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in evidenza, ancora una volta, come le grandi difficoltà si sieno incontrate precisamente a proposito della questione albanese, sebbene dell’Albania in tutti questi giorni non sia nemmeno pronunziato il nome. Da una parte ha ispirato grandi timori alla Diplomazia europea il sospetto che l’Austria avesse subito meditato — come lo fece credere il concentramento di forze militari ai suoi confini meridionali
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ed imbarazzi in Albania. Ma era certo del pari che se accet tava lo stipendio, sarebbe stato lo stesso anche se ritornava in Albania. E gli passò allora lo stipendio di 8 o 9 mila lire senza la carica, più acconsenti pure, secondo il desiderio manifestato dal Boletinaz, a fissare una pensione alla sua vecchia madre. E difatti, fino che Abdul Hamid rimase sul trono, l'antirivoluzionario fu un elemento
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fi ano ritorno in patria 21 Croia. Con questa lettera partì insieme ai suoi trecento per l’Albania, si presentò a Croia, e potè farsi consegnare la città. Nella notte, tutta la guarnigione turca col suo comandante, fu passata a fìl di spada. L’indomani al sorgere del sole Scanderbeg fece pubblicare un bando promettendo che avrebbero avuto salva la vita tutti quei mussulmani
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l’Albania e le sue Chiese, ma pel P. Pasi sono stato veramente senza nessun riguardo; ho cercato col lanternino e da per tutto nelle montagne e nel piano come nelle città albanesi, da ogni classe di persone che lo conobbero o ebbero a fare con lui; son corso in provincia e anche là ho avuto la massima cura di non tralasciare nessun testimonio; ho investigato gli Archivi, ho scritto innumerabili lettere
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— 103 — Il risultato adunque di questa prima spedizione di Maometto II in Albania fu per lui una completa delusione non solo, ma aucora un vero danno materiale e morale ; la morte di Ballaban-Vader Pascià, il migliore fra tutti i suoi generali, e la ritirata disastrosa dell’esercito già da lui comandato, lo impressionarono talmente che vide compromesso dall’insuccesso della malaugurata impresa
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- 94 — bania e nelle finitime provincie turche un benessere generale che da gran tempo quelle popolazioni non godevano. E di queste favorevoli circostanze avrebbe potuto approfittare Scanderbeg per tentare di estendere il suo potere, cementare l’unione delle diverse tribù albanesi e formare di tutta l’Albania un solo e durevole Stato; tal impresa era senza dubbio ardua e difficile e richiedeva
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— 33 - il genio per la guerra, il valore di capitano e di soldato di Scanderbeg e temeva che un soverchio indugio nel reprimere l’insurrezione, da questi provocata e guidata, non lo mettesse poi nell’assoluta impotenza di domarla in avvenire. L’animo suo combattuto da queste opposte tendenze inclinava ora a concludere la pace coll’Unniade per essere libero di volgere le sue forze suU’Albania
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tutta la famiglia; è parco e frugale, ed il suo pasto abituale è costituito da pane (in generale di gran turco), da formaggio, olive, frutta, ortaglie, raramente carne; se invitato a banchetto fa scorpacciate tali da cadere alle volte ammalato; non amagli agi della vita e la casa da lui abitata ha quasi ovunque un aspetto povero e meschino. Nel tratteggiare così brevemente e per sommi capi l’Albania ho tenuto
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252 L’ITALIA E L’ALBANIA Tutto quello che in questi ultimi giorni (ottobre 1912) è avvenuto nella schermaglia diplomatica, attraverso la quale le Potenze sono arrivate a mettersi d’accordo, per l’azione comune, nella vana speranza di poter riuscire ancora ad evitare il conflitto ha mostrato una volta di più come la questione della Macedonia e dell’Albania, sieno fra loro stretta-mente collegate
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ma anche Ipek e Prizrend, che vennero occupate dai Balscia (a. 1372). Verso questa stessa epoca saliva pure a notevole potenza nella bassa Albania un Gino Bua Spata, principe albanese, figlio di Pietro Bua Spata, signore di Argirocastro. Questo Gino Bua Spata tolse nel 1375 la signoria o de-spotia di Arta a un Gino Loshia Mazarachi, che l’aveva ereditata dal padre Pietro Loshia, investitone nel 1358
