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1929
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Parecchi professionisti sono inquadrati in imprese di lavori e vari elementi formano il personale direttivo delle sedi della Banca Nazionale d’Albania, della quale pure avrò occasione di parlare in seguito. Cinquanta fra religiosi e religiose si dedicano più specialmente all’insegnamento e ad opere assistenziali. A Scutari i Padri Gesuiti hanno fondato, nel 1859, un Seminario Pontificio che educa
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del regime oggi in vigore, il più solido che l’Albania, come Stato indipendente, avesse ancora conosciuto. 1 risultati dell’opera del Presidente della Repubblica, svolta in particolare dopo che egli riassunse il potere, sono indubbiamente notevoli. ! Ricondotto Abmet Zogu in Albania, nel dicembre del 1924, da una rivoluzione organizzata dalla Jugoslavia, come ha ammesso lo stesso signor Nincic
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— oltre a delle singolari bellezze — dei modi di fare veramente signorili. Colonnello Alberto Pariani Addetto militare in Albania L’istruzione - I servizi sanitari Gr. Uff. ing. Luigi Sottili Nei centri più importanti dell’Albania — fatta eccezione di Scutari di Valona — non esistono scuole italiane neppure per gli italiani; sia a Tirana che a Durazzo i nostri connazionali non sanno come fare ad istruire i loro figli
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ottomane sottoposte a tanto consumo di uomini e di ricchezze. Da dolorosi smembramenti alla formazione dello Stato Spentosi lo Skanderbeg l’Albania era in breve interamente occupata dai turchi, salvo Scutari ed alcune città della costa difese dai ve- Giovani zingare Pastori albanesi neziani. Sostenuti eroicamente vari assedi, anche Scutari veniva tuttavia consegnata ad Ahmed Pascià dal provveditore
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avanti). Tre di tali ponti sono stati già appaltati all’impresa Ragazzi di Milano. Le ferrovie Valendosi della surriferita contribuzione gratuita di mano d’opera, l’Albania iniziò la costruzione di un tronco di ferrovia della lunghezza di una quarantina di chilometri per congiungere Durazzo con la capitale. La S.V.E.A. fece osservare come fosse da ritenersi irrazionale la costruzione di un breve
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TIRANA, dicembre. Oltre alla grande e bella azienda agricola — della quale ho detto nella precedente corrispondenza — creata e gestita a Shijak dalla Società anonima « E. I. A. A. », ci sono in Albania parecchie consimili iniziative (l’impresa Mimbelli a Santi Quaranta, l’impresa Battistoni a Vorrà, ecc.), insieme a minori gestioni di carattere colonico, ugualmente italiane. Il diffondersi
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TIRANA, dicembre. Eccomi, dunque, alla S.Y.E.A. (Società per lo sviluppo economico dell’Albania) o, meglio, alle opere da essa eseguite od iniziate al 31 ottobre ultimo scorso. // programma delle opere Secondo i piani formulati dal Governo albanese i fondi del prestito per i lavori pubblici della S.V.E.A. dovrebbero essere impiegati come segue : 1* Parie 2* Parte Totali (in mi igliaia di franchi
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Le regioni 45 di tutti gli Slavi e dei Greci, loro confinari. Gli Albanesi diedero alla civiltà uomini d’ingegno che divennero insigni, ma fuori della loro patria, come toccò del resto ai più di coloro ch’ebbero la culla sulla sponda orientale adriatica. Ma cumulativamente l’Albania non si elevò mai nella storia, non come Epiro, non come II-liria, non come Turchia. Del resto poco differenti
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del loro possesso. Essi vedevano che i loro territori della Dalmazia e dell’Albania, interrotti in terraferma, non potevano essere conservati che coli’assoluto dominio sul mare; vedevano crescere i loro nemici tanto dietro l’I-stria, dietro la Dalmazia, nell’Albania, quanto al di là del Po e dell’Adda; si sentivano nel pieno vigor della forza c del senno amministrativo, e per prevenire assalti nemici, tentarono
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dunque fecero la loro pi'ima comparsa sull’Adriatico meridionale verso il 1467, dopo aver posto fine in quest’anno al regno di Scanderbeg. Nel 1470 compirono la conquista dell’Albania e nel 1480 fecero un’incursione sulla costa occidentale, ove conquistarono e devastarono Otranto. Siccome però l’Albania, militarmente importante, per la storia e per la civiltà, meno che all’epoca romana, ebbe sempre poco valore
