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è stata più amica all’altra costa dell’ Adriatico e del Jo-nio: ha tre porti ampissimi e sicurissimi, quello di Pola, quello di Cattaro e quello di Avlona o Vallona in Albania. Questo è ora come abbandonato; ma quando fosse fortificato, potrebbe essere importantissimo, anzi il più importante dei tre per la sua posizione. È collocato a circa quattro o cinque ore di vapore dalla costa italiana: chi possiede Avlona
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— 58 - « Dal Congresso di Berlino in qua, il popolo Albanese non ha cessato di protestare in qualunque modo contro la cessione di vari tratti del territorio dell’Albania agli Stati vicini. Telegrammi, esposti, memorandi sono stati mandati da varie parti dell’Albania alle Grandi Potenze, allo scopo di far riconoscere i nostri diritti contro l’avidità dei vicini, e per indurle
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di occupare l’Albania, nel giorno in cui la propaganda austriaca 1’ avesse permesso, si diedero a calunniare gli Albanesi davanti all’ Europa e per due anni di seguito non cessarono di descriverli come incapaci ad adattarsi a qualsiasi forma di civiltà, ove mai non fossero sottoposti ad un regime paterno analogo a quello adottato nella Bosnia e nell’Er-zegovina. Ma anche allora l’Europa si convinse
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— 13 — •vedute; raddoppiò lo zelo, promise appoggio e più valida influenza, e, sotto pretesto di protezione, era giunta a far mettere piede in Albania a duemila soldati. Allora Mahmud, che iutendea giovarsi della simpatia del suo potente vicino, senza compromettere per nulla la propria indipendenza, soffrendo di malanimo la presenza di quelle truppe nelle sue provineie; dopo d’aver valutata
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— 573 — contro di noi il severo giudizio dell’Europa civile... Lasciare l’Albania nello stato in cui si trova, fra tante ambizioni rivali e sotto la minaccia di continue discordie fraterne, che assumono desolanti proporzioni, non sarebbe conforme agl’ interessi della politica, nè a quelli della civiltà. E invero, non può attecchir mai, nè svilupparsi civiltà duratura in un paese ove, per dir
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altro che il suo posto al sole, senza importunare altri. Siamo provocati ingiustamente. Ci si dice che siamo perfidi... E chi ce lo dice !.... Si afferma che siamo soggetti non so a quale influenza, a non so quale accordo. Tutte favole per intimidire i deboli e sopprimere la coscienza nazionale del povero popolo serbo. Ci si calunnia di aver nascosti pensieri verso l’Albania, proprio ora che altri si prepara
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, acciocché non abbarbichino in Epiro. » Allora l’Albania era venuta nel consiglio di fondare un suo giornale, affidandone a me la direzione, e la comparsa di esso fu d’ un effetto sinistro su tutta la trama panellenica. Non avendo potuto per lunghi intrighi far abbassare questa Bandiera d'Albania, fu messo innanzi, si dice auspice Tri-cupis, il fantasma di una Lega balcanica, ed a noi da Corfù
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ufficiosa della Neue Freie Presse. La solenne dimostrazione del Parlamento italiano a favore dell’Albania, corroborata dal plauso della stampa più autorevole del Regno, destò un grande interesse e produsse naturalmente molta impressione in Austria-Ungheria e negli altri stati più o meno interessati nella questione balkanica e orientale. Solo qualche giornale italiano, forse per amore di singolarità
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— 439 — politica austriaca in Albania aveva sempre avuti degii scopi di civiltà; che era una leggenda oramai sfatata quella che attribuiva ad intrig’hi austriaci la resistenza degli Albanesi di Kossovo, tanto vero che l’Austria, insieme con la Russia, aveva fatto dei passi energici per provocare dalla Porta un’esemplare repressione contro i recalcitranti, il che provava come essa nè incoraggiasse
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ancora in quello splendido discorso nel quale l’onorevole Bovio trasfuse tutta l’anima sua di poeta, di pensatore, di filosofo. La libertà dell’Adriatico, la conseguente indipendenza dell’Albania, è supremo interesse per l’Italia. È vero che le dichiarazioni di von Goluchowski, fatte innanzi alle Delegazioni austro-ungariche , per ciò che si riferisce all’Albania, hanno un carattere abbastanza rassicurante