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— 56 — Moschee. — Ogni centro notevole di popolazione musulmana ha inoltre le sue moschee, e in moschee furono dai turchi trasformate molte chiese cristiane. Nella sola Prizrend se ne contano ventiquattro. Di molte altre chiese cristiane oggi non esistono che le rovine in parecchi punti dell’alta e della bassa Albania. Conventi. — Qualche convento cristiano più o meno antico s’incontra
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raccoglitori di canti albanesi sono il De Rada, il Camarda, il Dorsa e lo Schirò. Sono albanesi l’illustre statista Francesco Crispi e il prof. Pasquale Turiello del-l’Universiti di Napoli. Era di origine albanese Federico Seismit-Doda, che fu deputato al Parlamento italiano e ministro del Regno d’Italia. La vera e propria Albania non può certo vantare ugual numero di uomini illustri per coltura
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- i85 - conversione. È noto infatti che l’Austria appunto col proteggere gl’interessi del cattolicismo in Albania e col favorire e istruire gli albanesi cattolici mirava a immischiarsi nelle faccende albanesi e ad acquistarvi credito ed influenza. In un’assemblea di capi convocata a Podgoritsa, Mahmud giurò ad un tempo sul Corano e sul Vangelo, che avrebbe combattuto ad oltranza contro la Turchia
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di Arta. Nelle bassure paludose vengono naturalmente a finire i principali fiumi dell’Albania. Eccone i nomi a cominciare dal nord. La Bojana e il Drin già ricordati e descritti ; il Ma ti o Matja, che ha le sorgenti nel distretto di Elbassan, scorre dapprima da sud-est a nord-ovest, poi volge a ponente verso l’Adriatico, subito dopo aver ricevuto il suo principale affluente che ha nome Fani
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del mare e separati da un istmo largo appena un chilometro, i laghi Ventrok e Presba comunicano probabilmente tra loro per vie sotterranee. Fra i laghi di Ocrida e di Presba si eleva la catena dei monti Galicitsa. A sud di codesta regione di laghi, dominata a sud-ovest dalla superba cima del Tomor, comincia, in quella che suol chiamarsi Bassa Albania, il sistema del Pindo
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- 83 - l’arte greca doveva aver esercitata in quelle contrade. Io credo che vadano pure attribuite agli antichi Illirici le tombe di Comani (Alta Albania), nelle quali il Console di Francia a Filippopoli A. Degrand ha rinvenuti numerosi oggetti in ferro, in argento e specialmente in bronzo (A. Degrand. Souvenirs de la Haute-Albanie, 1901, pag. 249-265). Ad antichità remotissima, forse anteriore
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— 129 — Quando Balscia III mori, Venezia era già padrona non solo di Scutari, Alessio, Durazzo e Valona, ma anche di Dulcigno, come pure di tutta la costa da Antivari alle bocche di Cattaro. Questi dominii essa governava coi suoi Procuratori, salvi sempre i privilegi locali, mentre nella rimanente Albania signoreggiavano numerosi dinasti, o del tutto indipendenti come certe tribù montanare
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1901
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— 2l6 — Capitolo V. Storia recente dell’Albania - La lega albanese. Gli albanesi d’Italia. Fine del feudalesimo albanese. — Caduto il potente pascià di Scutari, il gran vizir Rescid pascià credette di avere definitivamente sottomessa l’Albania, e cominciò a demolire i castelli e le torri dei bey e si propose di ridurre tutti i pascià ereditari, che risiedevano a Giacova, Ipek, Prishtina
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1901
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- u5 — dovino II di Courtenay, la parte occidentale dai re serbi di Rascia, che tuttora dominavano in una parte almeno dell’alta Albania. Nelle vicinanze di Scutari si osservano ancora gli avanzi di una chiesa fondata, dicesi, dalPimperatore Giustiniano, e ricostruita dalle fondamenta nel 1240 in onore dei Ss. Martiri Sergius e Bachus da Elena, figlia dell’imperatore Baldovino II e regina
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1901
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per invitarlo a dichiararsi suo vassallo e a pagare tributo. La risposta dell’indomito albanese fu una scorreria nel territorio turco. Per immediato ordine del sultano Hamza-pascià mosse contro l’Albania verso la fine del 1451 con un grosso esercito, e questa volta il nepote di Skanderbeg Hamza ebbe intero l’onore della vittoria. Egli piombò sul nemico con 5000 guerrieri. Caddero 7000 turchi, e gli albanesi
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