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1933
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di queste missioni, che si ripeterà del resto quasi uniformemente da per tutto, ovunque troveremo in campo il P. Pasi. Bisogna, prima, descrivere l’organismo di ciascuna Missione, ossia il metodo di questa speciale forma di predicazione in quanto fu adattata all’Albania. Per la grande somiglianza del genere di apostolato svolto tra immense fatiche e sacrifici da S. Francesco Regis nelle sue montagne
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1898
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— 20 - nello scrivere queste memorie sulla vita dell’Eroe Albanese (1). III. Al principio del xv secolo l’Albania era ancora indipendente e le varie tribù albanesi erano strette fra loro in lega, sulla quale esercitava egemonia la famiglia dei Castriotto, che era a capo della tribù dei Mirditi; fu neU’&nno 1413 che il sultano Amurad II, dopo conquistata gran parte della Grecia, soggiogò
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1898
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— 47 — avrebbe tentato di penetrare in Albania pel passo di Kalkandene, presso le sorgenti del Vardar, e scendere per Prisrend (Perserin) sul Drin bianco, quasi al confluente di questo col Drin nero; strada difficile attraverso a valli strette e boschive, che offrivano molta opportunità per imboscate e sorprese. Scanderbeg, dopo aver provvisto alla sorveglianza di alcuni altri passi
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1898
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— Ili — chiamò alle armi l’Albania e ne difese l’indipendenza per ben 24 anni consecutivi. Ma non seppe fondare un durevole Stato perchè, troppo desideroso ed amante della gloria delle armi, poco curò gli ordinamenti civili; finché egli visse esercitò un’autorità incontestata e quasi assoluta sopra tutte le tribù albanesi che aveva riunite in lega attorno a sè; morto lui, tutta disparve
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. Incominciarono così quasi subito i primi attriti fra le popolazioni albanesi e le autorità destinate in Albania col mandato di preparare tale specie di presa di possesso del paese. Durante questi primi attriti uscirono dal riserbo Ano allora mantenuto gli albanesi che per il nuovo ordine di cose non avevano manifestato entusiasmo. Il che diede buon giuoco al Comitato, di fronte alla Cameral e nei giornali
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L’ITALIA E L’ALBANIA Ma poiché questa guerra, nella quale, indipendentemente dall’atteggiamento dei Governi, il mondo civile è unanime nel far voti perchè la vittoria arrida alle armi cristiane, è scoppiata per salvare popolazioni oppresse dal giogo mussulmano, è evidente che si dovrà pensare a metterle in condizioni da d’Italia, da Uskub, telegrafava al suo giornale in data 12 ot tobre
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1912
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Ì80 l’epiro chè, a somiglianza di ciò che han già fatto i serbi, i bulgari e i rumeni d’oltre Danubio, i valacchi della Penisola Balcanica e quelli di Albania, hanno chiesto di avere nelle loro chiese preti valacchi, i quali officino nella loro lingua e dei consoli rumeni per proteggerli. Ma la Porta ha sempre ricusato l’assentimento per la istituzione di un Consolato Rumeno a Jannina. Anni
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1934
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è sostenuto da un gran bej di nome Alò (bej) che è quasi padrone della città, e un certo Abramidi cittadino di Korga ha lasciato in testamento 25.000 napoleoni. Lo spirito caldo degli Albanesi per la loro lingua si sente in tutta la Bassa e Media Albania. Vogliano imitarli anche quelli dell’Alta. Veramente considerando l’Albania geograficamente e etnograficamente, merita certamente altre sorti. La storia
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1898
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— 87 — Napoli; pago d’aver soddisfatto ad un debito di riconoscenza, contribuendo col suo valore e colle sue truppe a risollevare le sorti del figlio ed erede dell’amico suo Alfonso d’Aragona, egli si apprestò a rientrare in Albania col suo esercito; nei primi giorni di maggio del 1460 prese congedo dal Re Ferdinando, il quale, in segno di riconoscenza viva ed imperitura, lo investi
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1898
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— 110 — di Scanderbeg e derivato dai feudi posti attorno a Monte Gargano, fra cui evvi la piccola città di Monte Sant’Angelo) si spense l’illustre famiglia dei Castriotto, che tanta influenza esercitò sugli avvenimenti europei del xv secolo e seppe creare all’Albania un periodo storico dei più gloriosi fra quelli di tutte le altre nazioni. Alcuni scrittori, il Duponcet fra questi, vollero
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1898
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— 44 — metto; l'imperatore Greco, trepidante, restava chiuso in Costantinopoli, quasi presago della prossima caduta del debole suo Impero, ma fermamente deciso a difenderlo lino agli estremi; solo l’Albania, sorretta dalla fiducia incrollabile riposta in Scanderbeg, sdegnava riconoscere l’autorità del Sultano e riaffermava la propria indipendenza. Tutto adunque induceva a credere che Amurad
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1898
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da riuscire a riunirle attorno a sè per tentare l’audace impresa di sottrarle al giogo turco; solo Aly di Tephelen, Pascià di Ia-nina, volle in epoca a noi vicina (1741-1821) chiamare l’Albania alle armi e farsi paladino della Grecia 8 — Conibskti. L'Albania.
