dovea levar ; et per villani presi hanno inteso Carlo Beraldo e padoani questa nocte buta il ponte a Vo, si judicha per tutli voler dito Campo a la più curta andar a la volta di Padoa, unde fra’ Lunardo montò a cavalo con cavali 400 balestrieri a hore 4 di note, et poi tornati, qualli dicono questa malina si è levato per andar a la volta di Vo, over venir qui per modo tutli è di opinion di levarsi con il Campo et venir verso Padoa, et hanno mandato a Vicenza da li re-ctori el conte Lodovico di San Bonifazio, domino Dominico Busidiio, Andrea Mauresi e compagni lassati in Vicenza che si levino via e scorciamente lie-vino i falooneti; e non sa si sarauo levati, bisogna ringratiar Dio di ogni cossa eie. Copia di la lettera di missier Zuan Jacomo Triulzi, al proveditor Grif i. Magnifiee ac potens domine etc. lo non usarò tante cerimonie con la magiiificen-lia vostra, come solcno fare quelli altri, qualli non lassarono uno pregione se non facissino a mano a mano, non servare questi termoni con lei, perliò li mando liberamente missier Andrea Basilio, et prego la magnificentia vostra mi fazi mandar missier Bia-ximo Crivello: a la quale mi racomando. Ex eastris regis apud Montagnana 20 maij 1510. Tutto vostro Joan Jacomo Triulzi. A tergo : Magnifico ac potenti viro, domino Andrea Grifi serenissima; dominationis vene-tiarum proveditori ac capi fatico. A dì 23 in Colegio vene Felegim e siete con li 199* capi di X. Vene in camera dii principe prima domino Chieregato Nicolò orator di Vicenza, si duol dii levar dii Campo nostro e si dovea almeno lassar i stralioli in Vicenza, perchè la terra è in preda.
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al gran maistro, date a Bles. Che li scrive el resti ut in eis. Di V orator di Franza, è in Alemagna, al suo re. Chome l’imperator non a un bianco, dia venir in qua e va in la, e sfa 4 dì per acordarsi con veneti, poi à tolto esser col roy. Dii dito, al gran maistro. In conformità ut supra. Di Hìeronimo dii Conte, date in Campo. Chome non ànno vituarie, fa mal assai li stratioti e prendeno di lhoro
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sguizari, quarto che ’1 disturba l’acordo dii roy con Iugaltera, quinto che in la dieta di Alemagna fa il tutto non dagi favor a l’imperalor coutra veneti, sesto zercha Zenoa che ’1 desiderava far mutazion in quel stato; a le qual cosse esso Tioli rispose e ben. Poi era in zifra come de lì si feva gran preparamenti, et vede mo-tion di guerra, e venendo il re in Italia bisogna far provision
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veneti v. i nomi dei luoghi rispettivi, anche sotto la voce Venezia. Bambridge Cristoforo, vescovo Eboracense o d’York, cardinale del titolo di Santa Prassede, 7, 336. Bajardo, monsignor capitano francese, 295, 298. ^ Bajocense cardinale (o di Bajus, o di Bajosa) v. Prie (di) Renato. Bajon, v. Baglioni. Bajulotto Francesco, cittadino veronese, fu provveditore della Comunità, 194, 197, 209, 438. Bakàcs
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Zo (di) don Alvise, capitano delle galee di Napoli, 195. Luigi XII v. Francia (di) i*e. Lusignano (di) figlio naturale primogenito del re Giacomo, 388. » Giacomo, fu re di Cipro, 388, M Machmeth bei sangiacco di Sofìa, fratello di Malcho-zent Juralibech, 186. Maestro dei corrieri veneti di Roma v. Loreuzo e Rizzo Pietro. 35
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degli Stati Veneti 40 e segg. Carta del Basso Veronese e Polesine 45. Sorte Giulio disegn. Sua carta del Bergamasco 41 e nota 4. Smeraldi Smeraldo cartografo. Sue carte del Parmense 5°-Squarcione (Squareon) Francesco aut. Carta del Padovano (1465) a lui attribuita 37 nota I. Stechi Fabrizio cartografo. Sua carta del Piemonte e Monferrato (fine secolo XVI) 18. Sfigliola Nicolò Antonio aut. Suol rilievi
