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1939
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ALBANIA fu quasi esclusivamente italiana e che all'estero ci è stata disconosciuta: il salvataggio dell’esercito serbo in completa dissoluzione, affamato, distrutto dalle fatiche, dal tifo esantematico, dal colera e dalla dissenteria. Una fiumana immensa di oltre centomila uomini alla testa dei quali stava lo stesso Re Pietro scendeva su Tirana e Elbasan; un’altra di cinquantamila
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leggende accolte nel poema virgiliano. L’augurio e il voto, che nel primo tempo dell’Im-pero romano parve compirsi con l’invio di una colonia, quando ormai le strade militari solcavano tutta la penisola, raggiungendo il mare Egeo, alla distanza di quasi due mila anni e mentre ancora vibrano gli echi delle celebrazioni augustee sono finalmente realizzati in pieno e senza possibilità di ritorni. L’Albania
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, delle foreste e del sottosuolo. Anche qui s’è dovuto incominciare quasi dalle fondamenta, mancando un’esatta conoscenza della geologia e, in qualche punto, della topografia del paese, per cui non è ancora stabilita con sicurezza la superficie dell'Albania e si accetta generalmente la cifra di 27.538 chilometri quadrati del Seleniza, mentre restano provvisorie le percentuali dei terreni boschivi
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ALBANIA pjia capoluogo del distretto che prende nome dalla città di Dibra in territorio jugoslavo; Kavaia (6.000 abitanti) sulla strada d’Elbasan; Lushnia (2.300 abitanti) al margine settentrionale della Musachia e il grosso villaggio di Fieri (1.800 abitanti) centro della produzione agricola della Musachia stessa; Alessio (Lesh) quasi alla foce del Drin e Kruja a nord di Tirana, entrambe celebri
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di carovaniere, intagliatore e tessitore di coperte a colori vivaci. I privilegiati che possono studiare diventano per lo più farmacisti. Di animo pacifico, coltivano la lingua romena e conservano il ricordo della « grande Valachia » che si stendeva appunto oltre il Pindo; è viva pure tra loro l’affinità con Roma. Mentre in Macedonia e nel-l'Epiro sono osteggiati, i romeni in Albania sono considerati
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PIO BONDIOLI quasi tutta l’Albania meridionale e dell’Epiro, gettando in ceppi anche il pascià di Berat, Ibrahim, al quale la Porta mandò per molti anni il consueto firmano d’investitura: il vecchio prigioniero era costretto dal suo carceriere a rispondere al sultano di essere travagliato da infermità e a supplicarlo di conferire l’amministrazione al genero Muchtar figlio di Alì. Al colmo
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ALBANIA e le mulattiere che vanno da un villaggio all’altro, senza che talora per diecine e diecine di chilometri un ponte metta in comunicazione le due sponde, che solo nei periodi di magra possono essere raggiunte coi guadi o con rari traghetti. Questo carattere speciale si fa ancor più evidente quando si osserva il duplice aspetto del paesaggio visto dal mare. La catena delle Alpi Dina-riche
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ALBANIA Poco sviluppo hanno in Albania le colture industriali ad eccezione del tabacco che viene coltivato su larga scala. Nell’economia della nazione, le foreste hanno una importanza rilevante. Per l’avvenire, col progredire della viabilità, le foreste albanesi possono diventare una vera fonte di ricchezza e dare origine ad industrie fiorenti: nella maggior parte sono ancora vergini
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ALBANIA noscenza, specialmente grazie ai lavori del Dainelli per la geografia dell’Ugolini per l’archeologia e del Tajani per l’economia. Sopratutto sono scomparse le incertezze d’ispirazione politica, visibilissime — ad esempio — perfino nei lavori del Guyon e del Cassi, i quali riflettevano i dubbi dell’ora in cui sono stati pubblicati. L’avvenire del regno d’Albania è ormai ben tracciato
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ALBANIA Voiussa a Tepeleni avevano raggiunto Klissura (Kèl-cyra), Permeti, i monti Trébeshini, ricacciando i presidi ellenici, le bande epirote e i residui di quelle albanesi di Essad pascià. La saldatura del fronte albanese con quello macedone si impose per tagliar fuori la Grecia dal contatto con le Potenze centrali e mettere in efficienza la rotabile Santi Quaranta-Coriza, più rapida e sicura
