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1915
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; e da questa conca partono pure scarse e malagevoli mulattiere verso l’altopiano centrale e l’alta valle del Drin, attraverso strette sul margine occidentale dell’altopiano stesso. Lungo il basso corèo dei fiumi dell’ Albania mediana si stendono le ampie pianure alluvionali del Semeni, della Muzachja, di Cavaja e dello Sperdet, separate fra di loro da basse colline, le quali costituiscono il terreno
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1915
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47 fisico propizio. Si coltivano infatti noi luoghi diverse qualità di granoturco. Vengono dopo il tabacco, l’orzo, l’avena, la segala, i fagioli, il lino, le frutta, lo ortaglie ed alcuni legumi. Il prodotto agricolo vegetale che, dopo le granaglie, ha per l’Albania qualche importanza è l’olio. I circondari più ricchi di ulivi souo quelli di Va-lona, di Croja e di Durazzo. Si calcola
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1915
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sivamente in tutte le lotte che si combatterono attorno all’Adriatico. L’Albania fu indi appresso invasa dai Goti, dai Serbi, dai Bulgari, che volevano affacciarsi all’Adriatico; ripresa dai Bizantini ai quali importava conservare, attraverso essa, gli sbocchi verso l’occidente, e poi di nuovo assoggettata dai Bulgari e dai Serbi. Le sue regioni costiere furono in seguito occupate dai Normanni
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1915
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62 ai Turchi ed ottenere da essi il riconoscimento di speciali diritti che assicurarono loro una semi-indipendenza. L’Albania passò quindi in mano dei Turchi, legata ad essi più da vincoli morali che materiali. Fatta musulmana in gran parte per mezzo di una violenta propaganda religiosa, venne divisa in domini feudali, talora splendidi e gloriosi, ed in tribù autonome spesso in lotta
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1940
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vittoriosa verso nord, colonne leggere di fanteria poterono spingersi fino a Dulcigno ed Antivari, ove giungevano il 3 novembre, vigilia dell’ armistizio di Villa Giusti. Dolorosi avvenimenti posteriori, dovuti ad intrighi politici e diplomatici ed anche all’opera nefasta di uomini nostri e di partiti politici, favoriti dalla debolezza dei governi, costrinsero l’Italia all’abbandono dell’Albania. Il Paese
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1915
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AUSTRIA, FRANCIA, ITALIA 453 minio balcanico con Pietrogrado. Lo Schwarz Gelò non manca però di osservare che, date le influenze italiane in Albania, fu giuocoforza venire ad un’intesa fra Austria e Italia. (Noi veramente saremmo di opinione contraria, che cioè sia stato il nostro governo a fissare delle basi d’accordo con la vicina monarchia, e ciò per allontanare ogni causa di futuro conflitto
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1915
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460 L’ ADRIATICO E ricorderò finalmente l’ottimismo verso l’Italia d’uno scrittore inglese, il Maclellan (’), il quale è certo che, se la Triplice Intesa riporterà la palma della vittoria, l’Italia conseguirà il Trentino, Trieste, il dominio dell’Adriatico e forse l’Albania. E a medesima opinione è condivisa da uno scrittore americano e perciò insospettato, il I,othrop Stod-dard
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1931
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per portare offesa alle comunicazioni fra l’ionio e l’Adriatico. Vero è che con l’attuale linea di confine fra Grecia ed Albania il porto di Corfù non sarebbe facilmente difendibile, ma comunque Corfù amica semplifica il nostro problema di dominare il traffico dell’Adriatico. In questa alleanza il vantaggio della Grecia sarebbe ohe l’Italia e l’Albania agendo sul fianco possono portare un grande
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1939
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, del Belgio, del- V Albama, con mura a bugne e otto finestrelle su una fila, che dònno un’ impressione assai gradevole, quello della Casa Motta. A fianco del palazzo bugnato dell’ Albania si erge, la statua equestre di Giorgio Castriota Scanderbeg, V eroe albanese, su piedistallo. Ma occorre notare che anche in questa parte centrale della Fiera si sono fatti lavori di essenziale trasformazione. La facciata
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1921
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Dalla crisi albanese alla diffamazione di Fiume. 67 zione dell’Istria orientale e della Dalmazia all'Italia, veto alla spartizione dell’Albania. Orbene, è molto strano che, mentre fu sempre subito il primo veto, il quale dolorosamente feriva il sentimento e l’interesse del nostro Paese, non si sia mai, invece, tenuto conto sufficiente del secondo veto, che in sostanza giovava alla causa
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1939