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dal conte Goluchewski alle Delegazioni dell’ Impero , riunite in Budapest. Il ministro Goluchowski, in quella occasione, accennò lungamente all'accordo austro-russo, ma, differentemente da quello che fece nel decorso anno, passò completamente sotto silenzio la intesa austro-italiana per quanto concerne l’Albania ; e, mentre si propóse 1’ ipotesi di fatti che modificassero lo stata, quo dei Balkani
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, saranno in grave pericolo, davanti a tale eccesso di possanza. Anche in Albania, sin dall’epoca di Elisabetta, la Russia mantenne segrete amicizie e profuse denaro, e l’imperatrice Caterina, durante la guerra contro Mustafà III, mentre i Turchi devastavano la Bulgaria e la Moldavia, eccitò l’odio non mai spento degli Albanesi contro i loro oppressori, che per tanto furono costretti a deviare le armi
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, come quelli che stanno dentro la Patria; che egli da qualche giorno era andato a Corfù per istabilire il piano di g-uerra; per avviare altre imprese relative all’indipendenza dell’ Albania; per mettersi d’ accordo coir i capi della Nazione congregati in quell’isola; ed in fine, se fosse stato riconosciuto opportuno il momento , per entrare egli stesso in Albania , senza pensarci due volte, tenendo in mano la bandiera che da tanti
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civile, poco dopo da lui pubblicato in albanese, nel quale, date le condizioni politiche dell’Europa, traccia con grande semplicità la via da seg’uire e lascia intravedere abbastanza chiaramente i mezzi ultimi da adoperare, per raggiungere il fine dell’indipendenza dell’Albania; senza riccorrere alle vacue declamazioni di certi predicatori da strappazzo e di certi patriottardi
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contro le scuole straniere, che ci disonorano; lavoriamo tutti , ognuno secondo la sua capacità e secondo i suoi mezzi, per diffondere in tutte le città, in tutti i villaggi dell’Albania, il leggere e lo scrivere nella nostra lingua; lavoriamo tutti, anima e corpo, per fondare nelle nostre terre la Scuola Nazionale, di contro alle scuole straniere, ed allora potremo dire che il raggiungimento del nostro scopo
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continuamente e con cura costante di ciò che può avvenire in Tri-politania e in Albania. È mia convinzione profonda che gl’interessi d’Italia sarebbero gravemente offesi, qualora lo statu quo della Tripolitania si modificasse in senso vantaggioso per un’altra Potenza; è mia convinzione altrettando profonda che la stessa indipendenza d’ Italia rimarrebbe ferita, qualora la situazione dell’Albania
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che tutta 1’ intelligenza, il corpo e l’anima, gli averi e la famiglia hanno consacrata all’ Albania, senza guadagnar altro che delle ingiurie ; sono coloro che, malgrado gli ostacoli opposti da nemici, intesi ad avvelenar loro 1’ esistenza, e perfino a danneggiarli nell’ onore (simili in ciò a coloro che più volte, per invidia, cercarono di uccidere col veleno lo stesso Skanderbeg), non disertano il posto
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— 259 — mente esprime un voto di simpatia alla nazione generosa, ricon* sacrando così gli antichi vincoli che si riannodano alla tradizione e alla storia di comuni ideali, che arrisero al trionfo dell'Italia, che sorreggono e confortano la fede dell’operosa e gagliarda terra d’Albania. » Nello svolgere tale ordine del giorno, il De Niccolò si espresse nei termini seguenti: « Quando crediamo
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— 426 — Macedonia, e limitandosi a parlare nella loro Nota dei tre vilayets di Monastir, Uskyp e Salonicco, miravano allo smembramento finale dell’Albania. In vero, giusta 1’ opinione espressa poco dopo dall’ on. De Martino, essa avrebbe potuto diventare il prezzo di tutta una situazione internazionale ; sia perchè la Russia non avrebbe mai permessa alcuna astensione di dominio diretto
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— 246 — d’onore; e per tener divisa quella nazione , le propose la spartizione della terra albanese in due piccoli principati, l’uno per un principe austriaco, l’altro per un principe italiano... Può forse il Governo italiano secondare un disegno tanto austriaco, cioè tanto antinazionale ? L’Italia, conforme alla sua origine e al suo diritto pubblico, non può dire se non questo, che l’Albania
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