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1898
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si avviò celere-mente verso Croja, ove già si era fatto precedere da un messo, ed in cui entrò con pochi compagni per non destar sospetti nel Governatore. Questi, a eui nessuna notizia del disastro della Morava era pervenuta, accolse Scanderbeg cogli onori dovuti all’ uomo eminente e valoroso cui il Sultano affidava il governo dell’Albania e, dopo aver fatto leggere in pubblico, colle formalità
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1912
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di religione.. « Questo carattere nazionale le ha resistito vigorosamente per quattro secoli e più alla oppressione dell’elemento turco, che non è riuscito mai a poterlo ' assimilare. La Sublime Porta ha saputo rendere anarchica l’Albania, privarla di un Governo proprio, senza però avervi potuto fondare il suo; ed è riuscita soltanto ad esercitarvi la sua influenza, per altro debole ed incerta
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1934
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, e però tutto quel che possiamo congetturare della sostanza di quei progetti rimasti per aria, lo deduciamo dalle lettere che venivano da Monastìr e son rimaste in un cartone d’archivio. A ogni modo da esse si vede che il P. Pasi per un certo tempo pensò a un Oriente che gli era vicino e lontano a un tempo; vicino perchè Monastìr e la Macedonia malagevoli a raggiungere, allora soprattutto, non son lontane dal Nord dell’Albania
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1898
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dell’Albania ; e perciò affidò un piccolo corpo di circa 15 mila uomini, in gran parte cavalieri, a Feris-Pascià, con ordine di marciare rapidamente e segretamente ed entrare in Albania prima che la notizia del suo avanzare vi fosse saputa. Forse il Sultano sperava che al piccolo esercito riuscisse facile la sorpresa, forse aveva creduto e sperato che Scanderbeg avesse diminuita la sua consueta ed attiva
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1912
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130 DURAZZO ciò non impedisce che, in omaggio alle antiche tradizioni, pu razzo sia però sede di un Arcivescovado cattolico dal quale dipendono nientemeno che 78 parrocchie. Nell’Albania sono due le diocesi arci-vescovili : Scutari e Durazzo, e tre le vescovili, cioè Zadrina, Alessio, Poftali, più l’abazia di Orosch, dove ha la sua sede l’Abate Mitrato del Mirditi. In tutto circa 160 parrocchie
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1912
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Per un governo nazionale 43 questo Stato si lasci, come è nell’anarchia, o si sottoponga a una dominazione straniera. « Non occorre avvertire che la ricostituzione dell’Albania, non può, a verun patto essere affidata al governo turco, perchè sarebbe lo stesso che peggiorarne le condizioni : invece, quest’ufficio dovrebbe essere esercitato da una commissione internazionale, la quale procederà
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1912
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14 GLI ALBANESI Le popolazioni di questo primo gruppo si chiamano gheghe, e losche son dette quelle che appartengono al secondo gruppo, ila dove i nomi di Ghegheria e Toscheria dati all’alta e alla bassa Albania, Le popolazioni più fiere, più battagliere e più ribelli ad ogni idea di ordine civile, sono quelle della Ghegheria, e specialmente quelle delle tribù malisore, o tribù montanare
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1934
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fantasmagorico e fabulista dei dervìsh. Per quel che riguarda il fondo religioso delFAlbanese, soprattutto dell’Albanese cattolico, in faccia alla così detta cultura della Nuova Albania e alle smargiassate di un progresso tutto insudiciato, ho parlato nell’introduzione al secondo volume. Mi resta a dire una parola sopra l’aspetto dogmatico e morale del Rufaismo secondo uno degli Sheh più rappresentativi
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