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. Una cinquantina di emissari carichi d’oro hanno percorsa l’Albania, spargendo denaro e annunziando la buona novella. Un esercito di quarantamila uomini fu apprestato e gli ufficiali, incaricati di dirigere le operazioni, furono inviati a Uskyp come addetti a quel Consolato. Il signor De Kallay, che ha amministrate così bene la Eosnia e l’Erzegovina, fu designato come il futuro Governatore Generale dell’Albania
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e la voce del comando non suonasse nella lingua degli Shkiptari. Anche Naim Bey così esprimevasi sull' argomento medesimo : « Gli stranieri qualche volta e gli Albanesi continuamente, van pensando chi, allorché l’Albania sarà ìndipendente, diventerà Principe , o Re , o come altrimenti vogliasi chiamare il Capo dello Stato. » Dopo d’aver escluso , come sopra si è visto
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— 532 -- quale più di una volta è stata richiamata 1’ attenzione del Governo, ma sul quale non si sono mai avute sufficienti spiegazioni. La parola Albania ha due significati: il significato geografico corrispondente al territorio occupato dalla gente albanese, e il significato amministrativo, secondo il quale l’Albania si limita ai due mlayets di Scutari e di Janina, che sono la minima
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indispensabile delhequilibrio del Mediterraneo; e quanto agl’interessi nostri in quella parte dei Balkani che pende verso l’Adriatico, io penso che possono essere avvantaggiati, non contrariati, dai rapporti di buona colleganza con 1’ Austria. É inutile farsi illusione : con l’Austria non si può essere che alleati o avversarli; e certe divergenze, come quelle che ci possono dividere in Albania, credo
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potessero completamente realizzarsi; quindi le nostre riserve si riferiscono solamente, e non lo abbiamo per nulla dissimulato, ai costumi ancora rudi , allo stato dL non molto progredita civiltà, di cui parla la Lega medesima, e alle conseguenti ambizioni rivali e alle discordie facili ad insorgere, a causa della completa anarchia in cui, da tanti secoli, la Albania si dibatte, sia per espressa volontà della Porta
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- 316 — montagne, facevano i soliti giri di missione. Il malcontento serpeggiava ovunque, malgrado che la Porta avesse fatto sperare che il celebre maresciallo albanese Redjeb pascià sarebbe stato eletto governatore generale di tutti i vilayets che compongono P Albania. Si parlava per fino di combattimeuti sanguinosi fra Toski e Liapi contro le truppe turche, e i giornali recavano delle g-ravi
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— 112 — che mantenevansi in rapporti più o meno diretti con quelli dell’Albania; i quali erano già riusciti a costituire, fino al mese di maggio, ben sedici comitati rivoluzionari, col pieno accordo dello elemento valacco, in ogni tempo legato agli Albanesi per vincoli di simpatia, di amicizia e di solidarietà non mai smentiti. La Porta, con un suo comunicato ufficiale, apparso l’il luglio
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— 244 — favola ispirata da Cettigne il fatto d’ una politica espansionista esercitata dall’Austria in Albania, anzi esprimeva le sue meraviglie e quelle dei circoli diplomatici viennesi per l’interrogazione del-l’on. Guicciardini, e trovava modo di smentire assolutamente la esistenza di nuove convenzioni riguardo all’Albania, sia perchè, di fronte alle quistioni balkaniche, il contegno
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, Monastir e Salonicco, escludendo quelli di Scutari e di Janina, offendono assolutamente l’unità nazionale dell’Albania. E mentre tante volte è stato dimostrato, al Parlamento e fuori, che all’unità e all’ autonomia dell' Albania la popolazione italiana ci deve tenere assolutamente, invece voi, non facendo alcuna modificazione allo schema di riforme sotto questo punto di vista, avete lasciato campo
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Albanesi, protestiamo altamente innanzi a Dio ed agli uomini che l’antica Epiro, o bassa Albania, la nuova Epiro, o, media Albania, la Gheg’heria, o alta Albania, le quali fanno parte dell’antico e glorioso regno d’Epiro e d’Albania, sono tutte, ad egual titolo, dominio degli Albanesi, che le hanno possedute in ogni tempo, senza che memoria d’uomo possa additarne un altro possessore; e giuriamo