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. + fra Alberto Cracchi M. R. Vescovo di Pulati. + Fr. Giulio Marsili Min. Oss.te Vescovo di Sappa. 20. Febr. 1882. Il ricordo di Loreto era rimasto indelebile: poiché Roma, Loreto e Venezia furono i tre grandi baluardi dell’Albania cattolica a traverso Antivari. IV. Come si salvò il Cattolicismo albanese del Nord dall’invasione dello scisma. Lo scisma bizantino e poi lo scisma slavo avrebbero fatto scomparire
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si tiovassero colle armi in mano, le vendette sarebbero in molto maggior numero che in Albania; ma non so poi se i nostri cristiani oltre l’Adriatico per sentimento religioso e con tanta generosità per amore di Gesù Cristo perdonerebbero 1 loro nemici come fanno i nostri buoni e cari montanari albanesi ». Un fatto che incusse spavento aveva contribuito molto a indurre il popolo di Bajza a perdonare
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e in presenza delle autorità i primi dichiararono a voce alta di perdonare unicamente per amor di Gesù Cristo. Gli hoxhà presenti domandarono ai musulmani perchè non dichiarassero di far lo stesso per amor del Corano, ma nessuno lispose a tal domanda. I musulmani però invitarono i cristiani al pranzo del perdono che è cosa sacra e di grande importanza in Albania, tanto che non si tien sicuro
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INTRODUZIONE AL II VOLUME Il problema culturale e religioso in Albania Son due problemi difficili, ma non inestricabili. Difficili per la confusione di elementi che regna in questo paese, dove non c’è nessuna forma di unità, e perchè l’Albania non ha mai fatto, nel suo insieme di popolo e di nazione, da sè, e ora, per la prima volta, ne fa l’esperimento a traverso asprissimi contrasti
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con lo stipendio che elargiva il Governo Austriaco. Nell’Archidiocesi per allora non v’erano che 4 scuole elementari sussidiate dal Governo Austriaco. Tutte, a eccezione di quella di Jànjevo, mancavano di locali adatti. Quanto alle condizioni religiose del paese, non v’era nulla che non fosse cosa generale in tutta l’Albania. Di particolare v’erano i cripto-cattolici, così detti laramana che per le condizioni
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la perdita gravissima che ha fatto la ’ Missione Volante di Albania ’ ed in genere tutte coteste popolazioni con la morte di questo zelantissimo missionario, al tempo stesso le sue ben note virtù religiose ed i meriti grandi accumulati da lui in tanti anni con la operosità instancabile del suo zelo apostolico, mi fanno sperare fondatamente che il Signore lo abbia accolto nel seno amoroso
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1934
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— 200 — stanchezza. Egli non solo non se ne lamentava e non avrebbe voluto staccarsene, ma pianse di cordoglio come a una grave sventura quando gli fu annunciato l'ordine dall’alto di mettersi alla direzione di tutte le opere dei Padri in Albania. Non si può far a meno però di osservare che alle volte dopo le fatiche formidabili di certe missioni egli si sentisse realmente stanco
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1934
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— 237 — moniarrza di un illustre prelato albanese che usci dalla Scuola del Padre e gli fu sempre zelante e fedele cooperatore come parroco, e protettore come Arcivescovo. Mons. Mjedja il quale dal posto in cui oggi governa il Cattolicismo della più celebre città cattolica dell’Albania, aveva pure rivolto al Clero e al popolo un appello per innalzare un monumento alla memoria del « grand’uomo
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1898
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. In quel disordine ed in quella confusione, Scanderbeg riunì attorno a sè gli Albanesi che gli avevano promesso di voler condividere con lui ogni fortuna; arrestò il segretario Guardasigilli del Sultano e con essi abbandonò celeremente il campo di battaglia; a poca distanza da questo pretese, con mi-naccie di morte, dal segretario un ordine pel Governatore turco di Croja e di tutta la Albania
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