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— 60 — coercitiva esplicata in comune dalle flotte italiana ed austriaca e le duef marine si prepararono allo scopo. Ma tale azione fu evitata in seguito al sopravvenuto sgombro dell’Albania meridionale da parte dei Greci. Così si chiude, per quanto riguarda l’attività navale nell’Albania settentrionale, il faticoso anno 1913. Vedremo in seguito come la questione albanese dovesse assumere
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— 48 — tenze alleate, valse a tenere lontani Slavi e Greci dell’Albania & impedì che la riva orientale del canale di Otranto cadesse in potere di una grande nazione per mezzo di uno Stato satellite. L’azione diplomatica italo-austriaca svolta nel maggio non fu, come vedremo in seguito, l’ultimo bagliore di luce della morente Triplice Alleanza. Ancora una volta prima che le rispettive
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— 213 — Rimane infine da considerare Valona nella sua importanza come testa di ponte per il controllo dell’Albania e per eventuali operazioni militari nei Balcani, in quanto che, con la sola occupazione di Saseno, e non avendo la possibilità di disporre liberamente di Valona, praticamente sarebbe divenuto difficile per noi intervenire tempestivamente e in forze qualora se ne fosse presentata
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del canale Nord di Corfù, con una favorevole delineazione dei confini dell’Albania meridionale '. Queste due minaccie concomitanti al Nord ed al Sud dell’Albania, indussero il governo italiano ad affrettare i preparativi per l’occupazione di Valona. Che il momento fosse opportuno lo dimostra il seguente rapporto telegrafico del capitano di vascello Cerbino in data 6 marzo in missione segreta a Durazzo
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(il capitano di porto, il capo della polizia..., ecc) sospetti di partecipare ad un movimento tendente a proclamare principe di Albania Izzet Pascià, ministro della guerra turco. «Essendovi la certezza che da Costantinopoli erano partite molte persone, in gran parte militari, per organizzare e dirigere il movimento, la commissione internazionale di controllo dette mandato ai membri italiano ed austriaco
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— 46 — della sua fiducia nella fedeltà dell’ Italia alla Triplice; ma solo quando Valona fosse diventata uu ¡porto austro-ungarico.... « La politica austro-ungarica nei riguardi dell'Albania si irrigidì nel tentativo passivo di mantenere lontani dalle coste albanesi gli altri rivali posto che la monarchia non si sentiva abbastanza forte per impossessarsi di Valona. Con i trattati conclusi
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. — L’attacco degli insorti a Durazzo. — Il telegramma dell’eccidio di Se-rajevo. — Il funerale nell’Amarissimo. — Il Consiglio dei Ministri a Vienna e le direttive per la politica austriaca in Albania. — La partenza delle navi austriache dalle acque Albanesi. — Il presidio dei marinai italiani al palazzo reale. — La partenza del principe sul Misurata. — L’occupazione di Durazzo da parte degli insorti
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la divisione speciale. Tuttavia il nostro intervento in Albania non avvenne immediatamente per un complesso di circostanze, e diede luogo a laboriose discussioni tra il governo e le alte autorità militari e particolarmente col generale Cadorna, che riteneva conveniente che l’azione fosse svolta solo con i mezzi della R. Marina, non sembrandogli opportuno in quel periodo impegnare in Albania truppe
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. — Valona. — La politica italiana in Adriatico. — Le aspirazioni slave. — I serbi a Durazzo. — La situazione militare albanese nei primi mesi del 1913. — Le prime nubi italo-austriache per l’Albania. — L’assedio di Scutari. — La flotta internazionale ad Antivari. — Il blocco del Montenegro. — La capitolazione di Scutari. — Preparativi per l’occupazione di Valona. — Mobilitazione parziale e dislocazione
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— 18 — Il comando superiore delle forze italiane era stato assunto dal capitano, di vascello A. Resio, comandante della R. N. B. Brin. * * * Contemporaneamente agli avvenimenti in Levante, si creava una nuova delicata situazione in Albania, tale da richiamare subito l’attenzione dei governi di Roma e di Vienna solidali circa l’assetto politico albanese per accordi esistenti fin dal 1898
