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1912
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CAPITOLO II L'APPELLO ALL’EUROPA. Contro gli Slavi La storia dell'Albania — La questione albanese risorge all’epoca della guerra russo-turca — Il memorandum del 1878 è indirizzato a lord Beaconsfield — Le Potenze interessate — Contro la Russia — Perchè non si allearono al Montenegro contro i turchi — Offerte austriache e russe — Pace non duratura — Perchè nessuno si occupò dell’Albania
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1912
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strategico della Turchia per tale comunicazione è evidente quanto si pensa che l’Albania, e sopratutto la bassa Albania, è ferroviariamente isolata nell’impero. L’ostilità della finanza e del commercio di Salonicco, è la prova più chiara della importanza e dell’avvenire serbato a questa ferrovia. La maggior parte del commercio albanese, contro ogni ragione geografica, come osserva giustamente il Marchioro
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1912
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10 GLI ALBANESI In italiano abbiamo fra le pubblicazioni recenti, alcune pregevoli monografìe del prof. Baldacci, un libro di piccola mole ma utilissimo del prof. Galanti, nel quale sono compendiate tutte le notizie sull’Albania; le lettere, mandate una diecina d’anni fa dal marchese di San Giuliano, che fece un viaggio in quelle regioni, al Giornale d'Italia e poscia riunite in un volumetto
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1912
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INDICE 277 eia e Albania — I bei giorni deH’Ellenismo — Eroi della indipendenza Ellenica — Contro i valacchi — Il console rumeno a Jannina — Non trova casa — Santi Quaranta — I monti di Suli — Alì pascià di Jannina — Prevesa — La città di San Giovanni — Il monastero di Sotiras — I klepti — La rivolta di Alì — Come fu ucciso — La sua testa mandata al Sultano — Il nostro commercio in Albania
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1912
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218 GLI AVVENIMENTI RECENTI nude dove abita dei pugni di terra nella quale seminare! Circa due mesi or sono, alcuni albanesi hanno avvertito Talaat bey, allora ministro dell’interno ed oggi Presidente dell’Unione e Progresso, che urgeva provvedere perchè nel-l’Alta Albania si meditavano propositi disperati. Talaat rispose: — Gli albanesi devono aver pazienza ancora! — E rinviò al viaggio
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1912
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finì per trovare i più gravi ostacoli anche in quella terra d’Epiro, che alle guerre per l’indipendenza Ellenica ha dato tanto generoso sangue. La lega di Pritzrend, alla quale ho già accennato in un precedente capitolo, segnò, come ho detto, il primo passo nel risveglio della nazionalità albanese. Ma mentre, per un certo periodo almeno, il Governo Ottomano riuscì a romperne le file nell’Alta Albania
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1912
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ottomano non ha nè volontà nè capacità d’intraprendere una seria opera di riorganizzazione amministrativa, economica e sociale dell’Albania, gli albanesi di tutte le fedi religiose concordemente richiedono l’autonomia amministrativa. L’imprevidenza e l’inettitudine del Governo di Costantinopoli, in questa nuova tragica vicenda della fosc?. storia albanese, vi siano del resto dimostrate da questi dati
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1898
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— 92 — Ritornato a Croja congedò le milizie, inviò le truppe regolari nelle loro ordinarie stauze, convocò a Durazzo i Principi collegati per trattare d’affari comuni e rianimarli sempre più nella fiducia sul risultato finale della lotta contro il nemico della loro fede. L’inverno passò tranquillo in tutta l’Albania e Scanderbeg, nella previsione che nella prossima primavera 1461 il nemico
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1940
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il suo concorso alla conservazione di questa indipendenza e di questa integrità, come ha dato il suo tangibile concorso alla formazione della indipendenza e delle frontiere dell’Albania, lasciando nel 1920 territori che pur le spettavano in base a diritti diplomatici, e concorrendo largamente nel 1913, al tempo dell’Austria-Ungheria rivale, a che quei confini fossero regolati; che l’Italia considera che nessuno
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1939
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Napoleonica di Bologna. Riprodotta in Studi Speciali Albanesi, voi. II, pp. 393-411. Baldacci, Antonio - Rivista critica della collezione fatta nel 1893 in Albania, ecc. in « Nuovo Giornale Botanico Ital. », Firenze, 1894, Baldacci, Antonio - Die pflanzengeographische Karte von Mittelal-banien und Epirus in « Poterai. Mitt. » Gotha, XLIII, 1897, pp. 163-170, 179-183 con carta 1: 1.000.000. Baldacci Antonio
