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1935
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che in una successiva conferenza dei comandanti navali, tenutasi il 22, fu esteso fino a Durazzo. Mentre per effetto dell’azione diplotnatica delle potenze le truppe serbei che occupavano Durazzo si preparavano ad evacuare l’Albania, le truppe montenegrine facevano l’ultimo sforzo contro Scutari, che capitolava il 23 aprile. Essad Pascià, che comandava le truppe turche, si ritirava accampandosi presso Tirana
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1935
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— 392 — Gallipoli: partenza cioè di piroscafi da carico, generalmente molto lenti che, scortati da torpediniere, concorsero a portare in Albania materiali a completamento di quanto occorreva alle truppe sbarcate. * * * Col convoglio dell’ 11-12 dicembre poteva considerarsi compiuto il trasferimento del corpo speciale di spedizione, sebbene non venissero a cessare le comunicazioni marittime
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1935
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che verrano loro impartite. Il salvacondotto dovrà essere consegnato, se si tratta di navi in arrivo a porti italiani, alle autorità di porto locali; e se si tratta di navi dirette al Montenegro od Albania, alle autorità militari di Valona che rilasceranno un permesso provvisorio per il successivo porto di destinazione albanese o montenegrino. Per le navi che si trovano nei porti italiani a Sud di Bari
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1935
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: « La Conferenza degli ambasciatori ha ora assolto il grave compito di delimitare le frontiere Nord e NE di Albania. Gli interessi di quest’ultima erano in opposizione con quelli del Montenegro e della Serbia, avendo entrambi questi paesi una tendenza.... alla espansione. D’altra parte gli interessi albanesi erano protetti daI- 1 ’ Austria -Un gh eri a e dall’ Italia, le quali consideravano il mantenimento
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1935
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— 336 — zioni il r. governo si ¡proponeva anche di neutralizzare, almeno in parte, l’opera degli agenti numerosi ed attivi, che l’Austria manteneva disseminati in Albania per volgere in suo favore l’opinione pubblica, avvincere le popolazioni ed eccitarle contro l’Italia \ A fianco delle stazioni sanitarie erano state anche sistemate a Scutari e a Durazzo due stazioni radiotelegrafiche
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1880
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60 della massa ereditata. 1 E l’opera della riedificazione e dell’ampliamento di questa chiesa, mercè cosifatti benefizi potè raggiungere il suo compimento tanto presto che già nell’ anno 1160 (giugno 19) il vescovo Maloue ne consacrò gli altari in mezzo al giubilo di tutti i Bocchesi. Fra coloro che l’assistettero nella sacra funzione furono i vescovi Lazzaro d’Albania, Giovanni di Dolcigno
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1911
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e Risano, e per la istituzione del viaggio ogni due settimane fra Brindisi, Santi Quaranta e Pre-vesa. In seguito, e cioè coi due regi decreti del 3 febbraio 1901, per migliorare le comunicazioni coll’Albania, furono approvate le convenzioni addizionali stipulate il 2 febbraio 1901 con la Società Puglia per un servizio settimanale fra S. Giovanni di Medua ed Oboti per la Boiana e per rendere settimanale
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1930
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sopratutto : libera evoluzione dei popoli balcanici, e quindi nessuna egemonia. Ci fu un tempo in cui il paese più minacciato nella sua integrità territoriale e nella sua libertà politica fu 1’ Albania, nonostante accordi internazionali solennemente stipulati. La pressione serba diventava di giorno in giorno sempre più forte e più minacciosa. E soltanto il patto di Tirana potè salvare quel minacciato paese
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1832
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CRON. STOR. DEI RE D’ALBANIA. 49i stese morto a’suoi piedi. Gli Albanesi scoraggiati per la morte del lor generale si salvarono in una foresta vicina, alla quale fu dai Romani appiccato il fuoco. Oroese guadagnò il monte Caucaso, e di là spedì ambasciatori per far pace col vincitore che vi acconsentì. Oroese avea perduto ben tre battaglie contro Pompeo. Zobere, successore d’Oroese e suo figlio
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1904
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— 63 — striaci sull’Adriatico. Il contado di Spitza venne definitivamente annesso alla Dalmazia; fu fatto divieto al Montenegro di elevare opere di fortificazione lungo le rive della Bojana, l’antica via dei Veneti dal mare all’Albania settentrionale;-fu inibito al Principato di costruirsi un naviglio da guerra e di battere bandiera marinara; fu deferita la polizia marittima e sanitaria
