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1917
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74 II - Nell’Albania Centrale zione! Enormi olmi, ognuno dei quali può riparare colle sue chiome cento o duecento persone, Populus tremula e Salix argentea con tronchi di diametro straordinario rappresentavano la potenza di quei terreni coltivati nella proporzione del cinque o al massimo dieci per cento. Da Cafarani a Fracula corre un’ora di strada; ma, calcolando che per il naturalista
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1917
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28 I - L’Albania fiume commerciale dell’Albania, è la Bojana, emissario del lago di Scutari, che ha un corso di circa 35-40 chilometri e unisce il lago con il mare: essa è navigabile con vaporetti del pescaggio massimo di 6 piedi inglesi con le massime acque alte. Queste dipendono dalla stagione. Se l’inverno è piovoso, il loro periodo è di qualche mese, ma se è asciutto esso è invece molto breve
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1917
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42 II - Nell’Albania Centrale coste: a Gianina, Monastir, Berat, Scutari, Cettigne giungono solo prodotti austriaci; alla capitale del Montenegro mercè lo scalo di Cattaro (e non di Antivari come si crede, perchè questa città non è ancora collegata a Cettigne con una strada carrozzabile ed inoltre dista assai più di Cattaro); agli altri centri turchi mercè gli scali albanesi ed epiroti
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1917
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30 I - L’Albania la metà del prodotto: quando il proprietario fornisce il materiale ed il bestiame, al contadino non resta allora che la terza parte. In genere le condizioni sociali del paese hanno tenuto la popolazione rurale nello stato più miserabile e la mancanza di sicurezza e la barbarie dei Turchi la gettarono nell’inerzia e nell’indifferenza, sicché il contadino coltiva
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1917
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IO I - L’Albania gare il passo di un fiume (Acheronte) nell’altra vita. A quest’uso si riferisce il ciuffo (perce) che gli Albanesi risparmiano sul cucuzzolo della testa completamente rasata: questo uso è certo di origine orientale e forse importato dalla dominazione turca. Resiste ancora l’usanza di incoronare con giovani virgulti le teste dei buoi alla festa di S. Giorgio
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1928
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che fu fatto dopo l’Unità verso l’Austria: non potendo vivere con la Jugoslavia in istato di guerra permanente, formulare con lei un patto di amicizia. Le vicende del tentativo sono note. Come tutti i matrimoni d’interesse, esso naufragò nei primi scogli. La Jugoslavia vi si era indotta neììa speranza di aver mano libera in Albania. Il patto di Tirana sconvolse i suoi piani e dimostrò che nessuna intenzione di pace
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1934
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— 347 — ta dei mezzi necessari per sostenersi ed esercitare con maggior frutto il suo ministero in prò d’una Nazione tanto bisognosa di aiuto come è l’Albania. Tanto per dovere di coscienza » (1). Così parlava uno dei più genuini figli di S. Francesco che abbia messo il piede in terra albanese. Egli faceva eco al suo degno confratello Mgr. Fulgenzio Czarev Arcivescovo di Scopia. Le ombre
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1934
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il Cattolicismo che si manifestarono a varie riprese nel Sud dell’Albania non hanno mai avuto alcun successo: mancò l’uomo capace di dirigere? Forse che sì e forse che nò; il fatto vero è che in Oriente tutti i movimenti in massa sono determinati da antagonismi politici in cui si mescolano variamente le ambizioni e gl’interessi. Non bisogna mai dimenticare che forse non meno dell’Oriente più lontano, russo
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1940
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304 LEONE VERONESE lasciato soli nei vostri sacrfici e con voi anche noi vogliamo un’Albania grande e forte». Parla poi il professore Giuseppe Shirò che dice: «Io non sono padrone della parola in questo momento; io non so dire, o fratelli, ciò che il cuore sente». L’oratore confuta la triste e calunniosa leggenda che gli Albanesi sono barbari e refrattari alla civiltà, additando ai nemici
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1806
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)C 94 K ARTICOLO li\ Il Commissario Generale comanderà la Ma^ ì'ina a Venezia e ne’Porti dipendenti. Egli avrà sotto i suoi ordini tutte le Truppe della Marina, 1’ Arsenale, il Porto, e generalmente tutto ciò che appartiene alla^ Marina stessa dipèndente dalli Stati Veneti e Terraferma * Istria, Dalmazia ed Albania Veneta * Articolo III. Vi saranno de’Capi per ogni principale ramo
