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1917
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14 I - L’Albania simpatia che la propaganda è riuscita a creare nell’animo ignobile di costoro. Per questi, che sono pure Albanesi, ma evidentemente interessati da fini egoistici ed impuri, l’Albania nulla avrebbe da sperare dalla propria indipendenza L’Albanese, invero, è stato caratterizzato come un fanciullo adulto che ama le armi ed è sempre scontento e disordinato in rapporto ai sentimenti
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1917
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PREFAZIONE Il pensiero di raccogliere in un volume i principali scritti illustrativi •dell’Albania già pubblicati dalla Società, ebbe origine dai fatti maturati nella penisola balcanica e specialmente presso la sponda orientale dell’Adriatico, durante la grande guerra, che la sfrenata bramosia di dominio della Germania ha scatenato sull’Europa. Fra gli autori che più largamente contribuirono
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1939
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tutte le forze si sistemarono costituendo il XVI Corpo d’Armata (tre divisioni, la 38.a, la 43.a e la 44.a) al comando del generale Piacentini, che lo assunse il 7 marzo. Questo R. Corpo Speciale però passava alla diretta dipendenza del Comando Supremo, il quale se ne servì a tempo opportuno, quando cioè si trattò di fermare l’avanzata di Conrad sui Sette Comuni, e le truppe reduci d’Albania trasportate
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1939
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204 ROMANO DRIOLI nord la zona di Skarapani (quota 231) ed a sud il culmine di quota 1136 della dorsale tra i villaggi di Mazari e Rezina». Il Capo di Stato Maggiore limitava dunque l’occupazione dell’Albania intorno a Valona a scopi strategici e difensivi, mentre il Ministro degli Affari esteri tendeva a porre un freno alla propaganda italofoba dei Greci nella zona epirota. Evidentemente
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198 ROMANO DRIOLI LE DECISIONI DELLA CONFERENZA DEGLI AMBASCIATORI Il vecchio uomo di Stato, Ismail Kemal Vlora, che aveva assunto il Governo provvisorio di un’Albania indipendente, come s’è detto, convocando a Yalona un gruppo di patrioti albanesi, fra i quali c’era il giovane Ahmet Zogu, sebbene il momento volgesse favorevole all’esistenza di uno Stato albanese autonomo, si mostrò incapace
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1939
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L’intervento italiano in Albania prima e durante il conflitto mondiale 213 EPILOGO 7- v La conclusione che a questo punto si deve trarre concerne i sacrifici affrontati eroicamente dall’Italia per conservare l’unità politica, territoriale e strategica del territorio albanese, che i popoli balcanici volevano conteso e spartito: conservare questa unità al popolo albanese che fin dal 1878
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1934
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— 24 — dizione cattolica e lo spirito latino del Nord, intorno a Scutari. Anche i due grandi ordini di S. Domenico e di S. Francesco compaiono presto, quasi subito dopo la loro fondazione, nelle città costiere dell’Albania. I Domenicani discendono da Ragusa a Dulcigno nel 1258. Entravano in Durazzo nel 1278, e Domenico Topia, Vicario Generale per la Dalmazia e per Durazzo, otteneva
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1934
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noto che P. Fishta e P. Dòdaj parlano di questi ultimi anni, P. Pasi e io di alcuni decenni or sono, o addirittura di alcuni secoli fa. E la storia anche dell’Albania come di tutti gli altri popoli, dev’essere pure veritiera, in conformità ai documenti. VII. Nota sulla Cultura in Albania nei sec. XV e XVI. È notevolissimo, ciò che si trova in perfetto accordo con quanto abbiamo detto nellTntroduzione
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1934
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. Per quel che riguarda l’Albania ci sono i documenti: 1. Capitoli da seruarsi dalli Procuratori de le chiese latine d’Albania et luoghi adiacenti, fatti dalli Visitatori Apostolici l’anno 1584 (Ital. 171, fol. 388-389). 2. Ordini et auuertimenti lasciati dalli Visitatori Apostolici alli Prelati d’Albania et Seruia del rito latino l’anno M.D.LXXXIIII (Ital. 171, fol. 390-392). Importante la nota dei conti sulle spese
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1934
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. Così si fu sempre soliti fare nelle grandi montagne del Nord, e però quest’anno noi accompagneremo il P. Pasi coi suoi compagni al Vermòsh, a Vukli e a Gruda. Il Vermòsh e Vukli non li conoscevano ancora. Appartengono alla storica tribù dei Kelmendi riputati fra i migliori montanari dell’Albania cattolica. Il Vermòsh veramente non era che un luogo di pascoli quasi a 1000 metri sopra il livello del mare
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1934