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PARTE CORPORATIVA......227 Consiglio e Ufficio Provinciale delle Corporazioni . 229 Ispettorato Corporativo......230 Il Banco di Napoli.......231 L’Istituto per lo sviluppo economico dell’ Italia Meridionale, creato dal Banco di Napoli . 233 Organizzazione del Banco di Napoli in Puglia . 234 Organizzazione del Banco di Napoli in Albania . 234 Ente Autonomo Acquedotto Pugliese . . . 234 Sezione
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1939
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d’ Albania e che attende dalla giustizia del Duce la sua definitiva sistemazione — ha avuto nel 1927 mi movimento di tonnellate 453.000, nel 3938 di 514.024 e nel primo semestre del 1939 ha già raggiunto un movimento di tonnellate 323.246, contro solo 194.200 nello stesso periodo del 1938; Taranto nel 1927, 303.000, nel 1&34, 267.000 (mancano i dati degli ultimi anni) ; Brindisi nel 1927, 179.000
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1938
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veneziano. L’I-stria, la Dalmazia, l’Albania, la Puglia, chiudendo la barriera veneziana dell’Adriatico, potevano vantare an-ch’esse una storia romana e bizantina. Poche terre, come la Dalmazia, possono vantare una loro storia così carica di eventi, così ricca di influssi, così degna di studio; per cui a ragione il Tommaseo scriveva : (( Non so quanti siano i tratti dell’intero pianeta che in altrettanto
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1938
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38 PARTE PRIMA nità (sec. XIV). La stessa Modone fu occupata nel 1205 da uno straniero ed è appena nel 1247 che la città venne ceduta ai veneziani. Pure il possesso dei territori dell’Albania e dell’Epiro fu ostacolato da varie signorie feudali strette attorno al Comneno (x). Il principato di Doclea (posto nella regione del Montenegro) nel 1208 riconosceva però la sovranità di Venezia
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1921
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di quella progettata transazione, allora nè dalla parte socialista, nè dalla parte dei così detti rinunziatori. nessuno mai fece eco alla difesa dell’Albania, nessuno mai si levò per associarsi a me nel deprecare quella infausta politica che doveva produrre tanto danno al nostro Paese ! Intanto l’accordo italo-greco ci nuoceva non soltanto in Albania, ma in tutti i paesi coi quali, per fatalità di cose e per attriti
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1921
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Dopo San Germano. Ili Non c’importa nulla che si firmi o no il trattato con la Turchia, che dà agli altri tutto e a noi niente. E poi Rodi, come dicevo, è un pretesto. 11 signor Venizelos si duole della denunzia dell’accordo Tit-toni, perchè essa elimina la possibilità di far ingoiare senz’altro alla Grecia anche l’Albania meridionale. Parliamo ora dello sgombro italiano da Valona. Non ripeterò
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1921
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l’Albania con questi e coi Greci. È vero che il patto di Londra attribuiva Fiume alla Croazia, ma esso prevedeva appunto una Croazia, una Serbia, un Montenegro ancora divisi, non già una Jugoslavia unificata. La Croazia poteva aver bisogno di Fiume; non uno Stato più ampio che dovrebbe avere altri porti magnifici, quali Metkovic, Gravosa, Cattare, Antivari. Ecco accennata la possibilità, che indubbiamente
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1921
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ragionato. Ciò spiega come noi abbiamo avuto, fino, si può dire, aH’armisfcizio, in Albania, una situazione morale e politica meravigliosa. Gli Italiani erano accompagnati dappertutto dalla venerazione fervida e riconoscente dell’intera popolazione. E se anche furono talvolta commessi errori assai gravi, dai comandi superiori che rappresentavano in Albania la supposta volontà e le presunte direttive
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1913
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serbati alla futura Albania). Il 21 di aprile, due giorni prima della caduta di Scutari, gli Alleati avevano accettalo la mediazione delle Potenze, le quali compilano laboriosamente il trattato di pace che è firmato a Londra il 30 di maggio e chiude dopo otto mesi la guerra, cedendo ai cinque Stati — compresa l’Albania — tutto il territorio della Turchia d’Europa ad occidente di una linea che, da Enos
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1913
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. La Turchia d’oggi è rappresentata in Albania da questi infelici che avevano ieri un’arma per comandare e per offendere e che oggi chiedono danaro per fame. L’agonia dell’impero balena dinanzi agli occhi. Da una capanna, caratteristica come un tucul abissino circondato dalla zeriba, escono due o tre zingare che si attaccano alle gambe del cavallo e squittiscono nel loro idioma chiedendo con modi insinuanti
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