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Documento XXIII. PATTO DI AMICIZIA E DI SICUREZZA FRA L’ITALIA E L’ALBANIA (Tirana, 27 Novembre 1926) L’Italia e l’Albania: nell'intento di rafforzare i reciproci rapporti di amicizia e di sicurezza nei confronti della loro posizione geografica e di contribuire al consolidamento della Pace; mosse dal desiderio di mantenere lo statii quo politico, giuridico e territoriale dell’Albania
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La questione albanese Le sei Potenze riconobbero l’Albania come Stato de jure, ed in seguito la riconobbero anche come tale la Romania, la Bulgaria, la Serbia e la Grecia. Con l’avvento al trono del principe di Wied pareva che l’Albania, pur attraverso il cozzo delle pretese degli Stati confinanti, grazie al comune interesse austriaco e italiano che niuno dei due contendenti comunque
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Documento XXII. STATUTO FONDAMENTALE DELLA REPUBBLICA ALBANESE. (7 Marzo 1925) La Nazione albanese libera ed indipendente, fiera del suo passato e piena di fiducia per l’avvenire, neU’Asseniblea Costituente ha deliberato il seguente Statuto: Capo I. Formazione dello Stato. Parte A. — Disposizioni generali. Art. 1. — L’Albania è Repubblica parlamentare, presieduta da un Presidente. La sovranità
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aveva richiesto alla Commissione ulteriori indagini dirette ad accertare i motivi per cui nel 1922 la Commissione aveva proposto di assegnare all’Albania la regione di frontiera che va da Monte Vila alla quota 2175, comprendendo tutta la valle di Vermosh e ad indicare in quali condizioni le popolazioni jugoslave ed albanesi attraversano la regione, ed in quale misura ed in quale epoca dell’anno i pascoli
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Decisioni della Conferenza Struga fuori dell’Albania e va a raggiungere il villaggio di Lim in riva al lago Ochrida. A detto confine la decisione del 9 novembre 1921 apporta quattro rettifiche: 1) nella regione a nord-est di Scutari è assegnato il monte Velicicut alla Jugoslavia col pretesto di assicurare la protezione e gli sbocchi di Podgoritza. Nondimeno la Commissione dovrà preoccuparsi
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L’Albani a Nel memoriale, inviato l’8 gennaio 1920 alla Conferenza, la Delegazione jugoslava osservava che il mandato italiano sull’Albania era pieno di pericoli. Richiedeva in ogni caso la correzione delle frontiere, partendo ad oriente del lago di Okrida, seguendo la linea di displuvio fino a Prizrend c poi continuando lungo il Drin Nero. Dovevano cadere sotto la sovranità SHS. le tribù
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interalleata (1). È bene precisare che l’accordo di Tirana era un accordo a due, e quindi doveva restare e restò limitato all’Italia e all’Albania, e non fu comunicato alle altre Potenze. Esso quindi concerneva unicamente l’atteggiamento dell’Italia nei riguardi dei rapporti italo-albanesi e non era un impegno erga omnes (2). (1) Più che isola Saseno (l’antico Sào<ov) è un grosso scoglio [cfr
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L’Albania Chapitre XI. CULTE. 170. Toutes les communautés religieuses albanaises existantes sont reconnues. Ce principe s’applique aux divers sectes musulmanes. Aucune entrave ne peut être apportée à l’organisation hiérarchique des différentes communautés et à leurs rapports en matière dogmatique avec leurs chefs spirituels suprêmes. 171. Les communautés religieuses en Albanie conserveront leurs
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la question à nouveau, s’inspirant du principe contenu dans le préambule de cette déclaration, à savoir que toutes modifications des frontières de l’Albanie constituent un danger pour la sécurité stratégique de l’Italie ». Con tale decisione si stabilisce in via pregiudiziale che: 1) È questione di importanza internazionale tanto la indipendenza dell’Albania quanto l’integrità ed inalienabilità
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nei destini della vostra patria diletta; tutti accorrete all’ombra dei vessilli italiani e albanesi per giurare fede perenne a quanto viene oggi proclamato in nome del Governo Italiano, per una Albania indipendente, con l’amicizia e la protezione dell’Italia ». Assicurato il possesso di Valona, indispensabile per la difesa strategica del basso Adriatico, l’Italia non aveva altro scopo 40