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PUBBLICAZIONI DELL’«ISTITUTO PER L’EUROPA ORIENTALE » ROMA SERIE SECONDA POLITICA - STORIA - ECONOMIA XXV2 P. FULVIO CORDIGNANO S. I. L’ALBANIA a traverso l’opera e gli scritti di un grande Missionario italiano il P. Domenico Pasi S. I. (1847-1914) VOLUME n Le lotte del gigante nel grande triangolo cattolico del Nord: Scodra — Pùlatum — Uskub (Scòpia) ROMA - ISTITUTO PER L’EUROPA ORIENTALE - ROMA
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Page 453
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1934
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— 427 — Terribili ostinazioni: 42, 46. Traditori (durante le Missioni di Kastrati, Hoti ecc., e nell’affare della Croce di Rrjolli, alcuni Ca-p. delle Montagne furono venali e traditori): 68. Tribù: (Antagonismi etnici della —): 3. Usi della montagna: 81, 95. Usi fùnebri: 31, 334, 335. Usi pasquali: 262, 263. Vassallàggio (Duro — in Albania): 243. Veccliiardia (= pleqnì): 252, 260. Venalità
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1912
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e che sono il più attivo e il più efficace strumento della sua propaganda e della sua politica. Per la maggior parte sono preti usciti dai seminari croati. Così come vengono da Zagabria le monache dell’ospedale austriaco a Scutari. Molti poi sono croati di Dalmazia, lieti di continuare in Albania la stessa lotta contro gli italiani che combattono in casa loro... (1) Vico Mantegazza - Macedonia - Fratelli Treves.
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1934
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PUBBLICAZIONI DELL’«ISTITUTO PER L’EUROPA ORIENTALE»ROMA SERIE SECONDA POLITICA - STORIA - ECONOMIA XXV3 P. FULVIO CORDIGNANO S. I L’ALBANIA a traverso l’opera e gli scritti di um grande Missionario italiano il P. Domenico Pasi S. I. (1847-1914) VOLUME III Da Alessio a Oroshi, per le amarissime prove di Durazzo, con la potenza purificatrice della persecuzione — rivolto uno sguardo verso l’Oriente
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1940
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il mio dispiacere per ciò che succede nella bassa Albania per opera di quei falsi greci... Il mio pensiero sul da farsi è il tuo: se non vogliamo che dell’Albania e degli Albanesi si parli con disprezzo per tutto il mondo, chi si sente „soltanto” albanese senza distinzione di religione, impugni l’arma, il bastone, una pietra e scacci dalla propria casa il vigliacco straniero! Con che dolore io sento
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1940
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IL CONGRESSO DEGLI ALBANESI A TRIESTE NEL i9i3 I rapporti che intercorsero fra la nostra città e i patrioti albanesi sono sempre stati dei più cordiali. Trieste è legata alla storia dell’Albania molto più strettamente di quanto comunemente si creda e si ricordi. Ora che la Albania è entrata a far parte della comunità imperiale di Roma sarà opportuno rievocare un grande Congresso che ebbe luogo
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1901
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AVVERTENZA Questo lavoro si chiude con una copiosa bibliografia; ma non è facile immaginare che farraginosa congerie di notizie incerte o incomplete o contraddittorie o erronee o fantastiche o esagerate vien fuori dalla maggior parte dei libri da me consultati ed additati al lettore. L’Albania non possiede archivi nè ha documenti propri della sua storia. Documenti notevoli non c’è da trovarne
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1901
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- 77 — Uffici consolari. — Giova infine ricordare, che parecchi sono gli Stati europei che tengono uffici consolari in Albania: l’Austria, l’Italia, la Francia, la Russia, l’Inghilterra, la Grecia, la Serbia, la Rumenia e il Montenegro. La Grecia ha sette consolati nel solo Epiro. L’Austria ha uffici consolari nei quattro Vilajet_ albanesi di Scutari, Ja-nina, Cossovo e Monastir. L’Italia
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1933
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, e che si deve loro in gran parte se non cadde tutta l’Albania in mano allo scisma, sotto la duplice pressione del patriarcato serbo di Ipek e greco di Costantinopoli, che avevano a loro disposizione grandi mezzi, e sotto i loro ordini dei centri vivissimi di propaganda. L’opera dei PP. Benedettini accanto ai vescovi fu continuata dai PP. Domenicani e ripresa dai Francescani, ai quali si deve la preservazione di una parte dell’Albania
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Page 145
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1933
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— 101 — « Bisogna pur dirlo benché dispiaccia, un’altra causa (degli abusi e ignoranza) fu la mancanza per lo passato di formazione nel Clero. Questi luoghi e questi bisogni domandano sacerdoti istruiti, zelanti e di uno spirito veramente ecclesiastico; e non erano in generale parlando, nè potevano esser tali i sacerdoti dell’Albania, come si può anche solo argomentare a priori
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