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— 78 — tari per vettovagliare quelle popolazioni, alle quali non potevano essere negati gli approvvigionamenti indispensabili che non potevano loro giungere che per via marittima. Tale concessione, oltreché basata su ragioni umanitarie, era anche politicamente opportuna, perchè agenti nemici tentavano di far credere che con la dichiarazione di blocco era nostra intenzione di affamare l’Albania
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— 483 — maggiore serbo appoggiato dal generale de Monde-sir, e quindi dal governo francese; ma vi avevano concorso in parte le difficoltà che il comando del nostro corpo speciale in Albania aveva opposto al passaggio dei Serbi nel campo trincerato di Valona. Di più lo stato maggiore serbo, secondato dal generale de Mondesir, che non essendo marinaio non poteva apprezzare al suo giusto valore
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e in Mirdizia aumenta il fermento abilmente sobillato». E ancora : « Confermando le notizie di aggressioni e imboscate da parte albanese contro l’esercito entrato in Albania, questo rappresentante Serbia calcolava a 400 morti, fra i quali molti ufficiali, le perdite dei loro reggimenti in ritirata da Pri-sren verso la Mirdizia e le montagne di Scutari». Appoggiando infine la proposta che Essad Pascià
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Capitolo XIII. INVIO DI UN CORPO SPECIALE DI SPEDIZIONE IN ALBANIA - NELL’ALTO ADRIATICO NEI PRIMI MESI DEL 1916 Sommario : Preparazione per il trasporto delle truppe in Albania. — Apprestamento a difesa della rada di Valona. — Convogli militari da Taranto a Valona. — Affondamento del piroscafo Re Umberto e del cacciatorpediniere Intrepido. — L’alto Adriatico. — Batterie sul fronte terrestre
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del blocco sulla costa d’Albania : dimodoché dal 30 maggio esso si estese su quel litorale dal confine montenegrino fino soltanto ad Aspri Ruga (Strade bianche). Il governo greco fu però officiato ad impegnarsi di usare la massima sorveglianza fra Aspri Ruga ed il confine meridionale dell’Albania, perchè non avvenisse su quelle coste il rifornimento clandestino dei sommergibili. Con la dichiarazione
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— 215 — La decisione di occupare Valona non derivava dunque da necessità di carattere militare marittimo, ma da opportunità politiche di carattere generale. Qualora naturalmente Valona fosse divenuta la base di un corpo di occupazione operante in Albania, il compito della marina italiana veniva aumentato dalla necessità di assicurare le comunicazioni tra l’Italia e l’Albania, perciò il problema
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in Albania che giudicava dannosa e contraria ai suoi interessi tendenti al possesso non solo di Durazzo ma anche di Valona e di tutta l’Albania. Come vedremo in seguito, il contrasto non fu risolto che con la guerra e la costa albanese divenne uno dei teatri della lotta delle marine italiana ed austriaca. Come lo stesso storico austriaco riconosce, la minacciata azione italiana fece desistere l’Austria
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, furono: a) rifornimento dell’esercito serbo (iniziato il 22 novembre 1915 ultimato nel maggio 1916); b) esodo dall’Albania dell’esercito, dei profughi serbi e dei prigionieri austriaci catturati dai Serbi (iniziato il 12 dicembre 1915 ultimato il 5 aprile 1916); c) trasporto e rifornimento del corpo di spedizione italiana in Albania (iniziato il 1° dicembre 1915); d) sgombro del presidio italiano di Durazzo (26
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11. LA DISTRUZIONE DELLA BASE DI DURAZZO E IL CONCORSO ALLA RISCOSSA SERBA. Dal mare, 3 ottobre. L’avanzata dell’Esercito ¿’Oriente oltre le strette di Babuna e la corsa che gl’italo-franco-serbo-ellenici hanno spiccato dalla valle del Vardar verso la riconquista di Uscub e della vecchia Serbia, hanno prodotto sul fronte macèdone un saliente che le nostre forze d’Albania debbono raggiungere
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1930
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dalla convinzione che ad un conflitto, quando che sia, si debba o si voglia arrivare, ma da una naturale prudenza dettata dalla piena conoscenza dell’ animo e delle tendenze dello stato vicino. Idealmente parlando, ciò che i governi democratici hanno perduto in Dalmazia, il governo fascista ha guadagnato in Albania. Considerando l’Albania come una parte del sistema di difesa dell’ Italia non s’intende affermare
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