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ALBANIA l’Albania meridionale, per quanto la Conferenza londinese degli ambasciatori avesse già fissato il confine da capo Stilo ai monti Gramos. Pasic non era stato meno esplicito affermando l’impossibilità di « una comunanza di Stato fra le diverse tribù albanesi » ,« divise in tre religioni » e « nemiche le une delle altre». Nella primavera del 1913 l’ex presidente del Consiglio serbo, Vladan
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ALBANIA sauribile di bellicosi soldati, i quali potevano sempre vantare: « Niente è al mondo più giusto di un fucile albanese ». Il sentimento dell’onore viene in secondo tempo. Chi è « in sangue » deve esercitare la vendetta se non vuole perdere ogni considerazione nella sua tribù, nel villaggio e nella stessa sua famiglia: il sangue sparso dev’essere riscattato ad ogni costo
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ALBANIA che, viste troppo spesso come negative o sotto un aspetto folcloristico, quelle che confermano questa certezza : la fierezza, la lealtà e fedeltà delle promesse, il senso vivissimo della giustizia, l’amore alla vita semplice e rude, l’attaccamento ai luoghi natii, il saldo affetto per la famiglia, la facilità ad assorbire la cultura senza lasciarsi distruggere i sentimenti ancestrali
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ALBANIA dono alla zona principale abitata dal popolo che può vantarsi a ragione il più antico d’Europa. Compresa tra il 42° 28’ e il 39° 28, grado di latitudine nord e il 19° 10’ e il 21° 5’ di longitudine (Green-wich), l’Albania d’oggi appare all’ingrosso come un rettangolo scendente lungo l’Adriatico sotto il Montenegro fino a raggiungere l’altezza dell'isola di Corfù, in direzione
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ALBANIA allora si apre con larghe distribuzioni di rakì fino al momento i cui i servi tzigani portano in tavola tutti i piatti in una sol volta : la corba o minestra di riso con limone e fegatelli, il pilaf turco, polli arrostiti, quarti di montone allo spiedo, intingoli e la torta nazionale detta lakruar. Ognuno prende come vuole, spesso con le semplici dita e per ore intiere durano a mangiare
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spinta allo sviluppo del commercio e dell'economia albanese. Un indice favorevole della gratitudine dell’Albania si potè riscontrare nei sette milioni di risparmi postali dejl'esercizio finanziario 1918-1919 e nel milione che nella primavera del 1918 gli albanesi sottoscrissero al prestito di guerra; nonché nell'interessamento delle popolazioni per gli sviluppi dell'agricoltura
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aveva il suo muthar. Delle quattro province nelle quali era compresa l’Albania ottomana, due sole — quelle di Jauina e di Scutari — erano interamente chiuse entro i confini geografici dell’Albania. 11 vilayet di Cossovo comprendeva i sangiaccati di Ipek, Prizren, Novibazar ed Uskiib. 11 vilayet di \
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li, viene mandato in Albania, con grosso esercito, Hamza pascià verso la fine del 1451. Cinquemila Albanesi piombano all’improvviso sul nemico, infliggendogli una perdita di 7 mila uomini, lasciando essi sul campo soli 70 morti. Nel 1452, 20 mila Turchi si apparecchiano ad entrare in Albania, ma vengono fermati dalle operazioni di Scanderbeg, il quale entra nel bacino del Vardar devastandolo. Nel 1453 Hamza
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1915
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da poco dopo il levare del sole al tramonto. Epperciò nelle ore medie della giornata, in estate, è da ritenersi particolarmente faticosa la marcia. Precipitazioni. — L’Albania è caratterizzata dalla siccità estiva. In questo periodo molti corsi d’acqua cessano ed i maggiori impoveriscono: le minori sorgive, le fontane, specie dei villaggi di pianura, si esauriscono. Il periodo delle piogge (più intenso a nord) dura
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48 Albania, formaggio in Epiro). Anche questo ramo d’industria agricola renderebbe molto di più, qualora l’allevamento degli animali fosse meno primitivo od irrazionale. Il solo nutrimento per il bestiame è quello fornito spontaneamente dalla natura durante la mite stagione. Ma poiché nessuno pensa a mettere allora in serbo il fieno per l’inverno, e le mandrie si tengono tutto 1’ anno all’ aperto
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