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— 392 à£s —* derbeg.-Desiderii, speranze, aspirazioni degli Albanesi.-Documenti autentici.-Parole di Wassa Pasha.-Abul-Hamid non rinsavisce a tempo.-Pare che incominci ad accorgersi del principio della fine. - Progetto per l'autonomia alba-nese.-l! tarlo del medesimo.-È tardi.-La rigenerazione dell’ Albania non può dipendere del Governo Turco.-La meta verso la quale tendono gli Albanesi
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tutti i mezzi, per riacquistare la libertà e l’indipen-denza nazionale. Or questa potenza, è superfluo dirlo, non può essere che l’Italia, e lo proverebbe, quando non ci fosse altro, l’arrabbattarsi e l’intrigare dell’Austria, che pur essendo pronta di recare nuove e sempre più gravi offese alla civiltà, non si stanca mai di spargere su di essa il discredito iu Albania, nè di suscitare diffidenze
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1904
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commetterebbe un errore, ove mai per l’Albania nutrisse delle mire diverse dall'accrescimento dei commerci e dalla diffusione della civiltà, e riconosciuto che nè il Ministro, nè i Deputati, nè i Senatori aveano di tali fisime per la testa; dichiarò che se, da una parte, era interesse d’Italia il cercar di mantenere l’equilibrio del Mediterraneo, dall’ altra, diventava conato di migliore governo
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Capitolo XVII. LE DECISIONI DELLA CONFERENZA DEGLI AMBASCIATORI Le decisioni adottate dal Consiglio degli ambasciatori, composto dei rappresentanti dell’Italia (conte Bonin Longare), della Francia (Cambon), dellTnghilterra (lord Harding of Penshurst) e del Giappone (visconte Ishii) sono tre (1). La prima concerne l’indipendenza della Albania ed i suoi confini territoriali. Essa dice : L’Empire
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Documento XIV. TELEGRAMMA DEI SIGNORI CLEMENCEAU E LLOYD GEORGE CONSEGNATO IL 23 GENNAIO 1920 ALL’AMBASCIATORE DEGLI STATI UNITI IN PARIGI PER LA TRASMISSIONE A WASHINGTON. ( II. Un tentativo è stato fatto per quanto concerne l’Albania per dare soddisfazione ai bisogni di tutti gli interessati. I dettagli relativi all’ammi-nistrazione di questo paese da parte della Jugoslavia, dell’Italia
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invece la Delegazione albanese, rappresentata a Parigi da Turkan pascià, per la quale la questione albanese era un problema già interamente risoluto e che occorreva soltanto riconfermare e convalidare con un nuovo e formale riconoscimento (cfr. Gap. IX). Da ciò la Delegazione albanese ricavava la conseguenza che l’Albania era uno stato de iure nei confini del 1913 e che quindi erano infondate e inammissibili 45
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di ulteriori trattative fra i tre rappresentanti alleati sottoscritti da una parte, l’Italia e la Grecia dall’altra, i tre rappresentanti alleati agendo in nome dell’Albania. 6° — La città di Vallona, con Vhinterland strettamente necessario alla sua difesa ed al suo sviluppo economico, sarà attribuita all’Italia in piena sovranità. 254
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L’A Iberni a affidata all’Italia, nell’intesa che, a tutela di specifici interessi dell’Albania, delegati del Governo albanese faranno parte delle delegazioni incaricate dal Governo italiano dei relativi negoziati. Art. 8. — La gestione delle dogane dell’unione doganale italo-albanese e dei relativi servizi di vigilanza sulle frontiere di terra e di mare è assunta dall’Amministrazione doganale
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1939
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Documenti montagne Korab en laissant à l’Albanie le district ue la Basse-Dibra et hors de l’Albanie le district de Reka. Quittant cette crête un peu au nord de la ville de Dibra qui reste hors de l’Albanie, la frontière gagne le Drin noir qu’elle remonte jusqu’au village de Zoukowo, d’où, en se dirigeant par les crêtes principales séparant le bassin du Drin et celui du Skoumbi et ne laissant Struga hors de l’Albanie, elle gagne la rive du lac d’Okhrida dans les environs du village de Lim. 267
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L’Albania L’objet du contrôle de la commission internationale. 8. La sécurité et l’ordre publique seront assurés par l’organisation internationale de la gendarmerie. Cette organisation sera confiée à des olïiciers étrangers, qui auront le commandement supérieur et effectif de la gendarmerie. 9. Ces officiers seront choisis dans l’armée suédoise. 10. La mission des officiers instructeurs étrangers
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