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— 38 — che diamo di questa carta e l’ottimo studio già pubblicato da G. L. Bertolini(l) ci dispensano da ulteriori considerazioni. 11 Bertolini ha anche ripubblicato due lettere del Bonifacio da Padova, la prima in data 20 dicembre 1602, con la quale lo storico trevigiano offriva al Magini per il suo Atlante questa carta del Trevigiano ed un’altra del Polesine, la seconda in data 28 gennaio 1603, dalla quale si rileva che il Magini aveva gradito il Polesine e dichiarava che del Trevigiano si era già servito. La somiglianza della carta maginiana con quella Rover-Bonifacio è molto maggiore che quella tra le carte maginiana e gastaldina del Padovano; solo la tecnica del disegno orografico è differente. Quanto alle fonti di cui il Rover potrà essersi servito, nulla possiamo dire ; certo è, come giustamente ha osservato il Bertolini, ch’egli ebbe tra mano e utilizzò carte d’origine e d’uso amministrativo (2). Del territorio veronese non conosciamo carte manoscritte anteriori alla metà del secolo XVI (3). La carta maginiana deriva dalla più antica carta a stampa di tale territorio, quella di Bernardino Brognolo, perito dei beni inculti, architetto e scrittore, edita a Venezia da Paolo Furlani nel 1574(4), più tardi altre volte ripubblicata, inserita anche, in dimensioni ridotte, nella edizione 1601 del “ Theatrum „ dell’Ortelio, utilizzata da Mercator per la carta “ Veronae, Vicentiae et Patavii ditiones „. Anche in questo caso le analogie sono strettissime, così per la idrografia, come per la situazione e nomenclatura dei centri abitati, non solo per tutto il territorio veronese propriamente detto, ma anche per la riva bresciana del lago di Garda e per il Trentino a valle di Trento. Il Magini ha soppresso le strade che figurano nella carta del Brognolo ; ha poi introdotto qualche correzione sul rame nell’area a nord di Mantova (5). La carta “ Territorio di Brescia et di Crema „, per tutta la parte che riguarda il Bresciano, presenta considerevoli analogie con la carta del Bresciano di Cristoforo Sorte (1560), della quale un esemplare a stampa, l’unico che io conosca, si conserva in una preziosa miscellanea di carte cinquecentesche posseduta dalla Biblioteca Marciana di Venezia (6). Essa misura circa cm. 41x69 ed è ad una scala assai superiore a quella maginiana (miliaria decem brixiensia = mm. 70). 11 piccolo quadro in basso, che contiene la scala, ha anche la scritta “ Brixiani agri descriptio in plano cum uicinorum | agrorum parte ad adscriptae scalae symmetriam j Cristophorus Sortes cho-rographus | Veronensis | MDLX „. Accuratissima per l’esecuzione, specialmente per quanto concerne il rilievo e 1’ idrografia, la carta è anche ricchissima di dati e ci appare in complesso come un prodotto veramente eccellente, eseguito sulla base di ricognizioni dirette (7) ; la riproduzione a stampa è peraltro un po’ trascurata e forse riori abbracciano in realtà un territorio assai più vasto. Di carte manoscritte si conoscono finora una carta parziale del 1546 descritta da Marinelli, Saggio, n. 57, il «Disegno del Trevisan» di Cristoforo Sabbadino (1558) testé riprodotto in Antichi scrittori di idraulica veneta, già cit., e tre disegni della nota Miscellanea Ambrosiana (nn. 15, 41 e 44). (1) Bertolini G. L., Note alla carta del Territorio Trevigiano nell*Atlante Magini; in «Boll. Soc. Geogr. Ital. », 190, 6pag. 69-78. (2) La carta del Rovere è migliore di quella del Sabbadino citata a nota 3 a pag. prec. e si basa su elementi essenzialmente diversi. (3) L’Archivio di Stato di Venezia ha riacquistato di recente una grandissima carta dipinta su pergamena (m. 