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1902
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Gap. X — Lingua 175 come affermasi, di origine ghega, ossia provenienti dal-l’Alta Albania, mentre dall’altro canto egli, come tutti gli Albanesi del bacino inferiore del Orati, è di origine toska, ossia della Bassa Albania. Ognuno sa come una lingua, quando non sia ancora letteraria, si completi ed integri de’ vari dialetti della nazione che la parla. Orbene tra le due Albanie di oltre Adriatico
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1902
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122 L’Albania e l’opera di Gr. De Rada dolore, trasmutassi in mandorlo delicato „, il quale nè cresceva nè invecchiava, finché, dopo lungo tempo sopraggiunto l’amante, quel mandorlo “ senza gelosia coprissi di fiori bianchi bianchi per ricrearlo di gioia e per dirgli — io mi sto bene! —(1) La melode, dice il frammento di un’altra canzone, che venia dal mare “ or s’atuf-fava, ora sorgea dalla cuna
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1902
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della Reggia d'Albania (il quale ultimo poema non è se non un tentativo di azione epica stralciata dal primo), sono poesie, che partecipano dell’epica, della drammatica e della lirica con intermezzi didascalici. Ma rigorosamente parlando non v’è ne’due poemi un canto solo, che abbia vera e decisa intonazione epica se pure non sì vuol ritenere per tale la giostra di Skanderbeg, l’arrivo delle navi turche
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1902
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174 L'Albania e l'opera di G. De Rada E provano che non è affatto una miscela di vari linguaggi balcanici e greco-latini incastrati, con ricca prevalenza slava, su un esile tronco antico, che va esinanendosi e.ina-ridendo. Poiché dell’influenza turca (persiana, araba), e bulgara nella lingua del De Rada non s’incontrano notevoli tracce, come quella che deriva dal ceppo antico, importata
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340 L'Albania e l'opera dì G. De Rada corpo d’insegnanti preferibilmente albanesi, ma tutti abilitati all’insegnamento, con un capo eletto, come essi, per concorso, e con una Commissione amministrativa temporanea, nominata dagli enti che con sovvenzioni concorrano al mantenimento dell’ istituzione, riprenderebbe le sue funzioni e svolgerebbe la sua vita senza scosse
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1902
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Cap. V — L’ “ Albania „ 81 vita e indarno Stanìsa la rivide. Una domenica udissi nella corte uno scalpitìo e di poi nitriti di cavalli: era l’ava di Adine, la duchessa de’ Thópia, che avea seco portato il firmano di libertà per Adine. Ma l’aiuto era venuto troppo tardi: una mattina la campana annunziò la sua morte. Stanìsa accorse e si buttò su lei per saziarsi di pianto, ma il seno gonfiato
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1902
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154 L'Albania e l'opera di Gr. De Rada che e trasformò le credenze del popolo sulla potenza divina in altrettante molle fatalistiche che dominano gli eventi. L’espiazione, la maledizione, la vendetta di Dio, che se tarda pure arriva, sono facce dell’antico fato, che gli somministrano concezioni superbe. Skanderbeg, che prende forza dalla potenza divina (1) ; Paraìle che non ebbe ritegno
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1902
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260 L'Albania e l'opera di G. De Rada timone e viaggiare senza direzione e senza meta per lidi sconosciuti che non si raggiungono mai. Ancora. Il De Rada stabilisce consanguineità di razza tra Albanesi (vuole dire Illirii ?) Elleni e Latini. Di ciò non ò permesso più dubitare da quando il Bopp, seguito dal Pott, dallo Stier e dallo Schleicher, ricondusse l’albanese alle origini
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1902
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Gap. XIX — Fiàmuri Arbèrit 833 ridionale ora sarebbe annessa al regno ellenico. In una conflagrazione europea il valore albanese non varrà a salvare la Turchia : essa dovrà ripassare il mare, e l’Albania, non potendo, seguitarla al di là del Bosforo, subirà naturalmente la sorte dei vinti. E il premio de’ vincitori non sarà certamente quello di ristaurare le sorti deH’Albania. Di qui la ragione
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1943
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LE CANZONI DELLA MONTAGNA (ciclo di ÌWujo e di Halili) ossia Fepopea dei confini nell’Albania del Nord I. Elementi formali : lingua e versificazione. Le canzoni che formano oggetto di questo studio, sono di origine e di natura essenzialmente popolari. Ciò risulta anche dalla comparazione coi canti popolari della Bosnia, Montenegro e Vecchia Serbia, che trattano degli stessi argomenti
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1943