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1938
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della giusta causa. Grazie alla divina protezione il giovane Scanderbeg restava incolume dalle insidie di Murad II 2 e, del pari, con l’aiuto celeste riuscì a riconquistare i suoi possedimenti 3. Nel fatto che Murad in seguito alle sconfitte patite dalle sue truppe avesse proibito a Mustafa pascià di attaccare l’Albania, durante la guerra dell’Eroe con Venezia, il nostro prete osserva pure l’intervento
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1912
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, sarebbero di altro cespite, forse della Dacia, come i Gradisteni, considerati quali nobili fra i romeni. La lingua e il tipo proverebbero relativamente questo supposto. L’assenza di d e di * nella lingua dei romeni di Albania, e la mancanza dei verbi in ri (1) dimostrerebbero che l’origine dei romeni in parola sarebbe più prossima all’ Italia che non quella dei Romeni di Macedonia e del Pindo. L’idioma degli antichi
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1912
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, e da solo, un novo slancio, recandosi di persona a studiare uno degli elementi meno conosciuti della Penisola Balcanica, il latino, principiando dai Romeni di Albania, per che più vicini questi all’ Italia e forse più importanti, per poi passare agli altri, lontani assai, della Macedonia e del Pindo. Ma una grande difficoltà si era frapposta al cammino del Baldacci: V idioma. Durante i suoi molteplici viaggi
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1912
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nemmeno al dito mignolo, e per dieci Lealeni non daremmo un romeno. Il Vulgaro (Bulgaro) ha fatta la rivoluzione, ma scioccamente, e correndo, pauroso, nelle nostre montagne di Ohrida, per salvarsi la pelle e la fede.... Se la facessimo noi... una rivoluzione, oh! allora vi convincereste di che siamo capaci, noi! » E, veramente, i Romeni di Albania, e in specie i Farseroti, stanchi, rifiniti dalla dominazione
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1912
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in balla della propaganda greca i nostri connazionali. Egli ammetteva somma importanza all’elemento latino dell’Albania, ove si fosse data una direzione propizia al di lui posteriore sviluppo; anzi preparavasi egli stesso a inviare al suo Governo un minuzioso rapporto su tale argomento. Per quanto egli ha fatto in mio favore, sono lieto di tributargli qui i sensi più vivi della mia gratitudine
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1912
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- 386 - oppure, lasciano la n sola, facendola appena sentire o eliminandola decisamente; es.: mi du.f n vale, ossia mi du§ valea. Gli antiestetici verbi in ri, come dicemmo, sono assenti presso i Romeni di Albania; almeno, io non ne ho uditi nè potei rinvenirne alcuno. Quelli che più sotto indico, hanno in farse-rotesco delle corrispondenti forme latine e, qualche volta, albanesi
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1912
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— 251 — I Lealeni non avanzano obbiezioni di sorta quando si dice che una volta essi erano romeni 0), e fremono di gioia nel sentire che la Romania vorrebbe prestar loro aiuto. Di ciò ebbi a convincermi personalmente. II «sentimento», nell’Albania centrale è sinonimo d’«interesse», con qualche eccezione, naturalmente, dacché pur là sia possibile rinvenire del « sentimento nazionale albanese
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1912
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- 301 - Centinaia di anni son trascorsi, e i Farseroti son pur rimasti quali erano al loro giungere in Albania: pastori e agricoltori, migranti nella state in montagna per tornare d’inverno sul litorale adriaco o verso sud presso Prevesa o verso la Tessaglia, ognora liberi, ribelli, indipendenti ! Il prof. Baldacci, in un suo scritto dal titolo « Dall’Adriatico al Ponto », è di parere
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1912
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— 384 — suasi che avrei potuto mettere tanto la à come la « tal quale le pronunciavano i farseroti: à e i od a, secondo le circostanze, — Vedasi nel testo le canzoni farserotesche. > ...... >?•' Durante il viaggio, fra i Romeni della regione di Coritza verso l’Adriatico, procurai di vedere se detti riscontri si potessero 0 no applicare a tutti i nostri connazionali di Albania
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1912
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la loro attiva propaganda, condotta dai Consoli sorbi in persona. Dovrebbe, quindi, il nostro Paese convincersi una buona volta che i Romeni di Albania hanno bisogno di vederci, di conoscerci, di parlarci..., perchè solo cosi noi potremo sinceramente avvicinarci alle loro anime patriottiche, invece di spendere quattrini e fiato a Monastir, a Giannina o a Salonicco! Oh! quanto pochi di noi, in Romania
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