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con un Italiano ha i suoi uomini, le sue forze e i suoi segreti per riuscire. Ma è sempre meglio non farne niente, e aspettare che il destino dell’Albania maturi da sè. Maturerà, state sicuro, e si affiancherà al nostro. — Ma « chi sveglierà, Marchese, la Valchiria schipetara »? Sono parole di V. E. del 1902; e « se Sigfrido venisse dal Vardar »? — No, no. « Poche ore di mare separano Brindisi da Valona
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li ha difesi e salvati dalle mire dell’Austria-Ungheria, e dalle cupidigie jugoslave e greche dopo la guerra; dall’Italia, che ha profuso in Albania miliardi e sangue; e che sola ha impedito che l’Albania venisse irreparabilmente smembrata. Discutere completamente le condizioni dell’accordo non è possibile, perchè esso ha una portata politica che forse supera quella che si poteva prevedere
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1940
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FORTUNOSO SALVATAGGIO DELL'INDIPENDENZA ALBANESE di Saseno rende innocua Valona, sibbene è vero che chi riesca ad impossessarsi di Valona può buttar fuo-ri di Saseno qualsiasi presidio di eroici marinai. Il ritiro precipitoso e vergognoso dell’Italia ha ancora più accentuato lo stato di anarchismo in cui già l’Albania versava. I popoli balcanici e i loro governi hanno avuto la sensazione
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e nazionali, furono diversi i tentativi di accordo; ma i contrasti personali non seppero tacere neppure dinanzi al bene supremo della patria e tutti fallirono. Ad aggravare la situazione interna dovevano presto aggiungersi le rivolte nelle regioni dell’impero e special-mente in Albania e in Macedonia. In Macedonia ripresero già nell’inverno 1911-12 le gesta dinamitarde dell’O.R.I.M., tendenti
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VICENDE E PROBLEMI DEI BALCANI doveva attirare su di essa anche l’attenzione e l’interessamento delle Potenze europee. Per l’Austria esercitare un’influenza predominante sull’Albania voleva dire avanzare coi suoi interessi economici e politici verso il Mare Jonio e di là verso l’Egeo: era una tappa del suo Drang nach Osten. Per l’Italia la regione albanese costituiva una zona di transito
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pareva avesse persuasi i turchi ad accordarsi coi bulgari. L’8 di aprile 1904 un accordo fu conchiuso fra i due stati e fu tale da sedare per qualche tempo i moti rivoluzionari bulgari come le cruente repressioni turche. Nella stessa epoca il ministro Tittoni si abboccava ad Abbazia col ministro austriaco Goluchowski precisamente allo scopo di far valere quei diritti italiani, specie per l’Albania
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. L'opposizione formata dai nazionalisti serbi ortodossi ne era inasprita al punto che la fortuita coincidenza del funerale determinò lo scoppio della passione popolare, ad un tempo politica e religiosa. io. Collaborazione italo-albanese (1927-1937). L’Albania, dall’assunzione della forma monarchica con re Zog (i° settembre 1928), non ha avuto nè all’interno nè verso l’estero complicazioni meritevoli
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, il governo ottomano offrì all’Albania di rispettarne l’indipendenza contro l’impegno di fornire annualmente soldati all’esercito turco. Piacque il patto alle belligere popolazioni albanesi, che l’accettarono e lo mantennero poi attraverso i secoli fedelmente. Il dominio turco impoverì ed inselvaggì l’Albania; e il contatto con la capitale musulmana aprì le porte all’islamismo che fece fra gli albanesi
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sul nascere la nuova potenza serba che le sbarrava la via dell’oriente. Era per altro evidente la impossibilità, non fosse altro per ragioni morali, che la Russia tollerasse anche questa volta senza reagire una tale sopraffazione- Quanto all’Italia, il suo interesse era che nessuna potenza acquistasse un’influenza predominante sull’Albania e per tal via si accaparrasse l’egemonia sull’Adriatico; pel resto
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questa lotta impari delle valorose truppe serbo-montenegrine, e non mancarono neppure brillanti successi tattici parziali; ma nel complesso l’esercito serbo, battuto e rovesciato verso il sud dagli austro-tedeschi, verso l’ovest dai bulgari, fu costretto a cercare rifugio nel Montenegro prima, poi (alla fine di novembre) sulle coste adriatiche dell’Albania. Allora tutte le potenze dell’Intesa decisero