3.05X2.22) che rappresenta il lago di Garda e i territori a sud e ad est di esso con Verona e dintorni, la quale è da ascrìversi alla metà del secolo XV ed è la più antica carta finora nota della regione. Apparteneva prima all’Archivio di Stato di Vienna ed è descritta da A. Feuerstein, Die Entwicklung des Kartenbildes voti Tirol bis utn die Mitte des X VI Iahrhunderts ; in « Mitteil. K. K. Gesellsch. in Wien », 1912, pagg. 350-54, ma per la sua importanza meriterebbe uno studio speciale. Non abbraccia peraltro 1’ intero territorio veronese e non ha relazione con i prodotti cartografici posteriori. (4) La carta (Marinelli, Saggio, n. 576) assai rara, misura circa cm. 35X52» e» contrario di quella maginiana, è orientata col nord in alto. La scala è poco dissimile (io miglia = 64 mm.). Ha in alto a destra una lunga dedica a Nicola Rambaldo firmata Paolo Forlani, con la data «Di Venetia A’XXV ottobre MDLXXIIII». Ne ha copia la Bibliot. Comunale di Verona. Conosco due ristampe dallo stesso rame, una « appresso Simon Pinargenti » e una con la data modificata « A’ XXV ottobre MDCC (sic) » con le forme di Francesco Vaìegìo e Stefano Scolari. (5Ì P. es. Marmiruolo e Castione avevano originariamente posizione diversa. Le correzioni furono fatte in base ai materiali avuti più tardi per migliorare la carta del Mantovano (cfr. pag. 35). Tra questa e la carta del Veronese esiste qualche divergenza. Si vegga ad es. la situazione di Castiglione Mantovano. (6) È una miscellanea del tipo delle così dette Raccolte Lalrery, portante la segnatura 138. C. 4. La carta non è registrata nel Saggio del Marinelli ed è, per quanto mi consta, ignota agli studiosi. (7) Ciò è confermato dal fatto che la carta non presenta analogie con carte anterioriori del territorio bresciano. Di queste ne conosco tre, due manoscritte e una stampata. Esse sono : Io) Carta disegnata su pergamena misurante cm. 42.2X3°? c^ie faceva parte di un manoscritto «Privilegi della
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in Francia, 193, 221, 296, 352. » oratore agli Svizzeri, v. Pucci. » oratore all’ Imperatore, 216, 257, 299, 418. » oratore in Inghilterra, 314, 341, 342. » oratore o legato alla Signoria di Venezia, v. Averoldi. Papafava Francesco, nobile padovano, 130. Papalisti, nome dato ai patrizii veneti in rapporti di parentela con prelati della chiesa, 475. Paradiso, casa patrizia di Venezia. » Marco, fu de’Pregadi
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Illustrissimi Domi ni i Veneti, expresse ut supra non adjudicala Cesareie Majestali, infra dicium tempus Ireugarum sint et remaneant in omuimoda juris-diclione pradiclorum Dominorum Venelorum, una cum castro Portusnàonis, Belgradi et Castrinovi ac Quadrivii cum aliis villis, juribus el perlinentiis suis hactenus a tempore Ireugarum et cilra possessis per ipsos Dominos Venetos, esclusa pcnilus Ca;sa-rea
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, ac Imperator scribae suo legendas tradi-dit. Perlectis litteris, assedit Imperator in curali sede; post id jussil Electores ac Cardinales sedere. Cum Iti consedissent, ad Cornelium et ad me delala t'uere sedilia teda panno serico. Ego, cum mibi non licere sedere eoram Imperatore dixissem, inslabat Imperator, veruni me arroganti* qua a pluribus veneti notari solent insimularet. Asserui mibi magis
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1970
