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1898
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— 89 — ai migliori suoi generali l’ardua impresa di ridurre all’obbedienza l’Albania. Scanderbeg, appena rientrato nei suoi Stati, erasi senza indugio preparato a valida difesa già in gran parte predisposta dalla Reggenza, cui aveva affidato il governo durante la sua assenza ; riunì un piccolo esercito nei dintorni di Croja pronto a recarsi con tutto o parte di esso contro il nemico
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1912
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216 GLI AVVENIMENTI RECENTI dante rientrava a Costantinopoli annunziando immancabilmente di aver ristabilito l’ordine. Nell’Albania settentrionale, ciò è sempre accaduto anche sotto Abdul Hamid, mentre vi sono stati parecchi anni di quiete relativa nell’Albania meridionale. Ma l’una e l’altra si ribellarono quando il governo di Costantinopoli decise di applicare risolutamente anche all’Albania
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. « Prevalendo altre idee, adottando altro sistema, rimarrebbero facile preda dell’elemento slavo, forte per sè stesso e reso audace dalle recenti vittorie. Ciò che l’Albania domanda. « Delle cose che abbiamo avuto l’onore di sottoporre al giudizio della E. V. in nome e nell’interesse di tutti i nostri connazionali risulta : « I. Che oltre l’interesse subbiettivo e proprio degli Albanesi, considerazioni
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, la corona, è ugualmente considerato nella tradizione, nella storia e nei canti del popolo, come il sovrano dell’Albania che fece rifulgere la sua gloria sul popolo skipetaro. Più nulla rimane di quella tomba, dove fu composto il corpo dell’eroe con . solenni onoranze alle quali, in persona o rappresentanti, presero parte tutti i principi d’Europa, che quella morte considerarono un grandissimo lutto
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- 6g — cola quantità anche l'olio ed il grano. Con tutto ciò la peggior piaga dell’industria agricola, specialmente della bassa Albania, è sempre la pastorizia, dappoiché i terreni per la maggior parte sono ridotti a pascoli o lasciati incolti. Questa preferenza per l’allevamento del bestiame ha fondamento nell’indole e nelle tradizioni degli abitanti. Son dedite alla vita nomade di pastori
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più non rimaneva che la Contea di Cefalonia, di cui sulla fine del secolo xv furono definitivamente spogliati dai Veneziani. Politica di Venezia in Albania — L’Albania, divisa o meglio frantumata in tante piccole signorie, spesso discordi e rivali, era destinata a soccombere. Designati alla sovranità del paese altri non potevano essere che i Turchi o i Veneziani. Da quanto abbiamo sin qui narrato e dai documenti
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. Dopo la caduta di Croja, di Alessio e di Dri-vasto, e la cessione di Scutari, anche Giovanni Mu-sachi fu nel 1481 vinto e spogliato dai Turchi, e morì nel 1510. Per l’Albania non v’era più salvezza. Molti albanesi allora esularono e furono bene accolti nelle terre della Repubblica veneta, nell’Italia meridionale e in Sicilia. A quegli abitanti di Scutari che si rifugiarono a Venezia vennero concesse pensioni
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parecchie ramificazioni, fra le quali scorrono i fiumi, che si dirigono verso l’Adriatico, attraversando una buona parte dell’alta Albania. Il Drin bianco e il Drin nero, riunendosi presso l’estremo limite orientale delle Alpi albanesi dopo un corso di circa 150 chilometri per ciascuno, formano il Drin (l’antico T)rilon), che è il più gran corso d’acqua dell’Albania. Due ponti sono costruiti sul Drin nero
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— 16t> — merita particolare menzione B. Cecchetti, che nella Comunicazione all’istituto veneto altrove citata rende conto succintamente di oltre 700 documenti riguardanti l’Albania da quando la Repubblica veneta vi ebbe, in parte, dominio, fino alla caduta di Scutari e degli altri luoghi in potere dei Turchi, nonché talune sollevazioni degli albanesi nei secoli xvn e xvm. A proposito
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- 42 — ritori montenegrini di Dulcigno e di Antivari lungo l’Adriatico, le città o villaggi e i territori di Padgo-ritsa, Spug' e Giabliak, e i territori delle tribù albanesi dei Cuci e dei Triepshi, accanto alle tribù maljsore dell’Albania. Dacché Podgoritsa, Antivari e Dulcigno per il trattato di Berlino del 1878 appartengono al Montenegro, molti albanesi musulmani le hanno abbandonate
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1901