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fu improvvisamente sbalzato dal governo, e le manifestazioni di vitalità delle giovani Guardie riapparirono subito. 5. L’Albania dal Principe di Wied a Re Zog ( 1914- 1928). L’Albania, al chiudersi della grande guerra, si presentava alle decisioni supreme in uno stato di completa disorganizzazione interna e in una posizione internazionale indefinita. Per le sue origini, le sue tradizioni
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VICENDE E PROBLEMI DEI BALCANI azioni perturbatrici dei greci al sud e dei serbi al nord, soffianti fra i sempre agitati partiti albanesi, l’Italia non seppe intervenire con l’autorità e le forze necesarie ad imporsi agli aperti e ai coperti avversari, e mantenere la parola data all’Albania. Per di più, fatto ancor più grave, il governo italiano, per rendere gli jugoslavi più arrendevoli
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DAL 1920 AL 1933 tori fissava i confini della nuova Albania; dopodiché non rimaneva che far eseguire le decisioni prese, superando le resistenze di serbi e greci, che non volevano, appoggiati dai rispettivi partigiani armati, sgombrare le zone da tempo occupate. L’Italia ebbe naturalmente parte importante in queste operazioni esecutive; e fu precisamente in una delimitazione di confini
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VICENDE E PROBLEMI DEI BALCANI rivolta in Albania; rivolta che, interrotta dalla neve e dai geli invernali, riscoppiava normalmente in primavera. Alla testa della rivolta era il nazionalista albanese Issa Boletinaz. Si trattava di un moto di reazione contro il governo dei Giovani Turchi, che aveva distrutto l’antico regime e con esso i privilegi albanesi; sicché, mancate al paese le principali
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La storia dei a’ Albania e le sue fonti napoletane 37 Greci, che vivevano di una esistenza puramente nominale, nè quegli Slavi dei Balcani i cui Stati non esistevano che come deboli frammenti di una dominazione incapace a mantenersi » (1); sono gli Aragonesi di Napoli, infine, che accolgono gli eroici Albanesi i quali fuggono dalla loro patria l’oppressione turca e permettono e favoriscono
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La storia dell’Albania e le sue fonti napoletane 51 le due sponde dell’Adriatico, sì da non temere alcuna aggressione per quella via », finché, in ultimo, per Fin-differenza degli Stati cattolici, per la diffidenza dei Greci, per la rivalità veneziana, per la inimicizia della Santa Sede, negli ultimissimi anni si ritrasse da ogni attività orientale. E, infatti, a parte qualche esagerazione
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Nell’Albania di trent’anni fa 75 sura indispensabile di giustizia, come un dovere. Inoltre bisogna convenire che se non ci fosse stata questa legge quando l’autorità superiore di uno Stato più forte non avesse garantita la sicurezza pubblica, i delitti si sarebbero moltiplicati senza nessun ritegno. In una società primitiva o pagana si poteva certamente considerare come una legittima tutela
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e umanitarie per le quali egli deve difenderli contro i Turchi e accoglierli nel Regno, ove fuggiaschi. E poiché le terre italiane più vicine all’Albania, specie i porti di Brindisi e di Bari, erano del Principe di Taranto, ecco che il Re dispone che il suo grande feudatario voglia accogliere e difendere e sostenere gli Albanesi che approdassero in quelle terre. Non sappiamo se davvero allora immigrarono
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1931
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La storia dell’Albania e le sue fonti napoletane 47 A tutti questi nemici tenne fronte Carlo I, da una parte, spingendo le sue truppe nell’interno dei Balcani e assediando Belgrado nel 1280 (1), dall’altra, dirigendo varie spedizioni contro i pirati : ma le condizioni interne dell’Albania non miglioravano, soprattutto (crede il Ca-rabellese) (2) per le vessazioni degli officiali regi
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1931
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invasione in questa regione balcanica. Archeologicamente parlando molte sono le tracce veneziane che si incontrano in Albania. In generale sono castelli, opere scultorie, epigrafi, monete, ecc. Anche i grandi ulivi disseminati lungo la costa sono di età veneziana. Gli scavi di Feniki, una delle più vaste acropoli del mondo classico. — Incoraggiata dal buon esito dell’esplorazione, la Missione passò
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