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615 INDICE DEI NOMI DI PERSONE E DI COSE 616 288, 289, 290, 291, 298, 302, 303, 304, 308, 311, 323, 327, 329, 356, 377, 379, 381, 384, 386, 406, 415, 417, 418, 433, 434, 437, 438, 452, 460, 473, 480, 533. Papa Paolo li (ricordato), 442. » Pio II (ricordato), 304. » (del) elezione, 225, 226, 228, 230, 232, 237, 238, 246, 249, 259, 260, 261, 273, 274, 275, 277, 283, 284, 286, 288, 289, 290, 291, 293, 301, 302, 323, 325, 326, 330, 331, 332, 333, 340, 341, 347, 348, 354, 356, 357, 358, 363, 364, 367, 369, 374, 376, 377, 378, 379, 380, 381, 382, 383,'384, 385, 387, 396, 412. 414, 416, 425, 431, 435, 451, 452, 455, 475, 476, 479, 492, 505, 507. » (del) famiglia, 261. > (del) genti d'armi, o campo, 10, 11, 15, 23, 24, 25, 27, 28, 29, 34, 38, 39, 41, 43, 44, 50, 52, 54, 62, 63, 66, 69, 74, 76, 77, 78, 79, 80, 83, 85, 87, 88, 89, 90, 92, 93, 95, 96, 105, 108, 109, 110, 112, 113, 115, 117, 118, 119, 120, 123, 124, 125, 126, 131, 133, 134, 136, 141, 142, 143, 144, 146, 147, 148, 149, 152, 155, 162, 165, 166, 167, 168, 171, 173, 174, 175, 181, 183, 184, 185, 186, 188, 189, 202, 204, 206, 209, 228, 240, 260, 273, 275, 276, 277, 282, 284, 286, 294, 296, 308, 321, 323, 354, 355, 364, 308, 374, 375, 391, 393, 394, 403, 437, 442, 460, 475. Papafava Francesco, cavaliere, oratore a Venezia della comunità di Padova, 403. Parici di Cipro (specie di servi della gleba), 101. Parigi (di) parlamento, 393, 435, 468. Parma (da) Agostino, contestabile al servizio dai veneziani, 68, 74, 76, 201, 508. Paruta, casa patrizia di Venezia. » Girolamo, podestà di Montona, 445. Pase Sebastiano, ragionato, 133. Pasjualigo, casa patrizia di Venezia. » Andrea, qu. Pietro dottore e cavaliere, 128, 316. » Giovanni Aivise il grande, qu. Cosma, 30. » Lorenzo da Londra, qu. Filippo, 34, 43, 75. j> Nicolò, fu della Giunta, qu Vettore, 10. » Pietro, dottore e cavaliere (ricordato), 348. » Vincenzo, qu. Francesco,qu. Filippo, 128, 316. » Sebastiano, qu. Cosma, 366. Pasquino, statua a cui si appendevano le satire in Roma, 275, 289, 302, 415. Passerini Silvio, di Cortona, cardinale prete del titolo di s. Lorenzo in Lucina, 234, 262, 263, 275, 284,323, 329, 356, 357, 380, 384, 385, 413, 443. Patriarca di Venezia, v. Contarmi Antonio. » greco di Costantinopoli, 14. Pavia (di) Frate (il), contestabile al servizio dei veneziani, 508. » vescovo, v. Monte (del) Giovanni Maria. > gentiluomini, 274. Pedrocca Giovanni Maria, cittadino bresciano, 457. Pedrone Nicolò, cittadino cremonese, 212. Pelissa, v. Palisse. Pellegrini di Gerusalemme, 96, 99. Pellizon Francesco, mercante milanese a Venezia, 17, 467. Perduzi Baldassare, sopramassaro dei biscotti a Cor- fù, 53. Perl (di) monsignore, capitano francese, 178. Perl pascià, primo visir, 21, 22, 266, 343. Perdo Bernardino, dimorante a Venezia, 359. Persico (Persego) (di) Cristoforo, cittadino cremone-213. » > Francesco, conte, cittadino cre- monese, 211. » » Giorgio,cittadinocremonese 212. * » Giorgio (di) nipoti, 212. Persia (di), casa regnante. > Ismail, sofl, 195. » esercito, 96. Perugia (da) Antoniazzo, contestabile al servizio dei veneziani, 440. » » Giovanni, contestabile al servizio dei veneziani, 508. » {di) comunità, 361, 362. Pesaro (da ca’ da), casa patrizia di Venezia. » » Agostino, fu auditore nuovo, qu. Andrea, 337. » » Antonio, podestà e capitano a Tre- viso, qu. Leonardo, 87. » > Antonio, fu sopcacomito, qu. Fran- cesco, 60. > » Bartolomeo, qu. Andrea, 321. » » Bernardo, di Pietro, 130. » » Francesco, fu avogadore del Co- mune, qu. Girolamo, qn. Luca procuratore, 306. > » Francesco, capitano a Verona, qu. Marco, 26, 112, 176, 220, 324, 370,451,487. > » Francesco, qu. Leonardo cavalie- re, 128, 317. » » Francesco, qu. Andrea, 321. » * Giacomo, vescovo di Paio, 206. > > Girolamo, fu capitano r Pado- va, provveditore generale in tamrferma, qu. Benedetto procuratore, 9, 10, 15, 16, 18, 20, 27, 35. 49, 52, 53, 55, 62. 67, 69,73, 74. 75, 76, 77, 78, 79, 81, 86, 88, 89, 92, 93, 94, 97, 105, 107, 110, 114, 117,
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