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- austriaco Posta e Shqypmes che a preghiera del Patsch, il grande balca-nologo, raccoglieva e pubblicava ampliati nel libro Die Volkspoesie der Albaner (Serajevo, 1917) in cui discute con sicurezza di investigatore e acume di studioso ben addestrato e geniale le conclusioni delle sue ricerche sopra la poesia popolare dell’Albania settentrionale. Se avesse potuto allargare il campo delle sue ricerche
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1917
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Nè i pericoli che oggi minacciano l’Italia sarebbero diversi e men gravi se dall’immenso conflitto che oggi insanguina l’intera Europa uscisse contro di noi un impero esteso da Trieste all’Albania, ovvero una prevalenza di Ungheresi obbedienti al grido di Koussouth : « Magiari al Mare » (0. # # * È stato più volte asserito che l’Italia deve, con vigile sguardo, spiare lo svolgersi delle relazioni
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1930
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degli Ambascia-tori ha stabilito che i pali di confine fra l’Albania e il Montenegro recheranno da una parte l’iscrizione « Albania » e dall’altra quella di « Regno S.H.S. ». Nel testo di questa decisione si è accennato alla frase contenente una falsa allegazione: «... al quale (cioè allo Stato S.H.S.) l’antico stato Montenegrino è oggi incorporato ». E’ superfluo ricordare che questa illecita menzione
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1930
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. L’esercito serbo di 160.000 uomini scendeva sgomento e affamato verso Kra-lievo, cercando uno scampo a Salonicco. Impedito di proseguire dall’avanzata bulgara che tentava di accerchiarlo con quelle austro-tedesche provenienti dal nord, coperto e protetto sul fianco destro sino a Ipek dai montenegrini, si riversò in disordine in direzione dell’Adriatico attraverso la desolata e montagnosa Albania coperta
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1935
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alla sottocommissione composta dagli ufficiali comandanti dei corpi di spedizione e dei consoli delle potenze, e alla fine di agosto la divisione Garibaldi potè rimpatriare essendosi ormai sciolta la flotta internazionale. L’ammiraglio Patris aveva alzato la sua insegna sul Dandolo destinato a rimanere stazionario in Albania insieme con la R. N. Iride (comandante capitano di corvetta 0. Ruta) dislocata a Valona
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1935
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— 404 — occidentale della Serbia. Preclusa dalle armi bulgare la libera ritirata verso il Sud, le armate serbe inseguite non avrebbero potuto cercare asilo altrove che nell’alta e media Albania. La carestia e la miseria, veniva riferito, aumentavano in modo impressionante di giorno in giorno; il freddo sopraggiunto moltiplicava le sofferenze, e migliaia di profughi precedevano i soldati
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1935
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— 406 — di Medua, oppure da Ipek, Prisren, Dibra e Mo-nastir sull’Albania settentrionale e centrale'verso Tirana, Elbassan e Durazzo. Ed anche se l’inseguimento austriaco era lento, e cause logistiche trattenevano la massa dell’esercito nemico tanto da non potere celermente raggiungere il territorio albanese, bastava l’invasione del Montenero e del-P Albania da parte dei fuggiaschi serbi
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1935
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— 142 — recandosi a Valona, colla R. N. Misurata, mentre nella rada 1’ Iride, VAgordat e l’incrociatore austriaco Szigetvar gli rendevano gli onori. Intanto, senza preavviso, la nave russa Teretz, lasciava Durazzo per ignota destinazione. Il tentativo fatto dall’ Italia per accordarsi con l’Austria per svolgere una comune azione in Albania era fallito, nonostante la buona volontà italiana
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1935
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— 376 — ma Puglia sullo Ionio, che, a cominciare appunto dal periodo dell’ invio di truppe in Albania e dell'approvvigionamento dell’esercito serbo, divenne una base logistica secondaria, succursale di Taranto e di [Brindisi per la spedizione di materiali 1. Per servire da trasporti furono requisiti otto piroscafi, addetti in pace a servizi oceanici, e furono muniti ciascuno di speciali
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1935
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— Il Consiglio dei Ministri a Vienna e le direttive per la politica austriaca in Albania — La partenza delle navi austriache dalle acque albanesi — Il presidio dei marinai italiani al palazzo reale — La partenza del principe sul Misurata — L’occupazione di Durazzo da parte degli insorti — La Dandolo in Albania. Capitolo IV : Il conflitto europeo . . . Pagg. 155-207 Le convenzioni navali e il conflitto
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