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ALBANIA barcandosi sulla nostra Misurata, che lo riconduceva a Venezia, non senza avergli lasciato lanciare da Ancona un proclama agli albanesi in cui affermava la speranza di un prossimo ritorno. Il regno brevissimo del Re uscito quasi improvvisamente dalla solitudine di Neuwied, dove era andata a offrirgli la corona sei mesi prima la deputazione presieduta da Essad pascià, aveva gettato i semi
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, barriera naturale fra l’Albania e la Macedonia ellenica. Il Devoli e l'Osum, nascono a poca distanza, si separano per girare intorno agli Skrapari, ma si raggiungono a 80 chilometri dalla costa, a settentrione di Berat, convogliando le acque che scendono dai fianchi del massiccio del Tomor (m. 2480), magnifica montagna visibile da tutti i punti dell’Albania centrale e meridionale. Sopratutto
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PIO BONDIOLI ottenuto il Trentino, l'Istria e la Dalmazia, non si sarebbe opposta alla spartizione dell’Albania fra montenegrini e serbi a nord, fra serbi e greci a sud, purché tutta la costa dalle Bocche di Cattaro a capo Sti- lo fosse neutralizzata. All’Italia inoltre era attribuita la rappresentanza e protezione del futuro Stato che avrebbe avuto come capo Essad pascià. Con l’entrata
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PIO BONDIOLI dato momento — dice il Pernice — sembrò che l’Albania dovesse diventare una provincia austriaca. E se ne impensierivano anche fuori d’Italia. « Dal giorno in cui l’Italia acconsentisse che l’Austria s’insediasse in Albania — riconosceva il Loieau — l’indipendenza della sua costa sarebbe irrimediabilmente compromessa. L’Adriatico diventerebbe non in senso metaforico ma alla lettera
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ALBANIA truppe entravano in città spingendo colonne leggere a occupare Vir Pazar, Dulcigno e Antivari ove le trovò il 4 l’armistizio concluso a Villa Giusti. Nello stesso giorno il reggimento jugoslavo evacuava la città. Per mettere fine alle violenze delle bande essa-diste appoggiate dai serbi nel bacino del Drin, il nostro Comando ordinava l'occupazione di tutta l’Albania del nord-est
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PIO BONDIOLI rono i viaggi giornalistici che fruttarono al Corriere della Sera le corrispondenze dell’Ojetti nel 1901 che affermavano: «Noi abbiamo centomila diritti di occuparci dell’Albania »; quelle del Mantegazza del 1902 pure raccolte in un volume che giungeva a conclusioni identiche, e le lettere del Di San Giuliano dello stesso anno. Ma passarono quasi negletti i lavori del Chiara (1879
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ALBANIA Segue subito, in ordine d’importanza, Scutari (Shkoder e Shqodra, l’antica Scodra) con 29.909 abitanti, il maggior centro dell’Albania settentrionale, passato in seconda linea con l’avvento della città di Tirana. Posto all'estremità meridionale del lago, alla confluenza del Kiri, della Bojana e della Drinassa, è anche il centro culturale ghego, con le sue scuole, i seminari
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ALBANIA sistema delle prestazioni personali già in uso dal tempo dei turchi ed entrato nella legislazione attuale come completamento fiscale della decima gravante sui prodotti agricoli e a sua volta risalente all’epoca feudale. Nominalmente ogni albanese valido e in età dai 18 ai 58 anni dovrebbe dare allo Stato sei giornate lavorative all’anno, oppure versare 20 franchi. In pratica
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ALBANIA zione dei terreni, la ricchezza in corsi d’acqua, ne fanno un paese rurale capace di rilevanti progressi tecnici ed economici. In base a dati statistici degli ultimi anni, la sud-divisione della superficie territoriale risulterebbe come segue: Terre coltivate ha. 330.456 12 % Terre coltivabili » 302.918 11 % Pascoli » 826.140 30 % Laghi, stagni e corsi d'acqua » 136.690 5 % Terreni
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O terra d'Albania, donde quel magno Iskander nacque, a’ giovinetti esempio e [aro ai saggi; — o terra che un secondo eroe nudristi, ch'avea pari il nome, le cui gesta gagliarde empir sì spesso l'inimico d'altissimo sgomento, — madre selvaggia di selvaggia gente. Byron, Childe Harold. II. 1. - Le conoscenze della preistoria dell’Albania, come di molti altri aspetti del paese