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1940
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FORTUNOSO SALVATAGGIO DELL'INDIPENDENZA ALBANESE Perciò fu allora successo grande della mia diploma-zia, e posso ben vantarmene oggi che vivo tra le ombre, quello di avere ottenuto dall’Austria un accordo con l’Italia per il rispetto e la conservazione dello status quo territoriale albanese. Fu per questo che l’Albania rimase praticamente autonoma e potè avviarsi al suo nuovo destino
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1940
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RACCONTI POLITICI DELL’ALTRA PACE ma l’Inghilterra aveva con se il Giappone, come sempre avviene nelle questioni di esclusivo interesse europeo, ed ha aiutato i Greci, mentre da parte loro i Serbi hanno domandato la parte settentrionale dell’Albania fino al Drin, col possesso di Scutari, sostenendo che la vallata del Drin costituisce per il loro paese la sola via diretta di sbocco verso
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1940
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in mano - La giornata del nostro trionfo -Dietroscena della via crucis adriatica -Dal patto di Roma alla Piccola Intesa -Il vero programma di Benesch - Incontro con Mussolini e prime delusioni . Piig. 55 Cap. Ili - Fortunoso salvataggio della INDIPENDENZA ALBANESE. Sogno a occhi aperti di un pomeriggio cairota - I ricordi sulle acque del Nilo - Il mio fantastico vicino - Lettere sul-l’Albania
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1940
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RACCONTI POLITICI DELL’ALTRA PACE A questo punto i patrioti albanesi cominceranno a comprendere che la politica delle grandi Potenze in Albania non può non essere sopratutto favore-vole a Serbi e Greci, poi alle grandi Potenze stesse, infine all’Albania. Ora sono davanti al nuovo errore: accade quel che accade, si sollevano i Mirditi, si concentrano i Serbi, si agitano i Greci a sud
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1940
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e l’indipendenza politica dell’Albania se non il ritorno cieco ed ostinato dei fedeli agenti del governo di Tirana, in giro per le egoistiche capitali europee, per domandare l’elemosina diplomatica sulla questione fondamentale dei confini del 1913, ritorno ad una politica internazionale a difesa dell’Albania? L’Italia no, l’Italia li « dominava », impediva loro l’acquisto della totale indipendenza
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1937
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DAL 1912 AL 1914 (Jennità di guerra; non si dovevano sospendere le ostilità fino a trattato concluso. Ma le trattative si prolungavano perchè le grandi potenze esigevano che innanzi tutto Scutari fosse restituita all’Albania e proponevano che la linea limite della Turchia fosse la Enos-Midia, tale cioè da lasciarle la penisola di Gallipoli con tutte le rive del mar di Marmara; esse inoltre
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1937
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DAL 1912 AL 1914 quando al Montenegro si aggiunse la Serbia, la quale con le sue prime operazioni diede a vedere come il suo obbiettivo fosse la costa adriatica, da raggiungersi attraverso l’Albania. Essa l’aveva invasa da Monastir e mirava direttamente al porto di Durazzo, che il ministro Pasic già aveva dichiarato necessario alla Serbia. A questo arrivo dei serbi all’Adriatico si oppose
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1931
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La storia dell’Albania e le sue fonti napoletane 53 ♦ * * Da quanto precede deriva che, data la mancanza assoluta di documenti medievali in Albania, la scarsezza di documenti serbi, ungheresi e greci sulla storia albanese, quest’ultima deve farsi soprattutto su documenti italiani, in relazione allfe nostre potenze che più influirono su di essa, cioè Venezia, il Papato e il Regno di Sicilia
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1931
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fino al 1337 (3), nel quale anno fu ceduta all’altro ramo dei Conti di Gravina in cambio del Principato di Acaja (valendo questo feudo più dell’altro si pagò la plusvalenza in 5000 once di oro), sì che da allora in poi il ramo di Giovanni di Angiò prese il titolo anche di Duca di Durazzo, e di Signore del Regno di Albania, donde la denominazione di Du-razzesco che avrà fino alla sua estinzione con la Regina
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1931
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36 Gennaro M.8, Monti Non molto si conosce del primo periodo, data la difficoltà dello studio dell’Evo Antico e dell’Alto Medio Evo, pur essendone note le linee generali (1); scarso interesse ha il terzo periodo, diato che l’Albania quale provincia ottomana non ebbe più una storia autonoma; viceversa, di altissima importanza è il secondo periodo, secoli XIII-XV, sia dal punto di vista albanese
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