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Le trattative con l’Austria mento per quanto era possibile lo statu quo in Albania, in aitesa delle deliberazioii finali cbe sarebbero prese al riguardo dall’Europa al termine della guerra. Aggiunse poi le considerazioni prospettate dall’on. Sonnino al barone Macchio (Libro verde, doc. 12). Il 9 febbraio il duca d’Avarna ripetette gli stessi argomenti circa l’Albania e i motivi dell’occupazione
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Le trattative con l'Austria (eressi in Albania « sulla base della situazione presente o di sottomettere a revisione i comuni accordi, qualora dei cambiamenti politici futuri lo facessero apparire necessario per l'una o l’altra delle due parti » (doc. 71). Esaminando tali risposte, Fon. Sonnino osservò che noi domandavamo appunto che gli accordi anteriori con l’Au-stria-Ungheria
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Documento II. STATUTO DELL’ALBANIA ELABORATÔ DALLA GOMMISSIONE INTER N A ZI ON A LE 1)1 CON- TROLLO. Chapitre I. L’ALBANIE ET SON TERRITOIRE. 1. L’Albanie est constituée en principauté constitutionelle souveraine et héréditaire sous la garantie des six Grandes Puissances. 2. L’Albanie est indivisible, son territoire est inaliénable. Les frontières de la Principauté sont celles déterminées
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, senza poter giungere ad un accordo circa le rettifiche ai confini del 1913 verso la Jugoslavia proposti dalla delegazione • inglese. Il giorno 19 settembre Fan Noli lesse all’assemblea due telegrammi di Pandeli Evangheli, dai quali risultava che il conflitto era scoppiato in Albania e poteva generalizzarsi. Il delegato jugoslavo Spalai-kovitch annunciò che Belgrado non intendeva più tacere. Lord Cecil fece presente
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di cui è stata teatro attraverso i secoli, l’Albania ha potuto (1) Le rivendicazioni albanesi furono sostenute, oltre che nei vari memoriali della Delegazione e del Governo albanese, dalla propaganda delle associazioni albanesi fuori l’Albania (E-gitto, Italia, Stati Uniti) e dai comitati albanesi di Londra, della Svizzera etc. Per i memoriali ufficiali cfr. la raccolta Revendications de l’Alba-banie
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solo che venisse riconosciuta l’intima connessione che esiste tra la sua difesa strategica nel basso Adriatico e l’integrità dell’Albania, e quindi questo suo preminente interesse ottenesse un riconoscimento formale da parte degli Alleati, nel senso che quante volte l’integrità albanese fosse minacciata, l’Italia avesse un interesse preminente nella protezione dell’integrità dell’Albania. Cioè che tale integrità
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L’Albania e la S. <1. N. gli impegni internazionali non erano mai stati abrogati, e propose che venisse nominata una commissione d’inchiesta per studiare la questione. Il Consiglio fece riserva di decidere su tale istanza. Il rappresentante italiano, marchese Imperiali, associandosi alle parole di Fisher e ricordando la benevolenza dell’Italia per l’Albania, propose che il Consiglio
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Le trattative diplomatiche Il 4 aprile protestò contro le affermazioni fatte da Essad Pascià alla stampa, appena andato in quei giorni a Parigi, che la Delegazione non rappresentasse l’Albania, mettendo a rilievo che essa era stata regolarmente nominata il 25 dicembre 1918 dal-l’Assemblea nazionale, riunitasi a Durazzo. Il 14 aprile la Delegazione presentò un’altra nota in cui si dichiarava
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1937
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senza contare i 100 mila uomini che formavano il corpo di spedizione in Albania. La Macedonia e l’Albania facevano parte del teatro di guerra di Oriente. Tali truppe furono costantemente mantenute in tutto il loro valore combattivo Non bisogna neppure dimenticare che l’Italia ha costruito e mantenuto con migliaia di operai le grandi strade di comunicazione degli eserciti alleati. Dopo la spedizione
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1911
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□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□□ L’ATTUALE STATO DI COSE GIUDICATA) DAGLI ALBANESI LA QUESTIONE DELLA LINGUA Allo svolgersi di ogni evento importante che interessi l’Albania, non pochi sono che pronunciano giudizi su giudizi, senza punto curarsi a raccogliere l’intimo pensiero che anima il protagonista di questa scena reale. Soltanto anvicinando questo popolo che da anni, e oggi
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