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1901
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PARTE I. Notizie geografiche ed etnografiche. Capitolo I. Geografia fisica. La piccola e la grande Albania. Il popolo albanese. — Il popolo albanese o Shki-petaro (i) è un antichissimo popolo, fiero, valoroso, amante deli’ indipendenza e della patria, del quale potrebbe dirsi ciò che lo storico romano Cornelio Tacito disse della piccola nazione germanica dei Longobardi
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1833
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TAVOLA GENERALE DELLE MATERIE CONTENUTE NELL’ARTE DI VERIFICARE LE DATE Avanti l’ Era cristiana. A Abiadene (re di) Tom. Il, pag. 498. Agidi (re della famiglia degli) a Lacedemonia III, 33y. Agrigento (tiranni di) III, 3j5. Albania ( re di ) II , 4go. Anno consolare IV, iog. Annf avanti 1’ era volgate (degli) I, LII. Anni scorsi da Adamo sino alla nascita di G. C. I, XXXIX. Anni di Roma
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1970
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VENUTO, DALMAZIA E ALBANIA 655 MERANO MAINAR DO II E ALBERTO II CONTI (1258-1271) (A pag. 98, dupo il 11. 47). Crosso D + : COMES J TIROL J C. proc. aquilino, g * DE MR RR HO C. sopra. D. 19; p. gr. 1,55. C* SM 47». Id. P + COMES J TIROL- * C. prec. 9 Tutto c. sopra. R M Tr. A pag. 99, a >inistr.i del n. 50 aggiungere in margine VII, 11. (A pag. 99, dopo il n. 68). 58». Id. 0 + COMES
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1970
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VENETO, DALMAZIA E ALBANIA 653 MARIA TERESA D’ABSBURGO IMPERATRICE E CONTÈSSA DI GORIZIA (1740-1780) (A pag. 78, dopo il n. 46). 46*. Soldo. B 0. prec. 9 -1 • || SOLDO || 1767 • || G • || G. sopra. R M. Tr. (A pag. 79, dopo il n. 48). 48*. Id. B C. prec. I> • 1 • || SOLDO || 1767 • || • H • || (1. sopra. R M. Tr. (A pag. 79, dopo il n. 53). 53a. Id. B C. prec. 9 • 1 • || SOLDO || • 17
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1798
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X 307 X Venezia. *798- .! Giugno * Pag. 16 Tutte le Relazioni ec. Repristinate al libero commercio le imbarca, zioni provenienti da Cattaro, Castel Novo, Budua , Curzo-la, e Stato di Ragusi per il contagio cessato nell5 Albania Ottomana 186 18 L attenta ed istancablle vigilanza ec. Preservativi dalla molestia de’ cani rabbiosi 198 Padova: 1798. Aprile. 4 Dovuto ec. Tariffa per le esazioni
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1829
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s6 Capitolo lxvj. Bagno di Costantinopoli. Trattamento dei prigionieri Francesi in quel luogo. Il pascià di Albania aveva spedito a Costantinopoli le teste de’Francesi morti sul campo di battaglia di Pre-vesa, ed erano esposte alla porta del serraglio qual monumento di grandiosa vittoria. Tutti i luoghi risuonavano delle grida di gioia e del furore della plebe, quando i soldati Francesi
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1829
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in Albania. Il romoreggiare del cannone di Corfù che assediavasi allora , gli a-bitauti dell’isola , nella quale aveva preso posto , lo avvertirono della guerra tra la Francia e la Turchia. II timore d’essere obbligato a restituire aveva tenuto lungamente incerto il corsaro sulla condotta che doveva tenere co’ Francesi. Ma appena ebbe conosciuto lo stato delle cose , dimostrò la più grande sod-dislaiione
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1829
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153 polmoni , ed in generale tutti gl’intestini. Gli Arcadi allevano dei cani molossi , la cui razza si è conservata in Albania , e gl’impiegano contro i lupi, gli iacali e le volpi, tutte bestie die da quei terribili cani vengono strangolate. Quei fidi animali accom-gpgnano inoltre i pastori , vegliano giorno e notte presso alla greggia, e mostrano tanto zelo ed intelligenza quanto i nostri cani
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1933
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92 LEDVINCA aspettava un vino migliore e un’osteria meno schiamazzante, meno avvinazzata, e più italiana. Si sta meglio alla pineta. Il nostro grammofono può ancora supplire bene l’orchestra. La nostra cucina può supplire ancor meglio qualsiasi bar. E il racconto di Jacki : Albania, ratti, congiure, rapine, suppliscono l’ondeggiare di una folla viva, richiamando tutta la vita passata
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1829
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d’inverno, perchè quei contorni sono meglio coperti , e perchè la temperatura è colà più dolce che verso la Bolina eTebeleni. L’abitante dell’alta Albania coltiva le sue viti , e le sue campagne , e raccoglie le sue ulive. Si occupa inoltre a tagliare nei boschi le quercie atte alla costruzione, che si trasportano al punto più vicino della costa. I Sa-goriati, liberi fra le loro montagne, menano una vita
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