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; che altri bulgari s’incontrano nel paese dei Dibra lungo il Drin nero. I Turchi sono piuttosto numerosi a Monastir, e ve n’ha pure a Uscub, a Prizzend, a Scutari ed in Elbassan. Gli Zinzari. — Una speciale menzione meritano in Albania dal punto di vista etnografico gli Zin-zari o Tzinzari, o Valachi o greco-valachi, che parlano una lingua affine al rumeno, quantunque coi rumeni non s’intendano, e spesso
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prevale nell’alta Albania, e dei tabacchi di Ipek, Giacova e Scutari si fa notevole contrabbando, non essendosi potuto imporre a quei paesi il monopolio. Va all’estero il tabacco da naso di Berat. Abbondano in tutta l’Albania le foreste, e quindi il legname da costruzione : il pino, l’abete, il platano e specialmente il frassino, e la quercia. Meritano particolare menzione le foreste della vallata
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— 31 — Tolomeo del 2° secolo dell’èra volgare ricorda nella sua Geografia la città di Albanopoli in un territorio dell’Illirio, che corrisponde a una parte della moderna Albania. Così pure neiriliirio egli nomina un monte Albanon, che è pure ricordato da un altro geografo dell’antichità, da Strabone, col nome alterato di Albion. V’ha pertanto chi ha voluto rintracciare il nome corrispondente
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— 140 — Veneto Senato nella occupazione di Antivari fu Antonio Diedo, capitano del golfo (31 maggio). Nella primavera del 1444 si sparse la voce che Murad II apparecchiavasi a ridurre l’Albania all’obbedienza, e allora Scanderbeg risolse di convocare i capi albanesi a un convegno in Alessio, essendo la repubblica di Venezia, cui Alessio apparteneva, ben disposta come sempre a favorire
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a quello di Cos-sovo sono da notare le città e relativi territori o distretti di Tetovo, Prizrend, Giacova, Ipek nell’Albania geografica, Uscub o Scopia, Mitrovitsa, Prishtina e Ghilane nella etnografica, e i cantoni Podrima, sulla riva sinistra del Drin bianco, Dreniza, cioè la collina tra la pianura di Metoja presso Ipek e la pianura di Cossovo presso Prishtina, e qualche altro. Infine nel Vilajet di Monastir
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1898
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— 102 — tuazione dell’esercito turco ed avrebbe potuto diventare insostanibile; ond’è che Ballaban-Vader Pascià decise di levar l’assedio di Croja e ritirarsi in posizione più favorevole, pur restando in Albania; e tutto induce a ritenere che intendesse portarsi su Elbassan, da cui avrebbe potuto facilmente ristabilire la sua principal linea d’operazione e nello stesso tempo, mantenendo occupati
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1934
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— 321 — X. Nota storica sulla visita della Chiesa di Albania e Servia fatta da D. Stefano Gaspari. Il Documento di D. Stefano Gaspari da cui abbiamo estratto una succinta statistica per ogni Diocesi, è, dopo la visita fatta e descritta da Mgr. Marino Bizzi di Arbe (Dalmazia), Arciv. di Antivari (dal 1608 al 1625), il più importante per tutto il sec. XVII. Di fatto esso ci mette sotto gli occhi
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1934
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CAPITOLO II. Raccoglimento e Sacrificio finale. 1. — Il P. Pasi ritorna alla Missione Volante come Superiore dell’Ospizio di Scopia (Febbraio-Agosto 1912). — Condizioni di tumulto in cui trova l’Albania. — Ultime corse missionarie, e ritorno a Scutari (17 Agosto 1912). 2. — Durante l’assedio di Scutari: opere di carità (8 Ottobre 1912-23 Aprile 1913). 3. — Verso la fine. — Ultima malattia
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1898
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e dal Piccinino; ridotto a tale estremo richiese, per consiglio del Pontefice, l’aiuto di Scanderbeg invitandolo a passare in Italia in suo soccorso. Era vivo in Albania il sentimento di riconoscenza verso il defunto Alfonso d’Ara-gona e perciò l’invito di Ferdinando fu accolto con entusiasmo da quelle popolazioni, che unanimi si dimostrarono liete di poter giovare al figlio di colui, che aveva con magnanimità
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1898
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— 37 — Scanderbeg, e ciò fu di lieto presagio per tutti gli intervenuti, i quali ben auspicarono per la futura guerra d’indipendenza da essi preveduta lunga e sanguinosa. Il Sultano Amurad II aveva intanto riunito un esercito di 40 mila uomini e ne aveva affidato il comando, ad Aly-Pascià, uno dei suoi Generali più distinti per senno, attività e capacità, ordinandogli d’invadere l’Albania
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