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1932
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Progressi e lacune dell’Albania geografica 133 ressarono direttamente l’Albania nel periodo 1813-1929, senza contare quelli propagati dai prossimi centri sismici della Grecia occidentale (Zante, Santa Maura, ecc.); gravissimi, o per ampiezza dell’area interessata o per l’entità dei danni arrecati, quelli del 12 ottobre 1851, del 14 agosto 1855, del giugno e luglio 1905, del 15 febbraio 1912
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Della lingua albanese e della sua letteratura, ecc. 121 deducesi che a voi si appartiene l’Albania e che voi ne siete il legittimo Padrone e Sovrano ». Or è da notarsi che i sacerdoti albanesi, che siano stati educati nel Seminario di Palermo, hanno l’obbligo, assunto per giuramento voluto dalle regole dell’istituto, di esser pronti ad accorrere per le missioni in oriente ad ogni invito
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1932
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136 Roberto Almagiì PROVINCIE distretti POPOLAZ. 193# Valona Valona . Chimara 44.746 8.715 53.461 Il totale della popolazione del Regno di Albania, 1.003.094 ab. (1), può apparire alquanto esagerato in confronto al totale del 1923, che dava 814.485 ab. Que-st’ultìma cifra, viceversa, andava abbastanza bene d’accordo con i calcoli che si avevano precedentemente da varie parti; l’aumento di 188.609
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gli Albanesi K itabzys, i senza libri, quasi che lo stato deplorevole in cui versa tuttoria l’Albania, anche dal punto di vista della cultura, non sia dovuto principalmente alla loro infamia ed al mal governo che essi riuscirono ivi ad esercitare per quasi cinque secoli, dividendo gli animi del-l’indomita popolazione, tentando di cancellare ogni traccia di civiltà antica ed impedendo ogni risveglio
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1932
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e di quasi tutti i principi cristiani, il Castriota rifiutò la pace propostagli da Amurat II a condizioni assai vantaggiose, l’Albania divenne il teatro di una guerra più che mai accanita, delle battaglie più micidiali, delle più lacrimevoli devastazioni. La efferatezza turca tutta si riversò sulla mieera e gloriosa nazione, che, per quanto anche allora provasse al mondo come i suoi figli sappiano morire per la santità
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, quanto di tutto il costretto dell’Albania verso « ponente, non vogliono essere sottoposti adì alcun go-« verno, ma vivon con gran libertà » (4). Si governavano con le loro leggi tradizionali, purtroppo ancora informate a ferocia e a barbarie, ma nell’insieme c’era sempre dell’ordine e della disciplina tra loro, e sopratutto unione strettissima quando fosse necessario combattere il nemico. Il nostro Missionario lo rileva
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1932
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e nei Parlamenti. Del resto non ci mancano affatto nei riguardi dell’Albania i più chiari elementi per sostenere che ivi siffatti ideali sono ancora assai ben lungi dal nascere, malgrado l’esperimento che la Francia, da qualche anno, tenta nella città di Korca, come non ci mancano affatto le prove per sostenere che, in pieno secolo XV, lo stesso Skanderbeg fu piuttosto un supremo condottiero militare
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1932
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del P. Antonino Brancato, e perchè serva di eloquentissima prova di ciò che, in tempi non molto remoti, pensavano gli Albanesi, più che mai desiderosi di sottrarsi alla tirannide turca, sento il dovere di ricordare a questo punto che di lui ancor ci resta una breve memoria sul « Diritto che hanno li serenissimi Re di Sicilia sopra l’Albania, onde possano intitolarsi ancora Re e Despoti, cioè signori
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1932
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Della lingua albanese e della sua letteratura, ecc. 113 di lui, accenno solo al piccolo e prezioso libro intitolato « L’Albania, quale è stata, quale è, e quale sarà », stampato a Bucarest nel 1899, e poi a Sofia nel 1907, e tradotto in turco, in greco moderno ed in italiano. È dettato in prosa tosca abbastanza pura, e meglio che di dottrina storica, è pieno di buon senso e di una rara prudenza
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1932
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Della lingua albanese e della sua letteratura, ecc. 77 potendo acconciarsi a subire la prepotenza del vincitore, nè a rinunziare a quella fede per la quale non avevano dubitato di mettere ad inevitabile rischio e vita e sostanze. Orribili più che mai divennero in seguito le condizioni dell’Albania, così descritte da Paolo II in una lettera al Duca di Borgogna : « Albanenses partirti caesi gladio