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ALBANIA Con l'apparizione degli Uliri incomincia il periodo protostorico albanese rappresentato dal gruppo degli oggetti donati al Ministero della Pubblica Istruzione di Tirana dal Museo nazionale di Roma. Komani e gli altri scavi ci hanno dimostrato come i caratteri protostorici degli oggetti di uso comune e di abbigliamento femminile, perfino la foggia del vestiario quale appare da statue
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ALBANIA Frutto di tale politica fu il Patto di amicizia e di sicurezza stipulato e sottoscritto a Tirana dal ministro d’Italia barone Aloisi e dal ministro d’Albania Hussein Vrioni, il 27 novembre 1926, sulla base di una dichiarazione formulata nel 1° articolo, secondo la quale i due Stati « riconoscono che qualsiasi perturbazione diretta contro lo statu quo politico, giuridico e territoriale
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PIO BONDIOLI tentato di occupare gli indigeni nella costruzione delle grandi strade che ora solcano l’Albania meridionale. Con la formazione del nuovo Stato si impose la necessità di un programma di lavori pubblici. Il problema delle maestranze si presentò nella sua imponenza e non avrebbe nemmeno potuto essere avvicinato, se da parte dell'Italia non fosse venuto uno straordinario concorso
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PIO BONDIOLI sero. La Turchia, a togliere ogni sospetto di complicità e costretta dalle Potenze, dovette mandare contro le forze della Lega albanese, che raggruppava i pascià di Scutari e di Janina, i bey mussulmani dell'Albania centrale e le popolazioni cattoliche del nord, prima Muhtar pascià a rinforzo dei montenegrini, poi Dervish pascià con trentamila uomini che vinsero gli insorti
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ALBANIA e con la violenza. Ora si gettò contro i cristiani di Prevesa, di Suli e di Parga, sterminandoli ferocemente, ora contro i pascià dell’Albania centrale; ora prese al suo servizio le bande degli armatoli e dei Ideiti dell’Albania meridionale, ora invece le combattè senza pietà. Il Pouqueville, che lo conobbe quando fu console a Janina, ha lasciato di Ali pascià, che alcuni vollero, a torto
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ALBANIA menti epiroti, greci, bizantini, latini, slavi, ecc., a noi interessa la constatazione del fatto che a nord dello Shkumbi sono popolazioni con costumanze, parlata, abitudini diverse da quelle delle popolazioni a sud dello stesso fiume e che quanto più ci si accosta alla frontiera settentrionale o a quella meridionale le differenze aumentano e si arricchiscono degli apporti
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PIO BONDIOLI richiamare l’attenzione del governo di Belgrado sulla possibilità di una crisi nelle relazioni italo-albanesi o, per meglio dire, tra noi e Zogu, dato che invece sempre più manifesti erano i segni della simpatia popolare e numerosi appelli giungevano da parte dei più eminenti capi dell’Albania onde ottenere il nostro aiuto per liberarsi dell'oppressione zoghiana. In febbraio
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PIO BONDIOLI con minore attenzione la situazione era osservata nelle Cancellerie e negli ambienti responsabili degli Stati interessati agli sviluppi dei fatti interni dell'Albania. Si dice che Pasic, il quale conosceva bene la Balcania e lo stesso Zog, al momento in cui questi prendeva congedo da Belgrado prima di rientrare in Albania, lo abbia salutato con le significative parole : « Addio
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1939
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PIO BONDIOLI 6. - Questa rassegna del tangibile e costante appoggio prestato dal nostro paese alla ricostruzione dell’Albania non sarebbe completo senza una nota finale che esce dal campo economico ma ha un valore più alto. La trasformazione in un paese civile e sufficientemente progredito non può essere soltanto opera di un sicuro accertamento e di un razionale sfruttamento delle varie risorse
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1939
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minore e nell’Egeo, riconoscendo in cambio l’aspirazione serba allo sbocco sull’Adriatico attraverso l’Albania settentrionale. Forse nessuno dei firmatari in quel momento aveva previsto che lo scottante terreno sarebbe diventato teatro di guerra per tre anni e che sul fronte albanese macedone sarebbe incominciata la disfatta del nemico contro il quale il Patto era diretto
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