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Nicolò Marcello successore del Tron, e, per la stessa ragione, del da venti, denominato invece Marcello. Nicolò Marcello adunque, siccome ho detto testé, fu il doge successore di Nicolò Tron. Fu eletto il dì 13 agosto: era procuratore di san Marco, e contava 1’ età di 76 anni. CAPO IX. Guerra coi Turchi nell’ Albania. Gli avvenimenti della guerra, dopo la ritirata de’persiani, per cui non rimaneva
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1852
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stato e per riservarsi in ogni evento una via di riconciliazione coll’ imperatore. Ed in conseguenza del conchiuso trattato, il papa ed i fiorentini concessero al re di Francia il passaggio di sei in settemila uomini sul loro territorio, i quali sotto il comando del duca di Albania dovevano marciare verso Napoli. Francesco 1 spedì a Venezia il bali di Dijon, a manifestare al senato la sua allegrezza
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1850
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E UNO CALLION. MDXXXI. ADI X. OTOB. « QuCStO ga- * lionc, scrive il Casoni (1), portava 128 bocche da fuoco. » CAPO XVII. Rinnovamento della guerra nell’ Albania. Nel mezzo delle pubbliche allegrezze per 1’ esaltazione del nuovo doge Andrea Vendramin, giunse in Venezia a contristare gli animi il dispiacevole annunzio, che i turchi avevano ripigliato le armi a danno dell' Albania. La tregua con Mahomet
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ANNO 1694. 93 CAPO XXIX. Guerra in Dalmazia. Frattanto la guerra continuava con tutto 1’ ardore e con felice successo nella Dalmazia, ove il provveditore generale Gerolamo Dolfin (1) vagheggiava da lungo tempo l’acquisto dell’importante piazza di Citclut, perche con questa si formava una linea di confine dall’ estremità dei morlacchi sino all’ Albania donde poi a Cattare, si assicuravano
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1854
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anno 1721. 371 a (ulte le dubbiezze e i sospetti sì della repubblica, che della corte imperiale, perciocché il sultano era invariabile nella sua risoluzione di voler osservare in tutta la sua pienezza il trattato di Pas-sarowìtz. Eppure, ad onta di tutte queste proleste, il gabinetto turco progettava un’invasione dell’Albania veneziana ; ed il progetto avrebbe avuto il suo adempimento
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1854
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e nulla più. Non contento il Mocenigo di questi vantaggi marciò verso Antivàri nell’Albania, nel mentre che il generale Angelo Emo operava contro Ottovo, Zarine e Popovo, e se ne rendeva padrone. Tosto-chè 1’ armata veneziana comparve nell’ Albania e fu dinanzi ad An-livari, tutto il paese pigliò le armi in suo favore ed ajutolla a rispin-gere le sortite della guarnigione. Ma ciò non bastava per impadronirsene
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1853
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la sopradetta capi-tulatione et in fede delle verità sotto scriverò di mia man propria et la sigillarò col sigillo di san Marco. * » Capitolo della difficolta'. » Badoaro. • Et di più nell’Albania et nel paese della Schiavonia i luoghi, che al presente alcuni sono posseduti dalla nostra parte et alcuni in mano della serenissima Signoria di Vinetia, li confini et ville delle terre, che sono in mano
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1854
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: in esso avevanvi altresi la rocca di Yergovaz, piantata su di un’ alta e sassosa collina, e custodita da un ulTìziale, che portava il titolo di sopraintendente ; cd il forte di Opus, cretto nel 1685 dal veneziano generale Valier in una ¡soletta del fiume Narenla. Le rovine della famosa città di simil nome non n’erano discoste di troppo. Dalla Dalmazia passiamo ora nell’ Albania, ove quattro distretti
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1904
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Albania, and Dalmatia south of the Cetina. For many centuries they recognised no central authority, but were divided into tribes, of which the most important were the Diocletiani or Docletiani, who occupied what is now Montenegro and part of Albania ; the Terbuniotae, whose country, called Terbunia or Tribunia or Travunia, centres round the modern Trebinje, with the semi-independent southern district
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1904
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his treaty rights over them. Venice, having lost with Dalmatia her chief naval base, turned her attention towards Albania and the adjoining Slavonic countries. She had at one time occupied Durazzo (1205-1208), and through her colonies in Dalmatia had come into contact with the Albanians. Now that her influence in the former country was destroyed, and that she had lost a large part of her mainland
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